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Autoritratto di Mattia Preti

Mattia Preti (Taverna, 25 febbraio 1613[1]La Valletta, 3 gennaio 1699) è stato un pittore italiano, cittadino del Regno di Napoli.

Cristo morto o Cristo deposto, Museo regionale di Messina.

È detto anche il Cavaliere Calabrese perché nato in Calabria e fatto cavaliere da papa Urbano VIII durante la sua attività a Roma. Attivo nella penisola italiana e a Malta in un lunghissimo arco di tempo - la sua carriera durò oltre sessant'anni - fu uno dei più importanti esponenti della pittura napoletana.

Indice

BiografiaModifica

 
Vanitas, olio su tela, 93×63 cm, Firenze, Uffizi.

Gli esordi calabresiModifica

Mattia Preti nacque a Taverna, in provincia di Catanzaro, piccolo centro della Sila catanzarese, ai margini della scena culturalmente più viva del suo tempo. Il clima che vi si respirava non doveva discostarsi troppo dalla rielaborazione in chiave locale degli esempi del tardo manierismo meridionale, testimoniati dalla pittura di Giovanni Balducci, Giovanni Bernardino Azzolino e Fabrizio Santafede. Gli stimoli più rilevanti furono probabilmente di altra natura.

Preti nasce terzo di una numerosa stirpe appartenente al ceto intermedio delle famiglie "onorate", non ricche di possedimenti o beni materiali ma di "qualità morali e intellettuali", come rilevò nel 1929 Alfonso Frangipane, il più tenace e assiduo ricercatore di documenti pretiani, ricordando la separazione fra ceti elaborata nel 1605. La madre, Innocenza Schipani, apparteneva ad una delle quattordici famiglie nobili di Taverna, da tempo insediata nel borgo di San Martino, nella cui chiesa parrocchiale possedeva una cappella gentilizia che ospitò il battesimo del piccolo Mattia il 26 febbraio 1613, due giorni dopo la nascita. Il suo precettore fu don Marcello Anania, parroco della chiesa di Santa Barbara di Taverna, che lo istruì «nella grammatica e nelle buone lettere, nel corso dei quali studiò spinto da un genio naturale, solea copiare alcune stampe degli elementi del disegno lasciate in casa da Gregorio suo fratello, allorch'ei partì per Roma»[2].

Il periodo romanoModifica

Nel 1630 si trasferì a Roma, dove abitò nei primi anni insieme al fratello maggiore Gregorio, anche lui pittore e di una decina d'anni più grande. Conobbe le tecniche del Caravaggio e dei suoi seguaci, da cui fu fortemente influenzato. A questo periodo risalgono gli affreschi di San Giovanni Calibita, di San Carlo ai Catinari e di Sant'Andrea della Valle in Roma. Rimase a Roma per quasi venticinque anni, ma si recò spesso in viaggio per l'Italia e l'estero (Spagna e Fiandre soprattutto), avendo contatti con i pittori emiliani della generazione precedente, quali Guercino e Giovanni Lanfranco, che influenzarono ulteriormente la sua pittura.

A NapoliModifica

Dal 1653 si trasferì a Napoli, dove subirà l'influenza di un altro grande pittore più giovane, Luca Giordano. Nella città partenopea il Preti contribuì a dare sviluppo alla scuola pittorica napoletana. Tra il 1657 e il 1659 affrescò le porte della città durante la peste; di queste opere rimane oggi solo quella su porta San Gennaro. Inoltre sulla volta di San Pietro a Majella dipinse la vita di San Pietro Celestino e Santa Caterina d'Alessandria. Risalenti al suo periodo napoletano, diverse altre furono le opere compiute dal Preti. Vi fu infatti il Ritorno del figliol prodigo al Palazzo Reale e altre tele conservate in alcune chiese napoletane.

A MaltaModifica

Nel 1661 l'artista si trasferì a Malta, chiamato dal Gran maestro dell'ordine di Malta Raphael Cotoner. Sull'isola realizzò buona parte della decorazione della Concattedrale di San Giovanni a La Valletta e la Conversione di San Paolo, nella vecchia Cattedrale di San Paolo a Medina per conto dei Cavalieri Ospitalieri, e altre opere per le varie chiese maltesi. Secondo lo storico dell'arte Antonio Sergi, Mattia Preti avrebbe realizzato a Malta un totale di circa 400 opere tra tele e affreschi[3]. Dal 1672 riesce a realizzare numerose opere nelle chiese della sua città natale, Taverna. Morì nel 1699 a La Valletta.

OnorificenzeModifica

OpereModifica

 
Sant' Antonio Abate - Collezione privata.
 
Bozzetto per La Peste, Museo nazionale di Capodimonte.
 
Predica di san Giovanni Battista, 1665 circa.
 
Madonna della Lettera, Museo regionale di Messina.

