Mezzelfi della Terra di Mezzo

Nell'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien per i suoi romanzi, un mezzelfo è un essere nato dall'unione di un Elfo e di un Uomo. Quando giungono all'età adulta devono scegliere se divenire mortali e morire dopo una lunga vita oppure diventare immortali e quindi dei veri e propri Elfi. Tra di loro vi sono Elros (primo re di Númenor, divenuto mortale), il fratello Elrond (araldo di Gil-Galad, Portatore dell'Anello Vilya, divenuto immortale), e i suoi figli gemelli Elladan e Elrohir (di loro si sa solo che furono inseriti nella Grigia Compagnia al fianco dei Dunedain), e la loro sorella Arwen, che divenne mortale e sposò Aragorn, Re di Gondor e Arnor.

Due dei più celebri mezzelfi, Arwen con il padre Elrond, interpretati rispettivamente da Liv Tyler e Hugo Weaving nell'adattamento cinematografico di Peter Jackson

Vi è stato anche un caso eccezionale, un elfo che ha scelto di diventare mortale: Lúthien, figlia di Thingol e di Melian la Maia, poi sposa di Beren, un Uomo mortale.

Probabilmente vi è un altro Mezzelfo, di cui ci parla solo una nota pubblicata nei Racconti incompiuti: Galador, colui che originò la stirpe dei Principi di Dol Amroth (Dunedain di Gondor poi imparentatasi con i Sovrintendenti di Gondor e con la Casa di Eorl), nato, insieme alla sorella, dal matrimonio di un nobile numenoreano del sud (Imrazor) con un'elfa Nandor di Lórien, Mithrellas.

In alcuni scritti più tardi, Tolkien fa intuire che in realtà la mescolanza tra le due razze fosse stata non comune ma nemmeno troppo rara nella Terra di Mezzo (specialmente tra Sindar e Dunedain e soprattutto fra uomini minori, come Haradrim o Esterling, ed elfi Avari nelle regioni orientali e meridionali della Terra di Mezzo); tuttavia, nessuno di essi fu menzionato per nome individualmente né tantomeno ebbe l'opportunità di scegliere l'immortalità (ereditando quindi solo la parte umana per quel che riguarda il ciclo vitale) poiché questa è una caratteristica che Ilúvatar avrebbe concesso solo a personalità focali e importanti per la Storia di Arda.[1]

Elenco di MezzelfiModifica

ArwenModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Arwen.

EärendilModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Eärendil.

Dior EluchílModifica

È figlio di Lúthien e Beren. Cercò di restaurare il regno del Doriath, ma invano. Quando alla morte dei genitori ricevette il Silmaril in eredità, i figli di Fëanor gli intimarono di consegnarlo, e, di fronte al rifiuto di Dior, attaccarono il Doriath, e lo distrussero definitivamente.

Ebbe due figli, Eluréd ed Elurín ed una figlia, Elwing (nei Racconti perduti anche Aurhedir); i primi due furono catturati dai servi di Celegorm (ucciso da Dior) ed abbandonati nei boschi, e non furono mai ritrovati. Elwing riuscì a scappare portando con sé il Silmaril.

Altri nomi o soprannomi di Dior: Eluchíl ("Erede di Elu"), Ausir ("Il Ricco") ed Aranel, ("Elfo Nobile"). Il suo nome forse significa "Successore"

Elladan e ElrohirModifica

Elladan e Elrohir sono due gemelli, figli di Celebrían e di Elrond e fratelli maggiori di Arwen Undómiel. Nati nell'anno 130 della Terza Era, diventano signori di Gran Burrone dopo la partenza del padre dai Porti Grigi.

Nel 2509 della Terza Era, i due fratelli furono assaliti dagli Orchi mentre percorrevano assieme alla madre Celebrían il valico Cornorosso (nelle Montagne Nebbiose) per recarsi a Lórien. Celebrían fu rapita e condotta dagli orchi verso Mordor, ma Elrohir e Elladan riuscirono a liberarla prima che vi giungesse. Ella, tuttavia, era stata ferita da una freccia avvelenata e seviziata dagli orchi, e pur se sanata da Elrond, perse ogni gioia nell'abitare la Terra di Mezzo e decise di abbandonarla per recarsi in Valinor[2].

