Massimiliano Camillo VIII Massimo, I principe di Arsoli

Massimiliano Camillo VIII Massimo, I principe di Arsoli
Principe di Arsoli
Stemma
In carica 1826 –
1840
Predecessore Titolo inesistente
Successore Vittorio Emanuele Camillo IX Massimo, II principe di Arsoli
Trattamento Sua Grazia
Nascita Roma, 21 aprile 1770
Morte Roma, 7 maggio 1840
Dinastia Massimo
Padre Francesco Camillo VII Massimo, IV marchese di Roccasecca
Madre Barbara Savelli Palombara
Consorte Maria Cristina Sabina di Sassonia
Religione cattolicesimo

Massimiliano Massimo I principe di Arsoli, noto anche come Camillo VIII, già Francesco Camillo VII Massimo, IV marchese di Roccasecca (Roma, 21 aprile 1770Roma, 7 maggio 1840) è stato un nobile e dignitario pontificio italiano.

BiografiaModifica

Nato a Roma nel 1770, Massimiliano era figlio del marchese Francesco Camillo VII Massimo, IV marchese di Roccasecca e di sua moglie, la nobildonna romana Barbara Savelli Palombara. La sua condizione di secondogenito, lo pose inizialmente in secondo piano nella linea di successione paterna, ma quando Carlo, suo fratello maggiore, decise di rinunciare al maggiorasco per intraprendere la carriera ecclesiastica, egli si trovò erede delle sostanze dei titoli di suo padre.

Dopo la morte di suo padre nel 1801, quando gli succedette, si trovò in una delicata situazione in quanto a Roma, occupata dai francesi e resa città libera dal papato, gli venne offerto come ad altri aristocratici ex papalini il titolo di senatore, ma egli rifiutò e con altri due rappresentanti dell'aristocrazia (il conte Patrizi ed il principe Altieri, tutti cognati tra loro) ed un borghese preferì la via dell'esilio. Tale decisione gli venne probabilmente ispirata dalla moglie, Maria Cristina Sabina di Sassonia, figlia del principe Francesco Saverio di Sassonia (figlio a sua volta di re Augusto III di Polonia), di spiccato sentimento antinapoleonico, e dalle sorelle di questa che disertarono in massa rifugiandosi dapprima a Parigi e poi alla corte reale di Dresda dove la famiglia Massimo rimase sino al 1810 quando fece trionfalmente ritorno a Roma, accolta come la vera rappresentante della fedeltà al pontefice.[1][2]

Il principe Massimiliano, per il ruolo avuto, venne incaricato dal nuovo governo pontificio di accogliere in città papa Pio VII, proveniente da Imola, dopo il suo ritorno dall'esilio forzato a cui i napoleonici l'avevano costretto. Il nuovo papa lo nominò Maestro Generale delle Poste Pontificie ed egli trasferì la sede del suo ufficio direttamente presso la propria abitazione, il prestigioso Palazzo Massimo alle Colonne, da cui per anni diresse l'attività dei corrieri pontifici.

Per ricompensarlo della propria fedeltà al papato e della buona amministrazione tenuta a favore della chiesa, con breve pontificio del 27 luglio 1826, papa Leone XII concesse a Massimiliano il titolo di principe sul feudo di Arsoli, da secoli proprietà della casata.

Morì a Roma nel 1840.

Matrimonio e figliModifica

Nel 1796, Massimiliano sposò la principessa Maria Cristina di Sassonia, figlia del principe Francesco Saverio di Sassonia e di sua moglie, Chiara Spinucci. La coppia ebbe i seguenti figli:

Albero genealogicoModifica

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Giovanni Battista Camillo V Massimo, II marchese di Roccasecca Fabrizio Camillo IV Massimo, I marchese di Roccasecca  
 
Francesca Maddaleni Capodiferro  
Filippo Camillo VI Massimo, III marchese di Roccasecca  
Giulia Massimo Fabio Camillo Massimo  
 
Laura Ginnetti  
Francesco Camillo VII Massimo, IV marchese di Roccasecca  
Antonfrancesco Soderini Francesco Soderini  
 
Costanza Ginori  
Isabella Fiammetta Soderini  
Vittoria Muti Papazzurri Pompeo Muti Papazzurri  
 
Maria Isabella Massimo  
Massimiliano Camillo VIII Massimo, I principe di Arsoli  
Federico Savelli Palombara, marchese di Pietraforte Massimiliano Savelli Palombara, marchese di Pietraforte  
 
Costanza Baldinelli  
Massimiliano Savelli Palombara, marchese di Pietraforte  
Barbara Colonna Antonio Colonna  
 
Flavia Ruiz  
Barbara Savelli Palombara  
Pietro Gabrielli, marchese di Prossedi Mario Gabrielli  
 
Porzia Lancellotti  
Porzia Gabrielli di Prossedi  
Maria Teresa di Valvasone  
 
 
 

NoteModifica

  1. ^ L. Madelin, La Rome de Napoleon, Parigi, 1906, p. 383
  2. ^ *N. Nada, Metternich e le riforme nello Stato Pontificio, Torino, 1957, pp.77-102

BibliografiaModifica

  • T. Passeri, Arsoli e i nobilissimi signori Massimo, Roma, 1874
  • L. Madelin, La Rome de Napoleon, Parigi, 1906
  • Ceccarius, I Massimo, Roma, 1954
  • N. Nada, Metternich e le riforme nello Stato Pontificio, Torino, 1957
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