Matrimonio tra persone dello stesso sesso

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Il matrimonio in vari Paesi è aperto alle coppie formate da persone dello stesso sesso. All'eventuale identicità di sesso di chi contrae matrimonio ci si riferisce comunemente parlando di matrimonio tra persone dello stesso sesso, matrimonio omosessuale o matrimonio gay.

L'apertura del matrimonio alle coppie dello stesso sesso è una delle principali rivendicazioni nell'ambito dei diritti civili. Essa nasce dall'esigenza di eliminare dalle legislazioni la disparità di trattamento basata sull'orientamento sessuale, sul presupposto che il rapporto omosessuale sia una espressione della sessualità e che il diritto al matrimonio sia un diritto inalienabile della persona.[1]

Laddove è aperto alle coppie dello stesso sesso, il matrimonio è talvolta descritto come "egualitario" in quanto in linea col principio di eguaglianza tra persone; da qui l'espressione matrimonio egualitario riferita al matrimonio nel suo insieme, accessibile da tutte le coppie a prescindere dal sesso dei contraenti.[2][3]

Situazione legislativa nel mondo

     Matrimonio aperto alle coppie dello stesso sesso

     Riconoscimento dei matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati altrove

     Il governo ha annunciato l'intenzione di legalizzare il matrimonio

     Unioni civili

     Il governo ha annunciato l'intenzione di legalizzare le unioni civili

     Coabitazione non registrata

     Nessun riconoscimento

I colori più in alto prevalgono su quelli più in basso. Cerchi vuoti: singoli casi

Indice

I matrimoni omosessuali nel mondoModifica

A luglio 2017 due persone aventi lo stesso sesso possono accedere all'istituto del matrimonio in 24 stati: Spagna, Francia, Regno Unito, Germania, Portogallo, Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi, Danimarca (compresa la Groenlandia), Finlandia, Islanda, Norvegia, Svezia, Irlanda, Malta, Stati Uniti, Canada, Messico (nella capitale e in cinque stati), Colombia, Argentina, Brasile, Uruguay, Sudafrica e Nuova Zelanda.

Inoltre in Israele e nelle nazioni caraibiche di Aruba, Curaçao e Sint Maarten, pur non essendo consentito alle persone aventi lo stesso sesso di accedere all'istituto del matrimonio, vengono registrati i matrimoni fra persone dello stesso sesso celebrati altrove.

In vari paesi, come Italia e Grecia, si può accedere a ufficializzazioni diverse dalle nozze; le persone omosessuali hanno infatti spesso accesso alle unioni civili, con inclusa o meno la possibilità di adottare il figlio naturale del partner, la cosiddetta stepchild adoption.

AfricaModifica

SudafricaModifica

Nella Repubblica del Sudafrica dal 30 novembre 2006 è entrata in vigore la legge che autorizza il matrimonio omosessuale, facendo così del Sudafrica l'unico Paese africano a legalizzare le nozze tra persone dello stesso sesso. La cerimonia religiosa è opzionale, le chiese possono infatti rifiutarsi di celebrare certi tipi di unione, mentre il rito civile è aperto a tutti. In Sudafrica le coppie omosessuali possono adottare già dal 2002, mentre da decenni ormai possono adottare i single. Il progetto di legge era stato presentato dopo che la Corte Costituzionale dichiarò con una sentenza che l'esclusione delle coppie dello stesso sesso dal matrimonio è discriminatoria e perciò incostituzionale, ordinando ai legislatori di modificare le regole matrimoniali (il Marriage Act) entro un anno.[4]

AsiaModifica

IsraeleModifica

Nello Stato di Israele, mancando l'istituto del matrimonio civile, sia eterosessuale sia (eventualmente) omosessuale, ed essendo il matrimonio sottoposto alle autorità religiose, non è possibile contrarre matrimoni omosessuali. Nonostante ciò in base a una decisione della Corte Suprema di Israele del 21 novembre 2006 lo Stato di Israele riconosce i matrimoni omosessuali contratti all'estero.

In Israele è stato riconosciuto il diritto di adottare i figli del proprio partner nell'ambito di coppie omosessuali; è in discussione, ma non ancora approvata, una proposta per rendere automatica la successione all'interno di coppie omosessuali. In alcune città, come Tel Aviv, alle coppie omosessuali sono riconosciuti gli stessi diritti assistenziali previsti per le coppie eterosessuali.

Taiwan

Il 24 maggio 2017 la Corte Costituzionale di Taiwan ha sentenziato in favore delle coppie dello stesso sesso affermando che queste hanno il diritto di contrarre legalmente un matrimonio proprio come quelle eterosessuali. Il parlamento ha perciò a disposizione due anni di tempo dalla sentenza per legiferare a riguardo e adeguarsi. Taiwan potrebbe essere quindi il primo stato ad abbracciare il matrimonio egualitario nel continente asiatico.

EuropaModifica

 
Situazione legislativa in Europa:

     Paesi che prevedono il matrimonio anche per le coppie dello stesso sesso

     Paesi che prevedono unioni civili

     Paesi in cui la convivenza non registrata è riconosciuta

     Paesi in cui i matrimoni celebrati all'estero sono riconosciuti

     Paesi senza riconoscimento o con una situazione legislativa ambigua

     Paesi in cui i matrimoni per le coppie dello stesso sesso sono illegali

BelgioModifica

Dal 30 gennaio 2003 il Belgio è il secondo Paese al mondo che ha riconosciuto il matrimonio tra individui dello stesso sesso. Come nei Paesi Bassi la legge sul matrimonio omosessuale ha visto la luce quando il partito cristiano-democratico non era al potere.

Per alcuni mesi sono state in vigore restrizioni sugli omosessuali stranieri desiderosi di contrarre matrimonio, poi cancellate con una nuova regolamentazione in vigore dal 2004 che, prescindendo dal sesso delle coppie che vogliono sposarsi, richiede ad almeno uno dei partner la residenza in territorio belga da minimo tre mesi.

Inizialmente la legge belga non permetteva alle coppie omosessuali l'adozione congiunta di minori e nel caso di figli di uno dei partner lo sposo, o il convivente, dello stesso sesso non poteva diventarne genitore; ora le cose sono cambiate con una riforma in materia di adozioni approvata in via definitiva il 20 aprile 2006.

CroaziaModifica

La Croazia vieta esplicitamente in Costituzione di chiamare "matrimonio" l'unione gay.

Attraverso una espressione popolare avvenuta con un referendum (similmente alla vicina Slovenia che ha così abrogato la legge sulle unioni fra persone dello stesso sesso) ha infatti specificato nella propria Costituzione che la definizione di matrimonio è da considerarsi tale come nella tradizionale accezione del termine cioè fra uomo e donna. Questo per prevenire l'introduzione di leggi in materia deliberate dalla sola espressione parlamentare, temporanea, e dare il quadro della volontà di tutti i cittadini.[5]

Un anno dopo è stata però approvata una legge sulle unioni civili, fermi restando i presupposti costituzionali della definizione tradizionale e naturalmente procreativa (coppia eterosessuale) inserita in Costituzione, sulla base dell'espressione popolare del referendum.

DanimarcaModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Matrimonio tra persone dello stesso sesso in Danimarca.

Il matrimonio è aperto alle coppie dello stesso sesso dal 15 giugno 2012. Il Parlamento della Danimarca, con 85 voti favorevoli e 24 contrari più due astenuti, ha approvato definitivamente il 7 giugno 2012 una legge che cancella il requisito di essere un uomo e una donna per poter contrarre matrimonio e quindi permette anche alle coppie dello stesso sesso di sposarsi.[6] La legge consente a due persone dello stesso sesso di unirsi in matrimonio in municipio o, a scelta, in chiesa secondo i riti della Chiesa di Stato danese; nessun prete, comunque, può essere forzato a sposare persone dello stesso sesso. La partnership registrata, in vigore dal 1989, è ufficialmente abrogata e alle coppie dello stesso sesso che vi avevano avuto accesso viene riconosciuta la possibilità di convertire la propria partnership registrata in matrimonio.

