Mindaugas

primo sovrano di Lituania
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il nome proprio di persona maschile, vedi Mindaugas (nome).
Mindaugas
Mindoŭh. Міндоўг (XVI).jpg
Duca di Lituania
In carica 1230 –
6 luglio 1253
Predecessore carica creata
Successore se stesso come Re di Lituania
Re di Lituania
In carica 6 luglio 1253 –
1262
Incoronazione 6 luglio 1253
Predecessore se stesso come Duca di Lituania
Successore se stesso come Granduca dei Lituani
Mindaugas II come Re di Lituania
Granduca di Lituania
(Formalmente Granduca dei Lituani)
In carica 1262 –
1263
Predecessore se stesso come Re di Lituania
Successore Treniota
Nascita Lituania, 1200 circa
Morte Lituania, 1263
Casa reale Casato di Mindaugas[nota 1]
Padre Ryngold ?
Consorti NN
Morta
Sorella di Morta
Figli Vaišvilkas
Ruklys ?
Repeikis ?
Figlia NN
Religione paganesimo, cattolicesimo

Mindaugas (in tedesco: Myndowen; in latino: Mindowe; in antico slavo orientale: Мендог, trasl. Mendog; in bielorusso: Міндоўг, trasl. Mindowh; in polacco: Mendog; 1200 circa – 1263) è stato il primo granduca della Lituania e l'unico re ad assumere effettivamente la carica nella storia della Lituania.[nota 2] Pur avendo la maggior parte dei granduchi lituani da Jogaila in poi regnato anche come re di Polonia, i due titoli rimasero separati[1].

Si sa poco delle sue origini, della sua infanzia e della sua ascesa al potere; è menzionato in un trattato del 1219 assieme ai duchi anziani (o più influenti) della Lituania e nel 1236 si parla di lui come capo di tutti i lituani. Le fonti contemporanee e moderne incentrate sulla sua ascesa descrivono matrimoni strategicamente contratti, esili mirati di possibili oppositori e omicidi dei suoi rivali. Estese il suo dominio nelle regioni a sud-est della Lituania odierna tra il 1230 e il 1240. Nel 1250 o 1251, nel corso delle lotte interne al potere, ricevette il battesimo secondo il rito cattolico; per mezzo di tale manovra, fu in grado di suggellare un'alleanza con l'ordine di Livonia, un avversario di lunga data dei lituani. Durante l'estate del 1253 fu incoronato re: all'apice delle sue conquiste, esercitava il suo dominio su circa 100.000 km² della cosiddetta Lituania propria,[2][3] un'area popolata, secondo le stime, da 300.000 abitanti (di cui 270.000 nella sola Lituania).[4] Le terre degli slavi in suo possesso o sotto la sua sfera di influenza si estendevano per altri 100.000 km².[2]

Mentre il suo regno decennale fu caratterizzato da vari successi nella costruzione dello stato, i conflitti di Mindaugas con i parenti e gli altri duchi proseguirono e la Samogizia (Lituania occidentale) si oppose con forza all'unione. Le città conquistate da Mindaugas a sud-est furono terreno di incursione dei mongoli in varie occasioni. Il re ruppe la pace con l'ordine livoniano nel 1261, forse rinunciando anche al cristianesimo, e fu assassinato nel 1263 da suo nipote Treniota in combutta con un altro rivale, il duca Dovmont di Pskov. Esattamente come Mindaugas, pure i suoi tre successori non perirono di morte naturale. Il periodo di disordine scatenatosi alla morte di Mindaugas si placò solo quando Traidenis ottenne il titolo di Granduca nel 1270 circa.