Malta[8]Modifica

La VallettaModifica

 
Trionfo dell'Ordine di San Giovanni, affresco controfacciata.
 
San Giovanni insegna i principii della Sacra Religione Gerosolimitana.
 
Il Battesimo di Cristo.
 
San Giorgio e il drago, concattedrale di San Giovanni.
 
San Giorgio e il drago, basilica di San Giorgio di Victoria.
 
Vergine delle Grazie con le Anime Sante del Purgatorio, basilica di San Giorgio di Victoria.
 
Martirio di Santa Caterina d'Alessandria, chiesa di Santa Caterina d'Alessandria.
 
Martirio di Santa Caterina d'Alessandria, MUŻA, La Valletta.
 
Incredulità di San Tommaso, MUŻA, La Valletta.
 
Incredulità di San Tommaso, MUŻA, La Valletta.

Dintorni di La VallettaModifica

Malta sudModifica

Malta centroModifica

GozoModifica

Altre opere sparseModifica

Bottega di Mattia PretiModifica

Dietro la figura del prolifico artista, una nutrita schiera di collaboratori, seguaci, discepoli, allievi, aiutanti che ha dato origine alla Bottega di Mattia Preti: i fratelli maltesi Antonio e Giovanni Battista Caloriti detto il "Nero";[59] Giuseppe Cianferli;[60] Giovanni Paolo Chiesa; i fratelli Francesco, Raimondo[59] e Maria De Dominici, terziaria carmelitana;[61] Bernardo De Dominici, figlio di Raimondo pittore e biografo contemporaneo del Cavaliere; Dimetrio Farrugia; Gioacchino Loretta; Vincenzo di Riccardo;[62] Pedro Núñez de Villavicencio.

Fra i pittori figurativi esponenti della corrente denominata "decorativismo": Giuseppe d'Arena, Carlo Gimach, Gian Nicola Buhagiar, Leonardo Romeo esecutore degli affreschi della chiesa di Santa Caterina d'Alessandria sotto la direzione del Preti.

Una così folta scuola, accompagnata da una vastissima produzione pittorica, ha determinato problemi d'attribuzione d'opere spesso genericamente identificate come lavori della "Bottega di Mattia Preti".

NoteModifica

  1. ^ Mattia Preti, in Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  2. ^ Bernardo De Dominici, Vite dei pittori scultori ed architetti napoletani (vol. 4), Trani, Biblioteca Pubblica Bavarese, 1846.
  3. ^ Antonio Sergi, Mattia Preti, detto il "Cavalier Calabrese": la vita. L'opera, catalogo delle opere, Acireale, Tip. Ed. XX secolo, 1927.
  4. ^ Domenico Romanelli, pag. 77.
  5. ^ Domenico Romanelli, pag. 88.
  6. ^ Galleria dell'Accademia,  p. 122, fig 6.
  7. ^ Pagina 585, Vito Amico - Gioacchino di Marzo, "Dizionario topografico della Sicilia" [1], Salvatore di Marzo Editore, Volume secondo, Seconda edizione, Palermo, 1858.
  8. ^ Opere di Mattia Preti a Malta, su maltacultureguide.com.
  9. ^ a b c d e f g h i j k Bernardo De Dominici, pp. 101.
  10. ^ Bernardo De Dominici, pp. 71, 79 e 100.
  11. ^ a b c Bernardo De Dominici, pp. 100.
  12. ^ Bernardo De Dominici, pp. 94.
  13. ^ a b c d e f g h i j k l Bernardo De Dominici, pp. 125.
  14. ^ Bernardo De Dominici, pp. 86 - 91.
  15. ^ Achille Ferres, pp. 132.
  16. ^ a b Achille Ferres, pp. 143.
  17. ^ a b c d e f g h i j k Pagine 27 e 28, S. Micallef, "La Chiesa di San Giovanni Battista in Malta" [2], Malta, Tipografia di E. Laferla, 1848.
  18. ^ a b c d e f g h i j k Achille Ferres, pp. 146.
  19. ^ Achille Ferres, pp. 85.
  20. ^ a b Achille Ferres, pp. 216.
  21. ^ a b c d e f g h Bernardo De Dominici, pp. 108.
  22. ^ a b Achille Ferres, pp. 197.
  23. ^ a b c d e Bernardo De Dominici, pp. 103.
  24. ^ a b c d Bernardo De Dominici, pp. 104.
  25. ^ a b Achille Ferres, pp. 200.
  26. ^ a b Bernardo De Dominici, pp. 102.
  27. ^ a b c d Achille Ferres, pp. 193.
  28. ^ a b c d e f g h Bernardo De Dominici, pp. 107.
  29. ^ a b c d Achille Ferres, pp. 281.
  30. ^ a b c d e f g h i Achille Ferres, pp. 226.
  31. ^ a b Achille Ferres, pp. 228.
  32. ^ a b c d e f Achille Ferres, pp. 127.
  33. ^ a b Achille Ferres, pp. 165.
  34. ^ a b c d e f Achille Ferres, pp. 221.
  35. ^ a b Achille Ferres, pp. 291.
  36. ^ a b c Achille Ferres, pp. 306.
  37. ^ a b c d e f g h i Achille Ferres, pp. 238.
  38. ^ a b Achille Ferres, pp. 269.
  39. ^ Bernardo De Dominici, pp. 104 e 105.
  40. ^ Achille Ferres, pp. 270.
  41. ^ a b Achille Ferres, pp. 285.
  42. ^ a b c d Achille Ferres, pp. 505.
  43. ^ a b Achille Ferres, pp. 494.
  44. ^ a b Achille Ferres, pp. 402.
  45. ^ a b c d e f g Parrocchia di Santa Caterina d'Alessandria di Zurrieq
  46. ^ a b c d e f g Achille Ferres, pp. 385.
  47. ^ a b c Achille Ferres, pp. 358.
  48. ^ a b c d e f g Achille Ferres, pp. 82.
  49. ^ Bernardo De Dominici, pp. 106 e 107.
  50. ^ a b c d e f g Bernardo De Dominici, pp. 106.
  51. ^ a b Achille Ferres, pp. 101.
  52. ^ a b Achille Ferres, pp. 102.
  53. ^ a b c Achille Ferres, pp. 116.
  54. ^ a b c Achille Ferres, pp. 554.
  55. ^ a b Achille Ferres, pp. 565.
  56. ^ a b c Achille Ferres, pp. 330.
  57. ^ a b c d e f g Bernardo De Dominici, pp. 109.
  58. ^ a b c Achille Ferres, pp. 230.
  59. ^ a b Bernardo De Dominici, pp. 135.
  60. ^ Bernardo De Dominici, pp. 138.
  61. ^ Bernardo De Dominici, pp. 136.
  62. ^ Bernardo De Dominici, pp. 140.

