Milites Sancti Sepulcri

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'ordine attuale dei cavalieri del santo sepolcro di sub-collazione pontificia, vedi Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

La Milizia Gerosolimitana[1]Modifica

 
Croce potenziata

La Milizia del Santo Sepolcro, meglio conosciuta col nome di Cavalieri del Santo Sepolcro, viene creata nel 1099, poco dopo che la città di Gerusalemme è liberata da Goffredo di Buglione (al termine della prima crociata). Goffredo, dopo essere stato acclamato "Advocatus" (difensore) di Gerusalemme e custode del Santo Sepolcro, organizza un servizio religioso nella basilica con i Canonici Regolari appartenenti al clero crociato, alla cui guida nomina un priore. Viene creata anche una guardia d'onore di cavalieri crociati che presta servizio nella basilica facendo il voto di obbedienza congiunto al giuramento di consacrare la propria vita alla difesa del Santo Sepolcro

La storia dei MilitesModifica

Dopo la presa di Gerusalemme, avvenuta nel luglio 1099, i crociati trovarono la Chiesa del Santo Sepolcro incustodita e depredata di ogni arredo ecclesiastico, questo a causa dell'allontanamento delle comunita' cristiane che vivevano in quella zona di Gerusalemme. Fu così necessario creare un corpo di guardia per controllare la sicurezza del luogo che custodiva il Santo Sepolcro, per rendervi onori in tempo di pace attraverso le cerimonie religiose cristiane e difenderlo in tempo di guerra dagli attacchi degli infedeli islamici. La Chiesa del Sepolcro che aveva ospitato le spoglie mortali di Nostro Signore Gesù Cristo, diventava così il simbolo della vittoria del cristianesimo su tutte le altre religioni monoteiste. Il primo agosto del 1099, il clero presente in Terra Santa, elegge il nuovo Patriarca di Gerusalemme nella persona di Arnolfo Malecorne di Roeux, già cappellano del nobile Roberto di Normandia. Questi suggerì a Goffredo di Buglione l'idea di istituire anche dei canonici a cui affidare la gestione religiosa della ricostruita Chiesa del Santo Sepolcro. Per questo motivo Goffredo di Buglione, dopo essere stato acclamato"advocatus" del Santo Sepolcro, nell'ambito dell'ordinamento dato alle Istituzioni religiose militari e civili del territorio appena liberato dalla dominazione musulmana, fece sua l'idea di Arnolfo Malecorne di Roeux, Patriarca di Gerusalemme, ed istituì un Capitolo di venti Canonici, conferendo loro l'incarico di provvedere all'accoglienza dei pellegrini, alla celebrazione dei riti religiosi e alla raccolta delle elemosine, donando loro anche una rendita. Venne così costituito così l'Ordine dei Canonici Regolari del Santo Sepolcro, alla cui guida venne posto un Priore.

Le investitureModifica

 
Indumenti primi Milites

La Milizia[2] si distingue dalle truppe crociate per il fatto che unisce il carattere militare dei suoi cavalieri con il carattere religioso dei suoi canonici. I Milites ed i Canonici vengono posti in obbedienza alla regola terzia di Sant'Agostino e al Patriarca latino di Gerusalemme, che assume il titolo di Priore generale dell'Ordine, in questo modo stabiliscono la loro organizzazione durante il regno di Baldovino I (1100-1118). Il primo gruppo di Milites viene formato e riceve l'investitura direttamente da Goffredo da Buglione. Baldovino I, che si pone a capo dell'Ordine dei Canonici del Santo Sepolcro, eredita la medesima prerogativa, per se e per i suoi successori, di creare i Milites sul Santo Sepolcro. Questa facoltà veniva poi concessa in subordine al Patriarca di Gerusalemme, in caso di assenza o impedimento del Sovrano. Anche alcuni regnati europei, che avevano partecipato alle crociate con molti uomini ricevevano il diritto di creare Milites, in in virtù della subcollazione con il Regno di Gerusalemme. Tra le molte investiture è ben nota quella di San Contardo d'Este che riceve il titolo di "Miles" dal cognato Andrea II Re di Ungheria detto il Gerosolomitano. Anche i monaci del convento del monte Sinai potevano nominare "Milites" i nobili pellegrini che visitavano il Santo Sepolcro. Tutte le investiture,ove possibile, vengono ratificate dal rito religioso celebrato nell'edicola del Santo Sepolcro a Gerusalemme. Dopo la caduta del Regno (1291) alcuni nobili europei ricevono ancora l'investitura a Milites direttamente dal Patriarca di Gerusalemme durante i loro pellegrinaggi. Successivamente anche la Custodia francescana di Terra santa esegue le investiture dei Milites. Non esiste alcun documento con gli elenchi dei nomi dei primi cavalieri e dei successivi nobili che hanno ricevuto l'investitura a Milites durante il Regno di Gerusalemme. Tutto quello che è stato documentato in questo senso veniva custodito nella chiesa e si è perso a causa delle distruzioni e degli incendi subiti negli attacchi alla città di Gerusalemme. Unica traccia storica sono i molti dipinti che raffigurano i Milites che portano sul petto la trionfale croce di Goffredo.

