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Mauro Corona

scrittore, alpinista, arrampicatore e scultore italiano
Mauro Corona

Mauro Corona, all'anagrafe Maurizio Corona (Baselga di Piné, 9 agosto 1950), è uno scrittore, alpinista e scultore italiano.

Scultore ligneo, si dedica all'alpinismo: ha scalato numerose vette italiane ed estere, aprendo oltre 300 vie di scalata nelle Dolomiti d'oltrepiave. È autore di svariati libri, alcuni dei quali best seller. Risiede a Erto e Casso, in provincia di Pordenone, luogo d'origine dei genitori.[1]

BiografiaModifica

L'infanziaModifica

 
Mauro Corona bambino

Figlio di Domenico "Meni" Corona e Lucia "Thia" Filippin, venditori ambulanti, nasce a Baselga di Piné.[2] Dopo i primi anni dell'infanzia trascorsi in Trentino la famiglia ritorna ad Erto, il paese d'origine nella valle del Vajont a quel tempo in provincia di Udine e poi passato in provincia di Pordenone nel 1968, dove trascorre i successivi anni nella contrada San Rocco[3]. Fin da bambino segue il padre nelle battute di caccia come bracconiere ed è proprio su questi monti, dove trascorse gran parte della sua gioventù, che nacque in lui la passione per la montagna e l'alpinismo. Appena tredicenne scala il monte Duranno (2 688 m s.l.m.).

Dopo la nascita del secondo fratello, seguita pochi mesi dopo dall'abbandono della famiglia da parte della madre, esausta delle percosse infertele dal marito,[3] Corona si dedica alla lettura: Tolstoj, Dostoevskij e Cervantes sono i suoi scrittori preferiti e contemporaneamente impara l'arte della scultura lignea dal nonno intagliatore.

Dopo aver frequentato le scuole elementari a Erto per 8 anni[4], iniziò le medie nella vicina Longarone, in provincia di Belluno. Il 9 ottobre 1963 cambiò radicalmente la sua vita quando l'ondata del Vajont spazzò letteralmente via la parte bassa della cittadina bellunese e le frazioni vicine al lago a cavallo tra Veneto e Friuli Venezia Giulia causando oltre 2 000 morti. La sua famiglia non subì alcuna perdita nel disastro. Vari anni dopo raccontò l'accaduto nel romanzo Aspro e dolce[5].

Insieme al primo fratello minore si trasferì successivamente nel Collegio Don Bosco di Pordenone: questo fu per lui un periodo difficile in quanto la nostalgia, il senso di prigionia e la mancanza dei boschi di Erto lo tormentarono incessantemente. Alcuni insegnanti salesiani rafforzarono il suo amore per la letteratura e lo incoraggiano nello studio. Quando i due fratelli tornarono a Erto Corona voleva frequentare la Scuola d'Arte di Ortisei, ma la mancanza di soldi lo costrinse a frequentare l'Istituto per Geometri Marinoni di Udine perché gratuito.

Dal Monte Buscada allo studio di ErtoModifica

Dopo alcuni anni venne ritirato dalla scuola, visto che per ribellione non seguiva più le lezioni, preferendo leggere Tex in classe[senza fonte].[6][7] Nel 1968 il primo fratello minore partì per la Germania in cerca di lavoro, dove annegò tre mesi più tardi in una piscina di Paderborn. Nel frattempo Corona aveva lasciato il posto da manovale a Maniago per andare a lavorare nella cava di marmo del monte Buscada. Questo duro lavoro fu alleviato dall'essere a contatto con le cime, le foreste e quei prati che gli ricordavano l'infanzia.

Fu costretto a sospendere questo lavoro durante il periodo del servizio militare, che iniziò a L'Aquila arruolato negli alpini. Da lì andò a Tarvisio nella squadra sciatori. Si congedò con un mese di ritardo a causa di trentadue giorni di cella di punizione di rigore accumulati per le sue numerose intemperanze durante l'espletamento del servizio[8].

Corona scultoreModifica

La cava chiuse negli anni Ottanta e Corona fu assunto come scalpellino riquadratore. Una mattina del 1975 Renato Gaiotti di Sacile passò per caso in via Balbi davanti al suo studio e, notando alcune piccole sculture, decise di comprarle tutte.[9] Poco tempo dopo Gaiotti gli commissionò una Via Crucis da donare alla chiesa di San Giovanni del Tempio di Sacile. Con i soldi ricavati dalla vendita Corona acquistò l'attrezzatura indispensabile a scolpire. Trovò quindi in Augusto Murer di Falcade un maestro che gli insegnò il mestiere e gli permise di migliorare le sue conoscenze tecniche e artistiche. Nel 1975 a Longarone organizzò la sua prima mostra.

