Messa beat

Viene denominato Messa beat un particolare filone della musica beat sviluppatosi in Italia a partire dalla metà degli anni '60, caratterizzato dall'associare a testi con tematiche cristiane o, più in generale, religiose, questo stile musicale, allora molto diffuso ed amato, soprattutto nel mondo giovanile.

Il complesso The Bumpers durante l'esecuzione della prima messa beat nel 1966

Più in generale (sebbene in maniera impropria), il gergo in uso fra i collezionisti di vinile tende a denominare "messa beat" tutte le varie correnti di musica religiosa "leggera" (con sonorità pop, rock, jazz, spirituals, etno ecc.), sviluppatesi negli anni successivi, a fianco del canto gregoriano e della musica sacra più tradizionale. Si tratta della corrente del Rinnovamento, tuttora molto vivace e con svariate decine di autori e compositori coinvolti, ma con sound radicalmente evolutosi e con ogni evidenza assai diverso dall'originaria "messa beat".

Indice

La nascita della Messa beatModifica

La "messa beat" trae ispirazione dalle innovazioni impresse alla Chiesa cattolica dal Concilio Ecumenico Vaticano II. Con la successiva Riforma liturgica, si è teso in particolare ad ottenere un maggior coinvolgimento del popolo nelle celebrazioni. Viene così introdotto un nuovo rito della messa, con varie modifiche, compreso l'uso della lingua nazionale (generalmente invalso) accanto al latino e il sacerdote rivolto verso l'assemblea e non più verso l'altare[1].

Verso la metà degli anni '60, il maestro Marcello Giombini, autore di colonne sonore di western all'italiana, ebbe così l'idea di scrivere, in collaborazione con il paroliere Giuseppe Scoponi, canzoni a sfondo religioso, con sonorità beat, volte soprattutto a fare presa sui giovani. Nel 1965 appare sul mercato discografico il 45 giri Non uccidere, interpretato dal complesso sardo I Barrittas.

Sempre nel 1965, il complesso Gli Amici pubblica, su etichetta Edizioni Paoline, l'EP Chinati ai tuoi piedi/Osanna nell'alto dei cieli/Ave Maria no morro che, al momento, pare essere l'antesignano della nuova corrente in ambito liturgico.

È utile osservare che sul numero di maggio 1965 della rivista Rocca, il padre gesuita Pedro Arrupe scriveva: ""Nei giovani c'è molto dinamismo e soprattutto molta sincerità. Ci appaiono talvolta ostili alla religione ma sono soltanto insofferenti dei formalismi e delle esteriorizzazioni della fede"". Questa considerazione comparirà l'anno successivo come slogan in copertina all'album discografico della messa beat.

La Messa dei Giovani - 27 aprile 1966Modifica

 
Foto giovanile di Marcello Giombini

Incoraggiato dai risultati, Giombini su proposta di Giuseppe Scoponi decide di comporre La Messa dei Giovani, divenuta la "messa beat" per antonomasia. Consulente religioso e sostenitore dell'iniziativa fu il padre Gabriele Sinaldi, un domenicano vicino al mondo della cultura (noto docente della Università Internazionale di Scienze dell'Opinione Pubblica "Pro Deo"), collega e consigliere spirituale di Giuseppe Scoponi. La Messa dei Giovani fu eseguita per la prima volta presso l'Aula Borrominiana dell'Oratorio di San Filippo Neri alla Vallicella, il 27 aprile del 1966, alla presenza di un foltissimo pubblico (2000 persone non riuscirono ad entrare e fu necessario allestire degli altoparlanti per l'esterno[2]) e dei mass media, compresa una troupe televisiva della RAI.

Per l'occasione vengono reclutati, oltre ai ricordati I Barrittas, i complessi Angel and the Brains e The Bumpers.

Ai testi collaborarono ben tre autori: Giuseppe Scoponi, il prof. Tommaso Federici e padre Carlo Gasbarri. Scoponi introdusse alcune modifiche anche alle formule sancite dall'ordinarium missae, lasciandone comunque inalterato il significato. I brani erano volti a sottolineare i momenti della celebrazione liturgica secondo lo schema tradizionale:

Per quanto il sound beat venga presto superato sia nella musica liturgica sia nel panorama della musica profana, La Messa dei Giovani non si rivelò una semplice ed effimera moda, ma rappresentò una svolta, destinata a contrassegnare profondamente la musica liturgica che, da quel momento, non fu mai più la stessa. Le sonorità destinate ad accompagnare il canto dell'assemblea subirono profondi sconvolgimenti, mal tollerate dai tradizionalisti, inesorabilmente legati alla musica gregoriana, ritenuto genus unicum, e alle forme canore ad essa intimamente fedeli.