Benché l'opinione storiografica sulla sua figura non fosse stata benevola nei secoli successivi, anche perché i suoi discendenti non ebbero grandi fortune, Mindaugas fu rivalutato nel corso del XIX e del XX secolo. Oggi è tradizionalmente considerato il fondatore dello stato lituano: gli viene inoltre attribuito il merito di aver arrestato l'avanzata dei tatari verso il mar Baltico, garantito alla Lituania un riconoscimento internazionale e permesso di farla conoscere anche nelle corti occidentali.[1][5] Negli anni '90 lo storico Edvardas Gudavičius pubblicò una ricerca al fine di ricostruire una data di incoronazione esatta, indicata il 6 luglio 1253. Attualmente, in quella data ricorre in Lituania la "Festa dello Stato" (in lituano: Valstybės diena).

Fonti, famiglia e nomeModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Casato di Mindaugas.
 
Battesimo di Mindaugas, ritratto del XVII secolo

Le fonti scritte coeve a Mindaugas sono molto scarse. La maggior parte delle informazioni a disposizione sul suo regno è stata estrapolata dalla cronaca rimata della Livonia e dal codice Ipaziano. Entrambe le opere vennero redatte da scrittori non lituani e pertanto ne forniscono un giudizio abbastanza negativo, in particolare il codice Ipaziano.[6] Si tratta, tra l'altro, di scritti non del tutto esaustivi: entrambi omettono infatti date e luoghi pure per gli eventi principali. Ad esempio, la cronaca rimata della Livonia dedica 125 versi all'incoronazione di Mindaugas, ma non indica né tempo né spazio.[7] Altre fonti preziose sono le bolle papali riguardanti il battesimo e l'incoronazione di Mindaugas. I lituani non produssero alcun documento che è ad oggi sopravvissuto, ad eccezione di una serie di atti che concedevano terre all'ordine livoniano la cui autenticità è contestata. La penuria di testi lascia inevasi diversi importanti interrogativi che nascono su Mindaugas e sul suo regno.

Particolarmente problematica è risultata infatti la ricostruzione delle sue origini e di un albero genealogico. La cronaca di Bychowiec, risalente al XVI e al XVII secolo, pur narrando della stirpe di Mindaugas, è ritenuta priva di fondamenta storiche. Questo perché racconta la discendenza dei Polemonidi, una famiglia nobile che, stando al testo, risaleva nientemeno che all'impero romano, più precisamente all'epoca di Nerone.[8] Un ulteriore mistero riguarda la sua data di nascita,[9][10] indicata talvolta intorno al 1200 circa. Nella cronaca rimata della Livonia si parla di suo padre come di un potente duca (ein kunic grôß), senza riferirne il nome; le cronache successive gli conferiscono l'appellativo Ryngold,[6] figlio a sua volta dell'altrettanto leggendario Algimantas. Si presume che Dausprungas, menzionato nel testo di un trattato del 1219 stipulato con il Principato di Galizia-Volinia, fosse stato suo fratello, mentre i figli di Dausprungas, Tautvila e Edvydas, i suoi nipoti. Si pensa che avesse due sorelle, una sposata con Vykintas e l'altra con Danilo di Galizia. Vykintas e suo (forse) figlio Treniota giocarono ruoli chiave nelle successive lotte di potere. Mindaugas sposò almeno due mogli: Morta e, più tardi, la sorella di Morta e, il cui nome risulta sconosciuto. Altrettanto ignoto è se avesse una moglie precedente a Morta; la sua esistenza è presunta perché due bambini - un figlio di nome Vaišvilkas e una figlia il cui nome non si conosce, sposata con Švarnas nel 1255 - vivevano già in maniera indipendente mentre i bambini di Morta erano ancora in giovane età. Oltre a Vaišvilkas e sua sorella, si nominano altri due figli, Ruklys e Rupeikis. Questi ultimi due furono assassinati insieme a Mindaugas. Nel 1263 viene indicato che Mindaugas e due suoi figli di nome Ruklys e Rupeikis furono assassinati. Questa è l'unica informazione disponibile e gli storici non sono d'accordo sulla loro esistenza: potrebbe darsi i figli siano stati effettivamente quattro oppure che il nome fu distorto o erroneamente trascritto dagli scribi.[11] Le uniche persone di cui si ha notizia che rivendicarono la corona dopo l'assassinio del primo Granduca sono solo Vaišvilkas e Tautvila; ciò implicherebbe che, a prescindere se i figli fossero stati due o quattro, nella seconda ipotesi Ruklys e Rupeikis erano morti in gioventù.[11]