Dopo la partenza della madre per Valinor nel 2510, i due fratelli si unirono ai Dunedain, i Raminghi del Nord, in una implacabile caccia contro ogni servo del Nemico (Sauron). Gli "Annali dei Re e dei Governatori"[3] riportano solo alcuni accenni di questa costante missione:

  • Sotto Arussuil (undicesimo capitano dei Dúnedain tra il 2719 e il 2784), tra il 2740 e il 2747[4], i figli di Elrond e i Raminghi combatterono gli Orchi che stavano devastando le regioni a ovest delle Montagne Nebbiose.
  • Nel 2933, Arathorn II (quattordicesimo capitano dei Dúnedain), padre di Aragorn, morì trafitto in un occhio da una freccia mentre combatteva gli Orchi assieme ai figli di Elrond.
  • Gli annali riferiscono che Aragorn successivamente venne accolto a Gran Burrone, assieme alla madre, col nome di Estel ("speranza") per tenerne segreto il suo lignaggio a Sauron. Ma, a vent'anni, dopo grandi gesta compiute assieme ai due mezzelfi, la sua vera identità gli fu rivelata e gli vennero consegnati i beni della casa di Isildur.

Quando si svolgono gli eventi narrati ne La Compagnia dell'Anello, i due gemelli, da poco ritornati dalle terre selvagge[5], non partecipano al Consiglio di Elrond con i Raminghi, ma scendono in guerra al fianco dei Dúnedain della Grigia Compagnia al seguito di Aragorn, partecipando alla battaglia dei Campi del Pelennor e a quella sui colli di scorie davanti al Morannon.

Nell'occasione dell'incontro[6] con Aragorn e Théoden presso i Guadi dell'Isen, Elrohir è latore di un messaggio da parte di Elrond per Aragorn: «I giorni sono brevi. Se hai premura, rimembra i Sentieri dei Morti». E saranno proprio questi sentieri che verranno intrapresi da Aragorn dopo aver scrutato nel palantír di Orthanc.

Iniziata la Quarta Era, dopo la caduta di Sauron, Ellandan e Elrohir rimasero nella Terra di Mezzo assieme a Celeborn di Lórien. Non viene detto se abbiano scelto, come ogni mezzelfo, di condividere la sorte immortale degli elfi e partire per Valinor o quella degli uomini vivendo e morendo nella Terra di Mezzo.

«Due Uomini assai alti, né giovani né anziani. Si rassomigliavano talmente [...] che pochi riuscivano a distinguerli: capelli scuri, occhi grigi, volti d'una elfica bellezza, vesti di maglia brillante sotto manti grigio-argento»

(J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, op. cit., pp. 936.)

Del loro carattere viene rimarcata unicamente una sorta di dolente e totalizzante determinazione a lottare contro gli Orchi, motivata a seguito delle vicende che coinvolsero Celebrían, loro madre.

Tolkien, pur trattandoli brevemente, si premura di far notare più volte la loro natura ibrida umano-elfica, il loro non essere completamente elfi. Per esempio quando attraversano i Sentieri dei Morti assieme ad Aragorn, l'autore fa notare che solo Legolas l'elfo non era spaventato non temendo gli spiriti degli uomini. E ancora, quando l'esercito di Gondor marcia nell'Ithilien verso il Morannon, solo Legolas possiede una vista tanto acuta da scorgere i Nazgûl che li sorvegliano costantemente in volo ad alta quota.

Anche l'etimologia[7] dei loro nomi esprime il dualismo della loro natura.

Elladan ("elfo-uomo") è un nome composito derivante da ele (in quenya col significato di "elfo") e dan col significato di "uomo [di Númenor], artefice, costruttore"[8]. Il termine dan indica la natura umana di Elladan, ma anche che questa è della schiatta più nobile ovvero "númenoreana e creatrice".

Elrohir ("elfo-cavaliere") è anch'esso un nome composto derivante da ele ("elfo") e rohir ("cavaliere, corridore").

ElrondModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Elrond.

ElrosModifica

Nato nel 525 della Prima Era da Eärendil e Elwing, Elros Tar-Minyatur fu uno dei mezzelfi che scelse di diventare un Uomo mortale, e fu più tardi incoronato primo Re di Númenor.

Riguardo al significato del nome di Elros, Christopher Tolkien lo interpreta come "Spruzzo di Stelle"; probabilmente, però, il figlio del romanziere si è confuso, valendo la radice elfica el- sia per la parola "elfo" che per "stella", e il reale significato di "Elros" dovrebbe essere "Schiuma di Elfo", che deriva da un racconto della sua giovinezza[senza fonte]. Maedhros e Maglor rapirono Elros e il fratello gemello, Elrond, come tributo per il rifiuto di Elwing a rinunciare al proprio Silmaril. Maedhros e Maglor più tardi si pentirono e si presero cura di loro, allevandoli come se fossero figli loro. Durante la ricerca per riguadagnare i Silmaril da Eönwë, lasciarono i bambini vicino ad una cascata, nella foresta, dove erano stati trovati. Così egli fu chiamato "Elfo della Schiuma", intesa come schiuma dell'acqua.

In quanto Mezzelfi, lui e il fratello si trovarono di fronte alla scelta tra essere Uomini o Elfi. Elros scelse di diventare uno degli Edain, e quindi mortale, divergendo nella scelta dal fratello Elrond, che scelse l'immortalità. Come ricompensa per le sofferenze degli Edain contro l'ombra di Morgoth, i Valar fecero sorgere un'isola dove costoro potessero dimorare, lontano dai pericoli della Terra di Mezzo. Elros e gli Edain sopravvissuti salparono oltre il Mare e, guidati dalla Stella di Eärendil, giunsero alla grande Isola di Elenna, più ad ovest di tutte le terre Mortali, e qui fondarono il reame di Númenor. Inoltre i Valar garantirono ad Elros e ai suoi eredi una vita più lunga di quella dei normali Uomini.

Nell'anno 32 della Seconda Era, Elros divenne il primo dei Re di Númenor, prendendo il nome quenya di Tar-Minyatur, che significa "Primo Alto-Re"; questa del nome in Quenya sarà la convenzione con la quale i Re successivi adottarono i loro titoli. Egli regnò per 410 anni, fino alla sua morte nel 442 S.E., all'età di 500 anni.

Elros ebbe quattro figli:

  • Vardamir Nólimon, il primogenito, che gli succederà al trono, ma abdicherà quasi subito in favore del suo stesso figlio;
  • Tindómiel, sua figlia;
  • Manwendil e Atanalcar, i suoi ultimi maschi.

Eluréd ed ElurínModifica

Eluréd ed Elurín sono due gemelli maschi, figli di Dior Eluchíl e di Nimloth del popolo degli Elfi.

Il nome di entrambi fu scelto in ricordo del nobile nonno Elu Thingol, Re del Doriath: Eluréd ed Elurín, nella lingua Sindarin, significano rispettivamente Erede di Elu e Rimembranza di Elu. Avevano una sorella di nome Elwing.

Ancora piccoli, Eluréd ed Elurín vivevano col padre nelle aule di Menegroth quando queste vennero attaccate e conquistate dai figli di Fëanor. Durante lo scontro Dior restò ucciso, e i gemelli vennero rapiti da Celegorm e Curufin, che li abbandonarono nel bosco a morire. Il maggiore dei figli di Fëanor, Maedhros, lacerato dai rimorsi e non volendo la morte dei bambini, li cercò a lungo, ma senza successo.

Secondo quanto si narra ne Il Silmarillion, i gemelli non vennero più ritrovati e quasi certamente perirono; tuttavia le leggende dei Nandor raccontano che Eluréd ed Elurín vennero tratti in salvo da bestie ed uccelli della foresta e sopravvissero.

ElwingModifica

«Solitaria la scorgevano simile a un bianco uccello, rilucente e maculata di rosa al tramonto, mentre si levava gioiosa per salutare l'entrata di Vingilot nel porto.»