Tracce delle investitureModifica

Goffredo intuì la necessità di una protezione permanente del Santo Sepolcro, costantemente assediato da bande di predoni musulmani che cercavano di appropriarsi delle ricche offerte votive lì depositate. Anche molti pellegrini cristiani costituivano un pericolo, in quanto erano sempre alla ricerca di reliquie, cercavano di impossessarsi delle pietre del tempio smontando tutto il possibile. Affidò quindi la custodia del Santo Sepolcro ad un gruppo scelto di Cavalieri. La tradizione racconta che questo compito fu assegnato a cinquanta uomini . Il Torquato Tasso, nella Gerusalemme Liberata, descrive i primi Milites: “Son cinquanta guerrier, che in puro argento spiegan la trionfal Croce” , che furono distaccati dall'esercito che aveva conquistato Gerusalemme per l'intera cristianità e per dedicarsi esclusivamente a questo servizio: il primo nucleo di Milites destinato a tale scopo ebbe sin dalle origini un rapporto vincolante con l'autorità ecclesiastica. Secondo una cronaca dell'epoca, molti cavalieri si presentarono immediatamente per fare parte della milizia che doveva proteggere la chiesa del Sepolcro, e molti si presentarono anche dopo, provenienti da diversi paesi europei. Questo gruppo di Crociati, doveva fare voto di obbedienza al Priore del Santo Sepolcro e, sotto giuramento, prometteva di dedicare la proria vita a difendere la tomba di Cristo, costituendo una guardia d'onore. Con buona probabilità si fa risalire la data dell'istituzione dell'Ordine fra il 18 luglio ed il 12 agosto del 1099, cioè tra l'elezione di Goffredo di Buglione e la battaglia di Ascalona, alla quale presero parte i Milites del Santo Sepolcro (Miles Jherusalem). Da quel momento all'interno della Chiesa del Santo Sepolcro coesistevano due realtà, una religiosa, rappresentata dai Canonici ed una laica, rappresentata dai Cavalieri.

Lo statutoModifica

Secondo la tradizione, fu lo stesso Goffredo di Buglione a redigere il primo statuto, chiamato "Assise del Santo Sepolcro", dove venne dato il nome all'Ordine e lo pose sotto la regola di S. Agostino, quindi organizzò la milizia incaricata di proteggere il Santo Sepolcro. L'Assise, approvata da un'assemblea di prelati e vescovi, stabilì che l'Ordine doveva essere condotto, per l'aspetto spirituale, dal Patriarca di Gerusalemme, mentre per l'aspetto temporale doveva essere condotto dal Re di Gerusalemme. Il Re delegava spesso le sue funzioni al Patriarca, che così diveniva per certi momenti sia il capo spirituale che quello temporale dell'Ordine. I membri dell'Ordine: canonici e cavalieri, erano obbligati a prestare i tre voti solenni di obbedienza, castità e povertà. I cavalieri crociati indossavano un mantello bianco, i Milites univano allo stesso mantello le armi del Regno di Gerusalemme, che era una croce una rossa quadrata, potenza alle estremità e cantonata con quattro crocette, mentre i canonici vestivano un abito nero e la doppia croce.

