Michele I di Alessandria (copto)

Papa della Chiesa ortodossa copta dal 743 al 767
Michele I
46º papa della Chiesa copta
Insediamento14 settembre 743
Fine patriarcato12 marzo 767
PredecessoreTeodoro I
SuccessoreMina I
San Michele d'Alessandria

Papa copto

 
Venerato daChiesa copta
Ricorrenza12 marzo (calendario gregoriano)
16 Paremhat (calendario copto

Michele I di Alessandria (noto anche come Chail[1]) (in copto: Ⲭⲁⲏⲗ, in arabo: خائيل‎; Egitto, ... – 12 marzo 767) è stato il 46º Papa della Chiesa copta, dal 743 alla sua morte.

Il vescovo Moses di Awsim fu determinante nell'organizzare l'elezione di Michele come patriarca come compromesso tra fazioni settentrionali e meridionali.[2]

Quando il papa Michele fu imprigionato da Abd al-Malik ibn Marwan ibn Musa bin Nusayr, il re Kyriakos di Makuria marciava verso il nord dell'Egitto in testa ad un esercito, dichiarando di contare 100 000 uomini per liberare il papa di Alessandria. Tuttavia, una volta che l'esercito mauro raggiunse l'Egitto, il papa fu rilasciato dalla prigione[3].

Papa Michele si oppose all'intronizzazione del vescovo Isacco come patriarca siro-ortodosso di Antiochia dopo la morte di Iwanis I, visto che era già vescovo di un'eparchia (Harran)[4].

NoteModifica

  1. ^ Padri Benedettini della Congregazione di S.Mauro in Francia, L'Arte di verificare le date dei fatti storici delle inscrizioni delle cronache e di altri antichi monumenti dal principio dell'era cristiana fino all'anno 1770, traduzione di Giuseppe Pontini di Quero, vol. 2, Venezia, Tipografia Gatti, p. 292.
  2. ^ (EN) Mark N. Swanson, The Coptic Papacy in Islamic Egypt (641–1517), Cairo, The American University in Cairo Press, 2010, p. 20.
  3. ^ (EN) Derek A. Welsby, The Medieval Kingdoms of Nubia (London, 2002), p. 73; B.T.A. Evetts (translator), The Churches and Monasteries of Egypt and Some Neighboring Countries attributed to Abu Salih, the Armenian, con le note di Alfred J. Butler (Oxford, 1895), pp. 267
  4. ^ (AR) القوانين الكنسية لانتخاب بابا الإسكندرية... والأنبا شنودة, ahewar.org, 15 novembre 2006