Merletto di mezzanotte

film del 1960 diretto da David Miller
Merletto di mezzanotte
Doris Day, Rex Harrison, John Gavin - Midnight Lace, 1960.jpg
Titolo originaleMidnight Lace
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1960
Durata108 min
Generenoir
RegiaDavid Miller
SoggettoJanet Green
SceneggiaturaIvan Goff e Ben Roberts
Casa di produzioneUniversal Pictures
Distribuzione in italianoUniversal
FotografiaRussell Metty
MontaggioRussell F. Schiìoenporth
MusicheFrank Skinner
ScenografiaAlexander Golitzen
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Merletto di mezzanotte (Midnight Lace) è un film del 1960 diretto da David Miller, con protagonisti Doris Day e Rex Harrison. Thriller del genere mistery, verte sulla storia di una donna minacciata da un molestatore anonimo. La sceneggiatura di Ivan Goff e Ben Roberts è basata sullo spettacolo teatrale Matilda Shouted Fire (1958) di Janet Green.

TramaModifica

Kit Preston, una ricca ereditiera americana, ha appena sposato Tony, un uomo d'affari, col quale vive a Grosvenor Square a Londra. In una giornata di fitta nebbia, mentre sta attraversando il parco per tornare al suo appartamento, Kit sente una terrificante voce contraffatta elettronicamente che chiamandola per nome minaccia di ucciderla: lei, terrorizzata, fugge. Tony cerca di persuaderla che è stata vittima di uno scherzo, e le dice che faranno un viaggio a Venezia, quel tanto desiderato viaggio di nozze che hanno già rimandato. La stessa voce le telefona nei giorni successivi, minacciandola nuovamente di morte entro la fine del mese.

Il giorno dopo Kit viene pedinata e, la sera stessa, un uomo cerca di entrare in casa dalla finestra della sua camera ma fugge conseguentemente alle urla di terrore della donna. La mattina seguente, mentre si trova alla fermata dell'autobus accanto ad altre persone, all'arrivo del mezzo qualcuno la spinge in strada e per poco Kit non viene investita.

Malgrado la paura per nuove possibili minacce, la donna è confortata dal sostegno del marito, di sua zia Bea Vorman, della vicina di casa Peggy Thompson e di Brian Younger, un geometra che dirige i lavori di ristrutturazione dell'edificio, dimostrando peraltro un certo interesse verso di lei.

 
Doris Day in una scena del film

Le telefonate minacciose continuano e Kit è sempre più terrorizzata e paranoica. Lei e Tony chiedono aiuto a Scotland Yard all'ispettore Byrnes che però esprime all'uomo il dubbio che la moglie possa anche essersi inventata tutto per reagire alla solitudine. Kit, ormai prossima a un esaurimento nervoso, tenta di convincere il marito della reale esistenza del persecutore mettendosi d'accordo con Peggy affinché la vicina finga di avere udito anche lei una telefonata del molestatore. Il caso vuole che in quel frangente la linea telefonica fosse fuori uso e il sotterfugio della donna purtroppo non fa altro che deporre a suo sfavore. Poco dopo, il maniaco ritelefona: risponde zia Bea, fingendo di essere la nipote, ma la persona al telefono intuisce l'inganno e finge addirittura di essere in combutta con Kit, che ormai pare comportarsi da pazza. Il marito e la zia portano Kit da un dottore per farle fare una visita medica. Il responso dopo gli esami di routine è che Kit fisicamente stia bene ma paia dissociata mentalmente: il consiglio è di portarla da uno psichiatra per le cure del caso.

Cenando nel solito pub, una sera Brian nota un uomo sfigurato, che si muove con disagio. La padrona del pub gli dice che l'individuo si aggira ultimamente nella zona, fermandosi a lungo sul marciapiedi davanti al palazzo di fronte, proprio quello dove abita Kit.

Kit risponde al telefono e Tony, dall'altro apparecchio, ascolta finalmente la voce del maniaco che l'avverte che non farà il viaggio a Venezia col marito. Lei è sollevata di esser creduta, e Tony telefona al poliziotto, che gli dice di tendere una trappola per smascherare il persecutore: Tony deve uscire dall'appartamento per far credere di essere uscito per andare alla riunione lasciando Kit da sola, cosicché arresteranno il maniaco in flagrante.

In strada Brian vede il marito andar via in macchina e la porta del cantiere aperta, che perlustra. Dopo pochi minuti Tony torna a casa: il telefono suona e Kit risponde. Allora il marito dice di spegnere le luci: entra un uomo dalla finestra che ha una colluttazione con Tony e i due lottano; il marito ferisce l'uomo. Preoccupata del ritardo della polizia, Kit corre al telefono per comporre il numero, ma il marito blocca la chiamata, rivelando di non aver mai telefonato alla polizia. Tony le svela di aver architettato un piano per ucciderla: simulare il suo suicidio per accaparrarsi il patrimonio della donna, e sanare i furti contabili milionari alla sua stessa azienda. Entra Peggy, alla quale Kit chiede aiuto: ma Tony le rivela che lei è la sua complice e amante. È Peggy a riconoscere l'uomo ferito della colluttazione: il marito Roy, che sospettava da tempo la moglie di tradimento. Approfittando della distrazione dei due complici, Kit corre verso il balcone e sale sull'impalcatura del cantiere per sfuggire alla minaccia mortale. Interviene Brian che, chiamata la polizia, vede la donna: sale sull'ascensore e si arrampica per mettere in salvo la donna.

Quando l'ispettore Byrnes arriva, egli rivela di aver fatto intercettare il telefono di Kit, e seppe che lei era in pericolo quando Tony simulava di star chiamando la polizia. Brian e zia Bea confortano Kit mentre l'ispettore arresta il marito e la sua amante.

CriticaModifica

Il Mereghetti. Dizionario dei film (1993): *½

«... temi hitchcockiani (il sospetto, il complotto) trattati con una logica da telefilm.»

Il film ha raggiunto un indice di gradimento del 75% sull'aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes, con un punteggio totale di 3.7/5, basato su 1,467 recensioni.

BibliografiaModifica

  • (EN) Lawrence J. Quirk, The Films of Myrna Loy, The Citadel Press Secaucus, New Jersey 1980, ISBN 0-8065-0735-7

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema