Apri il menu principale

BiografiaModifica

Maurice Denham iniziò la carriera di attore non appena terminati gli studi e per diversi anni recitò in provincia, prima dell'esordio londinese al West End nel 1936[1]. Si fece un certo nome come interprete radiofonico, particolarmente versatile nel fornire differenti voci a vari personaggi, sia femminili che maschili.

Approdato al cinema alla fine degli anni quaranta, si affermò nel decennio successivo con numerose parti di carattere, a suo agio sia nella commedia che nelle parti più serie[1]. Ottenne una nomination al BAFTA al miglior attore protagonista per il ruolo di Blore, l'ufficiale che soffre di disturbi psichici che lo portano al suicidio, nel film Pianura rossa (1954)[1], e recitò in altri film quali 23 passi dal delitto (1956), La notte del demonio (1957), Affondate la Bismarck! (1960). L'abilità vocale, affinata durante gli anni di lavoro alla radio, gli consentì una performance notevole nella pellicola di animazione La fattoria degli animali (1954), nel quale Denham prestò la voce a tutti gli animali del film.

Numerosi furono i film a cui partecipò negli anni sessanta e oltre, Ponte di comando (1962), Quei temerari sulle macchine volanti (1965), Poirot e il caso Amanda (1965), nel ruolo dell'ispettore Japp, Domenica maledetta domenica (1971), Nicola e Alessandra (1971), in cui interpretò il politico russo Vladimir Nikolaevič Kokovcov, Il giorno dello sciacallo (1973), nel ruolo del generale Colbert.

L'attore lavorò assiduamente anche per il piccolo schermo, con apparizioni nella serie Doctor Who, nel primo episodio che nel 1984 vide l'ingresso dell'attore Colin Baker. Interpretò il ruolo del pittore olandese Gerrit Dou nel film televisivo Schalcken the Painter (1979), e quello di Cosmo Lang, arcivescovo di Canterbury, in Edward & Mrs. Simpson (1978).

Sposato dal 1936 con Elizabeth Dunn, dalla quale ebbe due figli e una figlia, Maurice Denham morì nel 2002, all'età di 92 anni.

Filmografia parzialeModifica

Doppiatori italianiModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c Il chi è del cinema, De Agostini, 1984, pag. 140

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN37101491 · ISNI (EN0000 0000 7990 9989 · LCCN (ENno96047774 · GND (DE141654031 · BNF (FRcb13893168f (data) · WorldCat Identities (ENno96-047774