(J.R.R. Tolkien, Il Silmarillion, pp. 315)

Elwing è figlia di Dior e Nimloth, sposa di Eärendil e madre di Elrond ed Elros.

Le vicende di Elwing sono strettamente collegate a quelle del marito Eärendil e sono riportate, in forma di racconto compiuto, nel Silmarillion. Sono inoltre presenti nei Racconti perduti con il titolo di "Il racconto di Eärendel"[9] sotto forma di tracce schematiche, abbozzi, poesie oltre che versioni, con correzioni e varianti, del racconto del Silmarillion.

Il nome "Elwing" ha due diverse etimologie. La prima lo indica come un nome composito sindarin derivante da êl (stella) e wing (spruzzo) col significato di "spruzzo di stelle". Il nome viene dato da Dior alla figlia:

«...ché era nata in una notte stellata in cui la luce degli astri riscintillava negli spruzzi della cascata di Lanthir Lamath accanto alla casa di suo padre.»

(op. cit., pp. 295)

La seconda etimologia si rifà ad "Ailwing", grafia più antica di "Elwing", e derivante da ailion (lago) e gwing (schiuma) col significato di "schiuma di lago", usato come sinonimo per "ninfea dal fiore bianco".

Non è casuale, ma esprime una forte affinità con la nave volante, l'assonanza del nome "Elwing" con "Vingilot", la nave di Eärendil. Vingilot, nella grafia più antica "Wingilot", deriva da gwing e loth col significato di "fiore di schiuma". Nelle poesie attinenti al racconto viene più volte espressa la similitudine fra il gabbiano (l'uccello marino in cui si trasforma Elwing) e la forma (il legname di colore bianco dello scafo, le vele argentee) e la grazia con cui Vingilot naviga il firmamento. Bianco e argento, i colori di Vingilot, sono anche i colori delle ali di Elwing in Valinor.

Nata nell'Ossiriand, verso l'anno 500 della Prima Era, Elwing si trasferisce assieme alla famiglia in Menegroth[10] nei giorni seguenti la battaglia di Sarn Athrad.

La battaglia vede coinvolti un drappello di Laiquendi[11], guidati da Beren, contro le schiere dei Nani di Nogrod, che avevano appena saccheggiato il regno del Doriath. Nel corso della battaglia, Beren uccide il signore dei nani, strappandogli Nauglamír, una collana con incastonato un Silmaril che Beren stesso aveva recuperato anni prima.

Pochi anni dopo, successivamente alla morte di Beren, i Nandor restituiscono all'erede di Thingol, Dior, la collana con il Silmaril, ma lui se la arroga, indossandola e rifiutando di cederla ai figli di Fëanor, scatenando in questo modo la loro ira.

Il Doriath viene invaso dai Noldor e Menegroth viene distrutta; i Sindar vengono massacrati. Celegorm, Curufin e Caranthir, tre dei sette figli di Fëanor, muoiono nello scontro, ma anche Dior e Nimloth rimangono uccisi e Eluréd e Elurín, due dei loro tre figli, vengono abbandonati dai Noldor nella foresta a morire di stenti.

Elwing, ancora bambina, riesce invece a fuggire, assieme ad alcuni sindar superstiti, portando con sé il Silmaril.

Riparata alle bocche del fiume Sirion, Elwing, alcuni anni dopo, vi incontra Eärendil, in cerca di rifugio, con il suo popolo, dopo il sacco di Gondolin nell'anno 510 ad opera di Morgoth.

Tempo dopo, i due superstiti si innamorano, si sposano, e per un certo tempo, assieme ai rispettivi popoli, dimorano serenamente presso le bocche del Sirion. Elwing partorisce Elrond e Elros, soprannominati i Mezzelfi. Col tempo, tuttavia, Eärendil diventa sempre più inquieto e desideroso di raggiungere Valinor per chiedere l'aiuto e la compassione dei Valar per le disgrazie delle terre del Beleriand, e, altresì, andare alla ricerca di Tuor e Idril scomparsi nel mare Belegaer.

