Mendicino

comune italiano
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Mendicino
comune
Mendicino – Stemma Mendicino – Bandiera
Mendicino – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Calabria.svg Calabria
ProvinciaProvincia di Cosenza-Stemma.png Cosenza
Amministrazione
SindacoAntonio Palermo (Insieme cambiAmo Mendicino) dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate39°15′46.15″N 16°11′40.27″E / 39.26282°N 16.19452°E39.26282; 16.19452 (Mendicino)Coordinate: 39°15′46.15″N 16°11′40.27″E / 39.26282°N 16.19452°E39.26282; 16.19452 (Mendicino)
Altitudine477 m s.l.m.
Superficie35,69 km²
Abitanti9 430[1] (31-5-2020)
Densità264,22 ab./km²
FrazioniCandelisi, Cappelli, Ferrera, Merenzate, Malaugello, Palagani, Pasquali, Pirillo, Ponte Carolei, Rizzuto, Rosario, San Bartolo, Santa Maria, San Paolo, Tivolille, Terredonniche.
Comuni confinantiBelmonte Calabro, Carolei, Castrolibero, Cerisano, Cosenza, Dipignano, Domanico, Fiumefreddo Bruzio, Lago, Longobardi,
Altre informazioni
Cod. postale87040
Prefisso0984
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT078079
Cod. catastaleF125
TargaCS
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)[2]
Cl. climaticazona D, 1 799 GG[3]
Nome abitantimendicinesi
Patronosan Nicola
Giorno festivo6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Mendicino
Mendicino
Mendicino – Mappa
Posizione del comune di Mendicino all'interno della provincia di Cosenza
Sito istituzionale

Mendicino (Mennicìnu in calabrese[4], Mennikino in greco bizantino) è un comune italiano di 9 430 abitanti[1] della provincia di Cosenza in Calabria.

Geografia fisicaModifica

 
Monte Cocuzzo

Mendicino è un comune del Cosentino, situato ai piedi del monte Cocuzzo, non lontano dal mare e a pochissimi chilometri dal capoluogo. Da Cosenza verso il paese, la recente espansione edilizia si apre in ampi spazi verdi: la strada è fiancheggiata da numerosi ulivi, fichi, querce, vigneti e campi seminati a grano circondati da viottoli erbosi che costeggiano la strada, insieme a rari casolari appoggiati sulle colline. Giunti a Candelisi, ci appare a sud, la prima veduta dell'antico paese con due erte di case. Il sole nasce sul belvedere, propaggine di una gola di fiume culminante con la torre dell'orologio, edificata su una ventosa distesa di ulivi. Sul pendio troviamo il rione “Castello” che affida le sue vecchie case all'antico muro che le abbraccia insieme al viale alberato, e che, dalla vecchia Piazza del Duomo giunge fino alla piccola chiesa di Santa Caterina. L'altra sponda della strada e della piazza principale sono costeggiate da eleganti e grandi case risalenti al tardo ottocento: portoni e scale in pietra, larghi balconi, terrazze ed inferriate leggere in stile rinascimentale. Il borgo si inerpica sulla collina con case sempre più minute e serrate, con vicoli a gradoni e rumorose piazzuole, alternando archi a scalette sospese e a finestre di gerani: il nucleo centrale di Mendicino. In testa, si erge il vecchio Palazzo Campagna Del Gaudio, dimora nobiliare di fine Settecento, che si staglia dal cortile di ippocastani in delicatissimi toni di grigio e bianco, e dotato di un elegante porticato in pietra. Risalendo le strette curve che portano al Santuario in stile gotico di Santa Maria, la veduta opposta è altrettanto bella: ad ovest il paese si stempera in colline tinte di giallo e rosa, e di fronte, il Duomo con la sua facciata laterale con finestroni e il campanile, posata su un'enorme roccia color senape, dimora di gazze.

Tutto intorno al centro di Mendicino, la sorpresa di quartieri posti su fiumi e creste di roccia, minuti e ameni colli e finalmente la montagna, incantevole e selvaggia, meta di cacciatori di cinghiale e di turisti domenicali, ansiosi di pace e di ridenti paesaggi che si stendono fino alla Sicilia.” [5]

TerritorioModifica

Il territorio cittadino di Mendicino ha una superficie di 35,69 km². Confina ad Ovest con lo spartiacque del Monte Cocuzzo, divisione naturale fra i territori di Fiumefreddo Bruzio, Longobardi e Belmonte Calabro. A Sud con il territorio di Lago e Domanico. Ad Est il fiume Caronte lo separa da Carolei, il Busento da Dipignano e il Santomiele da Cosenza. A Nord, infine, i torrenti Janno e Campagnano lo dividono, rispettivamente, da Cerisano e da Castrolibero.

