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Maximilian Sciandri

ciclista su strada italiano
Maximilian Sciandri
Maximilian SCIANDRI.jpg
Nazionalità Italia Italia
Regno Unito Regno Unito (dal 1995)
Ciclismo Cycling (road) pictogram.svg
Specialità Strada
Ritirato 2004
Carriera
Squadre di club
1989 Titanbonifica
1990-1991 Carrera Jeans
1992-1993 Motorola
1994 GB-MG Boys
1995 MG Boys Maglificio
1996 Motorola
1997-1999 fdjeux.com
2000 Linda McCartney
2001-2003 Lampre
2004 Team CSC
Nazionale
1995-2003 Gran Bretagna Gran Bretagna
Carriera da allenatore
2011-2018 BMC
2019- Movistar
Palmarès
Olympic flag.svg Giochi olimpici
Bronzo Atlanta 1996 Linea
Statistiche aggiornate al febbraio 2019

Maximilian Sciandri (Derby, 15 febbraio 1967) è un dirigente sportivo ed ex ciclista su strada italiano naturalizzato britannico. Professionista dal 1989 al 2004, conta trentatré vittorie in carriera, tra cui tre tappe al Giro d'Italia e una al Tour de France. Dopo il ritiro è stato direttore sportivo prima alla BMC e poi alla Movistar.

CarrieraModifica

Passato professionista nel 1989 con la Titanbonifica-Benotto, Sciandri si mise in luce già nello stesso anno vincendo il Giro di Romagna, successo che riuscì poi a bissare l'anno successivo.

Nel corso della sua carriera conquistò vittorie di prestigio come la Coppa Placci, il Giro del Veneto e la Leeds International Classic (edizione valida per la Coppa del mondo 1995), nonché numerosi piazzamenti in corse di livello mondiale quali il Campionato di Zurigo, la Milano-Sanremo e il Giro di Lombardia. Vinse anche una tappa al Tour de France 1995, e tre frazioni al Giro d'Italia, nel 1991, 1992 e 1994. La sua carriera si divise fra la nazionalità italiana, con la quale corse fino al febbraio del 1995, e quella britannica, bandiera sotto la quale si aggiudicò la medaglia di bronzo nella gara in linea ad Atlanta 1996. Nel 2000 ottenne un'ultima vittoria, il Giro del Lazio, portando il computo delle vittorie da pro a 33.[1] Chiuse con il professionismo nel 2004.

Dopo il ritiro ha svolto il ruolo di tecnico per la Federazione britannica di ciclismo (contribuendo alla creazione della base di allenamento a Quarrata, in Toscana)[2] e di direttore sportivo prima al BMC Racing Team e poi alla Movistar.

PalmarèsModifica

  • 1989 (Titanbonifica, una vittoria)
Giro di Romagna
  • 1990 (Carrera Jeans, sette vittorie)
Giro di Romagna
Gran Premio Pino Cerami
2ª tappa Vuelta a Aragón (Teruel > Calatorao)
3ª tappa, 1ª semitappa Vuelta a Aragón (Calatorao > Tarazona)
4ª tappa Vuelta a Aragón (Tarazona > Huesca)
5ª tappa Vuelta a Aragón (Huesca] > Barbastro)
6ª tappa Vuelta a Aragón (Barbastro > Saragozza)
  • 1991 (Carrera Jeans, due vittorie)
11ª tappa Giro d'Italia (Sala Baganza > Savona)
1ª tappa, 1ª semitappa Tre Giorni di La Panne (Harelbeke > Herzele)
  • 1992 (Motorola, quattro vittorie)
3ª tappa Giro d'Italia (Uliveto Terme > Arezzo)
2ª tappa Tour of Britain (Gateshead)
Classifica generale Tour of Britain
5ª tappa Tour de Romandie (Orbe > Ginevra)
  • 1993 (Motorola, sette vittorie)
Giro del Veneto
Coppa Placci
1ª tappa Giro del Lussemburgo (Lussemburgo > Dippach)
2ª tappa Giro del Lussemburgo (Beckerich > Bertrange)
Classifica generale Giro del Lussemburgo
Grand Prix de Fourmies
2ª tappa Settimana Siciliana (Corleone > Palma di Montechiaro)
  • 1994 (GB-MG Boys, quattro vittorie)
16ª tappa Giro d'Italia (Sondrio > Stradella)
4ª tappa Giro del Trentino (Roncone > Arco di Trento)
  • 1995 (MG Boys, quattro vittorie)
Grand Prix de Fourmies
11ª tappa Tour de France (Le Bourg-d'Oisans > Saint-Étienne)
2ª tappa Tirreno-Adriatico (Cassino > Ferentino)
3ª tappa, 1ª semitappa Tre Giorni di La Panne (Oostduinkerke > Koksijde)
Leeds International Classic
  • 1996 (Motorola, una vittoria)
8ª tappa, 1ª semitappa Parigi-Nizza (Nizza > Nizza)
  • 1998 (fdjeux.com, due vittorie)
1ª tappa Critérium du Dauphiné Libéré (Villeurbanne > Charvieu-Chavagneux)
5ª tappa Critérium du Dauphiné Libéré (Crest > Grenoble)
  • 2000 (Lampre, due vittorie)
Giro del Lazio
5ª tappa Rapport Toer

PiazzamentiModifica

Grandi GiriModifica

1991: ritirato (17ª tappa)
1992: 88º
1994: ritirato (20ª tappa)
2000: 67º
2001: 58º
2002: 68º
1990: 154º
1992: ritirato (7ª tappa)
1993: 71º
1995: 47º
1996: ritirato (11ª tappa)
1997: 67º
1998: non partito (18ª tappa)
1989: ritirato (11ª tappa)
1997: non partito (12ª tappa)
1998: non partito (15ª tappa)

Classiche monumentoModifica

1991: 40º
1992: 28º
1993: 3º
1994: 27º
1995: 15º
1996: 4º
1997: 15º
1999: 21º
2001: 25º
2002: 38º
2003: 38º
2004: 108º
1990: 96º
1992: 25º
1993: 5º
1995: 9º
1996: 16º
1997: 11º
1999: 12º
2001: 7º
2002: 51º
2003: 35º
2004: 85º
1995: 12º
1997: 32º
1999: 18º
2001: 12º
2002: 16º
2003: 38º
1991: 61º
1993: 43º
1994: 7º
1997: 5º
1999: 48º
2001: 63º
2002: 38º
1991: 38º
1993: 3º
1994: 55º
1997: 17º
2001: 7º
2002: 54º

Competizioni mondialiModifica

NoteModifica

  1. ^ Il mondo di Sciandri, su ricerca.gelocal.it. URL consultato il 3 febbraio 2019.
  2. ^ (EN) Max Sciandri proposed as new Italian national coach, su cyclingweekly.com. URL consultato il 3 febbraio 2019.

Collegamenti esterniModifica