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Materdomini (Nocera Superiore)

frazione del comune italiano di Nocera Superiore

1leftarrow blue.svgVoce principale: Nocera Superiore.

Materdomini
frazione
Materdomini – Stemma
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
ProvinciaProvincia di Salerno-Stemma.png Salerno
ComuneNocera Superiore-Stemma.png Nocera Superiore
Territorio
Coordinate40°45′12.24″N 14°41′14.76″E / 40.7534°N 14.687433°E40.7534; 14.687433 (Materdomini)Coordinate: 40°45′12.24″N 14°41′14.76″E / 40.7534°N 14.687433°E40.7534; 14.687433 (Materdomini)
Altitudine70 m s.l.m.
Abitanticirca 1 000
Altre informazioni
Cod. postale84015
Prefisso081
Fuso orarioUTC+1
PatronoSanta Maria Materdomini
Giorno festivo15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Materdomini
Materdomini

Materdomini (Matirdomene in dialetto locale) è una frazione del comune di Nocera Superiore, in Provincia di Salerno, sede dell'omonimo santuario dedicato alla Madonna.

Indice

Geografia fisicaModifica

Situata nell'Agro Nocerino, Materdomini è urbanisticamente contigua all'abitato di Roccapiemonte. Sorge a breve distanza da Nocera Superiore e dalla frazione Pecorari e dista pochi chilometri da Nocera Inferiore e Cava de' Tirreni. Le strade principali sono la strada provinciale 4 ed 81.

StoriaModifica

Il Santuario venne edificato dopo il ritrovamento di un quadro di una Madonna con bambino nell'anno 1060. Il santuario è composto dalla chiesa e dall'annesso convento. Il quadro della Madonna è conservato tutt'ora in un tempietto marmoreo. Il tempietto rimane racchiuso dal santuario, che è di stile neoclassico, ricco di dipinti, di stucchi dorati, di marmi, tutti lavori di artisti del '700 e dei secoli successivi, principalmente quelli di Francesco Solimena e Giacinto Diano. Custodi del santuario e dell'immagine furono dal 1075 circa i Preti Bianchi guidati da Pietro Regina e successivamente dal 1091 da Stefano e Nicola Pagano, dal 1632 i Basiliani che rimasero in quel luogo fino al 1809 quando furono soppressi dall'occupazione Militare Francese e da all'ora fino ad oggi i Frati Francescani ne sono custodi. La basilica nei secoli passati è stata visitata da molti personaggi, ossia: Enrico IV (il quale fu guarito dalla lebbra), Papa Niccolò II, Ruggero I di Sicilia, Guglielmo il Malo (colui che spogliò il santuario delle proprie ricchezze) e Guglielmo il Buono (colui che risarcì il santuario dai furti commessi dal padre), Tancredi, Giovanna I e Giovanna II di Napoli, Alfonso II di Napoli, Ferdinando I di Napoli, Carlo V d'Asburgo, Dante Alighieri e Francesco d'Assisi. Nel maggio del 1923 papa Pio XI ha elevato il santuario al rango di basilica minore. Nel 1931 fu dichiarato monumento nazionale.[1]

In una parte del convento è ospitato anche un centro per le malattie mentali, localmente noto come il Manicomio di Materdomini.[2]

L'abitato della frazione, cresciuto attorno al santuario omonimo, ha conosciuto uno sviluppo urbano più accelerato, parimenti al resto dell'area urbana di cui è parte, nella seconda metà del XX secolo.

ManifestazioniModifica

La festa del Santuario si svolge nel mese di agosto e culmina la notte del 14, durante la quale i pellegrini giunti da tutti i paesi vicini, si raccolgono nella chiesa o sul piazzale antistante per la recita del rosario. Alla partecipazione si aggiungono anche carri con raffigurante l'icona della Madonna di Materdomini. Tra le frazioni nocerine partecipanti alla preparazione del carro vi sono Pecorari e Pucciano. La sera del 13 agosto, prima di partecipare alla Messa all'alba del 14, tutte le frazioni e i gruppi che preparano i carri si ritrovano in preghiera e in festa nella frazione di Uscioli.[senza fonte]

Durante la festa religioso-popolare di Materdomini si consuma la tradizionale "palatella con la mpupata". La "palatella" è una sorta di piccolo sfilatino di farina di frumento con, ad entrambe le estremità, due tondini sempre di pane, mentre la "mpupata" sta ad indicare una preparazione di melanzane sott'olio e aceto che si abbina a delle acciughe sotto sale da dissalare, utilizzando anche un pizzico di peperoncino. Un altro cibo tipico era una volta il mellone 'e fuoco, il cocomero.[senza fonte]

Festa del MajoModifica

 
Uno dei momenti rievocativi della Festa del Majo, nel 2018

Ogni 1 maggio, nell'area antistante la Basilica, si riuniscono due cortei, provenienti l'uno dal borgo di Croce Malloni in Nocera Superiore e l'altro da Roccapiemonte, il culto è legato alla consacrazione del tempio alla Mater Domini, voluta da Papa Niccolò II il 1º maggio del 1061. Il Rettore del Santuario di Materdomini, accoglie i cortei capeggiati dai rispettivi Sindaci e il Priore della Congrega del SS. Rosario di Materdomini nonché i figuranti che recheranno i Maj (ovvero gli alberelli adorni di nastri ed altri artifici), al fine di propiziare buoni raccolti nei campi. Il culto del Majo è uno dei riti più antichi d’Italia: le sue tracce risalgono al paganesimo, assorbito poi dalla tradizione cattolica.[3] Nei precedenti giorni (29 e 30 aprile) i vari gruppi folklroristici e rievocativi, si riuniscono per ballare e fare dimostranze medievali e tradizionali.[4]

SportModifica

Grande seguito nella frazione lo ha sempre avuto il calcio, oltre ad essere un feudo molosso, Materdomini negli anni ha avuto due rappresentative calcistiche importanti: la prima fu la Polisportiva Internocera che negli anni '80 ha militato per diverse stagioni nel campionato di Promozione. Negli ultimi anni si era fatto strada il Materdomini Football Club, attivo fino al 2014.[5] In continuazione della tradizione sportiva dei due sodalizi, nel 2017 è nato l'Atletico Nuceria 2017.[6]

NoteModifica

Collegamenti esterniModifica