StoriaModifica

La prima citazione storica del comune di Mendicino la si deve probabilmente ad Ecateo di Mileto, logografo del VI secolo a.C., elencando le città enotrie, cita Moenekine (Μοινεκίνη in greco antico), nome originario alterato nel tempo, del comune di Mendicino.

La storia del comune inizia dalle caverne paleolitiche di Micino Vecchio, situate nei pressi del ponte Alimena, a sinistra del fiume Caronte, adiacenti a Sant'Agata nella contrada Laurata, a sinistra del fiume Mericano, e delle Le Grotte situate nei pressi della confluenza dei fiumi Arconte e Mericano, per continuare ai ritrovamenti di numerosi resti di villaggi neolitici disseminati sulle alture rocciose, per finire ai ritrovamenti archeologici del periodo greco e romano di San Michele. La storia prosegue e ci delizia della visione degli agglomerati caratteristici e pittoreschi risalenti al medioevo, alle ricostruzioni ottocentesche di palazzi e chiese, per terminare ai nuovi quartieri in espansione. La natura dei luoghi del comune, è contraddistinta da paurose pareti di roccia, da strapiombi stretti e folti, da valli verdi e rigogliose colline, scoscese e oscure montagne.

La toponomastica ancora inalterata dei fiumi Caronte, Arconte, Mericano e di contrade, Merenzata, Micino Vecchio, Pannosia, le tradizioni e le leggende ancora vive nei ricordi degli anziani del paese [6], stabiliscono certamente un importante legame tra luoghi e costumi di oggi e di ieri.[7]

Mendicino nell’Ottocento è uno dei centri più importanti per la produzione della seta greggia. Le campagne sono letteralmente coperte di gelsi ed in ogni famiglia le contadine allevano bachi. Nel 1857 fuori e dentro il centro abitato, ci sono quaranta filande e alla fine del secolo, presso la Camera di Commercio di Cosenza ne risultano iscritte 111, alcune delle quali sono animate da un motore idraulico della forza di 4 cavalli e dove per circa quattro mesi all’anno e dodici ore al giorno lavorano 30 uomini e 320 donne di cui 120 fanciulle. Dalla fine dell’Ottocento sino agli inizi del Novecento ne rimangono solo due per la cardatura e la filatura dei cascami di seta, quella di Domenico Gaudio e l’altra di Eugenio Gaudio che si sono conservate integralmente e costituiscono gli attuali musei della seta, unici esempi di archeologia industriale[8].

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

Chiesa Parrocchiale di San Nicola di Bari

È situata nell'antica Piazza Duomo e contraddistinta da una facciata in blocchi di tufo, con una adiacente torre campanaria. Nell'omonimo sito si trova la Chiesetta di San Sebastiano.

Chiesa di San Pietro

Costruita sui ruderi di un convento domenicano, tra dicembre e gennaio è meta turistica grazie alla presenza dell'artistico presepe, allestito annualmente dagli artigiani locali.

Santuario di S. Maria dell'Accoglienza

Facciata in tufo. Il primo insediamento cristiano sul luogo dove oggi sorge il santuario è datato intorno al VII-VIII secolo d.C. All'interno si trova una statua in pietra raffigurante la Madonna di Schiavonea, recentemente restaurata con iconografia moderna.

Chiesa di Cristo Salvatore

Costruita recentemente è la più grande e importante della comunità.

Architetture civiliModifica

Palazzo del Gaudio oggi Campagna

Sito nell'antico quartiere Pilacco, è databile al 1780. Costruito con blocchi di tufo lavorati a mano dagli scalpellini locali, è attualmente oggetto di un progetto di restauro da parte dell'amministrazione comunale.

Torre dell'orologio

Costruita nel 1907 si trova nell'antico Rione Castello, su un colle da cui si domina il paese e raggiungibile attraverso una caratteristica scalinata di 132 scalini scavati nella roccia.

Siti archeologiciModifica

Area archeologica di San Michele, decreto della Sovrint.BB.AA.RC n.829/1982, "agglomerato urbano del IV-II secolo a.C."

