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Milonia (città antica)

Città antica dell'Abruzzo
Milonia
Cesoli-2012 by-RaBoe 02.jpg
Località Colle Cavallo di Ortona dei Marsi
Nome originale Milionia
Cronologia
Fondazione III secolo a.C.
Fine 294 a.C.
Causa distrutta dai Romani
Rifondazione IV secolo
Fine VI secolo
Causa distrutta dai Longobardi
Amministrazione
Territorio controllato Valle del Giovenco
Dipendente da Marsi
Localizzazione
Stato attuale Italia Italia
Località Contrada Casale di Colle Cavallo (Ortona dei Marsi)
Altitudine 867 m s.l.m.

Milonia, detta anche Milionia, era un'antica città marsa diventata municipio romano in epoca repubblicana e inclusa in epoca augustea nella regio IV Samnium. Corrisponde alla contemporanea città di Ortona dei Marsi, in Abruzzo.

Indice

L'antica fortezzaModifica

Nella contrada Casale di Colle Cavallo, località situata a nord-ovest dei contemporanei borghi di Cesoli (noto in antichità con il nome di Cesulae e chiamato nel medioevo anche Cesule o Cesulis) e Rivoli, prossimi all'area di Ortona, era collocata l'antica fortezza marsa di Milonia, dove ci sono i resti delle tombe e parti della cinta muraria dell'antica fortificazione. Il nome originario della città fortificata era Milionia che nel corso dei secoli è mutato in Melogne. Già in alcuni documenti ecclesiastici del X secolo la località viene citata con il nome di Melonie (o Melongie). Il toponimo Melogne, invece, appare affiancato ai nomi delle chiese Sancti Quirici e Sancti Quinci nei documenti ecclesiastici relativi alle bolle dei papi Clemente III e Pasquale II. In seguito, a causa del dialetto e delle modificazioni linguistiche, il nome è mutato in Melogna, quindi in Milonia[1].

StoriaModifica

La fondazione dell'oppidum (ocres in lingua marsa) risale al III secolo a.C., mentre l'insediamento umano nell'area risalirebbe a 2000 anni prima di Cristo come hanno testimoniato ritrovamenti di carattere zoo-archeologico[2].

Nel 301 a.C. il dittatore Marco Valerio Corvo, dopo aver sbaragliato i Marsi in una sola battaglia campale, li costrinse quindi a trincerarsi nelle loro cittadelle, Milonia, Plestinia e Fresilia, che conquistò in rapida successione[3].

Qui si rifugiarono i Sanniti, alleati dei Marsi, nel 294 a.C., durante la Terza guerra sannitica, dalle truppe romane guidate dai consoli Lucio Postumio e Marco Atilio Regolo, che alla fine espugnarono e distrussero la città[4][5].

La cittadella ricostruita nei pressi del colle di Cesoli venne distrutta insieme alle ville rustiche che la circondavano nella seconda metà del VI secolo con l'avvento del Longobardi guidati da Faroaldo I che saccheggiarono l'area portando distruzione e morte.

Nell'area di Ortona e della valle del Giovenco ebbe origine la gens Poppedia, famiglia italica di cui esponente più importante fu Quinto Poppedio Silone, comandante degli Italici nella Guerra sociale (91-88 a.C.). Poppedia Secunda, donna probabilmente legata a Poppedio Silone, venne sepolta in località Le Rosce, dove nel 1814 venne rinvenuta una lapide sepolcrale[6], esposta nell'Aia dei Musei di Avezzano[7].

NoteModifica

  1. ^ Grossi, pp. 92-95.
  2. ^ Zazzara, p. 49.
  3. ^ Tito Livio, Ab Urbe condita libri, X, 3.
  4. ^ Tito Livio, Ab Urbe condita, libro X.
  5. ^ Cesoli, Valledelgiovenco.it. URL consultato il 25 aprile 2016.
  6. ^ Questo il testo dell'epigrafe: POPPEDIA P. F. SECUNDA / FILIAE OSSA SITA FILIAE / M. F. MATRI OSSA SITA.
  7. ^ Storia, Portale Abruzzo. URL consultato l'8 gennaio 2018.

BibliografiaModifica

  • Giuseppe Grossi, Marsica: guida storico-archeologica, Aleph editrice, Luco dei Marsi, 2002.
  • Franco Zazzara, Il futuro dei Marsi, Gruppo Albatros Il Filo libri, Viterbo, 2015.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

  • Milonia, Terre Marsicane. URL consultato il 9 gennaio 2018.