Michele Maria Milano

scrittore italiano
Michele Maria Milano

Michele Maria Milano (Polistena, 16 novembre 1778Napoli, 4 gennaio 1843) è stato uno scrittore italiano.

Indice

BiografiaModifica

 
Terra d'Otranto, una mappa antica

InfanziaModifica

Il conte Michele Maria Milano Franco d'Aragona,[1][2] settimo figlio di Giovanni[3][4] e Giovanna Eboli (figlia di Francesco Eboli, duca di Castropignano).[5]

Si trasferì a Napoli all'età di cinque anni insieme alla famiglia. A giovane età i suoi genitori lo affidano agli abati, Don Francesco Saverio Pepe e Don Francesco Passarelli, dove dedicò l'infanzia e l'adolescenza agli studi. Dopo la morte dei suoi genitori, suo fratello, lo iscrive al collegio Clementino, diretto dai padri Somaschi, dove mostrò tutto il suo talento intellettuale.[6]

Termina gli studi all'età di diciotto anni, continuando a frequentare il suo ex insegnante Don Francesco Passarelli. Durante questo periodo scrisse due saggi, "Sulla cultura delle nazioni e Sui mezzi per rendere forte una nazione" saggi che non vennero mai pubblicati. Fece sue le idee rivoluzionarie provenienti dalla Francia, proclamata la Repubblica Napoletana nel 1799, a Polistena venne innalzato l'albero della libertà dai giacobini. Michele venne arrestato a Monteleone, nonostante dichiarò di essere il nipote del vescovo di Mileto Enrico Capece Minutolo.

Anni di prigioniaModifica

Trascorse circa ventiquattro mesi di prigionia nelle prigioni della cittadella di Messina. Ebbe come compagno di cella il naturalista francese, Déodat de Dolomieu, partecipe della spedizione in Egitto di Napoleone, ma durante il viaggio di ritorno naufragò in Calabria e rimase imprigionato a Messina, per oscuri conflitti con l'Ordine di Malta. Entrambi vengono liberati dopo la vittoria dell'esercito francese a Marengo. Tra il Déodat ed il giovane Michele, s'instaurò un'amicizia viva, cordiale, che non si raffreddò mai, se non per la morte del Dolomieu, all'eta di 51 anni. Il Dolomieu consigliò al conte di abbandonare completamente la politica e di dedicarsi allo studio della natura.

Prime pubblicazioniModifica

Il conte dopo la prigionia, segue i consigli di Dolomieu, e si dedica allo studio della natura. Nel 1804, pubblicò il libro, "Introduzione allo studio della natura", ma non ebbe successo. Il re del Regno delle Due Sicilie Giuseppe Bonaparte, dispose che il personale da destinare alla Corte reale, venisse scelto tra gli uomini che eccellevano nelle scienze, letteratura e nelle arti. Tra questi venne scelto anche il conte Michele Milano, nominato ciambellano e accompagnatore degli ambasciatori stranieri, grazie alla conoscenza delle diverse lingue. Successivamente venne nominato, Cavaliere del Nuovo Ordine Equestre, istituito dal re Giuseppe Bonaparte.

Lesse, all'inaugurazione del Reale Istituto, una relazione,"Memoria geologica su la Calabria Ulteriore", alla presenza del re e delle cariche più alte del regno, la relazione descrive la parte meridionale degli Appennini, affermando che la zona era completamente dimenticata dagli studiosi, con grave danno per l'economia del regno e per la scienza. Napoleone Bonaparte, decretò che suo fratello Giuseppe era destinato a regnare sulla Spagna e con un altro decreto nominò il 4 ottobre 1808, il ciambellano e accompagnatori degli ambasciatori stranieri, Michele Milano, intendente della Terra d'Otranto.