FinlandiaModifica

La Finlandia è stato l'ultimo Paese nordico ad aver esteso il matrimonio anche alle coppie dello stesso sesso[7]. Nel 2013 nacque la campagna "Tahdon2013" (dal finlandese: Lo voglio 2013) per raccogliere almeno 50 000 firme (ne sono state infine raccolte almeno 167 000[8]) necessarie per portare in Parlamento una legge di iniziativa popolare sul matrimonio gay.[9] Il 28 novembre 2014 il parlamento ha ratificato la legge con 105 a favore, 92 contrari e 2 assenti, diventando così la prima legge di iniziativa popolare ad essere approvata[10] e diventando il dodicesimo stato europeo a introdurre tale legislazione[11]. Il 17 febbraio 2016 sono state approvate le norme per regolare l'estensione del matrimonio anche alle coppie omosessuali, precedentemente unite civilmente[12]. Il matrimonio egalitario è entrato in vigore il 1º marzo 2017.[13]

FranciaModifica

Il 7 novembre 2012 il governo francese, presieduto da François Hollande, ha varato il disegno di legge che estende l'istituto del matrimonio anche alle coppie dello stesso sesso. Il disegno di legge prevede inoltre la possibilità anche per le coppie dello stesso sesso di accedere alle adozioni dopo aver contratto matrimonio[14]. L'iter parlamentare ha avuto inizio nel febbraio 2013, prima con l'approvazione il 12 febbraio 2013 dell'intero disegno di legge da parte dell'Assemblea nazionale[15], e poi con l'approvazione anche da parte del Senato il 12 aprile 2013[16], con alcuni emendamenti che hanno richiesto un ulteriore passaggio all'Assemblea Nazionale.[17]. Il 23 aprile 2013, con 331 voti a favore e 225 voti contrari, l'Assemblea Nazionale ha dato la sua approvazione definitiva alla legge, diventando così la quattordicesima nazione al mondo a estendere l'istituto del matrimonio alle coppie dello stesso sesso.[18] La legge inoltre estende alle coppie dello stesso sesso anche la possibilità di adottare figli. La legge è stata ufficialmente promulgata il 18 maggio 2013.[19]

GermaniaModifica

Il matrimonio è aperto alle coppie dello stesso sesso dal 2017. Il parlamento tedesco, con 393 voti a favore e 226 voti contrari più 4 astenuti, ha approvato in via definitiva il 30 giugno 2017 un disegno di legge per l'apertura del matrimonio e dell'adozione congiunta di minori alle coppie dello stesso sesso.[20][21] Il disegno di legge era stato proposto dal consiglio federale, il quale a seguito del voto finale del parlamento lo ha approvato anch'esso in via definitiva.[22] La cancelliera tedesca Angela Merkel ha votato contro, ma ha tuttavia invitato tutti ad esprimere un voto secondo coscienza e non di partito. La promulgazione da parte del capo dello Stato, il presidente Frank-Walter Steinmeier, è avvenuta il 20 luglio 2017, seguita otto giorni dopo dalla pubblicazione sulla gazzetta ufficiale.[23][24][25] I primi matrimoni tra persone dello stesso sesso sono stati celebrati il 1 ottobre 2017.[26][27]

GreciaModifica

Il 23 dicembre 2015 il parlamento greco, con 193 voti a favore e 56 contrari, ha approvato la legge proposta dal governo presieduto da Alexis Tsipras che legalizza le unioni civili tra persone dello stesso sesso. La legge prevede sostanzialmente gli stessi diritti del matrimonio ma esclude la possibilità delle adozioni.[28]

IrlandaModifica

In Irlanda il matrimonio tra persone dello stesso sesso è riconosciuto a livello costituzionale dal 22 maggio 2015. L'allargamento del diritto al matrimonio alle persone omosessuali è avvenuto a seguito dell'approvazione, da parte del 62,1% dei cittadini irlandesi, di un referendum costituzionale che ha modificato l'articolo 41 della Costituzione del 1937 con l'inserimento del comma: Il matrimonio può essere contratto per legge da due persone, senza distinzione di sesso.[29][30]

IslandaModifica

In Islanda il matrimonio tra persone dello stesso sesso è stato introdotto il 27 giugno 2010. Il disegno di legge per la legalizzazione è stato approvato dal parlamento islandese, l'Althing, l'11 giugno 2010.[31] Nessun membro del parlamento ha votato a sfavore dell'approvazione della legge.[32] L'Islanda è stato il nono paese al mondo ad adottare una disciplina specifica e favorevole al vincolo di coniugio tra persone aventi i medesimi caratteri sessuali. Nel paese, dal 2006, era già presente il riconoscimento delle unioni civili[33] tramite l'istituto giuridico dello staðfest samvist.[34] Il matrimonio fu riconosciuto durante il governo (febbraio 2009 - maggio 2013) di Jóhanna Sigurðardóttir che fu la prima donna apertamente omosessuale al mondo a diventare capo di governo.

ItaliaModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Unione civile (ordinamento civile italiano).
 
Manifestazione del 2008 presso il Vaticano

Il matrimonio tra persone dello stesso sesso non è riconosciuto legislativamente (seppur non vi sia costituzionalmente un divieto), ma con l'approvazione della legge Cirinnà sulle "unioni civili " consente agli omosessuali di avvalersi di questo tipo di tutele come anche alle persone eterosessuali è consentito fare[35].

L'excursus storico vede la questione affrontata più volte a vari livelli prima dell'approvazione della legge sulle unioni civili. A partire dalla Corte Costituzionale, che si è espressa più volte sul tema, con una serie di sentenze conseguenti a ricorsi da parte di alcuni tribunali. Il 14 aprile 2009, con la sentenza n. 138/2010,[36] la Corte Costituzionale ha respinto come inammissibili (in riferimento agli artt. 2 e 117 della Costituzione) due ricorsi presentati dal Tribunale di Venezia e dalla Corte d'Appello di Trento, con la motivazione che la questione non rientra nelle competenze della Corte e che i ricorsi erano comunque infondati (con riferimento agli artt. 3 e 29 della Costituzione), "in quanto le unioni omosessuali non possono essere ritenute omogenee al matrimonio".[37] Successivamente, con l'ordinanza n. 276/2010[38] del 7 luglio 2010 e l'ordinanza n. 4/2011[39] del 16 dicembre 2010, sono stati respinti con motivazioni analoghe anche altri ricorsi della Corte d'appello di Firenze e del Tribunale di Ferrara.[40][41]

L'11 giugno 2014 la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionali le norme dell'ordinamento italiano che disciplinano l'automatico scioglimento del matrimonio in seguito al cambiamento di sesso di uno dei coniugi laddove non consentono ai coniugi stessi, dopo lo scioglimento del matrimonio, di mantenere in vita un rapporto di coppia giuridicamente regolato con altra forma di convivenza registrata, che tuteli adeguatamente i diritti e obblighi della coppia medesima, con le modalità da statuirsi dal legislatore.[42]

Anche la Corte suprema di cassazione si è pronunciata due volte in proposito. Il 15 marzo 2012, la Corte ha emesso una sentenza in cui, pur esprimendosi negativamente sulla richiesta da parte di una coppia dello stesso sesso italiana sposatasi all'estero di vedere riconosciuto il proprio matrimonio in Italia, ha dichiarato che nell'ordinamento giuridico italiano la diversità di sesso dei nubendi non è presupposto indispensabile, naturalistico, del matrimonio.[43][44][45][46] La Corte, nella sentenza, ha anche citato il pronunciamento emesso nel 2010 dalla Corte Costituzionale per ribadire che il Parlamento italiano è a tutti gli effetti libero di aprire il matrimonio alle coppie dello stesso sesso, concetto ribadito anche nella successiva ordinanza del 6 giugno 2013[47][48].

 
Piazza del Plebiscito, Napoli, dopo aver ospitato la manifestazione Sveglia Italia in favore delle unioni civili per le coppie omosessuali. 23 gennaio 2016.