L'evento incusse infatti una forte spinta verso una profonda evoluzione del canto liturgico, favorita dal clima innovativo postconciliare. In quegli anni, le celebrazioni eucaristiche proponevano frequentemente questa nuova forma musicale[3][4].

La grande attenzione suscitata e il successo ottenuto fecero ipotizzare la rappresentazione de La Messa dei Giovani all'estero, essendo giunte prenotazioni anche dalla Royal Albert Hall di Londra, da Broadway, dall'Olympia di Parigi e dal Giappone [5] Nel settembre 1966, la tournée venne però annullata all'ultimo momento per motivi non chiari[6].

Edizioni discografiche de La Messa dei GiovaniModifica

La Messa dei Giovani è stata più volte incisa su disco e CD. È del 1966 la prima incisione su LP in vinile (etichetta Ariel), nell'originaria interpretazione de I Barrittas, Angel and the Brains e The Bumpers. L'album diventa presto un cult per i collezionisti. Qualche tempo dopo viene ristampato su etichetta Roman Record Company.

I Barritas realizzano in seguito un proprio LP, con l'originario titolo di La Messa dei Giovani, ove si esibiscono da soli.

Gli stessi Barritas (con il nome di circostanza The Berets), incidono contemporaneamente la messa in inglese, sull'LP dal titolo The Mass for peace, pubblicato negli Stati Uniti dalla Avant Garde, con produzione Clay Pitts.

Nel 1970 I Barritas ristampano il medesimo disco con il titolo Messa Folk.

La Messa dei Giovani, nell'interpretazione dei soli Barritas, è stata successivamente ristampata altre volte, da ultimo in un CD del 2005.

Nel 2008 il gruppo rock Gli Illuminati ha riproposto nel suo album Prendi la chitarra e prega, numerosi brani di messa beat, fra cui il Gloria e il Communio (Rendete grazie a Dio), tratti dalla Messa dei Giovani. Di nuovo nel 2013, lo stesso gruppo propone un altro LP, sempre a sfondo rievocativo, dal titolo "Lumen Gentium", con brani quasi tutti del maestro Giombini, a sottolineare un qual certo interesse tuttora vivo per la musica religiosa innovativa degli anni '60.

Le successive evoluzioniModifica

Il fenomeno si diffonde così anche oltreoceano, e nello stesso anno il gruppo americano The Electric Prunes incise l'LP Mass in F Minor, traendo sicuramente spunto anche dall'esperienza italiana.

Numerosi altri compositori e gruppi portarono così avanti questo nuovo modo di interpretare il canto liturgico con strumenti e sonorità innovative: ricordiamo Domenico Machetta, Giovanni Maria Rossi, Michele Bonfitto, il Gen Rosso, il Gen Verde, Pierangelo Sequeri (autore della celebre Symbolum '77, più nota come Tu sei la mia vita), Pierangelo Comi, gli Alleluia, il Clan Alleluia e molti altri.

Lo stesso Giombini continua a comporre nuovi canti, che si diffondono in tutte le parrocchie italiane: i più noti sono Quando busserò (molto cantata nelle celebrazioni funebri), Dio si è fatto come noi, Quando cammino per il mondo, Il Signore è la luce, Io ti offro, Siamo arrivati.

Nel 1967 viene pubblicato, su testi di Giuseppe Scoponi l'LP Cantata dei giovani per la Vergine Maria de Gli Alleluia. Il gruppo, partito come beat diverrà in seguito il Clan Alleluia e si evolverà negli anni allontanandosi da questo stile (ma rimanendo comunque legato alla musica religiosa).

Inoltre le case discografiche di ispirazione cattolica, come le PCC (legata alla Pro Civitate Christiana, con sede in Assisi o le Edizioni Paoline, si dedicano al nuovo genere.

Tra i gruppi che hanno partecipato alla prima messa beat, gli Angel and the Brains incidono un altro 45 giri su tematiche religiose dedicato a San Francesco d'Assisi.

Le reazioni nel mondo della musica leggera italianaModifica

Dopo il successo della prima messa beat, molti altri gruppi si dedicano alle messe beat, ad esempio I Corvi (che ne rappresentano una, incidendo però su disco soltanto una canzone, Quando quell'uomo ritornerà) o Franco IV e Franco I (con Oggi è nato il Redentor), o ancora i bergamaschi Squali 66 (con Venne un uomo).

Più in generale, numerosi importanti interpreti della musica leggera pongono un'attenzione particolare verso le tematiche religiose, dando origine a canzoni come Chi era lui di Paolo Conte (incisa da Adriano Celentano), Dio è morto di Francesco Guccini (portata al successo dai Nomadi nel 1967, che entra nel repertorio di molti movimenti giovanili cattolici, dagli Scout alla Gioc), Spiritual di Fabrizio De André.