Nel XIII secolo la Lituania aveva pochi rapporti con terre straniere. I nomi lituani sembravano oscuri e non familiari a vari cronisti, che li alteravano per renderli più simili ai nomi nella propria lingua madre.[12] Mindaugas in testi storici è stato registrato in varie forme distorte:[13] tra le tante, si segnalano qui Mindowe in latino; Mindouwe, Myndow, Myndawe e Mindaw in tedesco; Mendog, Mondog, Mendoch e Mindovg in polacco; Mindovg, Mindog e Mindowh in ruteno.[12] Dato che le fonti slave forniscono la maggior parte delle informazioni sulla vita di Mindaugas, vengono giudicate le più affidabili da linguisti che ricostruiscono il suo nome lituano originale. L'indicazione più comune nei testi della Rus' è Mindovg.[12] Nel 1909 il linguista lituano Kazimieras Būga pubblicò un saggio finalizzato a comprovare l'esistenza del suffisso -as, ricostruzione ampiamente accettata ancora oggi. Mindaugas è un nome lituano disillabo arcaico, omposto da min e daug, usato prima della cristianizzazione della Lituania.[13] L'etimo può essere ricondotto a "daug menąs" (grande saggezza) o "daugio minimas" (grande fama).[12]

Si ritiene che fosse originario della Lituania orientale, l'Aukštaitija.[14]

Ascesa al potereModifica

 
Fortezza di collina di Šeiminyškėliai nei pressi di Anykščiai: è situata nei pressi dell'ipotetica posizione di Voruta, la capitale del Ducato e del Regno di Lituania

La Lituania fu governata all'inizio del XIII secolo da una vasta serie di duchi e principi che esercitavano il loro dominio sui vari feudi e diverse comunità.[15] I legami tra queste ultime, sia pur labili fino al XIII secolo, erano da rintracciare in ambito religioso e folkloristico, commerciale, parentale, bellico e nello scambio di prigionieri catturati nelle aree circostanti.[15][16] Mercanti e missionari occidentali cominciarono a cercare di assoggettare la regione da quando fu costruita la città di Riga nel 1201, in Lettonia. Le campagne dei tedeschi in Lituania vennero temporaneamente tamponate dalla sconfitta nella battaglia di Šiauliai nel 1236, ma gli ordini cavallereschi (cavalieri teutonici e ordine di Livonia) continuarono ad essere una minaccia.[17]

Il trattato stipulato con la Galizia-Volinia firmato nel 1219, è di solito considerato la prima prova concreta del processo di unione delle tribù baltiche, avviato in risposta alle minacce esterne.[18] I firmatari del trattato erano venti duchi lituani e una duchessa vedova; cinque di questi vengono citati per prima in virtù della loro età (o della loro influenza), presumibilmente perché godevano di privilegi particolari.[19] Mindaugas, nonostante la sua giovane età, così come suo fratello Dausprungas, viene elencato tra i duchi anziani, il che fa pensare che ebbe già ereditato dei titoli.[6] Mindaugas è indicato come sovrano nella cronaca rimata della Livonia già nel 1236,[6] ma si tende a ritenere che il processo di assimilazione e di assunzione della carica di capo dei lituani avvenne compiutamente nel 1238.[20][21] I mezzi con cui egli riuscì a farsi strada nella gerarchia ducale lituana non sono ben noti. Le cronache russe fanno riferimento all'uccisione e/o espulsione di vari altri duchi, compresi alcuni suoi parenti.[5][22][23][24] Lo storico S.C. Rowell ritiene l'ascesa al potere del duca fosse stata possibile grazie "a matrimoni ben congegnati, omicidi mirati dei suoi rivali e supremazia militare".[25]

Durante il 1230 e il 1240, Mindaugas rafforzò e affermò la sua supremazia in varie terre baltiche e slave.[22][26] Le guerre in Europa orientale si moltiplicarono; il duca combatté contro le forze tedesche in Curlandia, mentre i mongoli distrussero Kiev nel 1240 ed irruppero in Polonia nel 1241, sconfiggendo due eserciti polacchi e bruciando Cracovia.[16] I lituani entrarono per la prima volta in contatto con i mongoli intorno al 1237–1240:[27] tuttavia, fino al 1250 o al 1260 gli asiatici non considerarono i territori abitati dai lituani una priorità.[28] La vittoria lituana nella battaglia di Šiauliai attribuita a Vykintas, duca di Samogizia e cognato di Mindaugas, stabilizzò temporaneamente il fronte settentrionale, ma gli ordini cristiani continuarono a guadagnare terreno lungo la costa baltica, fondando la città di Klaipėda (Memel). In contemporanea alle vicende accadute a nord e ovest della Lituania, Mindaugas si spostò a est e sud-est, e conquistò nella cosiddetta Rutenia Nera Navahrudak (Novogrodok), Hrodna, Vaŭkavysk, Slonim e il Principato di Polock:[29] tuttavia, non esiste alcuna ricostruzione disponibile che racconti gli scontri avvenuti in quelle città. Non vi sono grandi prove a sostegno, ma si ipotizza che nel 1246 il duca si convertì alla fede ortodossa a Navahrudak, ma in seguito, a causa delle circostanze politiche, abbracciò il cattolicesimo.[30][31] Nel 1245 e/o nel 1248, Mindaugas inviò i suoi nipoti Tautvila ed Edivydas, i figli di Dausprungas e Vykintas, a conquistare Smolensk, senza successo.[32][33] Accusandoli di non aver combattuto in maniera accorta, nel 1249 Mindaugas innescò una guerra interna quando tentò di impadronirsi delle terre dei suoi nipoti e di Vykintas.[34]

Il patto per la coronaModifica

 
La bolla papale emessa da Innocenzo IV del 1251: essa sanciva la giurisdizione del Vescovo di Roma sulla Lituania e autorizzava il battesimo e l'incoronazione di Mindaugas

Tautvila, Edivydas e Vykintas formarono una potente coalizione con i samogiti, l'ordine livoniano, Danilo di Galizia (cognato di Edivydas e Tautvila) e Vasilko di Volinia contro Mindaugas. Solo i polacchi, nonostante Danilo glielo avesse proposto, rifiutarono di prendere parte alla coalizione. I duchi di Galizia e Volinia riuscirono a riprendere la Rutenia Nera, una regione governata dal figlio di Mindaugas Vaišvilkas. Tautvila si recò nel frattempo a Riga, dove ricevette il battesimo dall'arcivescovo.[35] Assediato da nord e sud e col rischio scoppiassero disordini altrove, Mindaugas si trovava in una posizione estremamente difficile: fu però in grado di sfruttare i contrasti tra l'ordine livoniano, il nemico più temibile, e l'arcivescovo di Riga per i suoi interessi.[35] Riuscì infatti a corrompere Andreas von Stirland,[36] gran maestro dell'ordine, ancora irato con Vykintas per la sconfitta rimediata nel 1236. È verosimile ritenere che dovette inviare parecchi doni, come cavalli e metalli preziosi.[37]