Infine il 20 maggio 2016 è stata firmata dal presidente della Repubblica la Legge n. 76/2016 (cosiddetta Legge Cirinnà) per l'istituzione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso, qualificate come "formazione sociale specifica" con esplicito riferimento all'articolo 2 della Costituzione.

La versione finale della legge risulta alleggerita con il taglio di alcune parti rispetto al testo originale che prevedeva, insieme a una serie di situazioni giuridiche sostanzialmente simili a quelle previste per il matrimonio, il dovere di fedeltà tra i componenti dell'unione civile e la possibilità di adottare il figlio naturale del partner (la cosiddetta stepchild adoption), punti poi stralciati in seguito alle numerose polemiche nonché ai profondi dissidi nella maggioranza di governo. L'adozione del configlio, sempre nello stesso anno, divenne disponibile alle coppie omosessuali attraverso un parere positivo della prima sezione civile della Corte di Cassazione.

Il 31 gennaio 2017, per la prima volta nella storia del paese è stato pienamente riconosciuto, per ordine della Suprema Corte di Cassazione, il matrimonio tra due persone dello stesso sesso.[49] La corte ha stabilito, con la sentenza numero 2487, che un matrimonio celebrato all'estero deve essere riconosciuto anche nella giurisdizione italiana qualora almeno uno dei due coniugi sia cittadino di uno stato dell'Unione Europea in cui è in vigore il Matrimonio Egualitario.

LussemburgoModifica

Il matrimonio è aperto alle coppie dello stesso sesso da gennaio 2015. Il Parlamento del Lussemburgo, con 56 voti a favore e 4 voti contrari, ha approvato il 18 giugno 2014 un disegno di legge governativo per l'apertura del matrimonio alle coppie dello stesso sesso.[50] La riforma, promulgata dal capo dello Stato e pubblicata in gazzetta ufficiale nel luglio dello stesso anno, è entrata in vigore il 1º gennaio 2015.[51][52] Le coppie dello stesso sesso unite in matrimonio possono adottare bambini.

MaltaModifica

Il matrimonio è aperto alle coppie dello stesso sesso dal 1º settembre 2017.[53] Il parlamento maltese, con 66 voti a favore e 1 voto contrario, ha approvato in via definitiva il 12 luglio 2017 un disegno di legge governativo per l'apertura del matrimonio alle coppie dello stesso sesso.[54][55] La validità dei matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati altrove era già riconosciuta dal 2014.[56] Il primo ministro maltese Joseph Muscat annuncia su twitter che mercoledì 12 Luglio 2017 il parlamento si sarebbe riunito per il voto finale ad una misura che, qualora varata, avrebbe permesso alle coppie dello stesso sesso di contrarre un regolare matrimonio e accedere a pieno all'adozione prevedendo un esito positivo. La legge non è un singolo atto ma una serie di emendamenti che andranno a implementare l'attuale Marriage Act, il codice civile e il codice penale. La promulgazione da parte del capo dello Stato, la presidente Marie Louise Coleiro Preca, e la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale sono avvenute il 1 agosto 2017.[57][58]

NorvegiaModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Matrimonio tra persone dello stesso sesso in Norvegia.
 
Due donne in abito da sposa.

L'11 giugno 2008 il parlamento norvegese ha approvato a larga maggioranza una legge che apre l'istituto del matrimonio anche alle coppie omosessuali. Il voto è stato accolto con applausi dalla galleria per il pubblico. Il deputato laburista Gunn Karin Gjul ha dichiarato: "È un giorno storico" e ha paragonato la nuova legge "al suffragio universale e alla legge sulla parità dei sessi". Contro la legge si sono schierati il Partito Popolare Cristiano e il populista Partito del Progresso, all'opposizione. Il nuovo diritto matrimoniale è stato approvato dalla coalizione di governo: Partito Laburista, Partito di Centro e Partito della Sinistra Socialista, ma anche dai Conservatori e i Liberali all'opposizione.

Paesi BassiModifica

I Paesi Bassi sono stati il primo Paese ad aprire il matrimonio egualitario a coniugi dello stesso sesso il 1º aprile 2001. I matrimoni fra persone dello stesso sesso sono consentiti anche nelle isole caraibiche di Bonaire, Sint Eustatius e Saba, divenute parte dei Paesi Bassi a seguito della riforma che ha portato alla dissoluzione delle Antille Olandesi.[59][60][61]

In aggiunta al matrimonio, sono in vigore le unioni registrate per coppie di sesso diverso o dello stesso sesso del tutto simili alle nozze tradizionali e la regolamentazione delle convivenze di fatto.

PortogalloModifica

L'8 gennaio 2010 il parlamento portoghese ha approvato la proposta di legge per regolarizzare il matrimonio omosessuale, escludendo però la possibilità di adottare figli. Il primo ministro José Sócrates ha definito la votazione "un momento storico"[62]. Il presidente della Repubblica Aníbal Cavaco Silva (membro del partito conservatore) inizialmente dichiarò che si sarebbe avvalso del diritto di veto, che avrebbe potuto essere reso nullo da una nuova votazione favorevole del parlamento sullo stesso testo, ma in seguito ha cambiato opinione e ha firmato la legge il 17 maggio 2010[63].

Regno UnitoModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Matrimonio tra persone dello stesso sesso nel Regno Unito.
 
Celebrazione di un matrimonio nel Regno Unito.

Il matrimonio è aperto alle coppie dello stesso sesso dal 2014.

L'Irlanda del Nord è l'unica parte del Regno Unito in cui il Parlamento non ha approvato l'apertura del matrimonio alle coppie dello stesso sesso, ma sono consentite le unioni civili.

SloveniaModifica

La Slovenia, similmente alla vicina Croazia, vieta il matrimonio gay sulla base di una consultazione popolare indetta dai partiti di opposizione (forti di un precedente referendum, datato 2012, in cui il 55% degli sloveni si era detto contrario al matrimonio tra omosessuali).

Immediatamente dopo la sua approvazione è stato indetto il Referendum per abrogare la legge sui matrimoni gay[64][65] che il parlamento della Slovenia aveva approvato il 3 marzo 2015 (51 voti a favore e 28 voti contrari).[66][67] Il 20 dicembre 2015, la popolazione tutta fu chiamata ad esprimersi con un referendum popolare (dove votò poco più del 36% degli aventi diritto) e la maggioranza (63% dei votanti) abrogò la legge che istituiva il matrimonio e l'adozione per coppie dello stesso sesso, riconfermando quindi le posizioni popolari già espresse, preventivamente all'approvazione della legge poi abrogata, con un altro referendum nel 2012.[68]

Nel 2016, la Slovenia ha approvato una legge sulle unioni civili (con esclusione dell'adozione di figli) entrata poi in vigore nel febbraio 2017.[69]

SpagnaModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Matrimonio tra persone dello stesso sesso in Spagna.
 
Una decorazione da torta nuziale, in cui si raffigurano due uomini, in una vetrina del centro di Barcellona.

Con la legge n. 13/2005 approvata dal parlamento spagnolo durante il Governo Zapatero il 30 giugno 2005 e in vigore dal 3 luglio 2005, la Spagna ha cambiato il proprio diritto di famiglia, estendendo la possibilità di contrarre matrimonio civile e di adottare figli anche alle coppie di omosessuali.[70]

Accanto al matrimonio, continuano a esistere in Spagna le leggi e i registri delle coppie di fatto, che sono giuridicamente e concettualmente differenti dal matrimonio e riguardando allo stesso modo sia le coppie eterosessuali sia quelle omosessuali.

SveziaModifica

Nel novembre 2008 il primo ministro svedese Fredrik Reinfeldt ha annunciato l'estensione al matrimonio per coppie dello stesso sesso a far data dal 1º maggio 2009: tale estensione ha effetto anche sulla Chiesa svedese, così come già accade per quella norvegese[71].

