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In fisica e matematica, in particolare in meccanica razionale, la meccanica lagrangiana è una ri-formulazione della meccanica classica introdotta da Eulero e Joseph-Louis Lagrange nel diciottesimo secolo. Si tratta di un formalismo in cui le equazioni del moto sono ricavate a partire dal principio di minima azione e vengono scritte tramite le equazioni di Eulero-Lagrange per la funzione lagrangiana.[1] Si applica a sistemi dinamici con vincoli olonomi.

La descrizione lagrangiana, particolarmente efficace nel caratterizzare il moto di un insieme di punti materiali soggetti a vincoli, è stata poi perfezionata e generalizzata da molti altri metodi tra cui quelli elaborati da Carl Gustav Jacob Jacobi con la teoria di Hamilton-Jacobi e da William Rowan Hamilton con la meccanica hamiltoniana.

Indice

DescrizioneModifica

Nell'ambito della meccanica lagrangiana si rappresenta un sistema di particelle tramite un insieme di coordinate generalizzate   e le rispettive velocità  . Lo spazio delle coppie   rappresenta l'insieme delle posizioni che il sistema può assumere compatibilmente con i vincoli imposti.

In questo approccio la traiettoria del sistema non viene studiata a partire dalle forze agenti su di esso, come avviene nell'ambito tradizionale della dinamica newtoniana, ma è la soluzione di un problema variazionale in cui tra tutti i moti possibili il sistema percorre il cammino che minimizza (ne annulla la variazione) una funzione scalare detta azione, in accordo con il principio di minima azione (principio variazionale di Hamilton).

L'azione è data dall'integrale della lagrangiana  :

 

e dal principio di minima azione si possono ricavare (ad esempio sfruttando il lemma fondamentale del calcolo delle variazioni) le equazioni del moto per il sistema considerato; nello specifico ciò avviene sia risolvendo le equazioni talvolta dette "equazioni di Lagrange del primo tipo", che trattano esplicitamente i vincoli con equazioni aggiuntive (spesso mediante l'utilizzo dei moltiplicatori di Lagrange), sia le "equazioni di Lagrange del secondo tipo", ovvero le equazioni di Eulero-Lagrange, che incorporano l'azione dei vincoli con un'opportuna scelta delle coordinate generalizzate.[2][3][4][5]

La lagrangiana classicamente è data dalla differenza tra l'energia cinetica e l'energia potenziale del sistema studiato, ma può anche avere una forma più generale, e si possono avere più lagrangiane per la stessa equazione del moto.

Il formalismo lagrangiano e il principio di minima azione sono strettamente legati al teorema di Noether, che collega quantità conservate del moto con le simmetrie continue dell'azione. Questo ambiente fornisce, inoltre, un formalismo naturale per la "prima quantizzazione", includendo commutatori tra determinati termini delle equazioni di Lagrange relative al moto di un sistema fisico.

Lo spazio delle configurazioni (coordinate generalizzate) con cui è rappresentato il sistema può essere una varietà differenziabile, detta varietà delle configurazioni.

Dalla meccanica newtoniana alla meccanica lagrangianaModifica

Si consideri un sistema di n particelle in  , ognuna identificata da m coordinate generalizzate:

 

dove ogni coordinata dipende dal tempo e la velocità di ogni particella è data dalla regola della catena:[6]

 

Un'espressione per lo spostamento virtuale (infinitesimo)   del sistema (per vincoli indipendenti dal tempo o dalla velocità) ha la stessa forma di un differenziale totale:

 

Considerando il moto come determinato dall'applicazione di forze applicate   e forze inerziali  , il principio di D'Alembert stabilisce che il loro lavoro virtuale   relativamente allo spostamento virtuale   è dato da:[7]

 

dove   sono le accelerazioni delle particelle. Questa espressione suggerisce che le forze applicate possono essere espresse come forze generalizzate  . Dividendo per   si ottiene la definizione di forza generalizzata:

 

Se le forze   sono conservative, allora esiste un potenziale scalare (campo scalare)   il cui gradiente è la forza:

 

allora si ha:

 

Ovvero, le forze generalizzate possono essere ridotte al gradiente di un potenziale scritto mediante le coordinate generalizzate. Il precedente risultato può essere anche ricavato notando che   è una funzione di  , che dipendono a loro volta da  , e applicando la regola della catena alla derivata di   rispetto a  .

Energia cineticaModifica

L'energia cinetica   di un sistema di particelle   è definita come:

 

con:

 

dove:

 

Le derivate parziali di   rispetto alle coordinate generalizzate   e le velocità generalizzate   sono:

 

Facendo la derivata parziale rispetto a   della velocità   si ottiene:

 

Si ha allora:

 

La derivata totale rispetto al tempo di tale equazione è:

 

che conduce alle equazioni del moto generalizzate:

 

che contengono le leggi di Newton.[8]

Vincoli perfettiModifica

I moti di un sistema vincolato si rappresentano considerando   punti materiali in  , che costituiscono un sistema   soggetto a   vincoli olonomi   (eventualmente dipendenti dal tempo  ) che agiscono su di esso:

 

Per ogni fissato istante di tempo queste relazioni definiscono una superficie (una varietà differenziabile  ) immersa nello spazio euclideo 3N-dimensionale. In particolare, un sistema è soggetto a vincoli perfetti se   le reazioni vincolari sono in quell'istante   ortogonali allo spazio tangente alla superficie  .

