Apri il menu principale

Massimo Pupillo

regista italiano

Domenico Pupillo (San Severo, gennaio 1922Roma, dicembre 1999) è stato un regista italiano, inizialmente documentarista e poi dedito a film horror sotto gli pseudonimi di Max Hunter, Ralph Zucker o Massimo Pupillo , quello più noto.

BiografiaModifica

Pupillo si avvicinò al cinema durante un lungo soggiorno in Francia a seguito della Seconda guerra mondiale in cui militò al fianco delle brigate partigiane francesi. Dopo essere tornato brevemente in Italia, fece ritorno in Francia dove ebbe le prime esperienze come assistente alla regia ed aiuto regista.[senza fonte] Dopo essersi sposato nel 1958 con Paulette Farjon[1], da cui nel 1969 avrà un figlio, Massimo Pupillo,[1] tornò in Italia per dedicarsi alla regia, inizialmente come documentarista (più di 200 i documentari firmati[senza fonte]), e poi esordendo nel cinema firmando il soggetto del film L'amore primitivo, codiretto con Luigi Scattini nel 1963 e poi dirigendo alcuni lungometraggi di vario genere.

L'esordio nell'horror avvenne nel 1965 quando diresse tre lungometraggi: il primo fu 5 tombe per un medium,[2] del sotto genere gotico di moda nel periodo, interpretato da Barbara Steele, attrice britannica specializzata nel genere; seguì Il boia scarlatto, che firmò con lo pseudonimo Max Hunter,[2] con effetti speciali di Carlo Rambaldi e, La vendetta di Lady Morgan,[1][2] con Erika Blanc e Paul Muller. Nello stesso periodo lavorò anche a vari caroselli. Diresse poi un western scritto da Renato Polselli, Bill il taciturno (1967)[3], e due mondo movie: Svezia, inferno e paradiso (1967)[2] e L'amore, questo sconosciuto (1969).

Per anni venne confuso con l'omonimo produttore Ralph Zucker, morto nel 1982.[2]

Durante gli anni ottanta passò alla direzione di programmi educativi per Rai 3, dirigendo anche Sa Jana, l'audace impresa, un film documentario, remake di un suo precedente cortometraggio del 1961, Gli amici dell'isola, ambientato nella laguna di Cabras in Sardegna e interpretato da pescatori del posto senza attori professionisti e che non venne però mai distribuito[2][4][1][5].

La sua morte fu annunciata per errore nel 1982, in seguito alla morte di un omonimo.[1] Morì invece nel 1999.

FilmografiaModifica

RegistaModifica

ProduttoreModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c d e PUPILLO Massimo, su cinephilazr.pagesperso-orange.fr. URL consultato il 7 novembre 2019.
  2. ^ a b c d e f (EN) Louis Paul, Italian Horror Film Directors, McFarland, 28 ottobre 2010, ISBN 9780786461134. URL consultato il 7 novembre 2019.
  3. ^ THE PROVINCE OF ORISTANO, su www.cinemecum.it. URL consultato il 7 novembre 2019.
  4. ^ Se il teatro ha un cuore sardo L'epopea dei Fratelli Medas, in Archivio - La Nuova Sardegna. URL consultato il 7 novembre 2019.
  5. ^ Se il teatro ha un cuore sardo: l’epopea dei Fratelli Medas, su La Nuova Sardegna, 14 luglio 2014. URL consultato il 7 novembre 2019.

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN120406957 · ISNI (EN0000 0001 1456 2045 · LCCN (ENno2007147425 · GND (DE141168501 · BNF (FRcb14696240v (data) · WorldCat Identities (ENno2007-147425