Nord AmericaModifica

 
Situazione legislativa in Nord America

     Matrimonio aperto alle coppie di persone dello stesso sesso

     Unioni civili

     Riconoscimento dei matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati altrove

     Norme che vietano i matrimoni tra persone dello stesso sesso invalidate da una sentenza non ancora in vigore

Aruba, Curaçao e Sint MaartenModifica

Aruba, Curaçao e Sint Maarten, nazioni caraibiche che pur non appartenendo ai Paesi Bassi fanno parte del Regno dei Paesi Bassi, non consentono alle coppie formate da persone dello stesso sesso di contrarre matrimonio. Nonostante ciò, in base a sentenza emessa nell'aprile 2007 dalla Corte Suprema del Regno, sono tenute a registrare qualsiasi matrimonio contratto nel Regno dei Paesi Bassi, compresi quelli fra persone dello stesso sesso.[72][73]

CanadaModifica

 
Il primo matrimonio omosessuale a Montréal (Canada), il 1º aprile 2004.

Il Canada è stato il primo paese extra-europeo a legalizzare questo tipo di unione. Il matrimonio è aperto infatti alle coppie dello stesso sesso in tutto il territorio nazionale dal 2005. A metà 2005, infatti, il Parlamento federale del Canada ha approvato in via definitiva un disegno di legge governativo per l'apertura del matrimonio alle coppie dello stesso sesso. La riforma è stata promulgata ed è entrata in vigore il 20 luglio dello stesso anno, con il nome di Civil Marriage Act o Loi sur le mariage civil.

Prima dell'approvazione della riforma le coppie dello stesso sesso avevano ottenuto accesso al matrimonio già in molte giurisdizioni del Paese grazie alle sentenze da parte di numerose Corti d'Appello locali, come la Corte d'Appello dell'Ontario e la Corte d'Appello del British Columbia, sentenze pienamente accettate dal Governo federale che difatti si è impegnato a riformulare le norme sul matrimonio di conseguenza. All'entrata in vigore della riforma, le coppie dello stesso sesso potevano già contrarre matrimonio in ben otto province su dieci ossia Ontario, Columbia Britannica, Québec, Manitoba, Nuova Scozia, Saskatchewan, Terranova e Labrador e Nuovo Brunswick, e nel territorio dello Yukon.

MessicoModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Diritti LGBT in Messico.
 
Situazione legislativa in Messico:

     Matrimonio a livello statale

     Altro tipo di unione, con almeno una risoluzione giudiziale che appoggia il matrimonio tra persone dello stesso sesso

     5+ risoluzioni giudiziali che appoggiano il matrimonio tra persone dello stesso sesso, si richiede legalizzazione da parte del governo statale

     1–4 risoluzioni giudiziali che appoggiano il matrimonio tra persone dello stesso sesso

     Senza ordini giudiziali, però il matrimonio è riconosciuto a livello federale (si applica a tutti gli stati)

Matrimoni omosessuali vengono eseguiti a Città del Messico, Campeche, Chihuahua, Coahuila, Colima, Jalisco, Michoacán, Morelos, Nayarit e Quintana Roo, così come in alcune municipalità in Guerrero, Querétaro, Tamaulipas e Puebla. Inoltre, unioni civili sono eseguite a Città del Messico e negli stati di Coahuila, Campeche, Jalisco e Michoacán. Tuttavia i matrimoni contratti in questi stati devono essere riconosciuti da tutti gli altri stati della federazione a seguito di una sentenza della Corte Suprema messicana.

Stati Uniti d'AmericaModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Matrimonio tra persone dello stesso sesso negli Stati Uniti d'America.
 
La Casa Bianca illuminata dai colori della bandiera arcobaleno
 
Situazione legislativa negli Stati Uniti

     Matrimonio aperto alle coppie dello stesso sesso

     Valutazioni in corso sull'applicabilità della sentenza suprema del giugno 2015

Il matrimonio tra persone dello stesso sesso è stato reso legale in tutto il paese dopo una sentenza della Corte Suprema del 26 giugno 2015. Prima di quella data era possibile contrarre matrimonio nella capitale Washington[74][75] e in 37 Stati della federazione: Massachusetts, Connecticut, Vermont, New Hampshire, Iowa, Stato di New York, Maine, Maryland[76], Rhode Island[77][78], New Jersey[79][80], Delaware[81], Minnesota[82], Stato di Washington[83], California[84][85], Illinois[86], Hawaii[87], Nuovo Messico, Oregon, Pennsylvania, Virginia, Wisconsin, Indiana, Utah, Oklahoma,[88] Colorado[89], Virginia Occidentale[90], Nevada[91], Carolina del Nord[92], Carolina del Sud[93], Alaska[94], Idaho[95], Arizona[96], Wyoming[97], Kansas[98][99][100], Missouri[101][102], Montana[103], e Florida[104].

Inoltre, prima della sentenza, alcune giurisdizioni del Kansas e del Missouri non fornivano alle coppie dello stesso sesso l'autorizzazione a contrarre matrimonio; le coppie dello stesso sesso di queste giurisdizioni potevano comunque ottenere tale autorizzazione da altre giurisdizioni del proprio Stato e celebrare il proprio matrimonio dovunque all'interno dello Stato stesso.[105][106]

A livello federale i matrimoni fra persone dello stesso sesso sono riconosciuti dal 2013 quando una sentenza della Corte Suprema americana, resa nel giudizio United States v. Windsor, ha dichiarato incostituzionale il Defense of Marriage Act (DOMA) nella parte in cui esso obbliga il governo federale a considerare matrimoni solo le unioni fra persone di sesso diverso.[107] Già dal 2011 l'amministrazione Obama riteneva discriminatorio il DOMA e aveva annunciato di non attivarsi più in difesa della legge nelle cause legali che lo riguardavano[108][109].

OceaniaModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Diritti LGBT in Oceania.

AustraliaModifica

 
Situazione legislativa in Oceania:

     Matrimonio.

     Altro tipo di regolamentazione.

     Nessun riconoscimento.

     Omosessualità illegale

In Australia il matrimonio è consentito alle sole coppie di sesso diverso. La legge conosciuta con il nome di Marriage Act 1961[110], così come modificata dal Marriage Amendment Act 2004[111], definisce il matrimonio come l'unione di un uomo e di una donna. Varie proposte di legge per l'apertura del matrimonio alle coppie dello stesso sesso e per il riconoscimento dei matrimoni fra persone dello stesso sesso celebrati all'estero sono state respinte nel corso del 2010[112], del 2012[113][114] e del 2013[115] dal Parlamento nazionale. Dal 1º febbraio 2012 le coppie dello stesso sesso sono comunque autorizzate a ricevere il certificato di nulla osta per contrarre matrimonio all'estero.[116][117][118]

Nell'ottobre 2013 il territorio della capitale ha approvato un provvedimento atto a permettere alle coppie dello stesso sesso di contrarre matrimonio all'interno della giurisdizione;[119][120][121] il provvedimento è stato però subito impugnato dal Governo australiano[122] e, nel dicembre dello stesso anno, dopo pochi giorni dalla sua entrata in vigore e dalle celebrazioni dei primi matrimoni fra persone dello stesso sesso[123][124], è stato invalidato dall'Alta Corte d'Australia in quanto in contrasto con il Marriage Act 1961.[125][126][127]

Nuova ZelandaModifica

Il parlamento della Nuova Zelanda ha esteso il matrimonio anche alle coppie dello stesso sesso il 17 aprile 2013, riformando la legge sul matrimonio in vigore dal 1955 con 77 voti a favore e 44 contrari, superando l'opposizione delle associazioni cattoliche[128].

SudamericaModifica

 
Situazione legislativa in Sudamerica:

     Matrimoni tra persone dello stesso sesso

     Unioni civili che garantiscono in vari ambiti diritti simili a quelli del matrimonio

     Nessun riconoscimento o situazione sconosciuta

     Norme che vietano i matrimoni tra persone dello stesso sesso

     Relazioni tra persone dello stesso sesso illegali (pena de iure, non perseguita de facto)

  Lo stesso argomento in dettaglio: Diritti LGBT in Sud America.

