Metamorfosi delle piante

Tentativo di spiegazione della metamorfosi delle piante
Titolo originale Versuch die Metamorphose der Pflanzen zu erklären
Tulipa Metamorphose Verwachsung Staengel-Bluetenblatt20090516.jpg
Un tulipano, dove stelo, foglia e petalo sono fusi insieme
Autore Johann Wolfgang von Goethe
1ª ed. originale 1790
Genere saggio
Lingua originale tedesco

La Metamorfosi delle Piante è un saggio scritto da Johann Wolfgang von Goethe nel 1790, col quale egli giunse a scoprire la natura omologa delle diverse componenti delle piante, componenti che si sviluppano a partire da un'idea archetipa originaria.

Indice

ContenutoModifica

La portata scientifica dell'opera consiste nella scoperta che l'infinita varietà delle piante diffuse sulla terra non è apparsa di getto, ma deriva da un'unica «pianta-tipo» originaria, che Goethe contrapponeva alla rigida suddivisione in generi e specie imposta dai botanici del suo tempo.[1]

La morfologia di Goethe si basa in particolare su due concetti fondamentali: il tipo e la metamorfosi.

TipoModifica

Goethe rileva che le diverse parti di cui è composta una pianta non stanno tra di loro in un semplice rapporto di causalità meccanica: il modo in cui ad esempio si sviluppano le foglie o i petali non è determinato dall'aspetto o dalla conformazione delle radici, ma sia gli uni che le altre sottostanno ad un complesso di leggi formative, il quale non è qualcosa di tangibile o percepibile agli occhi. Si tratta piuttosto di un quid immateriale, afferrabile soltanto col pensiero, ma che si rende manifesto nella forma, nei colori, o nella grandezza dei vari organi. Questo quid rappresenta appunto il prototipo della pianta, le cui infinite e diverse estrinsecazioni tangibili consistono in un adattamento alle differenti condizioni ambientali in cui esso si imbatte di volta in volta.

Tutti gli organi di ogni pianta sono costruiti secondo il medesimo principio formativo, al punto che ogni singola parte contiene in potenza l'intero; le diverse parti, in tal modo, sono in relazione tra di loro, e ognuna con il tutto. Goethe considera in particolare la foglia come l'organo principale in cui consiste la pianta, la quale deriva dalla capacità di metamorfosi di quella: foglie superiori ed inferiori, ma anche petali, stami e pistilli, non sono che foglie metamorfosate, cioè trasformazioni di un medesimo organo.

MetamorfosiModifica

Nei diversi stadi evolutivi in cui si esprime la metamorfosi della pianta-tipo prevalgono alternativamente due forze: una di concentrazione in un'entità ristretta, e una di espansione e dispiegamento.

Nel seme si ha la massima contrazione della pianta in un punto, mentre nelle foglie si manifesta la prima espansione della sua forza formativa. Nel calice del fiore questa torna a restringersi, per poi dispegarsi nuovamente nella corolla. Gli stami e il pistillo rappresentano una forma ulteriore di concentrazione, che si espande successivamente nel frutto.

L'alternarsi della medesima forza vitale della pianta, che Goethe chiama entelechia, si ripete dunque attraverso tre fasi:

Dal frutto essa torna infine a celarsi nel seme.

InfluenzaModifica

Pur accolta all'inizio con difficoltà dal mondo scientifico, l'opera di Goethe ha influenzato notevolmente lo studio della morfologia delle piante: diversi botanici, come Adolph Hansen (1907),[2] Wilhelm Troll (1926),[3] Agnes Arber (1946),[4] si rifecero ad essa nelle loro ricerche.

Secondo quanto affermato soprattutto dal biologo Ernst Haeckel,[5] anche Charles Darwin avrebbe formulato la sua teoria dell'evoluzione accogliendo in parte la concezione goethiana della natura, nel sostenere che la varietà di generi e specie vegetali non è qualcosa di fisso e statico, ma è il risultato mutevole della loro adattabilità all'ambiente.[6] È stato rilevato tuttavia come Darwin, a differenza di Goethe, interpretasse i fattori dell'ambiente esterno come delle cause meccaniche in grado di modificare gli organismi, mentre il poeta tedesco considerava questi fattori soltanto come l'occasione perché le forze della pianta-tipo si manifestassero ora in una direzione, ora in un'altra.

« Si sbaglia assai se si fa consistere la grandezza di biologo di Goethe solo nel fatto ch'egli sia stato un precursore di Darwin. La concezione goethiana è molto più ampia e comprende due aspetti:
1) Il tipo, ossia la legge che si manifesta nell'organismo, l'animalità nell'animale, la vita che si svolge da se stessa e possiede la forza e la capacità di svilupparsi, grazie alle possibilità insite in essa, in molteplici forme esteriori (generi, specie);
2) L'azione reciproca fra organismo e natura inorganica, nonché fra i vari organismi (adattamento e lotta per l'esistenza).
Darwin svolse solo quest'ultimo aspetto della scienza degli organismi; non si può quindi affermare che la teoria darwiniana sia lo sviluppo delle idee fondamentali di Goethe; è lo sviluppo di un solo loro aspetto, di una parte di esse. »

(Rudolf Steiner, Le opere scientifiche di Goethe, § I, pag. 14, Fratelli Bocca Editori, Milano 1944)

Il filosofo Rudolf Steiner vede nella capacità obiettiva delle teorie di Goethe di immergersi dentro l'essenza delle forme, non astraendola dagli oggetti ma «come se formassero gli oggetti stessi», una delle caratteristiche principali della scienza goethiana, da lui ulteriormente rielaborata.[7]

NoteModifica

  1. ^ Goethe, Metamorfosi delle piante, ne Il tempo e la metamorfosi, a cura di S. Zecchi, pag. 86, Guanda, Parma 1983.
  2. ^ Adolph Hansen, Goethes Metamorphose der Pflanzen. Geschichte einer botanischen Hypothese, Alfred Töpelmann, Gießen 1907.
  3. ^ Wilhelm Troll, Goethes Morphologische Schriften, Eugen Diederichs Verlag, Jena 1926.
  4. ^ Agnes Arber, Goethe's Botany, in "Chronica Botanica", vol. X, 2, 1946.
  5. ^ Ernst Haeckel, Storia della creazione naturale, trad. it. di Daniele Rosa, Unione tipografico-editrice, Torino, 1892.
  6. ^ Da diversi punti di vista sono state evidenziate tuttavia le differenze tra Darwin e Goethe (cfr. ad esempio Ernst Cassirer, Saggio sull'uomo, pag. 385, Armando, 2004). Sul dibattito circa la possibilità di considerare Goethe un precursore del darwinismo, cfr. anche Federica Cislaghi, Goethe e Darwin: la filosofia delle forme viventi, Mimesis Edizioni, 2008.
  7. ^ Rudolf Steiner, Le opere scientifiche di Goethe, pag. 25, Fratelli Bocca Editori, Milano 1944.

BibliografiaModifica

Traduzioni italianeModifica

Collegamenti esterniModifica