Massimo Gramellini

giornalista e scrittore italiano

Massimo Gramellini (Torino, 2 ottobre 1960) è un giornalista, scrittore e conduttore televisivo italiano, editorialista del Corriere della Sera.

Massimo Gramellini nel 2012 al Festivaletteratura di Mantova

BiografiaModifica

Nato a Torino da una famiglia originaria della Romagna, ha conseguito la maturità classica all'Istituto San Giuseppe del capoluogo piemontese e ha intrapreso gli studi di Giurisprudenza presso l'Università di Torino. Nell'autunno del 1985, interrotti gli studi in giurisprudenza, inizia una collaborazione con la redazione torinese del Corriere dello Sport - Stadio.

Presso La Stampa (1988 - 2017)Modifica

Nel dicembre 1988 si trasferisce alla redazione romana de La Stampa, con frequenti trasferte a Napoli.[1] L'anno seguente passa dal calcio alla politica, diventando corrispondente da Montecitorio. Da lì racconta la stagione di Mani pulite e la nascita della cosiddetta Seconda Repubblica. Nell'estate del 1993 è inviato di guerra nella Sarajevo sotto assedio.

Nel 1998 torna a Milano per dirigere Specchio, il settimanale de La Stampa, dove tra l'altro tiene una rubrica di posta sentimentale, Cuori allo Specchio. Dall’anno successivo è curatore di una rubrica in prima pagina de La Stampa, in taglio basso, il Buongiorno: un corsivo di ventidue righe a commento di uno dei fatti della giornata.

 
Michele Serra, Vittorio Zucconi e Massimo Gramellini al Festival internazionale del giornalismo di Perugia nel 2010

Nell'ottobre 2005 assume la vice-direzione de La Stampa. Collabora con la trasmissione televisiva Che tempo che fa di Rai Tre, dove ogni sabato sera commenta con Fabio Fazio i sette personaggi o fatti più importanti della settimana.

Ha pubblicato alcuni saggi che trattano della società e della politica italiana, un almanacco sui 150 anni della storia d'Italia (con Carlo Fruttero) e due serie di racconti sulla sua squadra del cuore, il Torino. Il 29 aprile 2010 è uscito il suo primo romanzo, L'ultima riga delle favole, una favola esoterica sull'amore che in Italia ha venduto oltre 250 000 copie ed è stata tradotta in vari Paesi. Il primo marzo 2012 è uscito il suo secondo romanzo, Fai bei sogni, che è risultato il libro più venduto del 2012, con oltre un milione di copie.[2]

Per un passaggio del suo Buongiorno pubblicato su La Stampa del 24 ottobre 2014 («Le leggi valgono per tutti ed è inaccettabile che la comunità rom si arroghi il diritto di violarle con sistematicità, adducendo il rispetto di tradizioni che giustificano il furto e l’accattonaggio infantile»), Gramellini è stato denunciato all'Ordine dei giornalisti ed è stato oggetto di un esposto alla Procura di Torino per diffamazione e istigazione all'odio etnico-razziale da parte dell'Istituto di Cultura Sinta di Mantova, di Sucar Drom e dell'Osservatorio della Provincia di Mantova contro le discriminazioni.[3]

Altri interventi di Gramellini hanno attirato critiche per razzismo, sessismo e per il tono definito "qualunquista".[4][5][6]

A partire dall'autunno 2016, conduce il programma Le parole della settimana in onda il fine settimana, prima di Che tempo che fa.

Dopo aver trascorso 28 anni a La Stampa, il 21 gennaio 2017 saluta i suoi lettori con un ultimo Buongiorno. Dal successivo 13 febbraio collabora al Corriere della Sera.[7]

Presso il Corriere della Sera (dal 2017)Modifica

Nel 2018 diventa docente all'Università IULM di Milano nel master di Arti del racconto, dove tiene il corso di "Informazione e storytelling".

Nel 2022 vince il 'Premio letterario La Tore isola d'Elba' a Marciana Marina, già assegnato tra gli altri a Camilleri, Vitali, Cazzullo e Veltroni.

Vita privataModifica

È stato sposato con Maria Laura Rodotà, giornalista e figlia del giurista Stefano Rodotà. Attualmente è sposato con la scrittrice Simona Sparaco; la coppia ha avuto un figlio, Tommaso, nato nel 2019.[8] Si considera credente ma non cattolico.[9]

OpereModifica

TelevisioneModifica

NoteModifica

  1. ^ Vialli, giù la maschera: va tutto male, in La Stampa, 21 giugno 1990, p. 30. Ospitato su Facebook.
  2. ^ Gramellini: "Si deve dimenticare il dolore", in Leggo, 14 maggio 2012. URL consultato il 16 maggio 2012 (archiviato il 4 agosto 2012).
  3. ^ Emanuele Salvato, Gramellini, da associazione Rom denuncia per istigazione all'odio razziale, in Il Fatto Quotidiano, 27 ottobre 2014. URL consultato il 12 dicembre 2017 (archiviato dall'url originale il 13 dicembre 2017).
  4. ^ Giulia Siviero, Il sessismo da salotto di Massimo Gramellini, su Il Post, 16 giugno 2016. URL consultato il 18 aprile 2020.
  5. ^ Clarissa Valia, "Smanie di altruismo", il commento shock di Gramellini su Silvia Romano, la volontaria rapita in Kenya, su TPI, 24 novembre 2018. URL consultato il 18 aprile 2020.
  6. ^ Nicole Siri, Buongiorno un corno: Gramellini e le divise Alitalia, su Soft Revolution, 10 giugno 2016. URL consultato il 18 aprile 2020 (archiviato dall'url originale il 19 giugno 2016).
  7. ^ Massimo Gramellini saluta oggi La Stampa. Dal 13 al Corriere della Sera, su Affari Italiani, 21 gennaio 2017.
  8. ^ Massimo Gramellini chi è, età, dove e quando è nato, moglie, figli, vita privata, Instagram, dove vive, biografia e carriera, su Blitz Quotidiano, 5 marzo 2022. URL consultato il 10 aprile 2022.
  9. ^ Lucio Giordano, Ho avuto una "conversione" quindici anni fa; credo in Dio, Lo prego, ma non sono cattolico, in Dipiù, n. 16, 22 aprile 2022, pp. 86-89.

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN75566105 · ISNI (EN0000 0001 1071 3379 · SBN LO1V140544 · LCCN (ENn95084605 · BNF (FRcb162547875 (data) · J9U (ENHE987007597305605171 · CONOR.SI (SL141654115 · WorldCat Identities (ENlccn-n95084605