In termini di coordinate generalizzate   sulla superficie  , che ha dimensione  , la condizione che il sistema   sia soggetto a vincoli perfetti si traduce in:

 

dove   è il vettore che rappresenta tutte le reazioni vincolari cui ogni punto del sistema è soggetto.

La lagrangianaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Lagrangiana.

La descrizione dei sistemi meccanici sviluppata dalla meccanica lagrangiana si basa sull'introduzione di una funzione, detta lagrangiana, data dalla differenza tra l'energia cinetica   e l'energia potenziale  :

 

Nel descrivere sistemi in cui l'energia si conserva la lagrangiana dipende soltanto dalle coordinate   e dalle loro derivate  , in quanto il potenziale non dipende dal tempo (così come l'energia cinetica  ).

Equazioni di Lagrange del primo tipoModifica

Le equazioni di Lagrange del primo tipo per un sistema di   particelle con   vincoli olonomi, dati dalle funzioni  , sono:

 

dove   è un moltiplicatore di Lagrange e  . Esiste un moltiplicatore di Lagrange per ogni vincolo.

Per analogia con la procedura matematica, si può scrivere anche:

 

in cui:

 

denota la derivata variazionale.

Equazioni di Eulero-LagrangeModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Equazioni di Eulero-Lagrange.

Le equazioni del moto di Eulero-Lagrange sono un sistema di equazioni per   della forma:

 

che forniscono una formulazione del secondo principio della dinamica. Infatti, scrivendo la lagrangiana come differenza tra l'energia cinetica e l'energia potenziale:

 

si nota che:

 

si ha:

 

ovvero l'equazione di Newton.

La proprietà principale delle equazioni di Lagrange è che, a differenza delle equazioni di Newton, esse non cambiano forma quando si passa dalle coordinate cartesiane   ad un altro sistema di coordinate  . Questo permette di scrivere agevolmente le equazioni in coordinate diverse da quelle cartesiane ottenendo spesso una loro semplificazione (come avviene ad esempio per i problemi con forze centrali scritti in coordinate polari), inoltre permette di generalizzare la teoria dai sistemi definiti su spazi vettoriali ai sistemi definiti su varietà differenziabili, come ad esempio i sistemi con vincoli olonomi.

Costanti del motoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Costante del moto e Integrale primo.

Se la lagrangiana non dipende da una certa coordinata   (detta per tal motivo coordinata ciclica) si ha dalle equazioni di Eulero-Lagrange che:

 

e quindi   è una costante del moto: si tratta di un caso particolare del più generale teorema di Noether.

Le equazioni di Eulero-Lagrange equivalgono del resto alle equazioni per i momenti coniugati:

 

La formulazione delle equazioni del moto a partire dai momenti coniugati è sviluppata dalla meccanica hamiltoniana, in cui l'energia totale del sistema è solitamente associata alla funzione hamiltoniana  , definita come la trasformata di Legendre della lagrangiana ( In realtà, il principio di Hamilton permette un'estensione della teoria, rispetto alle equazioni di Lagrange, in quanto, mentre per poter definire, le equazioni di Lagrange, ho bisogno che le traiettorie q(t), siano di classe C^2, per poter calcolare il funzionale hamiltoniana, è sufficiente, che le traiettorie, siano di classe C^1 a tratti, questa differenza, non è puramente formale!):

 

Se inoltre è soddisfatta la condizione di non degenerazione:

 

ovvero se la matrice di elementi   è invertibile, allora è invertibile la definizione delle coordinate canoniche   fornita da  , in modo da avere le   in funzione di  .

NoteModifica

  1. ^ H. Goldstein, Classical Mechanics, 3rd, Addison-Wesley, 2001, p. 35.
  2. ^ R. Dvorak, Florian Freistetter, § 3.2 Lagrange equations of the first kind, in Chaos and stability in planetary systems, Birkhäuser, 2005, p. 24, ISBN 3-540-28208-4.
  3. ^ H Haken, Information and self-organization, 3rd, Springer, 2006, p. 61, ISBN 3-540-33021-6.
  4. ^ Cornelius Lanczos, II §5 Auxiliary conditions: the Lagrangian λ-method, in The variational principles of mechanics, Reprint of University of Toronto 1970 4th, Courier Dover, 1986, p. 43, ISBN 0-486-65067-7.
  5. ^ Henry Zatzkis, §1.4 Lagrange equations of the second kind, in DH Menzel (a cura di), Fundamental formulas of physics, vol. 1, 2nd, Courier Dover, 1960, p. 160, ISBN 0-486-60595-7.
  6. ^ Sheila Widnall - Lecture L20 - Energy Methods: Lagrange's Equations
  7. ^ Bruce Torby, Energy Methods, in Advanced Dynamics for Engineers, HRW Series in Mechanical Engineering, United States of America, CBS College Publishing, 1984, ISBN 0-03-063366-4.
  8. ^ Analytical Mechanics, L.N. Hand, J.D. Finch, Cambridge University Press, 2008, ISBN 978-0-521-57572-0

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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