Melilla

città autonoma della Spagna
Melilla
Città autonoma
(ES) Ciudad Autónoma de Melilla
Melilla – Stemma Melilla – Bandiera
Melilla – Veduta
Localizzazione
StatoSpagna Spagna
Amministrazione
PresidenteAlcalde: Eduardo de Castro (C's) dal 15/06/2019
Territorio
Coordinate35°17′31.36″N 2°56′19.06″W / 35.292045°N 2.938628°W35.292045; -2.938628 (Melilla)Coordinate: 35°17′31.36″N 2°56′19.06″W / 35.292045°N 2.938628°W35.292045; -2.938628 (Melilla)
Superficie12,3 km²
Abitanti86 026 (2016)
Densità6 993,98 ab./km²
Comunità autonome confinantiBen Ansar (MA-NAD), Farkhana (MA-NAD)
Altre informazioni
Cod. postale52001
Prefisso+34 952
Fuso orarioUTC+1
ISO 3166-2ES-ML
Codice INE52001
TargaML
Nome abitantiMeligliense (Melillense)
PatronoVirgen della Victoria
Cartografia
Mappa di localizzazione: Spagna
Melilla
Melilla
Sito istituzionale

Melilla (AFI: /meˈlilla/[1]; nome ufficiale spagnolo: Ciudad Autónoma de Melilla; in arabo: مليلية‎, Malīliya; in berbero: ⵎⵔⵉⵞ, Mrič "la bianca" o ⵜⴰⵎⵍⵉⵍⵜ, Tamlilt; anticamente conosciuta dai romani come Rusadir; dai greci: Ῥυσσάδειρον, Ryssadeiron) è una Città autonoma spagnola situata sulla costa orientale del Marocco, nell'Africa del Nord, nei pressi del porto marocchino Beni Ensar. È un porto franco, e l'attività principale è la pesca. Altre fonti di entrata sono il commercio attraverso la frontiera (legale o di contrabbando) e le sovvenzioni spagnole e dell'Unione europea.

StoriaModifica

Melilla fu una colonia fenicia, con il nome di Rusadir. Nel 72 d.C. l'imperatore romano Vespasiano le concesse lo statuto di colonia e la città conobbe un periodo di splendore, arrivando a battere moneta. Nel 430 fu saccheggiata e occupata dai Vandali di Genserico dopo che questi ebbe attraversato lo Stretto di Gibilterra, per iniziare la conquista del Nordafrica. Liberata dal generale Belisario nel 534, tornò in orbita romano-orientale fino alla conquista islamica (fine del VII secolo). In epoca musulmana Melilla conobbe un periodo di decadenza. Nell'859 venne distrutta da un'incursione normanna. Nel 926 fu presa e fortificata dal califfo di Cordova Abd al-Rahman III. Successivamente passò sotto la sovranità delle differenti dinastie che governarono il Marocco, fra cui gli Almoravidi (nel 1080) e gli Almohadi (dopo il 1141).

Il 17 settembre 1497, la Spagna occupò la città, nel corso della Reconquista. Da allora il Marocco ha tentato ripetutamente di annettere Melilla. Tra il 9 dicembre 1774 e il 19 marzo 1775 la città fu sottoposta a un assedio durato 100 giorni ad opera del sultano Mohammed ben Abdallah, ma senza esito. Il governo marocchino reclama dal 1982 Melilla, insieme a Ceuta e ad alcune piccole isole spagnole prossime alla costa africana[2]

La città confina con i centri abitati marocchini di Beni Chiker, Ben Ansar e Bou Mahroud.

Melilla oggiModifica

Melilla ha un rappresentante al Congresso spagnolo e due al Senato. Ha ottenuto lo status di città autonoma il 14 marzo 1995.

Lo standard ISO 3166-1 riserva la sigla EA per Melilla e Ceuta.

Solo le persone con discendenza marocchina parlano il berbero, per la precisione un dialetto della tarifit, la lingua del Rif. Nei dialetti del Rif di solito al suono l degli altri parlari berberi corrisponde un suono r, mentre al suono geminato, ll, corrisponde ğ o, in fine di parola, č. Da qui il nome Mrič per un antico Mlill, "la Bianca". La lingua ufficiale e più diffusa è tuttavia lo spagnolo, unica ad essere insegnata nelle scuole.

Il confine terrestre tra Melilla e l'entroterra marocchino è recintato e sorvegliato, allo scopo di contenere l'ingresso di immigrati nell'exclave che, in quanto territorio spagnolo, garantisce ulteriore libero accesso all'area europea delle nazioni aderenti al trattato di Schengen.

 
Mappa

AmministrazioneModifica

GemellaggiModifica

NoteModifica

  1. ^ Bruno Migliorini et al., Scheda sul lemma "Melilla", in Dizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2007, ISBN 978-88-397-1478-7.
    Luciano Canepari, Melilla, in Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-10511-0.
  2. ^ * François Papet-Périn, "La mer d'Alboran ou Le contentieux territorial hispano-marocain sur les deux bornes européennes de Ceuta et Melilla", Tome 1, 794 p., tome 2, 308 p., Thèse de doctorat d'histoire contemporaine soutenue en 2012 à Paris 1-Sorbonne sous la direction de Pierre Vermeren.

BibliografiaModifica

  • Robert Rézette, Les enclaves espagnoles au Maroc, Parigi 1976

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN316750629 · LCCN (ENn83063610 · GND (DE4313276-5 · WorldCat Identities (ENn83-063610
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