ArgentinaModifica

In Argentina il matrimonio è aperto alle coppie dello stesso sesso dal 2010. Con il voto finale del Senato, il 15 luglio 2010 l'Argentina ha esteso l'istituto del matrimonio alle coppie dello stesso sesso[129], con validità su tutto il territorio nazionale. In precedenza, le unioni tra persone dello stesso sesso erano possibili solo in alcuni municipi. La legge modifica il codice civile, sostituendo l'espressione "marito e moglie" con "i contraenti" e fra i diritti previsti sono compresi la possibilità di adozione, il congedo familiare e l'accesso ai servizi di sicurezza sociale.[130] Nel Paese, ora che la possibilità di sposarsi è stata estesa alle coppie dello stesso sesso, ci si riferisce comunemente all'istituto del matrimonio descrivendolo come "egualitario". Vedi l'espressione assai diffusa "matrimonio igualitario" (in italiano: matrimonio egualitario)[131][132]

BrasileModifica

In Brasile una legge specifica sui matrimoni omosessuali non è ancora stata adottata dal parlamento federale. Tuttavia, nel maggio 2013 il Consiglio nazionale di giustizia (Cnj), organo di controllo dell'autonomia del potere giudiziario, ha stabilito che gli uffici pubblici che rilasciano le licenze per il matrimonio civile non potranno più rifiutarsi di autorizzare anche le nozze fra persone dello stesso sesso.[133] La decisione del Cnj è vincolante su tutto il territorio federale e consente anche alle coppie già registrate come unioni civili di convertire il loro status in matrimonio, rappresentando pertanto una legalizzazione di fatto delle nozze per coppie omosessuali.[134][135]

ColombiaModifica

In Colombia il parlamento ha deliberato il 5 novembre 2015 una legge che consente alle coppie dello stesso sesso la possibilità di adottare figli, pur non riconoscendo il matrimonio egualitario[136]. Sulla base di questa legge, il 7 aprile 2016 la Corte Costituzionale colombiana, con sei voti a favore e tre contrari, ha deliberato con effetto immediato l'estensione dell'istituto del matrimonio civile anche tra le persone dello stesso sesso.[137]. Con questa decisione, la Colombia diventa il quarto stato del Sud America a riconoscere legalmente il matrimonio tra persone dello stesso sesso[137].

UruguayModifica

In Uruguay il matrimonio è aperto alle coppie dello stesso sesso da metà 2013. Il parlamento nazionale, con 23 voti a favore e otto contrari al Senato e 71 voti a favore e 21 contrari alla Camera, ha approvato in via definitiva l'apertura del matrimonio con tutti i suoi effetti, inclusa la possibilità di adottare bambini, alle coppie dello stesso sesso.[138][139][140] La riforma è entrata in vigore il 5 agosto 2013 e ha reso l'Uruguay la terza nazione del continente americano in ordine di tempo dopo Canada e Argentina, e quindi la seconda dell'America Latina, a consentire alle coppie dello stesso sesso di contrarre matrimonio in tutto il proprio territorio.[141][142] Il Paese, oltre al matrimonio, riconosce anche altri tipi di legame legale tra fidanzati per effetto della legge del 2008 sulla Unión Concubinaria[143] che riconosce e tutela le coppie conviventi a prescindere dal sesso garantendo loro, dal 2009, anche l'adozione di minori.[144]

Storia del matrimonio omosessualeModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del matrimonio tra persone dello stesso sesso.

L'aspirazione al matrimonio ha sempre caratterizzato la comunità omosessuale ma (almeno nella cultura occidentale) ha sempre trovato un ostacolo nell'opposizione della società, che considerava il matrimonio come un mezzo per garantire la riproduzione, cioè la nascita di nuovi cittadini. Tuttavia, alcune tracce di tale aspirazione sono state riconosciute in diversi momenti storici.

In GreciaModifica

Alcuni individuano una sorta di "stadio embrionale" del matrimonio omosessuale nel rapporto pederastico caratteristico nella Grecia antica. La relazione tra adulto e giovane (erastès ed eròmenos) in effetti comportava specifiche responsabilità sociali e religiose per i contraenti, proprio come un matrimonio, soprattutto nel caratteristico rito detto arpaghè, che lo storico Eforo di Cuma ha descritto per Creta (Vedi Pederastia cretese).

Anche i riti del tiaso di Saffo adombrano cerimonie che potevano legare simbolicamente due donne di un amore che la poetessa greca cantò apertamente. Ciò detto, va concluso che non esiste comunque alcuna testimonianza di vere e proprie cerimonie matrimoniali fra persone dello stesso sesso.

Nell'antica RomaModifica

Gli storici romani della prima età imperiale hanno parlato, volendo presentare un esempio di quella che loro consideravano la decadenza dei costumi dei loro tempi, di veri e propri matrimoni celebrati fra uomini. I più celebri di tali racconti sono quelli dei due matrimoni dell'imperatore Nerone con l'eunuco Sporo e il liberto Pitagora e di quello tra Eliogabalo e il suo schiavo biondo di nome Ierocle.

Nonostante in questo caso le testimonianze siano esplicite e i verbi usati per descrivere la cerimonia (nubere) inequivocabili, tale rito è oggi interpretato dagli storici in vari modi ed è decisamente controverso. Fra le tesi proposte, risulta particolarmente convincente l'idea secondo cui la testimonianza degli scrittori latini abbia deliberatamente frainteso una cerimonia di matrimonio mistico fra divinità, di cui abbiamo testimonianze storiche indipendenti, e che era tipica dei culti misterici.

In tale rito, come negli attuali matrimoni per procura, il sacerdote agiva non in prima persona ma solo come rappresentante della divinità, e il suo sesso era quindi irrilevante, trattandosi di un mero procuratore. Anzi, in una società in cui le donne non avevano capacità giuridica, era semmai sottinteso che un procuratore potesse essere esclusivamente di sesso maschile.

Quando il Cristianesimo cominciò a diffondersi sostenne l'idea del matrimonio più orientato a fini procreativi; ciò, unitamente al fatto che i Romani utilizzavano la sessualità come una forma di dominazione (tra cui lo stupro dei maschi nemici), è stato dagli storici collegato con la crescente intolleranza verso gli omosessuali che si registrò a Roma.

Europa cristiana medioevaleModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Santi Sergio e Bacco e Adelphopoiesis.
 
I santi Sergio e Bacco, raffigurazione del settimo secolo

Nell'Europa dominata dal Cristianesimo del Medioevo, le relazioni omosessuali erano molto meno aperte e accettate che nell'antichità classica.

Tuttavia due persone dello stesso sesso che nutrissero un reciproco profondo sentimento di appassionata amicizia, potevano celebrarlo. Solitamente si era ipotizzato che tale forma di "amore" fosse platonica, ma tuttora la questione è discussa fra gli storici moderni.

In quest'epoca si trovano inoltre tracce di deliberati tentativi di contrarre matrimonio da parte di persone dello stesso sesso, in due modi: o contraffacendo il sesso (caso comune nelle cosiddette passing women, donne travestite da uomo che molto spesso contrassero matrimonio con altre donne, che in genere non le denunciarono), o riproducendo in forma privata, ovviamente non valida giuridicamente, i riti matrimoniali fra persone dello stesso sesso. Già nel 1300 la celebre "Huon de Bordeaux", una chanson de geste, racconta il matrimonio tra due donne. Ide, la protagonista, vestita da uomo si impiega come guerriero per chiedere la mano della figlia dell'imperatore. Dopo il matrimonio però viene scoperta e l'imperatore la condanna al rogo per sodomia.

Lo storico John Boswell dell'Università di Yale, basandosi su un dipinto del settimo secolo, ha proposto una controversa interpretazione secondo cui i santi Sergio e Bacco sarebbero l'esempio di un'unione omosessuale del primo Cristianesimo: secondo alcuni la raffigurazione mostrerebbe un matrimonio religioso avente Gesù come testimone di nozze. Boswell sostiene che questo dipinto, assieme ad altri scritti a noi pervenuti, sarebbe la prova dell'iniziale tolleranza del Cristianesimo verso l'omosessualità; tuttavia la maggior parte degli storici non considera credibile la sua tesi.

Un nuovo mondoModifica

 
Il conquistador Vasco Núñez de Balboa fa sbranare dai suoi cani gli indios che avevano sposato altri uomini.