Corona arrampicatoreModifica

In quel periodo Corona non trascurò l'altra sua grande passione: l'arrampicata. Nel 1977 iniziò ad attrezzare le falesie di Erto e Casso, oggi meta molto frequentata dagli alpinisti di tutto il mondo. In pochi anni scalò le montagne del Friuli per poi spingersi fino in Groenlandia e in California sulle pareti della Yosemite Valley. Oggi diverse vie di scalata portano la sua firma[10].

Corona sportivoModifica

Da ragazzo Corona era appassionato del bob, con cui ingaggiava gare tra amici lanciandosi con mezzi auto-costruiti sia dai pendii intorno a Erto sia tra le strette e ripide vie del paese, con rischio per l'incolumità sua e altrui. Talvolta dovette ricorrere alle cure mediche per abrasioni su parti del corpo avendo sbattuto contro i muri delle case. Corona ha fatto parte dell'equipaggio che vinse la medaglia di bronzo nei campionati italiani di bob a quattro svoltisi a Cervinia nel 1972, come riportato nell'albo d'oro di questo sport invernale[senza fonte].[11]

Corona scrittoreModifica

La carriera di scrittore inizia nel 1997 quando un amico giornalista pubblicò alcuni suoi racconti sul quotidiano Il Gazzettino. Da allora ha pubblicato svariati libri, tutti con discreto successo. Nei suoi romanzi e nei suoi racconti Corona porta a contatto il lettore con un mondo quasi del tutto scomparso: quello della vita e delle tradizioni nei paesi della Valle del Vajont, un ecosistema che subì violenti sconvolgimenti a seguito della tragedia che vi accadde. Personaggi ed echi del passato riaffiorano tra le righe di Corona, che affronta con uno sguardo appassionato e un po' malinconico tematiche come il rapporto dell'uomo con la natura, con le proprie radici e con l'incombente progresso economico e tecnologico.

Corona continua ad alternare momenti di scrittura (anche erotica), scultura lignea e arrampicata a conferenze, incontri e manifestazioni, e partecipa alla realizzazione di alcuni documentari sulla sua vita. È stato comparsa nel film Vajont, interpretando suo padre. Tra i suoi amici e corrispondenti vi è il coetaneo Erri De Luca, anch'egli scrittore e arrampicatore.

Nel 2002 lo scrittore fumettista Paolo Cossi pubblica Corona - L'uomo del bosco di Erto per Edizioni Biblioteca dell'Immagine. Un libro a fumetti che narra alcune vicende raccontate a Cossi da Corona e delle avventure che Cossi dovette intraprendere per ascoltare di persona i racconti di Corona.

Cani, camosci, cuculi (e un corvo) si è aggiudicato il Cardo d'argento al 37º Premio Itas del libro di montagna, ritirato da Corona il 29 aprile 2008.

Il 17 luglio 2011 il libro La fine del mondo storto vince, con 75 preferenze, il Premio Bancarella 2011[12]. Nel 2014 vince il Premio Mario Rigoni Stern e a proposito di questo riconoscimento dirà:

«Per me questo premio ha un valore diverso e non solo perché Mario Rigoni Stern e le sue pagine mi hanno commosso [...] Quando questa notte tornerò a casa e mi guarderò allo specchio, mi dirò che forse ce l'ho fatta a uscire dall'inferno.[13]»

Le sue opere sono state tradotte in varie lingue, tra cui cinese, tedesco e spagnolo.[14]

CuriositàModifica

È opinionista (ospite fisso) dall'11 settembre 2018 nel programma di Rai 3, in prima serata, Cartabianca condotto da Bianca Berlinguer.

OpereModifica

Raccolte di raccontiModifica

RomanziModifica

Fiabe e opere per l'infanziaModifica

Saggi e manualiModifica

PoesieModifica

Antologie di raccontiModifica

  • Gli occhi del bosco (Storie di animali e uomini), Milano, Oscar Mondadori, 2012. ISBN 978-88-04-62089-1.
  • Il bosco racconta: Storie del bosco antico-Torneranno le quattro stagioni, Milano, Mondadori, 2015. ISBN 978-88-04-65769-9.