BibliografiaModifica

  • Francesco Michitelli, Mattia Preti, detto il cavalier calabrese, in "L'Omnibus Pittoresco", n. 14, 21 giugno 1838, pp. 105–108;
  • Giulia Calia, Il cavalier Calabrese pittore avventuroso, in "Calabria Letteraria", anno VIII n. 5-6-7 (maggio-giugno-luglio 1960), p. 66.
  • Anna Caputi, Raffaello Causa, Raffaele Mormone (a cura di), La Galleria dell'Accademia di Belle Arti in Napoli, Napoli, Banco di Napoli, 1971, SBN IT\ICCU\NAP\0178087.
  • Dizionario della pittura e dei pittori, Torino, Einaudi, 1994.
  • Mattia Preti - Cavalier Calabrese, catalogo della mostra tenuta a Catanzaro nel luglio-ottobre 1999, Electa Napoli editore.
  • Matteo Sbalchiero, scheda di: "Predica di San Giovanni Battista con l'autoritratto di Mattia Preti", in Lungo il tragitto crociato della vita catalogo mostra, Marsilio, 2000.
  • Paolo Damiano Franzese, Il pittore architettonico. Sulla poetica 'campanelliana' di Mattia Preti, in "Archivio Storico per la Calabria e la Lucania", LXXVI (2010), pp. 101–120;
  • Sante Guido, Giuseppe Mantella, Storie di restauri nella chiesa conventuale di San Giovanni a La Valletta. La cappella di santa Caterina della Lingua d'Italia e le committenze del gran maestro Gregorio Carafa, Malta, MidseaBooks, 2008, pp. 494. ISBN 9789993272021
  • Sante Guido, Giuseppe Mantella, Mattia Preti e la volta della Chiesa Conventuale di San Giovanni Battista a La Valletta: documenti e testimonianze 1661-2011 per il 350º anniversario dell'inizio lavori in "I Beni Culturali", vol. XIX, n. 3, maggio-giugno 2011, p. 7-28.
  • (EN) Sante Guido, Giuseppe Mantella, Mattia Preti 1613-2013. The masterpieces in the churches of Malta, Malta, Miranda Books, 2012, pp. 224. ISBN 978-99909-85-47-4
  • Gioacchino Barbera, Giovanna Cassata, Evelina De Castro (a cura di), Mattia Preti nel quarto centenario della nascita (1613-1699): la pittura di Mattia Preti nei musei siciliani, 2014 disponibile in pdf
  • Bernardo De Dominici, Cavaliere Fra Mattia Preti, Malta, Zefirino Micallef, 1864.
  • Domenico Romanelli, Viaggio da Napoli a Monte-Casino ed alla celebre cascata d'acqua nell'isola di Sora, Napoli, Angelo Trani, 1819.
  • Achille Ferres, Descrizione storica delle chiese di Malta e Gozo, Malta, 1866.

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