Michel Vautrot

arbitro di calcio francese

Michel Vautrot (Antorpe, 23 ottobre 1945) è un ex arbitro di calcio francese.

CarrieraModifica

ArbitroModifica

Per due volte di seguito (1988 e 1989) venne indicato dalla IFFHS come miglior arbitro dell'anno, a riprova della grande stima che gli addetti ai lavori hanno sempre nutrito nei suoi confronti. Il palmarès vantato da Vautrot (internazionale dal 1975) è di tutto rispetto, tale da innalzarlo nella lista dei più grandi arbitri della storia. Venne impiegato in due edizioni dei mondiali di calcio: nel 1982, in Spagna, gli toccarono due partite, tra cui Italia-Polonia della fase a gironi, finita 0-0; nel Campionato mondiale di calcio 1990, diresse la gara inaugurale Argentina-Camerun, vinta 1-0 dagli gli africani, Irlanda-Paesi Bassi, finita 1-1, e la semifinale Italia-Argentina, dove concesse ben otto minuti di recupero nel primo tempo supplementare. Fu anche l'arbitro della finale del Campionato europeo di calcio 1988 URSS-Paesi Bassi, vinta dagli olandesi 2-0, oltre ad aver preso parte all'edizione 1984 in Francia. Ma già nel 1977 aveva saputo mettersi in evidenza aggiudicandosi la finale dei mondiali FIFA under 20, mentre nel 1988 diresse la finale della Coppa d'Asia Arabia Saudita-Corea del Sud.

A livello di competizioni per clubs, ha conquistato, in rapida successione, la finale della Coppa Intercontinentale del 1983 tra Amburgo e Grêmio (poi vincitore), quella di Coppa UEFA 1984-1985 tra Real Madrid e gli ungheresi del Videoton, e quella di Coppa dei Campioni 1985-1986 tra Steaua Bucarest e Barcellona, disputatasi a Siviglia.

Vanta anche la direzione di quattro semifinali di Coppa dei Campioni (nel 1983, 1984, 1987 e 1988) e di una semifinale di Coppa UEFA (nel 1989).

Infine in Francia ha diretto cinque partite finali delle Coppa nazionale (nel 1979, 1982, 1983, 1984 e 1987).

ControversieModifica

Nel 1984 venne coinvolto in un caso di tentata corruzione relativo alla gara Roma-Dundee Utd, semifinale di ritorno della Coppa dei Campioni vinta 3-0 dalla formazione capitolina (ribaltando lo 0-2 subito in Scozia). C'è da annotare che Vautrot annullò due gol a Bruno Conti (entrambi irregolari) sullo 0 a 0 e sul 3 a 0, concedendo alla Roma un calcio di rigore per un fallo su Pruzzo piuttosto evidente.

Nel giugno del 1986 l'allora presidente della Roma, Dino Viola, fu sospeso dalla Commissione disciplinare dell'UEFA per quattro anni (sino all'11 giugno 1990); contestualmente, al club fu vietato di partecipare a qualsiasi competizione gestita dalla confederazione europea per una stagione.[1] Nel mese di luglio dello stesso anno, tuttavia, la giunta d'appello dell'UEFA decise di riammettere la società romana, commutando la precedente sanzione in una multa di 200 000 franchi svizzeri per «responsabilità oggettiva» a carico di un dirigente del club.[2] Nel 1986 Dino Viola e la Roma si costituirono parte civile in giudizio contro l'intermediario Spartaco Landini, ottenendo l'assoluzione e la restituzione dei 100 milioni[3]. Sempre nel 1986, lo stesso Viola e la Roma si costituirono parte civile in giudizio contro l'intermediario Spartaco Landini e l'osservatore calcistico Paolo Cominato, i quali vennero condannati a un anno di reclusione per truffa e alla restituzione dei 100 milioni di lire.[4][5]

Il caso è tornato alla ribalta a distanza di oltre trent'anni per un'intervista concessa da Riccardo Viola,[6] figlio dell'allora presidente romanista Dino, in cui ammetteva il pagamento dei 100 milioni di lire a Vautrot tramite un intermediario, specificando però «che lo scandalo lo fece uscire Dino Viola per smascherare il colpevole e la "cupola" del calcio».[7][8] L'intervista, per le modalità e i tempi della diffusione, ha avuto uno strascico di polemiche e precisazioni, in particolare per l'eco suscitata in Francia, dove i cronisti dell'Équipe chiedevano conferme: emerse così che l'intervista era incentrata in realtà sulla storia di Paulo Roberto Falcão, e al termine c'era stato uno scambio di battute sul "caso Vautrot", che poi venne divulgato come un'ammissione di colpevolezza, stralciando i passaggi che illustravano l'intera vicenda sportiva e giudiziaria.[9][10]

DirigenteModifica

Dismessi i panni di direttore di gara nel 1990, divenne designatore degli arbitri francesi, carica durata fino al 2004, quando venne sostituito dal collega Marc Batta. Vautrot era infatti entrato in polemica con il presidente degli arbitri francesi, Bernard Saules, e per questo condannato per diffamazione a 150 euro di risarcimento.

Nel 1993 la FIFA gli conferì inoltre il prestigioso FIFA Special Award.[11]

Attualmente è osservatore degli arbitri UEFA.

NoteModifica

  1. ^ Giorgio Gandolfi, La Roma fuori dalle coppe?, in La Stampa, 11 giugno 1986. URL consultato il 30 maggio 2021.
  2. ^ Giorgio Gandolfi, Roma in Coppa, Viola resta in castigo, in La Stampa, 3 luglio 1986. URL consultato il 30 maggio 2021.
  3. ^ Oliviero Beha Andrea Di Caro, "Il calcio alla sbarra", BUR-RCS, 2006.
  4. ^ Beha, Di Caro.
  5. ^ Bergamo: "Non c'entro nulla con l'arbitro pagato dalla Roma nel 1984", su calcioblog.it, 14 aprile 2011.
  6. ^ Roma - Dundee: la vergogna nel calcio, l’orgoglio di un presidente [collegamento interrotto], su storify.com.
  7. ^ Scandalo Roma-Dundee"L'arbitro fu pagato", su repubblica.it, 17 marzo 2011.
  8. ^ Roma, Riccardo Viola: “100 milioni all’arbitro di Roma-Dundee Utd”, su newnotizie.it.
  9. ^ Roma-Dundee, Riccardo Viola: “Soldi a intermediario per arbitro”, su blitzquotidiano.it.
  10. ^ Riccardo Viola: “Dopo ventisette anni non si può macchiare la memoria di mio padre, è una cosa sconcertante. Per Dino la Roma era la sua vita”, su lasignoraingiallorosso.it.
  11. ^ PITIDO INICIAL: FIFA Referees' Special Award

BibliografiaModifica

Altri progettiModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN41965945 · ISNI (EN0000 0000 4910 8179 · LCCN (ENn2007057644 · GND (DE1170434940 · BNF (FRcb127405763 (data) · WorldCat Identities (ENlccn-n2007057644