Eärendil intraprende un lunghissimo viaggio in mare, mentre Elwing si consuma nell'attesa e nella solitudine. Da sottolineare che Eärendil ed Elwing erano cugini di quarto grado: in comune infatti avevano un avo umano di nome Bregor, che era quadrisavolo di Eärendil e trisavolo di Elwing

Nel frattempo, Maedhros, uno dei figli di Fëanor, apprende della sorte di Elwing e dei superstiti sindar. Per qualche anno, pentito della devastazione del Doriath, evita di intervenire, ma, in seguito (verso l'anno 538-539), Maedhros raduna i fratelli e contattato il popolo del Sirion, ingiunge loro di consegnargli la gemma, ma Elwing rifiuta.

I motivi del gesto di Elwing sono molteplici e riportati nel Silmarillion[12]. Da una parte vi è la rivendicazione sulla gemma, in quanto recuperata, con grandi sofferenze, da Beren che l'aveva strappata, addirittura, dalla corona di Morgoth, oltre al risentimento per la morte di Dior e la disfatta del Doriath.

In secondo luogo, la gemma è considerata dai Lothlim e i Sindar, la fonte della loro nuova prosperità nella regione del Sirion e una benedizione per le navi in viaggio. Con il loro signore Eärendil lontano, in mare, non osano privarsi di questo talismano.

Il rifiuto di Elwing e della sua gente scatena un nuovo conflitto con i Noldor. I superstiti di Gondolin e del Doriath vengono decimati, anche se diversi noldor si ribellano ai loro signori durante la battaglia e abbracciano la causa degli sconfitti. Due figli di Fëanor, Amrod e Amras, rimangono uccisi.

Poco tempo dopo questi fatti, Eärendil, che aveva avuto un presentimento della disgrazia, ritorna in Sirion, seguito da Círdan il carpentiere e Gil-galad, signore di tutti i Noldor, discendente di Fingolfin, un fratellastro di Fëanor.

Giunto troppo tardi, Eärendil apprende dai pochi sopravvissuti che i suoi figli sono stati fatti prigionieri, mentre Elwing si è uccisa gettandosi in mare con il silmaril per evitare di consegnarlo.

Elwing, in realtà, non è morta, ma è stata salvata da Ulmo che l'ha mutata in un uccello marino dal bianco piumaggio (in alcune versioni del racconto è specificato gabbiano). Il Silmaril è incastonato sul suo petto, brillante come una stella.

Una notte, mentre Eärendil è lontano, in mare, a bordo della sua nave Vingilot, Elwing lo raggiunge, stremata e vicina alla morte, dopo un lungo volo. L'elfo si prende cura del volatile morente e ritrova con grande sorpresa, il mattino dopo, la moglie dormiente nel letto al suo fianco.

Elwing si unisce al marito (e ai tre marinai che lo accompagnano: Falathar, Erelont e Aerandir) nella ricerca di Valinor, avendo entrambi oramai abbandonato la speranza per la sorte dei due figli prigionieri che credono condannati a morte sicura[13].

Con Elwing alla prua di Vingilot e il silmaril che gli orna la fronte e risplende come una stella, sempre più brillante mano a mano che la nave prosegue verso ovest, la nave, guidata da Eärendil, compie il suo lungo viaggio attraverso il Belegaer.

La nave approda nella baia di Eldamar, presso la grande isola di Aman, il Reame Beato, la patria originaria degli Eldar, ove sorge Valinor.

I Teleri, meravigliati, riferiscono loro che da molto lontano avevano scorto lo splendore del Silmaril di Elwing.

Lasciata la nave alla fonda, Elwing e Eärendil, pur timorosi dell'ira dei Valar, sbarcano sulle spiagge dell'isola. Essendo in parte umani, sono anche i primi Uomini a entrare nel Reame Vigilato.

Eärendil, ricevuto nelle aule di Valmar, prega i Valar perché si interessino della sorte della Terra di Mezzo. Le sue richieste verranno successivamente accolte con l'invio nel Beleriand, contro le armate di Morgoth, di un grande esercito che riunisce le tre stirpi degli Eldar. Le due schiere si scontreranno nella regione dell'Anfauglith e lo scontro prenderà il nome di Guerra d'Ira.