MatrimonioModifica

Nel 1811 sposa Maria Liberata De Turris, nel 1813 perse il suo caro maestro Don Francesco Passarelli, ma a breve distanza ebbe la gioia della nascita della sua prima figlia, Francesca. Poco dopo muore la moglie Maria Liberata. In questo periodo scrisse il libro, "Fatalità", e, nel 1814, pubblicò una raccolta di poesie, "Ozii poetici". Tradusse il testo in greco di Marco Aurelio Antonino, "Colloqui con te stesso", in lingua italiana. Pubblicò, "Cenni geologici sulla provincia di Terra d'Otranto" e lo dedicò a Dolomieu, e, a distanza di qualche mese scrisse, "Cenni geologici sul tenimento[7] di Massa Lubrense".[8]

Nel 1827, perse prematuramente la figlia Francesca, allora quattordicenne. Nel 1830 pubblicò l'operetta intitolata "I Borgia", mentre nel 1832 a Napoli, inizia la sua collaborazione con il periodico "Il Progresso" . Nei primi numeri del periodico, il Milano pubblicò "Cenni sulla fisica sperimentale", e, nel 1838, "Istituzioni di fisica", che dedicò a Don Francesco Passarelli.[9] Iniziò a pubblicare nel 1821 la traduzione italiana dei ricordi di Marco Aurelio Antonino. Nel 1837, pubblicò la sua maggiore opera scientifico-letteraria, "Le cinque età della filosofia naturale".[10]

Ultimi anni di vita e intitolazioneModifica

Nel 1838, scrisse il "Vestibulo della teoria dell'Universo", che dedicò alla memoria del suo secondo figlio Francesco nato dal suo secondo matrimonio con Lucia Talamo.[11] Il 1838 fu un anno sfortunato, perdette la sua seconda compagna, Lucia Talamo, mentre dava alla luce un altro bambino che muore qualche mese dopo. Il conte abbandonò completamente i suoi studi per dedicarsi ai suoi tre figli. Il conte Michele Maria Milano mori a Napoli il 4 gennaio 1843. Nel 1995 l'ITIS di Polistena, intitola con il suo nome l'istituto.[12][13]

PubblicazioniModifica

  • Sui mezzi per rendere forte una nazione.
  • Sulla cultura delle nazioni.
  • Introduzione allo studio della natura (1804).
  • Ozii poetici (1814).
  • Cenni geologici sulla provincia di Terra d'Otranto.
  • Cenni geologici sul tenimento di Massa Lubrense.
  • I Borgia (1830).
  • Cenni sulla fisica sperimentale. (1832)
  • Istituzioni di fisica. (1838)
  • Le cinque età della filosofia naturale. (1837)
  • Vestibulo della teoria dell'Universo. (1838)

NoteModifica

  1. ^ Il conte Michele Maria Milano-Famiglia Milano
  2. ^ “Biografie di uomini illustri di Calabria” Vincenzo Mezzatesta, Gangemi editore
  3. ^ Storia di Giovanni VI Domenico Milano
  4. ^ Chiesa famiglia Milano di Polistena
  5. ^ Sonetto CXLIV in Opere poetiche, 1776, p. 146.
  6. ^ Domenico Valensise Monografia di Polistena, pag.110-111
  7. ^ Def.Rep.:"2 ant. Tenuta, possedimento".
  8. ^ Divise questa pubblicazione in nove capitoli e trattò particolarmente delle falde imbrifere della zona di Massa Lubrense e le cause dei continui smottamenti di terreno in quella zona.
  9. ^ Le istituzioni di fisica sono divise in sette libri: il primo libro tratta dei fondamenti della fisica naturale, il secondo tratta delle forze che si sprigionano dal calore, il terzo tratta dell'idrologia fisica, il quarto dell'aerologia fisica, il quinto dell'elettricità, il sesto del magnetismo e il settimo e ultimo della luce
  10. ^ La prima età va dai tempi antichissimi fino al tempo di Talete. La seconda età va da Talete fino al trasferimento della sede dell'impero romano a Costantinopoli. La terza età va dalla nuova sede dell'impero romano d'Oriente, Costantinopoli, fino ai tempi di Galileo Galilei. Nella quarta tratta di Galileo Galilei, Bacone e dello sviluppo delle idee e dei concetti di Newton. Nel quinto tratta del periodo aureo delle scienze naturali e delle prime grandi scoperte della chimica.
  11. ^ Questo lavoro è diviso in due parti, la prima tratta delle sostanze dette imponderabili o eteree, mentre la seconda tratta della forza centrifuga e del magnetismo terrestre.
  12. ^ POF_2008-2009-ultima versione.pdf
  13. ^ Conte Michele Maria Milano Polistena-M.M.Milano - ITIS

BibliografiaModifica

  • “Biografie di uomini illustri di Calabria” scritto da Vincenzo Mezzatesta (Gangemi editore).

Voci correlateModifica