 
Monumento dedicato a Mindaugas a Vilnius

Nel 1251, Mindaugas accettò di ricevere il sacramento del battesimo e di rinunciare al controllo su alcune terre della Lituania occidentale in cambio della corona.[36] Papa Innocenzo IV si augurava che la Lituania cristiana avrebbe ostacolato la minaccia mongola; dal suo punto di vista, Mindaugas sperava in un intervento papale nei conflitti lituani in corso con gli ordini cristiani.[38][39] Il 17 luglio 1251, il pontefice sottoscrisse due cruciali bolle. Una di esse ordinava al vescovo di Chełmno di incoronare Mindaugas come re di Lituania, nominare un vescovo per la Lituania e costruire una cattedrale.[38] L'altra specificava che il nuovo prelato doveva essere direttamente subordinato alla Santa Sede, piuttosto che all'arcidiocesi di Riga.[38] I due atti furono visti di buon occhio dai lituani, in quanto un controllo più attento del Papa avrebbe impedito agli antagonisti di lunga data, i cavalieri di Livonia o la diocesi di Riga, di assumere le redini dello stato e renderlo di fatto un fantoccio.[38][40]

Il processo di incoronazione e l'installazione di istituzioni cristiane richiesero due anni. I conflitti interni persistettero; Tautvila e gli alleati ancora al suo fianco attaccarono Mindaugas a Voruta nella primavera-estate del 1251, insediamento sulla cui esatta posizione si è dibattuto per secoli,[41] che fu forse la prima capitale della Lituania. Sono state proposte almeno sedici località diverse, tra cui Kernavė e Vilnius. La ricerca archeologica nel 1990-2001 sulla fortezza di collina a Šeiminyškėliai, situata nel comune distrettuale di Anykščiai tra Anykščiai e Svėdasai, ha confermato l'idea che il sito, tra tutti quelli sottoposti ad indagine archeologica, sia quello in qualche modo più riconducibile a Voruta.[42] Attualmente, risulta una delle colline più studiate della Lituania.[43][44] Il tentativo di spodestarlo fallì e le forze di Tautvila si ritirarono per difendersi nel castello di Tviremet (potrebbe trattarsi di Tverai, nell'attuale comune di Rietavas).[45] Vykintas morì nel 1253 circa e Tautvila si trovò costretto a rifugiarsi da Danilo di Galizia.[32] Danilo si riappacificò con Mindaugas nel 1254 ed è interessante notare come il principe di Galizia-Volinia fosse in trattativa con Roma nel medesimo periodo storico per ottenere anch'egli una corona;[46] le terre della Rutenia Nera furono cedute a Roman Danilovič, figlio di Danilo. Vaišvilkas, figlio di Mindaugas, decise di farsi monaco.[11][47] Tautvila riconobbe la supremazia di Mindaugas e ricevette Polack come feudo.[21]

Il regno di LituaniaModifica

Gli atti di Mindaugas che concessero territori all'ordine livoniano
Data Territorio
Luglio 1253 Porzioni della Samogizia[48] (metà di Raseiniai, Betygala, Ariogala, e Laukuva - l'altra metà toccò al vescovo di nome Cristiano nel marzo 1254), parte della Dzūkija e della Nadruvia[49]
Ottobre 1255 Selonia[50]
1257 Karšuva, Nadruvia, ulteriori porzioni della Samogizia[11]
7 agosto 1259 Aree della Dzūkija, tutta la Scalovia e la Samogizia[51]
Giugno 1260 L'intera Lituania (se Mindaugas fosse morto senza lasciare eredi)[52]
7 agosto 1261 L'intera Selonia[53]

Come promesso, Mindaugas e sua moglie Morta furono incoronati durante l'estate del 1253:[54] non si conoscono né la data esatta né il luogo dove avvenne. Anche due dei suoi figli e alcuni membri della sua corte vennero battezzati; tale conferma giunse da una lettera scritta da Innocenzo IV.[39] Il vescovo Enrico Heidenreich di Kulm presiedette le cerimonie ecclesiastiche e il gran maestro Andreas von Stirland conferì la corona.[39] Il 6 luglio è oggi celebrato in Lituania come "Festa dello Stato" (in lituano: Valstybės diena),[55] secondo una ricostruzione effettuata da Edvardas Gudavičius. La costituzione del regno siglò il riconoscimento internazionale dello stato da parte delle potenze cristiane occidentali.[55]