Dall'antico statuto dell'Ordine:

“Di più abbiamo preso visione e decretato di fondare l'Ordine del Santo Sepolcro della nostra città di Gerusalemme, in onore e riverenza della SS. Risurrezione e al nostro nome cristianissimo abbiamo aggiunto la dignità di Primate di detto Ordine e abbiamo voluto che dette croci rosse, in onore delle piaghe inflitte a Nostro Signore Gesù Cristo, fossero portate dai Cavalieri del detto Ordine. Molti altri ne abbiamo insignito ed essi pure contraddistinti con dette croci, affinché potessero essere riconosciuti da noi e dagli infedeli nel caso in cui fossero stati sbandati o impossibilitati a rimanere nel servizio dell'esercito”.

L'Ordine quindi accoglieva tra i propri membri non solo i Canonici Regolari (Fratres), ma anche Canonici Secolari (Confratres) e i Sergentes. A queste ultime due categorie appartenevano quei Cavalieri armati scelti tra le truppe Crociate per il loro valore e il loro impegno e che, abbracciata la regola di Sant'Agostino, si impegnavano specificamente per la difesa del Santo Sepolcro e dei luoghi Santi, sotto il comando del Re di Gerusalemme e ne costituivano la guardia scelta. Nel 1114 il Patriarca Arnolfo decretò la trasformazione del Capitolo in Ordine Canonicale Regolare, ponendolo sotto la regola agostiniana, e guidato da un Priore alle strette dipendenze del Patriarca di Gerusalemme. Dopo la creazione dell'Ordine Canonicale Regolare, i Milites Santi Sepulcri si assoggettarono spontaneamente al Priore dell'Ordine. Da questa fusione scaturì il primo Ordine Religioso-Militare.

L'organizzazioneModifica

Le funzioni dell'Ordine partono dalla distinzione tra fratelli cavalieri e fratelli preti, con i primi che si dedicavano alla guerra ed i secondi che si dedicavano alla preghiera. Riguardo ai secondi, detti anche canonici, esisteva una gerarchia composta da fratelli, confratelli e serventi, ma tutti quanti avevano il nome generico di Fratelli del Santo Sepolcro. Il livello più basso era quello dei serventi. Seguivano i confratelli onorari (pellegrini laici di diverse condizioni economiche, dai nobili ai signori del ceto medio), che ci obbligavano a partecipare solamente a determinati offici o cerimonie. C'erano anche i confratelli “clienti”, che donavano all'Ordine diversi beni o case. La milizia era composta da cavalieri professi, che vivevano stabilmente a Gerusalemme al servizio dell'Ordine e disponevano di armi e cavalli propri. Erano aiutati dai cosiddetti custodi o uomini armati, molti dei quali erano gentiluomini arrivati da diverse parti della cristianità occidentale, mentre gli altri erano nati in Palestina. Tutti erano sotto il comando del Maestro della Milizia del Santo Sepolcro, ed erano inquadrati nel piccolo esercito del Regno di Gerusalemme. Le cronache parlano di 500 custodi del Santo Sepolcro, con la missione di monitorare le mura di Gerusalemme ed accompagnare il Re di Gerusalemme come parte delle sue truppe regolari. I custodi del Santo Sepolcro erano veri uomini di armi, addestrati militarmente, che si distinguevano per il loro zelo nelle campagne militari. Erano ricompensati dall'Ordine che li nominava cavalieri e dava loro armi, mezzi e cavalli perché potessero vivere secondo la loro nuova condizione.

La funzioneModifica

Secondo quanto riportato dai cronisti delle Crociate, nel 1103, fu Baldovino I (1058-1118), fratello di Goffredo di Buglione e primo Re di Gerusalemme che apparve in pubblico circondato da una guardia di Milites, conosciuti all'epoca genericamente con la denominazione di “Cavalieri del Regno Crociato”. I milites gerosolimitani ottemperavano così ad una funzione rappresentativa ed onorifica come la guardia al Sepolcro, e nello stesso tempo, sul campo combattevano strenuamente contro i saraceni fino alla perdita definitiva di Gerusalemme. All'epoca i Milites erano soldati di prima linea in difesa della fede, quindi operanti per la Chiesa, ma non ancora nella Chiesa ed è difficile stabilire a che punto della storia dell'Ordine la “collazione” pontificia sia divenuta effettiva, formalizzando il vincolo originario in un'appartenenza regolare al sistema istituzionale ecclesiastico. Benché l'Imperatore Federico II sia stato Re di Gerusalemme e avesse nel suo stemma lo stesso emblema dell'Ordine, perché simbolo del regno di Gerusalemme, i rapporti Tra l'Ordine e l'Imperatore non furono affatto buoni, perché Federico conquistò Gerusalemme da scomunicato e senza l'avallo del Papa.

