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Maurice (romanzo)

romanzo scritto da Edward Morgan Forster
Maurice
Titolo originaleMaurice
AutoreE. M. Forster
1ª ed. originale1971
Genereromanzo
Lingua originaleinglese
AmbientazioneLondra e campagna inglese
PersonaggiMaurice, Clive, Alec

Maurice è un romanzo scritto da Edward Morgan Forster nel 1914 e pubblicato postumo per la prima volta nel 1971.

Narra la vicenda di un amore omosessuale ambientato nell'Inghilterra d'inizio '900; scritto a partire dal biennio 1913-14 (ma rivisto fino ai tardi anni '50)[1] è stato reso noto solo dopo la morte dell'autore anche se amici selezionati, tra cui Christopher Isherwood, ne erano già a conoscenza[2].

Forster all'epoca era in stretta amicizia col poeta Edward Carpenter e, dopo aver visitato la sua casa a Derbyshire nel 1912, ebbe l'ispirazione per iniziar a scrivere Maurice: il rapporto intercorrente tra Carpenter e il suo amante George Merrill fu la base per la storia tra Maurice ed Alec[3].

L'autore resistette per tutta la vita alla tentazione di pubblicar il libro, questo a causa degli atteggiamenti pubblici censori, quando non persecutori (era d'altronde un reato penalmente perseguibile fino alla fine degli anni '60), legati all'amore omosessuale. Forster era d'altronde, nonostante tutto, particolarmente orgoglioso che il suo libro avesse un finale positivo[4].

Indice

TramaModifica

La storia si apre su un Maurice quattordicenne che sta ricevendo le prime notizie sul sesso e lo scopo del matrimonio con una donna come obiettivo della vita, dal suo maestro Ben Ducie poco prima di lasciare la scuola media.

Appena fatto il suo ingresso all'università fa amicizia col compagno di studi Clive, che lo introduce agli antichi lirici greci, poesie scritte sull'amore omosessuale; lungo il corso dei due anni seguenti hanno una relazione amorosa che tengono nascosta a tutti quelli che frequentano. Maurice spera di poter almeno continuare in questa maniera, ma è chiaro che Clive intende sposarsi, così come vuole la buona regola sociale; anche se questo per lui probabilmente comporterà una vita priva di gioia affettiva.

Maurice completamente devastato dal distacco di Clive, ottiene presto il lavoro del padre come agente di cambio; durante il tempo libero aiuta a mandare avanti una palestra di boxe gestita da missionari cristiani, con l'intento di aiutare i ragazzi del popolo provenienti dall'East End: anche se, sotto l'influenza di Clive, Maurice ha ormai da tempo abbandonato le sue convinzioni religiose.

Ad un certo punto prende appuntamento con un sedicente esperto d'ipnotismo, Mr. Lasker Jones, nel tentativo di "curare se stesso" dalla proprie inclinazioni innate; Lasker si riferisce alla sua condizione come ad un caso di "omosessualità congenita", e rivendica d'altronde un tasso del 50% di successo nella capacità di "curarla".

Maurice viene invitato a rimaner a casa di Clive, oramai ammogliato. Ed è proprio lì che, in un primo momento passato del tutto inosservato da lui, ha un incontro col giovane guardiacaccia Alec Scudder, il quale aveva notato Maurice subito fin da quando era arrivato. Una notte, Maurice in preda alla disperazione urla "vieni!" rivolto a richiamare l'attenzione di Clive. Ma Alec di turno fuori casa, lo sente e crede che Maurice stia chiamando lui, dunque sale alla sua finestra con una scala e i due passano la notte insieme.

Dopo la loro prima notte insieme, Maurice si fa prendere dal panico e si rifiuta di rispondere alle lettere di Alec. A causa del trattamento freddo e distaccato che riceve, Alec minaccia di ricattarlo. Maurice va ancora una volta dall'ipnotizzatore Lasker Jones. Quest'ultimo si rende conto che la terapia sta fallendo e consiglia a Maurice di prendere in considerazione la possibilità di trasferirsi in un paese in cui le relazioni tra persone dello stesso sesso sono legali, come Francia e Italia. Paesi in cui è stato adottato il Codice napoleonico (le leggi volute da Napoleone Bonaparte e che per prime abolirono il reato di sodomia in Europa ai primi dell'800).

Maurice comincia a chiedersi se le relazioni omosessuali potranno mai esser accettate in Inghilterra, al che l'ipnotizzatore risponde: "Ne dubito, la nostra nazione è sempre stata ben poco incline ad accettare così com'è la natura umana". Successivamente Maurice ed Alec s'incontrano al British Museum per discutere del presunto ricatto; ma diviene presto chiaro che il giovane Alec non ha alcuna intenzione di denunciarlo, anzi prova un sincero e profondo amore nei confronti di Maurice.

Dopo un'altra notte trascorsa insieme, Alec dice a Maurice che sta emigrando in Argentina dove ha intenzione di stabilirsi definitivamente. Allora Maurice chiede al ragazzo di rimanere con lui, e vedendolo riluttante ammette di essere disposto a rinunciare alla sua posizione sociale e finanziaria, così come al suo status di classe superiore. Però Alec declina l'offerta, perché pensa che non è possibile trovare una soluzione soddisfacente per entrambi. Dopo un iniziale risentimento, Maurice decide di andare a salutare il giovane amante.

In seguito, proprio al momento della partenza, Alec non si fa trovare al porto. Maurice, fa visita alla tenuta di Clive, e a quest'ultimo confida tutto quello che gli è accaduto; Clive rimane senza parole e del tutto incapace di comprendere. Infine Maurice si dirige velocemente alla rimessa per le barche dove c'è Alec ad attenderlo e il quale confida a Maurice d'aver cambiato idea e di voler rimanere con lui, dicendogli: "non dobbiamo più rimanere separati!.

AdattamentiModifica

Dal romanzo è stata fatta una versione cinematografica di notevole successo nel 1987, Maurice (film), diretto da James Ivory e con James Wilby, interprete di Maurice, Hugh Grant nella parte di Clive e Rupert Graves in quella di Alec.

NoteModifica

  1. ^ James J. Miracky, Regenerating the Novel: Gender and Genre in Woolf, Forster, Sinclair and Lawrence, New York, New York, Routledge, 2003, p. 55, ISBN 0-415-94205-5.
  2. ^ Christopher Isherwood, The Sixties: Diaries, Volume Two 1960-1969, a cura di Katherine Bucknell, New York, New York, HarperCollins, 2010, p. 631, ISBN 978-0-06-118019-4.
  3. ^ A. L. Rowse, Homosexuals in History: A Study of Ambivalence in Society, Literature, and the Arts, New York, New York, Macmillan, 1977, pp. 282–283, ISBN 0-88029-011-0.
  4. ^ Forster 1971, p. 236.

Voci correlateModifica

FontiModifica

  • Forster, EM Maurice. London: Edward Arnold, 1971.
  • Pastore, Stephen R. "EM Forster: Uno studio dei suoi romanzi importanti" Oxford (UK): Oxford University Press, 2001.