Mia Mottley

politica barbadiana

Mia Amor Mottley (Barbados, 1º ottobre 1965) è una politica barbadiana, attuale Primo ministro di Barbados da maggio 2018, oltre che leader del Partito laburista. È la prima donna a ricoprire l'incarico di Primo ministro del Paese.

Mia Mottley
2019 Mia Mottley (cropped).jpg

Primo ministro di Barbados
In carica
Inizio mandato25 maggio 2018
MonarcaElisabetta II
(fino al 30 novembre 2021[1])
PresidenteSandra Mason
(dal 30 novembre 2021[2])
PredecessoreFreundel Stuart

Dati generali
Partito politicoPartito Laburista di Barbados
UniversitàLondon School of Economics and Political Science, United Nations International School e University of the West Indies - Cave Hill Campus

BiografiaModifica

Mia Mottley ha studiato alla Merrivale Preparatory School, quindi alla United Nations International School e al Queen's College delle Barbados. Nel 1986 si è laureata in giurisprudenza alla London School of Economics.[3]

Mottley è stata membro del Parlamento per il collegio di Saint Michael Nord Est dal 1994. Dal 1994 al 2008, ha ricoperto varie posizioni all'interno del Governo di Barbados tra cui quella di attorney general (ministro della giustizia) divenendo la prima donna a ricoprire tale carica.

Mottley è stata per due volte Leader dell'Opposizione nel Parlamento di Barbados dal 2008 al 2010 e dal 2013 al 2018. Nel 2018, il Partito Laburista di Barbados (BLP) da lei guidato ha ottenuto una schiacciante vittoria elettorale alle elezioni generali del 24 maggio, conquistando tutti e 30 i seggi della Camera bassa (House of Assembly), impresa mai riuscita a nessun partito nella storia di Barbados, oltre ad ottenere il 72,8% dei voti, percentuale più alta mai ottenuta da un partito alle elezioni generali.[4]

 
Mottley alla cerimonia d'apertura del vertice sul clima COP26 a Glasgow il 1º novembre 2021

Nel maggio 2018 il Primo Ministro ha rivelato l'esistenza di precedenti obblighi finanziari dello Stato risultati scoperti e che il nuovo governo ha così ereditato un grosso debito. Questa notizia ha portato ad un aumento del rapporto debito/PIL dal 137% al 175%. Si tratta del quarto valore più alto nel mondo dopo Giappone, Grecia e Sudan. Mottley ha annunciato che il nuovo governo non aveva altra scelta che chiedere al FMI di facilitare la ristrutturazione del debito.

Il 5 giugno 2018 Barbados non ha adempiuto al proprio obbligo di pagare il 26° coupon su Eurobond che scadeva nel 2035. Questa è stata la prima volta nella storia che un governo in carica non ha adempiuto al proprio obbligo.[5]

Nel 2021 ha partecipato al vertice dei leader della COP26, in rappresentanza dei paesi che rischiano di rimanere sommersi dall'innalzamento dei mari, dichiarando che un innalzamento delle temperature di 2 gradi sarebbe una «condanna a morte» e che servono 500 miliardi di dollari di diritti speciali di prelievo all'anno per 20 anni, «se 500 miliardi vi sembrano tanti è solo il 2% di quanto speso per il quantitative easing».[6]

Dopo la schiacciante vittoria del suo partito alle elezioni del 2022,[7] Mottley ha prestato giuramento come primo ministro per un secondo mandato il 20 gennaio.[8]

Mottley è stata descritta sulla copertina della rivista Time, la prima barbadiana ad esserlo, tra le 100 persone più influenti del 2022 per la sua esplicita difesa dell'affrontare il cambiamento climatico.[9]

Nel luglio 2022 un gruppo di esperti guidato dalla presidente Mottley e da Avinash Persaud, inviato speciale del primo ministro di Barbados per gli investimenti e i servizi finanziari, ha elaborato l'Iniziativa di Bridgetown (dal nome della capitale di Barbados) per la riforma dell'architettura finanziaria globale.[10] La Mottley stessa ha presentato l'Agenda di Bridgetown il 22 settembre 2022, nel corso della 77ª sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite,[11] e il 7 novembre 2022 al vertice dei leader della COP27,[12] con l'appoggio del presidente francese Emmanuel Macron.[13]

Posizioni politicheModifica

Nel 2020, Mia Mottley ha manifestato l'intenzione di portare il Paese alla piena sovranità, distaccandosi da ogni legame con il Regno Unito e divenendo una repubblica, con un capo di Stato eletto tra i propri cittadini. La riforma costituzionale è entrata in vigore il 30 novembre del 2021.[14] È ora la prima ministra della repubblica barbadiana.[15]

RiconoscimentiModifica

OnorificenzeModifica

  Anziano dell'Ordine del Cuore d'oro del Kenya
— 2019
  Membro dell'Ordine di Roraima della Guyana
— 22 febbraio 2020[17]

NoteModifica

  1. ^ Fine della monarchia
  2. ^ Inizio della repubblica
  3. ^ (EN) LSE alumna Mia Mottley elected Barbados' first female prime minister", su lse.ac.uk, 25 maggio 2018.
  4. ^ (EN) Barbados General Election Results 2018, su caribbeanelections.com. URL consultato il 15 aprile 2020 (archiviato dall'url originale il 6 luglio 2019).
  5. ^ (EN) Barbados announced a technical default on coupon of Eurobonds with maturity in 2035, su cbonds.com, 7 giugno 2018. URL consultato il 10 giugno 2018.
  6. ^ (EN) Sharon Austin, Prime Minister Mottley: Closing Of Gaps Required, su gisbarbados.gov.bb, 1º novembre 2021.
  7. ^ (EN) Jim Wyss, Barbados Leader Mia Mottley Re-Elected in Another Landslide, in Bloomberg News, 20 gennaio 2022. URL consultato il 21 gennaio 2022.
  8. ^ (EN) Mottley, Marshall sworn in after BLP 30-0 win, in Nation News, 20 gennaio 2022. URL consultato il 22 gennaio 2022.
  9. ^ (EN) Mia Mottley: The 100 Most Influential People of 2022, in Time. URL consultato il 21 giugno 2022.
  10. ^ (EN) The 2022 Bridgetown Initiative for the Reform of the Global Financial Architecture (PDF), su pmo.gov.bb, 23 settembre 2022.
  11. ^ (EN) UNGA77: September 22, su pmo.gov.bb, 23 settembre 2022.
  12. ^ (EN) Ashish Ghadiali, Could Barbados blueprint be a Marshall Plan for the climate crisis?, su The Guardian, 9 novembre 2022.
  13. ^ (EN) Omer Javed, The Bridgetown Initiative, su brecorder.com, 18 novembre 2022.
  14. ^ Barbados è infine diventata una repubblica, su ilpost.it, 30 novembre 2021.
  15. ^ Barbados, il giuramento della premier e della Presidente della Repubblica, su lapresse.it, 30 novembre 2021.
  16. ^ (EN) 2021 Champions of the Earth, su unep.org.
  17. ^ (EN) Denis Chabrol, National Awards announced, su demerarawaves.com, 22 febbraio 2020.

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