I Priorati in EuropaModifica

Subito dopo la prima Crociata, il ritorno dei crociati ai propri Paesi di origine, determinò la creazione di Priorati dell'Ordine in tutta Europa. Questi Priorati operavano sotto la giurisdizione locale di quei Cavalieri, Nobili o Prelati, che avevano ricevuto l'investitura sul Santo Sepolcro e continuavano a far parte di quell'Ordine, anche se non più impegnati a servire direttamente il Re di Gerusalemme. Con il passare del tempo, il Patriarca di Gerusalemme divenne un importante signore feudale e, come tale, esercitava ampie funzioni all'interno del Regno Latino di Gerusalemme. Le sue numerose responsabilità spesso lo portavano lontano dal Capitolo dei Canonici, ai quali delegò ampi poteri, soprattutto spirituali, che lo obbligarono ad adottare il nome di Priore Generale, per differenziarsi dai Priori locali che erano stati istituiti nelle diverse affiliazioni europee. A partire dalla metà del XII secolo, il Priore Generale, unito al Capitolo di Gerusalemme, aveva il controllo di queste affiliazioni. Per quanto riguarda il governo dell'Ordine, vari testi sembrano indicare che le funzioni di Priore Generale lo impegnavano negli affari interni e nell'organizzazione dell'istituzione, mentre il Patriarca di Gerusalemme si occupava delle relazioni con il Re di Gerusalemme e con i sovrani di altri regni. Il Priore Generale aveva il potere di nominare i diversi Priori locali. Sorsero importanti Priorati nel Sacro Romano Impero, in Francia, in Polonia e nella penisola iberica. In ciascuna delle nazioni europee le istituzioni dell'Ordine si differivano tra Priorati e Commende. Di solito le prime erano governate da un Priore (canonico), mentre le seconde erano governate da un Commendatore (cavaliere o canonico) e rappresentavano una parte importante per il sostentamento economico dell'Ordine. C'erano quindi fratelli-preti e fratelli-cavalieri. Il controllo delle affiliazioni europee, inizialmente effettuato dal Priore Generale, venne riorganizzato mediante il cosiddetto “organigramma della cella”. Con questo sistema, il Priore Generale delegava ad un Vicario Generale che solitamente coincideva con la persona del Priore locale che, nel caso che veniva nominato anche canonico gerosolimitano, aveva il diritto teorico di partecipare all'elezione del Patriarca di Gerusalemme. Tuttavia, anche se nel XIII e XIV secolo l'Ordine celebrò dei Capitoli regionali, così come facevano altri Ordini militari, l'Ordine era più come una congregazione benedettina del primo millennio che come un Ordine monastico-militare del XII secolo. Nel XII secolo la milizia si era esteso per tutta la cristianità, così come l'Abbazia di Cluny si era diffusa in tutta Europa, con priorato, commende chiese, cappelle e ospedali. I regni ispanici furono tra i primi ad ospitare sul loro territorio i milites. Lo storico Modesto Lafuente parla della milizia del Santo Sepolcro nella penisola iberica, che servì da esempio per riorganizzare e promuovere gli Ordini cavallereschi ispanici. Nel 1128 Alfonso I d'Aragona istituì a Monreal una milizia di Cristo come una confraternita di clericali e cavalieri, sulla base della milizia . Nel 1131, il monarca aragonese dettò il suo testamento a favore dei Milites e degli Ospitalieri, dando loro il dominio su tutte le terre del suo regno e sugli uomini che vi abitavano. Sembra che questi Ordini militari non mostrarono alcun desiderio di far rispettare la volontà del testamento. Tuttavia sappiamo che, almeno nel caso dell'Ordine, vennero stabilite case e fondazioni nelle città di Huesca, Saragozza, Calatayud, Daroca, Jaca, così come in altre città dove si combattevano i musulmani. Nel regno di Aragona, l'Ordine aveva tre Priorati: la Calatayud, Saragozza, Santa Ana a Barcellona e Santa Cristina di Somport. Aveva anche castelli, recinti fortificati, case, terreni, ospedali, chiese e conventi.