Tuttavia, i Valar, terminata l'udienza concessa a Eärendil, si interrogano anche sulla sorte dei due mezz'elfi, non essendo permesso ad alcun umano (o semi-umano) di rimanere vivo dopo essere giunto in Valinor. Le Potenze di Arda decidono, quindi, di concedere a tutti i mezz'elfi della Terra di Mezzo di scegliere individualmente e liberamente la propria sorte nel corso dell'esistenza ovvero se condividere il destino degli elfi o quello degli uomini.

Elwing e Eärendil, richiamati al cospetto dei grandi fra gli Ainur, scelgono di essere giudicati come elfi e di trattenersi per sempre in Valinor, stanchi della sorte del mondo. I tre marinai vengono rimandati indietro nel Beleriand con un'altra barca e Vingilot, benedetta dai Valar, viene resa capace di volare nel cielo, fra le stelle.

Eärendil, con il silmaril brillante come stella sulla sua fronte, condurrà la nave nei suoi viaggi oltre le Mura della Notte, visibile come stella nel cielo, persino dagli abitanti della Terra di Mezzo, soprattutto all'alba e al tramonto.

Elwing, invece, non desiderando seguire il marito nel firmamento, dimorerà in una bianca e alta torre sulla costa, rifugio di tutti gli uccelli marini. Conoscendo il loro linguaggio, Elwing ne apprende l'arte del volo e con grandi ali bianco-argentee si libra, ogni giorno, nel cielo al tramonto.

Genesi e temi narrativiModifica

Come precedentemente detto, la storia di Elwing e i viaggi per mare di Eärendil, a bordo della nave Vingilot, costituiscono i temi portanti del "Racconto di Eärendel", uno dei Racconti perduti di Tolkien, che inizia con l'arrivo dei Lothlim ("popolo del fiore", così si erano autonominati i superstiti di Gondolin) alle bocche del Sirion e termina con i viaggi di Eärendel nel firmamento.

Il "Racconto di Eärendel" è presente, negli scritti autografi di Tolkien, in cinque varianti (distinte con le lettere A, B, C, D, E da Christopher Tolkien) che pur rimanendo a livello di schema narrativo suggeriscono che il racconto compiuto del Silmarillion fosse solo una sintesi di una narrazione più estesa e articolata che Tolkien progettava di realizzare.

Gli schemi del racconto offrono alcune varianti in merito alla sorte finale di Elwing, che in due versioni non viene ritrovata dal marito, che anche nel firmamento continuerà a cercarla. In una terza versione, Elwing viene rivista, ma rimane un uccello marino (un gabbiano) che, di tanto in tanto, ritorna con altri volatili presso quella che Tolkien chiama, senza chiarirne il contesto e l'ubicazione, "Isola degli Uccelli Marini" e nella quale vi è una torre bianca dove Eärendel dimora a lungo in attesa.

In aggiunta agli schemi, esistono anche alcune poesie sul tema e diversi abbozzi, con correzioni e varianti, del racconto del Silmarillion a cui Tolkien appose il titolo in antico inglese: Éalá Éarendel Engla Beorhtast ("Viaggio di Éarendel, la stella della sera"), da cui si deduce che la storia costituiva un tema significativo della mitologia inglese che Tolkien voleva ricreare[14].

È evidente, infatti, ed anche spiegata esplicitamente da Tolkien nella lettera nº297 del 1967, la similitudine fra Venere come Vespero e Elwing in volo al tramonto e la nave Vingilot guidata da Eärendil, traslati entrambi da esseri viventi a figure mitologiche per gli stessi elfi di Arda. Comprensibile, in questo modo, che il titolo della prima poesia sulla vicenda di Eärendil sia proprio: "Viaggio di Éarendel, la stella della sera".

Una delle prime stesure del racconto mostra, inoltre, una interessante commistione fra luoghi reali e luoghi immaginari della Terra di Mezzo:

«La barca di Eärendel attraversa il nord. Islanda [dietro il vento del Nord], Groenlandia, e le isole selvagge: raffiche possenti e la cresta di un'onda enorme lo spingono in regioni più calde, dietro il vento dell'Ovest. Terra di uomini strani, terra di magia. La casa della Notte. Il Ragno.»

