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BiografiaModifica

Nato a Hartford (Connecticut) nel 1906, di origini irlandesi, Michael O'Shea non intraprese la carriera in polizia come i suoi cinque fratelli. All'età di 12 anni abbandonò la scuola e iniziò a frequentare gli ambienti artistici del vaudeville, andando più volte in tournée al seguito dello show di Jack Johnson, campione di boxe assai popolare all'epoca. Dopo una lunga gavetta nel vaudeville, come clown al circo[1] e maestro di cerimonie negli speakeasies durante gli anni del Proibizionismo, O'Shea formò una sua band, la Michael O'Shea and His Stationary Gypsies, quindi passò alla radio e poi al palcoscenico, dove per un certo periodo fu accreditato come Eddie O'Shea. Il successo definitivo in teatro arrivò nel 1942 nella pièce The Eve of St. Mark, che gli valse un contratto cinematografico.

Il debutto sul grande schermo avvenne nel 1943 come protagonista maschile di un poliziesco dai risvolti brillanti, Le stelle hanno paura, basato sul racconto The G-String Murders, scritto dalla stella del burlesque Gypsy Rose Lee. O'Shea interpretò Biff Brannigan, simpatico e disinvolto boyfriend di Dixie Daisy (Barbara Stanwyck), una ballerina del burlesque. Brannigan, che lavora come comico e clown nella stessa compagnia teatrale di Dixie, aiuta la fidanzata a risolvere il mistero di una serie di delitti avvenuti nella compagnia. Il debutto sul grande schermo di O'Shea ricevette recensioni assai positive da parte dei critici, che apprezzarono l'affiatamento dell'attore con la Stanwyck e soprattutto le sue capacità comiche e la sua disinvoltura nei panni del clown, che O'Shea aveva affinato negli anni del vaudeville e del circo[2]. A questo ruolo seguì quello dello scrittore Jack London nell'omonimo film, girato sempre nel 1943, mentre l'anno successivo O'Shea interpretò nuovamente il personaggio del soldato Thomas Mulveray in The Eve of St. Mark, riduzione cinematografica della commedia teatrale in cui aveva recitato due anni prima. Nelle stesso anno apparve anche nella commedia musicale Something for the Boys (1944), in cui poté far sfoggio della propria voce tenorile.

La maggior parte della carriera cinematografica di O'Shea si svolse durante gli anni quaranta, con apparizioni in ruoli di caratterista nei più svariati generi di film, dal melodramma come Femmina (1947) al western come L'ultimo dei Mohicani (1947), dalla commedia come Amore sotto zero (1945) al poliziesco come Braccati dai G-Men (1949). Nella prima metà degli anni cinquanta, l'attore partecipò ancora ad alcune pellicole di successo, come Delitto in prima pagina (1950), il bellico I figli della gloria (1951) di Samuel Fuller e le commedie Mariti su misura (1951), Paradiso notturno (1952) e La ragazza del secolo (1954), in cui fece la sua ultima apparizione sul grande schermo nel ruolo di Brod Clinton.

Dalla prima apparizione nella serie antologica The Revlon Mirror Theater (1953), O'Shea partecipò durante il decennio a numerose altre produzioni televisive, come Schlitz Playhouse of Stars (1954), Damon Runyon Theater (1955) ed Ethel Barrymore Theater (1956). Fu inoltre protagonista della serie It's a Great Life (1954-1956), prodotta dalla NBC, in cui interpretò il ruolo di Denny Davis, un ex G.I. che tenta il reinserimento nella vita civile alla ricerca di un lavoro. Frances Bavier interpretò la parte della sua affittacamere. Durante gli anni sessanta l'attore abbandonò quasi del tutto l'attività televisiva. Apparve ancora in singoli episodi delle serie Avventure in paradiso (1961), Daktari (1967) e Adam-12 (1971), che fu la sua ultima apparizione sulle scene.

Vita privataModifica

Dal primo matrimonio con Grace Watts, sposata nel 1927, O'Shea ebbe due figli, Edward e Barbara[1].

Dopo il divorzio nel 1947 dalla Watts, nello stesso anno O'Shea si risposò con l'attrice Virginia Mayo, conosciuta nel 1943 sul set del film Jack London. I due recitarono insieme in altre successive occasioni, in rappresentazioni teatrali di giro, come George Washington Slept Here, Tunnel of Love e Fiorello!.

Il matrimonio con la Mayo, dal quale nel 1953 nacque la figlia Mary Catherine, durò fino alla morte dell'attore, avvenuta il 4 dicembre 1973, all'età di 67 anni, per un attacco cardiaco.

FilmografiaModifica

CinemaModifica

TelevisioneModifica

Doppiatori italianiModifica

NoteModifica

  1. ^ a b Tutto Cinema. Il libro degli attori, Rizzoli Editore, 1977, pag. 190
  2. ^ Homer Dickens, The films of Barbara Stanwyck, The Citadel Press, 1984, pag. 153-155

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN34719261 · ISNI (EN0000 0000 7689 4224 · LCCN (ENno92022850 · BNF (FRcb14693559c (data) · WorldCat Identities (ENno92-022850