Mercantilismo

teoria economica basata sul ruolo delle esportazioni nella creazione della ricchezza nazionale

«La moderna scienza economica nasce con i cosiddetti mercantilisti. Costoro (il più famoso è Jean-Baptiste Colbert, ministro delle Finanze di Luigi XIV) ritenevano che la ricchezza di una nazione stesse nell'avanzo della bilancia commerciale, ovvero nella differenza fra esportazioni e importazioni. Secondo i mercantilisti, un paese è tanto più ricco quanto più oro riesce a stipare nei propri forzieri: pertanto, è auspicabile che esso esporti beni, in cambio dei quali riceve moneta, ma che ne importi il meno possibile, perché per acquistarli dovrebbe rinunciare al denaro sonante. Colbert pensava che il re di Francia dovesse difendere il deposito non dalla Banda Bassotti, ma dai mercanti di Fiandra.»

(Alberto Mingardi - L'intelligenza del denaro, pagg 141-142[1])

Il mercantilismo fu una politica economica che prevalse in Europa dal XVI al XVII secolo, basata sul concetto secondo il quale la potenza di una nazione sia accresciuta dalla prevalenza delle esportazioni sulle importazioni (in termini economici di uso comune si parla di surplus commerciale).

Seaport at sunrise, un porto marittimo francese dipinto da Claude Lorrain durante l'era del mercantilismo

Nelle società europee di quei secoli, dietro gli aspetti di uniformità del mercantilismo, furono attuate differenti politiche a seconda della specializzazione economica naturale (agricola, manifatturiera, commerciale) e all'idea di ricchezza (oro, popolazione, bilancia commerciale).

DescrizioneModifica

La riflessione economicaModifica

Il mercante, svincolata la propria condotta dalla morale comune, opera nel mondo secondo criteri razionali e consapevoli, dimostrando le proprie funzioni di commerciante, imprenditore, banchiere. L'attività del mercante si esplica in società fondate economicamente sul sistema agricolo, ma in cui c'è una stretta connessione tra attività economica e Stato; i mercanti operano accrescendo la ricchezza e il prestigio propri e dello Stato, mentre quest'ultimo garantisce la stabilità, l'ordine pubblico, l'allargamento del mercato attraverso la politica di conquiste coloniali.

L'economia è dunque finalizzata all'interesse dello Stato, il quale a sua volta rappresenta un mezzo a disposizione dell'economia mercantile, grazie alle politiche di crescita economica e di espansione promosse e alla capacità del mercante di inserirsi in questo contesto.

MercantilistiModifica

Gli economisti mercantilisti furono pensatori non sistematici, ragione non ultima della vittoria intellettuale dei successivi economisti liberisti, che attribuirono loro questo nome. Fra i principali pensatori del mercantilismo, diffuso in tutta Europa, si ricordano:

Il mercantilismo tedesco trattò soprattutto problemi fiscali e amministrativi ed è noto anche sotto il nome di cameralismo.

NoteModifica

  1. ^ Alberto Mingardi, L'intelligenza del denaro. Perché il mercato ha ragione anche quando ha torto, I edizione, Marsilio, gennaio 2013, ISBN 9788831713313.

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