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Stemma del doge Vitale I Michiel

I Michiel furono una famiglia patrizia veneziana, compresa tra le famiglie apostoliche.

Indice

StoriaModifica

Secondo la tradizione, i Michiel discendevano da un Angelo Frangipane, soprannominato Michiele in riferimento forse al carattere buono ma forte comparabile a quello dell'omonimo arcangelo. Angelo, figlio di un senatore, era stato cacciato da Roma assieme ai fratelli Nicolò e Ugo ed era giunto in laguna attorno al V secolo[1][2]. Inserita sin dai primi tempi nella vita politica, avrebbero vissuto a Metamauco finché la sede del governo non fu trasferita a Venezia e uno di loro sarebbe stato tra gli elettori del primo doge Paolo Lucio Anafesto[1][2][3][4].

I Michiel ebbero prestigio soprattutto durante i primi tempi della Repubblica: nel XII secolo diedero ben tre dogi a breve distanza l'uno dall'altro (Vitale I, Domenico e Vitale II) ed accrebbero la loro potenza nello Stato da Mar ottenendo le contee di Arbe e Ossero e la signoria di Paro[5].

A partire dal Duecento la famiglia fu coinvolta negli eventi in Oriente, ma successivamente perse d'importanza. Da essa provennero comunque altre personalità di spicco come Fantino, politico e generale, e Niccolò, viaggiatore[5].

Dopo la caduta della Serenissima, i vari rami della casata furono confermati nobili dall'Impero austriaco.

I Michiel sono oggi estinti. Il cognome è proseguito dalla famiglia Bianchi Michiel, discendente da Luigi Bianchi di Bernardino e Caterina Michiel il quale assunse anche il cognome della madre per disposizione testamentaria del nonno Luigi Michiel.

Michiel della MedunaModifica

Il ramo assunse questa denominazione dal 22 maggio 1455 quando la Serenissima gli assegnò il capitaniato con sede a Meduna, carica che poté essere trasmessa per via ereditaria. La famiglia si insediò in un grande palazzo ricavato, forse, dai resti di un castello che era stato dei Patriarchi di Aquileia, antichi dominatori del territorio.

I Michiel della Meduna curarono particolarmente il loro piccolo feudo, apportando migliorie a livello economico, ambientale e urbanistico. Tra le ultime opere si ricorda lo scavo del canale Postumia, intrapresa da Marco Michiel nella seconda metà del Seicento. Il canale allontanava dal piccolo capoluogo le acque del Fiume, del Sile e del Livenza, risolvendo il problema dei frequenti allagamenti; d'altra parte, si danneggiarono i proprietari delle terre lungo i corsi d'acqua che intentarono una causa contro il nobile. Non si conosce l'esito della sentenza, certo è ai primi del Settecento i Michiel lasciarono Meduna.

Il feudo passò in seguito ad altre famiglie: nel 1749 risultava capitano Francesco Duodo; più tardi era amministrato dai Loredan[6][7].

StemmaModifica

Lo stemma era inizialmente composto da tre fasce d'azzurro alternate a tre fasce d'argento. A queste si sovrapposero in seguito sei dischetti: ricordavano un episodio, avvenuto durante l'assedio di Tiro, in cui il doge Domenico Michiel dovette pagare le milizie con monete di cuoio perché venute a mancare le monete d'oro e d'argento[4].

Membri illustriModifica

ArchitettureModifica

NoteModifica

  1. ^ a b Dizionario storico-portatile di tutte le venete patrizie famiglie, Giuseppe Bettinelli, 1780, pp. 106-107.
  2. ^ a b Francesco Schröeder, Repertorio genealogico delle famiglie confermate nobili e dei titolati nobili esistenti nelle Provincie Venete, Vol. 2, Venezia, Tipografia di Alvisopoli, 1830, pp. 11-12.
  3. ^ Giuseppe Tassini, Curiosità Veneziane, note integrative e revisione a cura di Marina Crivellari Bizio, Franco Filippi, Andrea Perego, Vol. 1, Venezia, Filippi Editore, 2009 [1863], p. 444, ISBN 978-88-6495-062-4.
  4. ^ a b John Temple-Leader, Libro dei nobili veneti ora per la prima volta messo in luce, Firenze, Tipografia delle Murate, 1866, p. 57-58.
  5. ^ a b Michièl - Treccani
  6. ^ La Serenissima, in Storia di Meduna, Comune di Meduna di Livenza. URL consultato il 30 novembre 2011.
  7. ^ Scheda di palazzo Michiel-Loredan[collegamento interrotto] dal sito dell'IRVV.

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