Museo Dinamico della SetaModifica

Il Museo Dinamico della Seta di Mendicino, inaugurato nel dicembre 2015, nasce con lo scopo di tutelare e diffondere un patrimonio plurisecolare di pratiche e conoscenze legate alla tradizionale attività di bachicoltura. Lo spazio espositivo è allestito su due piani presso la storica Filanda Gaudio, risalente al 1915: al pianterreno i visitatori possono ammirare l'autentica fornace a partire dalla quale avveniva l'estrazione delle secrezioni del baco da trasformare successivamente in fibra tessile; il piano superiore espone invece gli attrezzi da lavoro (tuttora funzionanti), aspi e mangani in legno, il banco di trattatura, diverse macchine utilizzate per la lavorazione della seta grezza e uno spazio multimediale destinato alla visione dei documenti audiovisivi, preziose testimonianze dirette di chi ha visto nascere e crescere la Filanda, lavorandoci per una vita. L'intervento di restauro, che l'ha resa uno dei fiori all'occhiello del borgo di Mendicino, si inserisce nel più ampio progetto di recupero dell'attività stessa di bachisericoltura con l’ambizione di rilanciare un’economia cittadina al femminile, ecocompatibile e finalizzata al benessere della comunità[9].

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[10]

Infrastrutture e trasportiModifica

Venendo dall'autostrada si esce allo svincolo sud di Cosenza, si percorre Via P. Rossi, poi Viale della Repubblica fino all'ospedale dell'Annunziata, alla fine del quale si imbocca a destra la strada provinciale n. 45 per Cerisano e Mendicino. Dopo meno di due chilometri si entra in territorio mendicinese, sito dell'antica città di Pandosia, reggia degli Enotri.

Provenendo da sud attraverso la S.S. 18, si costeggia il colle Pancrazio di Cosenza e si attraversa il ponte Mancini sul Busento, quindi si svolta a sinistra per imboccare la ex S.S. 278 per Potame ed Amantea: dopo circa cinquecento metri, costeggiando la sponda sinistra del Busento, si sottopassa il viadotto autostradale e si entra nel territorio di Mendicino. Si lascia a sinistra lo svincolo per Dipignano e subito dopo ci si immette, a destra, sulla strada Acheruntia, che, costeggiando la sponda sinistra del fiume Caronte porta direttamente al Centro Storico dopo circa cinque chilometri circa.

Superato il ponte Mancini, si può proseguire verso l'ospedale, svoltare a sinistra e imboccare il primo percorso descritto.

Da Cosenza Sud, si raggiunge la Piazza della Riforma, affrontando la salita del Crocefisso e percorrendo la S.P. per Cerisano e Mendicino; da Cosenza Nord, invece, dal quartiere San Vito si prende la stradina di Serra Spiga, che si immette sulla provinciale in contrada Pirillo, tra Rosario e Pasquali.[11]

AmministrazioneModifica

L'attuale sindaco di Mendicino è Antonio Palermo della lista civica "Insieme cambiamo Mendicino".

Conferimento del titolo di cittàModifica

Il 15 marzo 2016 è stato consegnato al Sindaco il decreto del presidente della Repubblica che ha conferito a Mendicino il titolo di città[12]. Il successivo 2 giugno si è svolta la cerimonia ufficiale in Piazza Municipio[13].

SportModifica

La squadra locale di calcio era la Polisportiva Mendicino 1969, ormai fallita nel 2017[senza fonte]. L'impianto sportivo principale è lo Stadio comunale Giovannino De Luca Mendicino, un impianto che vanta un campo in terra battuta di 45 m x 75 m. Gli spalti a gradoni al lato ovest ospitano i tifosi locali. Nell'impianto è presente un edificio di due piani di recente costruzione adiacente al rettangolo di gioco nel quale trovano posto gli spogliatoi e un campo di calcio a 5 sottostante la struttura principale. Altre strutture di rilievo sono lo Sporting situato in Contrada Rosario e la palestra Antonio Gaudio, sita nei pressi dell'istituto comprensivo del paese, e che ospita la squadra locale di pallavolo.

NoteModifica

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2020.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 390.
  5. ^ Ref. :V. De Rose, Mendicino alla radice di un mito.
  6. ^ La farchinoria di Cocuzzo, il Re Corvo ed i suoi tesori.
  7. ^ Cifr.Ref.:"V.De Rose, Mendicino alla radice di un mito"
  8. ^ FAI I Luoghi del Cuore - MUSEO DELLA SETA - MENDICINO, COSENZA, su fondoambiente.it. URL consultato il 22/01/2021.
  9. ^ Museo Dinamico della Seta - Mendicino (Cosenza), su viaggiart.com. URL consultato il 22/01/2021.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ Ref: V. De Rose, Mendicino alla radice di un mito
  12. ^ Mendicino è Città, decreto firmato da Mattarella consegnato al sindaco, in Qui Cosenza, 16 marzo 2016. URL consultato il 20 febbraio 2019.
  13. ^ Cerimonia di Conferimento del Titolo di Città, su comune.mendicino.cs.it. URL consultato il 20 febbraio 2019.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  • Il Museo della Seta di Mendicino, su museodellaseta.com. URL consultato il 12 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 1º agosto 2015).*, tratti da www.museodellaseta.com.
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