La colonizzazione europea delle Americhe porta con sé il contatto con popoli, come i nativi americani che ammettevano matrimoni tra individui dello stesso sesso, sia pure subordinati al fatto che uno dei due si travestisse con gli abiti del sesso opposto.

Numerose e scandalizzate sono le osservazioni degli europei nei diari di viaggio, relativi a queste pratiche.

Così il diario di viaggio del 1540 di Castañeda de Nagera, membro e cronista di una spedizione nel Messico, accenna a "curiosi" usi e costumi di Culican:

« v'erano tra loro uomini che indossavano abiti da donna, si sposavano con altri uomini, e servivano loro da spose. »

Gli europei, coadiuvati dai missionari cattolici, incominciarono così una lotta sanguinosa per l'estirpazione di tali pratiche, senza fermarsi di fronte ad alcuna violenza per ottenere il loro scopo.

Verso l'età modernaModifica

In Europa è nel 1574, durante un processo per sodomia a Valencia, che viene espresso in maniera incontrovertibile il desiderio di un uomo di sposare un uomo. In particolare tale Joan, servo di un curato, "desiderava più che cento ducati" che Bartolomé Juárez, schiavo di un torcitore di seta, "gli fosse moglie".

Michel de Montaigne poi, nel suo diario di viaggio, il Journal de voyage en Italie par la Suisse et l'Allemagne, registra nello stesso periodo ben due episodi correlati con il matrimonio omosessuale.

Il primo, avvenuto a Vitry in Francia, narra di una donna travestita da uomo impiccata perché aveva sposato un'altra donna.

Il secondo episodio è più articolato. A Roma, nel 1578 alcuni "portoghesi" (probabilmente marrani portoghesi) si riunivano nella chiesa di San Giovanni a Porta Latina e:

« Si sposavano tra maschi alla messa, con le stesse cerimonie che noi usiamo per il nostro matrimonio, facevano comunione insieme, leggevano lo stesso nostro Vangelo nuziale e poi dormivano e abitavano insieme. Poiché il matrimonio rende legittima l'unione tra maschi e femmine, a quegli astuti personaggi era parso che anche la loro unione sarebbe divenuta legittima se consacrata dalle cerimonie e dai riti della Chiesa. »

Michel de Montaigne concludeva:

« furono bruciati otto o nove portoghesi di codesta bella setta. »

Il SettecentoModifica

Nel 1705 a Parigi, in alcuni luoghi di incontro per omosessuali si celebravano riti matrimoniali simbolici, come riportano gli archivi di polizia[145].

Intanto il tentativo dei missionari spagnoli di estirpare il vizio tra gli indiani non aveva ancora avuto pieno successo, come attesta una relazione del 1787, di Francisco Palou, che descrive la scoperta di un matrimonio omosessuale fra gli indiani della costa della California. Qui due uomini, uno dei quali travestito, convivevano:

« I padri furono avvertiti che in una delle case dei neofiti si erano messi due pagani, uno con il loro abito naturale e l'altro in abito da donna, chiamandolo con il nome di joya (che dicono sia chiamato così nella loro lingua natale), il padre missionario si recò alla casa con il capo scorta e un soldato per vedere quel che cercavano, e li scoprirono nell'atto del peccato nefando.

Li punirono, sebbene non con la pena che meritavano, e vituperarono il fatto tanto enorme, e il pagano rispose che quella joya era sua moglie e, essendo stati ripresi, non sono tornati a vedersi nella missione né nella vicinanze, né nelle altre missioni si è vista gente tanto esecrabile. »

Alla fine del XVIII secolo, in Inghilterra, in alcune molly houses (luoghi di incontro per omosessuali[146]), si celebravano riti matrimoniali fra uomini:

« C'erano stanze – scrive in un suo saggio Maria Giuseppina di Rienzo - dette "da matrimonio" o "cappelle", dove due uomini potevano convolare a nozze; spesso ciò consisteva semplicemente nel fare sesso insieme, a volte alla presenza degli altri avventori in una sala grande della casa. A officiare i matrimoni al "Cigno Bianco" nella "Cappella" che, se si eccettua la presenza di numerosi letti, era del tutto simile a una chiesa cristiana, c'era un vero e proprio reverendo omosessuale, John Church. »

Nello stesso periodo i primi esploratori europei riportarono dall'Africa interessanti osservazioni sull'usanza piuttosto diffusa del matrimonio tra donne. Non si trattava di vero e proprio matrimonio lesbico, dato che la loro ragione sembra essere più "la trasmissione dei beni di una donna che non può avere figli"[147].

L'OttocentoModifica

La prima testimonianza italiana (a parte il matrimonio dei portoghesi sopraccitato) di un rito matrimoniale risale al 1897. Proprio quell'anno Abele De Blasio, criminologo discepolo di Cesare Lombroso, pubblicava, in un testo sulla malavita di Napoli un capitolo dal titolo O spusarizio masculino (il matrimonio fra due uomini):

« Il luogo del sacrifizio è quasi sempre qualche lurida locanda, dove in giorno ed in ora stabilita si fa trovare l'amante, qualche sonatore di organetto e chitarra ed una schiera di ricchioni, che fan corona alla timida... fanciulla [De Blasio usa il femminile con intento denigratorio ma sta parlando di un travestito].

Dopo un balletto erotico, il più provetto della... materia augura alla felice coppia la buona notte; ma la sposina [si legga "lo sposo"], prima di lasciar partire gl'invitati, distribuisce loro i tradizionali tarallucci e vino. Il giorno dopo, 'o ricchione anziano, accompagnato da un caffettiere ambulante, porta agli sposi due piccole di latte e caffè e poi fa nel talamo un'accurata rivista per accertarsi se il sacrifizio fu compiuto in tutta regola. »

Il XX secoloModifica

Il matrimonio omosessuale simbolico (cioè quell'unione, effettuata con riti alle volte disparati, che assume significato solo per la coppia contraente e per il gruppo di amici e parenti, ed è praticato con intento dimostrativo, rivendicativo e politico) divenne però più comune in Italia solo a partire dagli anni settanta del secolo scorso.

Già nel 1975 due cronisti del settimanale Il Borghese si unirono in false nozze omosessuali (di cui poi stesero un resoconto sul loro periodico) per smascherare la pratica privata da parte di don Marco Bisceglia, successivamente fondatore di Arcigay, di riti matrimoniali fra persone dello stesso sesso. Per questo fatto don Bisceglia venne sospeso a divinis.

Tra i primi tentativi pubblici è annoverato, quello del 2 settembre 1976 a Roma, nella sede di un piccolo gruppo di militanti gay, l'Mpo (Movimento politico degli omosessuali): qui Massimo Consoli celebrò una sorta di matrimonio laico per alcune coppie di persone dello stesso sesso. Al gesto provocatorio di Consoli seguirono alcune iniziative pubbliche simili.

I casi di cronaca dal 1980 in poiModifica

Nel 1983 finì sulle prime pagine dei giornali italiani il finto matrimonio (che aveva intenti dissacratori) tra "femminelle" napoletane.

Nel 1986 una lettrice del mensile omosessuale Babilonia[148] si sposò a Parigi, dove il pastore protestante gay Joseph Doucé celebrava un rito di "benedizione dell'amicizia":

« Nell'ottobre 1985 vi scrissi e venni anche in sede per delle informazioni sul "matrimonio tra gay". Voi mi deste l'indirizzo di Doucé a Parigi, mi misi subito in contatto. Il 30 agosto alle ore 16:30 mi sono sposata con la mia compagna secondo il rito evangelico. È stata una cerimonia molto carina, molto simile a quella etero in Italia; poi, Parigi, come cornice perfetta. »

Ovviamente questo rito aveva esclusivamente valore simbolico.

Ancora nell'estate del 1988, a Riccione, fu celebrato un matrimonio omosessuale con tanto di pranzo di nozze; la manifestazione aveva lo scopo di stimolare l'approvazione di una proposta di legge riguardante i diritti delle coppie di fatto che veniva discussa proprio in quel periodo in Parlamento.