Le battaglie dei MilitesModifica

 
crociate

Battaglia Milites (Hattin) L'Ordine del Santo Sepolcro si caratterizzò sin dall'inizio dall'unione del carattere militare dei suoi cavalieri con il carattere religioso dei suoi canonici. Goffredo di Buglione, e poi suo fratello e successore Baldovino I di Boulogne, riconobbero l'importanza della sua missione ed i suoi membri inizialmente formarono una unità compatta e organizzata di cinquanta cavalieri. Questo unità, in aggiunta alla guardia presso la Chiesa del Santo Sepolcro, partecipò, come avanguardia delle truppe del Regno di Gerusalemme, a diverse battaglie. Secondo le cronache, il primo combattimento in cui le milizie dell'Ordine intervennero, fu la battaglia di Ascalona, dove gli infedeli vennero sconfitti da Goffredo di Buglione il 12 agosto 1099. In quella battaglia, Arnolfo, arcidiacono e tesoriere della Chiesa del Santo Sepolcro e poi patriarca di Gerusalemme, portava la “Vera Croce” protetto da una scorta di valorosi Milites. Nel 1101 i Milites accompagnarono il Re Baldovino I di Gerusalemme nell'assalto a Cesarea. Negli anni 1104 e 1105, le milizie si distinsero nella presa di Tolemaide e di Ramallah, con l'intervento di 150 cavalieri e alcuni canonici. Successivamente le milizie del Santo Sepolcro parteciparono alla presa di Beirut e, l'anno successivo, alla presa di Sidone. nell'anno in cui iniziò il regno di Baldovino II (1118-1131), questo monarca, accompagnato da 216 Milites e da 4.000 uomini d'arme, intraprese una spedizione contro il Sultano d'Egitto, che si concluse in un fallimento. Le milizie continuarono a partecipare a diverse operazioni militari intraprese dai successivi Re di Gerusalemme per difendere il regno, tra le quali possiamo indicare la presa di Edessa (1145), la difesa della città di Bostra (1146), la presa di Ascalona (1150) e la sconfitta di Saladino nella battaglia di Tirvelet (1182). Il futuro del Regno di Gerusalemme era comunque sempre più problematico a causa della debolezza di alcuni dei loro monarchi. Il Re Guido di Lusignano fu sconfitto e fatto prigioniero il 4 Luglio 1187 nella disastrosa battaglia del Corni di Hattin, dove i Milites parteciparono come custodi della “Vera Croce”, che veniva portata dal Priore del Santo Sepolcro e perirono in sua difesa. Questa battaglia fu l'inizio della fine, annientando l'esercito reale, mentre il patriarca di Gerusalemme non fu in grado di difendere la città con il piccolo numero di gentiluomini disponibili, così che Gerusalemme venne occupata da Saladino il 2 ottobre 1187. La caduta della Città Santa fu determinante per il Regno Latino di Gerusalemme e per i Milites. In mancanza di un sistema di fortezze, come quelle che avevano i Templari e gli Ospitalieri, i Milites si dispersero e la potenza dell'Ordine cadde inesorabilmente. Alcuni di loro si rifugiarono a San Giovanni d'Acri e vi rimasero per un secolo e, infine, parteciparono alla difesa della città fino al 18 maggio 1291, quando la città fu presa dal Sultano Al-Ashraf Khalil.