(J.R.R. Tolkien, Racconti perduti, pp. 319)

GaladorModifica

Galador di Dol Amroth è stato un nobile gondoriano, che divenne primo Principe di Dol Amroth, come vassallo del Re di Gondor.

Galador era figlio di un nobile Dunedain gondoriano noto come Imrazor il Numenoreano, e di una fanciulla elfica, Mithrellas, che giunse in quelle terre al seguito di Amroth re di Lórien e della sua sposa Nimrodel; Galador aveva probabilmente anche una sorella, di cui non sappiamo nulla se non il nome, Gelmith.

Tolkien non spiega in quale modo prese la decisione obbligata per ogni mezzelfo, ovvero se appartenere alla razza elfica o a quella umana, e nemmeno perché divenne Principe, ma si presume che scelse di appartenere ai Secondogeniti in quanto venne cresciuto dal padre, e si guadagnò il titolo servendo in battaglia i Re di Gondor.

Sui discendenti furono i principi Adrahil ed Imrahil, nonché Finduilas che andò in moglie a Denethor il Sovrintendente, padre di Faramir e Boromir della Compagnia dell'Anello.

Con la sua discendenza, tracce di sangue elfico si diffusero quindi nei sovrintendenti di Gondor ed in seguito anche nei Re di Rohan dopo Éomer, avendo sposato quest'ultimo una figlia di Imrahil.

NoteModifica

  1. ^ J.R.R.Tolkien, The War of the Jewels. (PDF), su e-reading.club.
  2. ^ L'intero episodio è narrato nell'appendice A de Il Signore degli Anelli (op. cit., p. 1242) e in The Peoples of Middle-earth (I popoli della Terra di Mezzo, op. cit., pp. 235-236), dodicesimo volume de The History of Middle-earth (La storia della Terra di Mezzo).
  3. ^ È il nome dell'appendice A del Signore degli Anelli.
  4. ^ Tolkien, narrando la circostanza, riferisce che nello stesso periodo gli Orchi invasero l'Eriador (invasione iniziata nel 2740) e Brandobras Tuc e i suoi Hobbit misero in fuga, nel 2747, una loro banda penetrata nel Decumano Nord (Il Signore degli Anelli, op. cit., pp. 1242 e 1299).
  5. ^ Il Signore degli Anelli, op. cit., pp. 291 e 297
  6. ^ Il Signore degli Anelli, op. cit., p. 932.
  7. ^ Chiarita da Tolkien in La realtà in trasparenza, op. cit., lettera n° 211.
  8. ^ Il suffisso è presente anche in Círdan ("artefice, costruttore di navi"), che è il nome dell'elfo teler custode dei Porti Grigi.
  9. ^ Nei Racconti perduti è riportata la dizione "Eärendel" invece dell'"Eärendil" del Silmarillion.
  10. ^ "Le mille caverne": la grande dimora sotterranea dei Sindar, un sottogruppo di elfi teleri del Doriath, costruita dai Nani per Thingol che vi regnò per quasi 800 anni. Dior, erede di Thingol, vi si trasferisce avendone ereditato il reame dopo la sua morte.
  11. ^ Laiquendi è un termine sindarin che significa "elfi verdi", utilizzato, dalle altre stirpi elfiche, per indicare i Nandor, un altro sottogruppo dei Teleri. Il termine deriva dal colore verde foglia degli abiti di questi elfi.
  12. ^ Il Silmarillion, opera citata, pag. 310.
  13. ^ Elrond e Elros, in realtà, sono ancora vivi, perché Maglor, uno dei figli di Fëanor, mosso a pietà verso di loro, li ha presi sotto la sua protezione.
  14. ^ «Desideravo creare un insieme di leggende più o meno connesse fra loro, dalle più complicate e cosmogoniche fino alle favole romantiche... e volevo semplicemente dedicarlo all'Inghilterra, al mio paese.» estratto della lettera n° 131 di Tolkien, riportato in L'Anello di Tolkien, opera citata, pag. 11
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