Di più forte impatto politico fu l'iniziativa di Paolo Hutter, consigliere comunale omosessuale a Milano per l'allora PDS, che il 27 giugno 1992 unì dieci coppie gay e lesbiche in piazza della Scala[149]:

« Issati su un palco di Piazza della scala con un migliaio di testimoni, i festeggiati si dicono sì davanti al consigliere comunale pidiessino Paolo Hutter. Il cuore della cerimonia consiste nel pronunciare una formuletta che dichiara possibile ciò che per la legge italiana non lo è: l'unione civile tra due persone dello stesso sesso che si amano. Sarebbe tutto qui, con la sola aggiunta di riso confetti e palloncini, se non si indignassero a nome delle rispettive istituzioni offese il prefetto, il sindaco e qualche vescovo. »

Un altro caso di cronaca risale all'aprile 2002: Mario Ottocento e Antonio Garullo di Latina, entrambi cittadini italiani, si sono uniti in matrimonio nei Paesi Bassi nella stessa sala in cui nel 1937 si erano sposati la regina Giuliana dei Paesi Bassi e il suo attuale consorte. Infine, sempre dai Paesi Bassi, il primo matrimonio omosessuale internazionale fra Pierangelo Bucci e Jaco Rozendaal, sposi a Rotterdam l'11 giugno del 2003 e a cui ha fatto da testimone il presidente di Arcigay, Sergio Lo Giudice.

Posizione delle religioni sul matrimonio omosessualeModifica

Le celebrazioni di matrimoni tra persone dello stesso sesso possono essere eseguite tramite cerimonia civile o, anche, all'interno di un contesto più prettamente religioso. Diverse comunità religiose nel mondo sostengono e consentono tali celebrazioni:

  1. il Buddhismo in Australia
  2. la Chiesa di Svezia (la prima chiesa cristiana al mondo a riconoscerne il diritto e a celebrarli ufficialmente)[150]
  3. l'Ebraismo conservatore statunitense (dal 2012)[151] dopo che nel 2006 ha approvato l'ordinazione di gay e lesbiche al ruolo di rabbino[152],
  4. la Chiesa episcopale degli Stati Uniti d'America[153] (in forma di benedizione liturgica),
  5. l'Ebraismo laico umanista (Nel 2004 ha emesso una risoluzione che sostiene "il riconoscimento giuridico del matrimonio e del divorzio tra adulti dello stesso sesso", e affermando "il valore del matrimonio tra due adulti impegnati con il senso di obblighi, responsabilità e conseguenze".[154] Nel 2010 si è impegnato a parlare contro il bullismo omofobico.)[155]),
  6. la religione dei nativi americani,
  7. il culto neopagano del Druidismo,
  8. la Metropolitan Community Church canadese[156] (forza trainante per lo sviluppo di una Teologia Queer),
  9. il Quaccherismo,
  10. l'Ebraismo ricostruzionista
  11. l'Ebraismo riformato,
  12. gli Unitariani universalisti,
  13. la Chiesa unita del Canada (dal 2005)[157],
  14. la Chiesa unita di Cristo[158]
  15. la Chiesa Protestante Unita
  16. il movimento neopagano Wicca.

Chiese cristianeModifica

Chiesa cattolicaModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Omosessualità e cattolicesimo.

La Chiesa cattolica si oppone al matrimonio omosessuale, affermando che l'antropologia cristiana, basata sull'insegnamento di Cristo, della Bibbia[159] e della tradizione, considera conforme alla volontà di Dio solo le relazioni eterosessuali.

Secondo la Chiesa cattolica il riconoscimento civile del matrimonio eterosessuale è giustificato dal fatto che esso dà un apporto significativo alla società, la qual cosa, sempre secondo la Chiesa, giustifica il riconoscimento da parte del legislatore di speciali privilegi alla famiglia eterosessuale. Al contrario, non vede ragioni che giustifichino il riconoscimento da parte della società di diritti alle coppie omosessuali.

DissensoModifica

Vi sono state all'interno del mondo cattolico isolate iniziative favorevoli al matrimonio omosessuale, mai avallate delle gerarchie.

Già nel 1975 Marco Bisceglia, animatore dei "cattolici dei dissenso" e poi fondatore di Arcigay, ex parroco della chiesa del Sacro Cuore di Lavello, un paese vicino Potenza, univa coppie dello stesso sesso in matrimonio. La notizia, resa pubblica da due cronisti de "Il Borghese", portò alla sospensione a divinis del sacerdote.[160]

Attualmente celebra matrimoni omosessuali con rito religioso (ovviamente privi di effetti civili) Franco Barbero, anch'egli dimesso dallo Stato clericale, della comunità cristiana di base "Viottoli" di Pinerolo.[161][162]

Le Chiese protestantiModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Omosessualità e protestantesimo.

Nel mondo evangelico, il tema dell'omosessualità è stato al centro di prese di posizione da parte di organismi rappresentativi.

L'Alleanza Evangelica britannica e quella francese hanno prodotto documenti che rifiutano l'ammissibilità del rapporto tra persone dello stesso genere, e a maggior ragione del loro matrimonio.

Il cosiddetto protestantesimo "storico" (luterani, calvinisti e altre chiese riformate, valdesi, metodisti e battisti), invece, è abbastanza allineato su tesi possibiliste e su pratiche pastorali inclusive, anche se in alcune chiese (la Comunione anglicana, ad esempio) il tema suscita ancora vivaci polemiche.

Questo fermento in atto ha spinto anche l'Alleanza Evangelica italiana, espressione di istanze conservatrici, a interrogarsi sulla questione e a esprimersi ufficialmente riguardo al rapporto (e/o al matrimonio) omosessuale:

« ... l'omosessualità rappresenta una negazione delle potenzialità dell'essere umano ed un ripiegamento verso una visione autoreferenziale della relazione con gli altri. Fare i conti con chi è altro da sé, accettandone la diversità e impostando un rapporto fecondo, è indice di maturità umana. Un'autentica maturità non si accontenta di stare con persone uguali a sé, ma coglie la sfida della diversità per imbastire con una persona diversa da sé una relazione affettiva e sessuale. [...] La persona matura ambisce ad entrare in relazione con chi è sessualmente diverso da sé, non ad idolatrare chi gli è sessualmente simile. Circondarsi di omologhi, stabilendo una relazione d'intimità con un omologo dal punto di vista sessuale, è segno di rinuncia ad affrontare la diversità umana che passa anche attraverso la diversità sessuale. L'autorefenzialità sessuale ed affettiva è quindi un depauperamento della vocazione umana e, per questa ragione, non gli si può riconoscere uno statuto di virtù etica. L'omosessualità è una disfunzione relazionale mediante la quale il soggetto omosessuale tende a riduplicare la propria identità sessuale piuttosto che avvicinarsi all'alterità sessuale ed affettiva di un diverso da sé. »
(Alleanza Evangelica Italiana, Omosessualità: un approccio evangelico[163])

Una posizione di chiara apertura, al contrario, è stata assunta dalla Chiesa evangelica valdese nel 2010:

« Il Sinodo, riconoscendo le differenze nel percorso di integrazione e riconoscimento delle persone omosessuali nelle chiese locali, ed invitando in ogni caso al rispetto delle diverse sensibilità dei membri di chiesa, nella preghiera e nella prospettiva delle diversità riconciliate in Cristo; [... ] chiede di conseguenza alle chiese che, ove sorelle e fratelli membri della nostra Chiesa o appartenenti ad una Chiesa evangelica richiedano la benedizione di una unione omosessuale si proceda nel cammino di condivisione e testimonianza e, laddove la chiesa locale abbia raggiunto un consenso maturo e rispettoso delle diverse posizioni, essa si senta libera di prendere le decisioni conseguenti, rimanendo in costruttivo contatto con gli appositi organismi. »
(Chiesa Evangelica Valdese, Atti del Sinodo 2010[164])

Da ricordare la posizione della Chiesa battista: la Convenzione Battista del Sud, la più importante federazione di chiese battiste americane, considera l'omosessualità un peccato e si propone di convertire all'eterosessualità, attraverso la fede, coloro che hanno tendenze omosessuali. L'Alleanza Battista Mondiale (associazione di 211 chiese diverse che rappresentano 46 milioni di battisti) ha invece posizioni più tolleranti.