La fine della MiliziaModifica

Dopo la riconquista di Gerusalemme da parte del sultano Saladino nel 1187 e poi definitivamente dopo la disfatta di San Giovanni d'Acri nel 1291, ebbe inizio il lento declino degli Ordini militari di Terrasanta. I Milites superstiti rientrarono nei loro Priorati in Europa sotto la protezione di Sovrani, Principi, Vescovi e della Santa Sede, mantenendo vivi i loro ideali della cavalleria crociata quali la propagazione della fede e della carità verso il prossimo. Solo un piccolo numero di Canonici Regolari e di Milites rimasero ad Acri a controllare il territorio della Palestina, tra questi si ricorda Andrea di Antiochia che venne nominato custode della chiave del Santo Sepolcro. In Europa l'Ordine del Santo Sepolcro si sviluppò ulteriormente e, benché la sua missione istituzionale fosse terminata, aveva assunto altrettanti doveri caritatevoli e di propagazione della Fede, restando sempre fedele alla Chiesa: tali impegni dell'Ordine furono oggetto nei secoli successivi di ripetuti e prestigiosi riconoscimenti di Pontefici e Sovrani. In Italia la presenza dell'Ordine aumentò dopo la perdita di San Giovanni d'Acri, quando i cavalieri del Santo Sepolcro lasciarono la Terra Santa e seguirono il Priore Generale, che si era trasferito nella città di Perugia, dove prese il nome di Maestro Generale. In Francia, Luigi VII considerando i vantaggi per la corona nello stabilire l'Ordine del Santo Sepolcro, fondò una confraternita la quale redasse un'Assise simile a quella che aveva l'Ordine, che Luigi IX convertì nel 1254 nella Confraternita Reale del Santo Sepolcro con lo scopo di mantenere la devozione verso i luoghi santi e regolarizzare il pellegrinaggio francese in Terra Santa. Nel 1336, Filippo di Valois fondò a Gerusalemme un convento francescano, il cui custode aveva il potere di conferire l'Ordine del Santo Sepolcro, assistito da un Miles che i Re di Francia mantenevano nella città santa per questo scopo. In Polonia ci fu una delle principali filiali europee a partire dal 1162, quando il Conte di Miechow fondò un convento che era a capo di un gran priorato che estendeva la propria giurisdizione sulle terre di Polonia, Slesia, Moravia e Boemia. Nel 1341 Alfonso I, Re di Aragona e Navarra, affidò un terzo del regno di Spagna all'Ordine che ne assunse così la sovranità. I Milites avevano il diritto di grazia per i condannati a morte, ed erano esonerati dal pagamento di ogni tassa e tributo, sia al Re, che alla Chiesa, e nelle cerimonie avevano la precedenza su tutti gli altri Ordini cavallereschi, prerogative solitamente riservate alle famiglie regnanti ed ai grandi feudatari. Inoltre in molti paesi d'Europa l'Ordine godeva del privilegio di battere moneta con il proprio stemma. Raramente i Milites parteciparono ancora ad eventi militari a difesa della cristianità, ad eccezione di quanto avvenne in Spagna. Il potere decisionale della Chiesa sulle questioni dell'Ordine acquistò un particolare peso il 28 marzo 1489, quando Papa Innocenzo VIII, visto che l'Ordine aveva perso il suo antico splendore, decise di integrare l'Ordine, con tutti i suoi averi, agli Ospitalieri di San Giovanni di Rodi, promulgando la bolla “Cum Solerti Meditazione”. Questa misura provocò la protesta dei re di Spagna, Francia e Polonia, che decisero di non obbedire. Sette anni più tardi, cioè nel 1496, papa Alessandro VI, tornò sulla decisione precedente e annullò la bolla “Cum Solerti Meditazione”, annettendo l'Ordine alla Santa Sede, e confermando il suo duplice carattere di Ordine Militare e Pontificio, con un nuovo nome (Ordine militare del Santo Sepolcro di Gerusalemme). Da qui in avanti è tutta un'altra storia.

Santi e Beati dell'OrdineModifica

BibliografiaModifica

  • C. Arnone, Ordini cavallereschi e cavalieri, Milano, 1954.
  • Vari, Monaci in armi. Gli Ordini religioso- militari dai Templari alla Battaglia di Lepanto: Storia ed Arte, Roma, 2004
  • T. Tasso: La Gerusalemme Liberata, 1581
  • G. Bascapè, Gli ordini cavallereschi in Italia, Milano, 1972.
  • A. Gentili, La disciplina giuridica delle onorificenze cavalleresche, Roma, 1991.
  • F. Cuomo, Gli ordini cavallereschi, Roma, 1995.
  • G. Piccirillo, La nuova Gerusalemme, Padova-Milano, 2004.
  • P. Di Nicolò, Peregrini Milites Sancti Sepulcri, ISBN 8890553472, 9788890553479
  • P. Dalena, C. D. Fonseca: Milizia Sancti Sepulcri. La storia, i luoghi, gli itinerari , Adda 2006, ISBN 9788880826576

Voci correlateModifica

  1. ^ Oratores et bellatores, su teutonic.altervista.org.
  2. ^ (FR) Milites Sancti Sepulcri, su histoiredumonde.net.