Anche l'album La buona novella di Fabrizio De André del 1970 risente di questo spirito, e del resto l'Ave Maria contenuta in questo 33 giri viene eseguita anche come canto liturgico, per non confonderla con l'omonima di Renato Zero che la portò al Festival di Sanremo 1993.

Nel 1968 il gruppo di cabaret Cachi d'Aspa incide il suo unico album dove, tra tante tracce ironiche e divertenti, vi è la canzone Laudato, ispirata al Cantico di Frate Sole di San Francesco d'Assisi, che diventa un canto eseguito abitualmente durante le celebrazioni eucaristiche.

Discografia di riferimentoModifica

33 giriModifica

45 giriModifica

CDModifica

33 giri pubblicati all'esteroModifica

Tesi di laurea o relazioniModifica

- Mauro Scaringi: "La Messa dei giovani di Marcello Giombini all'indomani della riforma liturgica" - 1996 Ufficio Liturgico nazionale - Roma

- Biagio Mandorino: "Le forme musicali nella liturgia rinnovata nel panorama musicale di Marcello Giombini" - 1996 - Ufficio liturgico nazionale - Roma

NoteModifica

  1. ^ L'uso della lingua nazionale non è obbligatorio, ma facoltativo (can. 928 Codice di Diritto Canonico http://www.vatican.va/news_services/liturgy/details/ns_lit_doc_20091117_lingua-latina_it.html )
  2. ^ Tiziano Tarli, Beat italiano. Dai capelloni a Bandiera gialla, edizioni Castelvecchi, Roma 2005; pag. 127
  3. ^ Claudio Pescetelli, La messa beat, pubblicato sul n° 39 di Jamboree
  4. ^ Ernesto Assante, Messa rock a Mantova, pubblicato su La Repubblica del 24 maggio 2008
  5. ^ Tiziano Tarli, Beat italiano. Dai capelloni a Bandiera gialla, edizioni Castelvecchi, Roma 2005; pag. 129
  6. ^ Pamela King, Angel with Drumsticks, edizioni Rerifar, Roma 2013; pagg. 55 ss. - L'autrice denuncia interferenze da parte del Vaticano

Bibliografia - FontiModifica

  • Nicola Sisto - C'era una volta il beat. Gli anni sessanta della canzone italiana, edizioni Lato Side, 1982
  • Riccardo Bertoncelli - Enciclopedia del Bitt Italiano (appendice alla Enciclopedia del Rock Anni '60, Quarta edizione, Arcana editrice, 1989)
  • Ursus (Salvo D'Urso) - Manifesto beat - Juke Box all'Idrogeno, Torino, 1990
  • Claudio Pescetelli - Ciglia ribelli - Editrice I libri di Mondo Capellone, Arezzo, 2003
  • Tiziano Tarli - Beat Italiano. Dai capelloni a Bandiera Gialla, edizioni Castelvecchi, 2005
  • Claudio Pescetelli - Una generazione piena di complessi - Editrice Zona, Arezzo, 2006
  • Alessio Marino BEATi voi! Interviste e riflessioni con i complessi degli anni 60, ed. i libri della beat boutique 67, 2007, [vol.1] (intervista ai Barrittas, Mnogaja leta Quartet, Marcello Giombini e Don STefano Varnavà)
  • Alessio Marino BETi voi N.2! Interviste e riflessioni con i complessi degli anni 60 e 70, ed. I libri della Beat Boutique 67, 2008, [vol.2] (intervista ai Timers e i Barrittas, foto e informazioni su altri gruppi messa beat: Condor, R&B Group, Pinguini...)
  • Alessio Marino POPzzolo - Viaggio fra i complessi beat e pop degli anni 60 e 70 del basso alessandrino, ed. I libri della Beat Boutique 67, 2009, [vol.1] (Intervista ai Quarrymen, esecutori della messa beat)
  • Alessio Marino "Quei Frenetici anni beat a Voghera" edizione "i libri della beat boutique 67" (vol.4) di Alessio Marino, 2009
  • Alessio Marino "Viguzzolo Beat Festival" - i libri della beat boutique 67 (vol.5), 2009
  • Alberto Tonti - Ballarono una sola estate. 70 meteore della canzone italiana degli anni sessanta, edizioni Rizzoli, 2007
  • Enzo Mottola " Bang Bang! Il Beat Italiano a colpi di chitarra " Bastogi Editrice Italiana, 2008
  • Fabio Marchignoli, Pop italiano d'ispirazione cristiana, editore La Pieve Poligrafica, 2008
  • Pamela King, "Angel with Drumsticks - The rock that shook the foundations of the Vatican", editore Rerifar - 2013 - ISBN 978-0-9875412-0-8
  • Paolo Fazzini, Alessandro Giordani, Tiziano Tarli - "Che il mio grido giunga a Te" - Documentario su DVD pubblicato dall'etichetta Goodfellas di Roma GF2743 - 2013

Voci correlateModifica