Metropolitan Community ChurchModifica

Un caso a parte, in questo ambito, è quello della Comunità delle Chiese Metropolitane, interconfessionale ma dottrinalmente su posizioni protestanti. Fra i suoi numerosi progetti legati al tema della giustizia sociale, questa chiesa è fermamente impegnata nella difesa dei diritti dei gay, delle lesbiche, dei bisessuali e dei transgender. Il fondatore della comunità, il reverendo Troy Perry, celebrò il primo matrimonio omosessuale pubblico degli Stati Uniti d'America nel 1969 a Huntington Park, in California.

Nel 1970 egli diede inizio al primo processo negli Usa che mirava a stabilire un riconoscimento legale per i matrimoni fra persone dello stesso sesso. Perry perse la causa, ma lanciò il dibattito sul tema dell'uguaglianza di tutti i cittadini nell'accesso all'istituto matrimoniale. Oggigiorno le congregazioni della sua Comunità celebrano oltre seimila matrimoni omosessuali all'anno.

Similmente, il reverendo Brent Hawkes e la Comunità delle chiese metropolitane di Toronto hanno svolto un ruolo fondamentale nell'azione legale che, in Canada, è culminata con la legalizzazione dei matrimoni omosessuali.

Chiesa ortodossa russaModifica

La Chiesa ortodossa russa è fortemente contraria al matrimonio omosessuale e all'omosessualità in genere.[165]

Chiese dei Vecchi CattoliciModifica

Nella Chiesa dei Vecchi Cattolici ci sono delle benedizioni di coppie omosessuali.

Chiesa presbiteriana U.S.A.Modifica

La Chiesa presbiteriana U.S.A. (Presbyterian Church U.S.A.)[166] riconosce il matriomonio tra persone dello stesso sesso dal marzo 2015.[167]

Il Sinodo nel giugno 2014 al fine di consentire il riconoscimento dei matrimoni tra persone dello stesso sesso ha modificato la definizione di matrimonio in "unione tra due persone, tradizionalmente un uomo e una donna". La precedente definizione faceva riferimento esclusivamente a un'unione "tra un uomo e una donna". La nuova formulazione approvata in via definitiva nel marzo 2015, dopo che più della metà dei 171 organismi regionali la ha ratificata.[167]

EbraismoModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Omosessualità ed Ebraismo.

L'ebraismo riformato o liberale, e quello ricostruzionista (maggioritari negli USA), accettano ormai da molti anni di celebrare benedizioni delle convivenze fra persone dello stesso sesso. Queste cerimonie non equivalgono però, contrariamente a quanto scrivono di solito i mass media, alla celebrazione di "matrimoni omosessuali" in senso ebraico.

Ciò nonostante, anche questa scelta "prudente" è controversa, e trova l'opposizione da parte delle correnti ortodossa e conservatrice, maggioritarie fra gli ebrei che vivono fuori dagli Stati Uniti d'America, ivi inclusa Israele.

IslamModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Omosessualità e Islam.

La netta maggioranza degli studiosi musulmani è fortemente ostile alla sessualità tra persone dello stesso sesso e il matrimonio fra persone dello stesso sesso non è riconosciuto in nessuno degli stati del mondo a maggioranza musulmana.


NeopaganesimoModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Omosessualità e Wicca.

Il Neopaganesimo, almeno nelle sue correnti principali, è caratterizzato da una grande apertura alle differenze di identità e di orientamento sessuale. Il rito matrimoniale, l'Handfasting, è celebrato abitualmente anche tra partner dello stesso sesso.

BuddhismoModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Omosessualità e Buddhismo.

Nel Buddhismo il matrimonio è considerato un contratto secolare, regolato dalle leggi dello Stato, del tutto distinto dalla sfera religiosa. Al Sangha, inteso in senso stretto come comunità di monaci e monache, nel Vinaya Piṭaka è fatto divieto di officiare matrimoni.[168]

Talora, soprattutto nei paesi a maggioranza Theravada, (come Sri Lanka, Thailandia, Birmania, Cambogia) prima della cerimonia secolare matrimoniale i futuri sposi partecipano a una cerimonia religiosa presso un tempio, dove semplicemente offrono devozione ai Tre Gioielli (il Dharma, il Sangha e il Buddha). Nei paesi a maggioranza Mahāyāna questa cerimonia prematrimoniale è limitata solo a persone particolarmente legate alla religione.

Pertanto non si pone alcuna posizione specifica nel Buddhismo in merito al matrimonio tra persone dello stesso sesso, in quanto appartiene a una sfera, quella matrimoniale, avvertita come totalmente distinta rispetto alla sfera della ricerca di salvezza, mārga, né in opposizione né in accordo.

Nel marzo del 2014 il Dalai Lama ha affermato in un'intervista di essere favorevole al matrimonio omosessuale[169].

CuriositàModifica

NoteModifica

  1. ^ Silvio Riondato, Diritto penale della famiglia, Volume IV, in Paolo Zatti, Trattato di diritto di famiglia, Giuffrè Editore, 2011, pag. 88
  2. ^ (ES) El derecho a la igualdad llegó al matrimonio, in Pagina12.com.ar.
  3. ^ (ES) Cinco cosas que cambiaron por la ley del matrimonio gay en Argentina, in Notimerica.com.
  4. ^ matrim Revisado.
  5. ^ La Croazia ha vietato i matrimoni gay, su Il Post, 2 dicembre 2013. URL consultato il 3 febbraio 2017.
  6. ^ (EN) Danish parliament approves equal marriage laws, in Pinknews. URL consultato il 7 giugno 2012.
  7. ^ (EN) Same-sex marriage backers seek a quarter-million signatures, Yle, 19 marzo 2013. URL consultato il 28 novembre 2014.
  8. ^ (EN) President signs gender-neutral marriage law, Yle.fi, 20 febbraio 2015. URL consultato il 28 giugno 2015.
  9. ^ (EN) Gay marriage initiative proceeds to Parliament with 162,000 backers, Yle, 19 settembre 2013. URL consultato il 28 novembre 2014.
  10. ^ (EN) Finnish Parliament approves same-sex marriage, Yle, 28 novembre 2014. URL consultato il 28 novembre 2014.
  11. ^ (EN) Finland legalises gay marriage, The Guardian, 28 novembre 2014. URL consultato il 28 novembre 2014.
  12. ^ (EN) Parliament approves same-sex marriage legislation, Yle.fi, 17 febbraio 2016. URL consultato il 23 febbraio 2016.
  13. ^ (FI) Martta Nieminen, Eduskunta hyväksyi avioliittolain muutoksen – katso listasta, miten edustajat äänestivät, Helsingin Sanomat, 28 novembre 2014. URL consultato il 28 novembre 2014.
  14. ^ Nozze gay, sì della Francia - Il governo approva la legge, in La Repubblica, 7 novembre 2012. URL consultato il 7 novembre 2012.
  15. ^ Francia, primo sì a nozze e adozioni gay: l'Assemblea nazionale approva la legge, in La Repubblica, 12 febbraio 2013. URL consultato l'11 aprile 2013.
  16. ^ Francia, sì alle nozze gay. La legge "in vigore in estate", in AGI.it, 12 aprile 2013. URL consultato il 12 aprile 2013.
  17. ^ Nozze gay, in Francia il sì definitivo, La Stampa, 12 aprile 2013. URL consultato il 12 aprile 2013.
  18. ^ Francia, sì definitivo alle nozze gay. È il 14mo Paese a dare l'ok, La Repubblica, 23 aprile 2013. URL consultato il 23 aprile 2013.
  19. ^ Francia: Hollande promulga legge su matrimoni gay, Adnkronos, 18 maggio 2013. URL consultato il 18 maggio 2013.
  20. ^ (EN) German parliament votes to legalize same-sex marriage, in Reuters.
  21. ^ (EN) Germany's Bundestag passes bill on same-sex marriage, in dw.com.
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