PremiModifica

  • Cardo d'argento 2008 al 37º Premio Itas del libro di montagna per Cani, camosci, cuculi (e un corvo)
  • Premio Bancarella 2011 per La fine del mondo storto
  • Christmas Love 2011 (Christmas Film Festival) "per il suo sconfinato amore per la natura"[15]
  • Premio Mario Rigoni Stern 2014, sezione narrativa, per l'opera "La voce degli uomini freddi".
  • Premio Selezione Campiello 2014[16]
  • Premio per l'Ambiente 2016 al 29° Tignano Festival per l'Ambiente e l'Incontro tra i Popoli

NoteModifica

  1. ^ Vandali in casa di Mauro Corona, lui li insegue con l'accetta: "Li avrei ammazzati", la Repubblica, 31 luglio 2017. URL consultato il 28 maggio 2018 (archiviato il 1º agosto 2017).
  2. ^ Mauro Corona: il poeta alpinista, nebbiainvalpadanacalmiglialtrimari.blogspot.com, 26 settembre 2007. URL consultato il 25 dicembre 2011 (archiviato il 30 luglio 2018).
  3. ^ a b Biografia, dispersoneiboschi.it, 30 giugno 2010. URL consultato il 30 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 29 maggio 2010).
  4. ^ Tratto da educazione.unipd.it[collegamento interrotto]: "nel 1948 la Costituzione ha posto l'obbligo scolastico come uno degli elementi costitutivi dello stato democratico. L'articolo 34 infatti così detta: "L'ISTRUZIONE INFERIORE, IMPARTITA PER ALMENO 8 ANNI, È OBBLIGATORIA E GRATUITA". La lungimiranza dei padri costituenti traspare dall'avverbio ALMENO. Esso infatti definisce gli otto anni di scuola obbligatoria come una soglia minima accessibile a tutti."
  5. ^ Si veda il suo romanzo Aspro e dolce, Mondadori, 2004, p. 146.
  6. ^ Mauro Corona, La vita, https://maurocorona.it. URL consultato il 13 novembre 2018 (archiviato il 13 novembre 2018).
  7. ^ Mirella Serri, Mauro Corona Come Cervantes non accetto gioghi, La Stampa, 3 luglio 2012. URL consultato il 24 aprile 2018 (archiviato il 24 aprile 2018).
  8. ^ Come narrato nell'autobiografia Aspro e dolce
  9. ^ Edoardo Pittalis, Mauro Corona, l'uomo del Vajont, si racconta: «Da zingaro a scrittore», Il Gazzettino, 1º maggio 2017. URL consultato il 14 novembre 2018 (archiviato il 2 maggio 2017).
  10. ^ Sito di Mauro Corona, su maurocorona.it. URL consultato il 16 novembre 2018 (archiviato il 28 agosto 2018).
  11. ^ Biografia dell'autore 2014 – Mauro Corona, PREMIO MARIO RIGONI STERN. URL consultato il 25 settembre 2019 (archiviato il 13 novembre 2018).
    «L’albo d’oro di questo sport invernale, parla di campionati italiani di bob a quattro svoltesi a Cervinia nel 1972 dove l’equipaggio di cui fece parte Corona vinse la medaglia di bronzo piazzandosi al terzo posto.».
  12. ^ ALBO D'ORO, Premio Bancarella. URL consultato il 14 novembre 2018 (archiviato il 6 maggio 2018).
  13. ^ Letteratura: Mauro Corona, forse sono uscito dall'inferno, ANSA, 30 marzo 2014. URL consultato il 2 maggio 2014 (archiviato il 13 marzo 2018).
  14. ^ (ES) Manuel Morales e Tommaso Koch, El ermitaño italiano que se convirtió en fenómeno literario, El País, 23 dicembre 2011. URL consultato il 14 novembre 2018 (archiviato il 19 gennaio 2017).
  15. ^ Christmas Film Festival premia Giancarlo Scarchilli e Mauro Corona, Cinquew.it, 23 dicembre 2011. URL consultato il 14 novembre 2018 (archiviato il 4 marzo 2016).
  16. ^ Premio Campiello, opere premiate nelle precedenti edizioni, su premiocampiello.org. URL consultato il 24 febbraio 2019 (archiviato il 22 settembre 2014).

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