Pace e stabilità perdurarono per circa altri otto anni. Mindaugas sfruttò quest'opportunità per concentrarsi sull'espansione verso est. Rafforzò la sua influenza nella Rutenia Nera, a Pinsk, e approfittò del crollo della Rus' di Kiev per sottomettere Polack, un importante sito commerciale sul fiume Daugava.[22][32] Negoziò una pace con la Galizia-Volinia e diede in sposa una sua figlia a Švarnas, figlio di Danilo di Galizia, il quale sarebbe in futuro diventato Granduca di Lituania. Anche le relazioni diplomatiche con l'Europa occidentale e la Santa Sede furono incrementate. Nel 1255, Mindaugas ricevette il permesso da papa Alessandro IV di incoronare suo figlio come re di Lituania.[56] Per quanto concerne la politica interna, Mindaugas tentò di creare istituzioni statali, ovvero una sua corte regia, degli apparati amministrativi, un servizio diplomatico e un sistema monetario. Su quest'ultimo punto, fu la cosiddetta moneta lituana lunga d'argento (in lituano: Lietuvos ilgieji) a circolare e a dare col tempo una parvenza di valuta statale.[11][48]

 
L'unico sigillo di Mindaugas sopravvissuto ad oggi, datato 1255. È incerto se si tratti di un falso medievale creato dai cavalieri teutonici

Immediatamente dopo la sua incoronazione, Mindaugas consegnò alcuni possedimenti occidentali ai livoniani - porzioni di Samogizia e Nadruvia.[57] Non si sa con certezza se avvennero delle cessioni negli anni successivi (1255, 1257, 1259, 1261). Benché risultino, esse potrebbero essere state artificiosamente attestate dall'Ordine:[22] una simile ricostruzione è supportata dal fatto che alcuni dei documenti rinvenuti menzionano terre mai state sotto il dominio di Mindaugas.[39] Ma potrebbe anche trattarsi di terre donate in maniera intenzionale dal lituano poiché consapevole del fatto che quei luoghi erano sotto la sua gestione, usando un termine moderno, solo de iure.[52] Ulteriori irregolarità sono state riscontrate sui testimoni del trattato e sul sigillo.[58]

Superate le ostilità che laceravano dall'interno la Lituania, Mindaugas poté concentrarsi sulle sopraccitate campagne militari verso est. Il suo esercito fu messo a dura prova nel 1258 o 1259, quando Berke inviò il suo generale Burundai ad attaccare il regno,[59][60] ordinando a Danilo di Galizia e ad altri principi regionali di partecipare. La prima cronaca di Novgorod racconta che l'incursione mongola della Lituania negli anni 1258-1259 si sia conclusa con una vittoria per l'Orda d'Oro: le fonti parlano infatti della devastazione causata dagli asiatici e di quello che fu "probabilmente l'evento più orribile del XIII secolo" per la storia lituana.[28]

Il dualismo con Treniota e gli ultimi anni del regnoModifica

Nel 1252 Mindaugas non si oppose alla costruzione dell'ordine di Livonia del castello di Klaipėda.[61] I cavalieri, nonostante l'alleanza, serbarono alcune ruggini. I commercianti locali poterono effettuare transazioni solo tramite intermediari approvati dall'ordine e le norme sulle procedure testamentarie furono modificate in favore dei governanti in caso di assenza di eredi.[16] I sudditi dei cavalieri insorsero, come testimoniano la battaglia di Skuodas (1259) e la battaglia di Durbe (1260),[62] vinte entrambe dai samogiti, guidati da un comandante eletto qualche anno prima di nome Alminas. La prima sconfitta causò una ribellione dei semigalli, mentre la seconda spronò i prussiani a scatenare quella che sarebbe divenuta nota come grande rivolta, durata per 14 anni.[63]

Constatata la situazione, il nuovo ambizioso duca di Samogizia Treniota, forse figlio di Vykintas e perciò nipote di Mindaugas, suggerì allo zio di colpire i tedeschi finché ancora deboli. Treniota riferiva le parole dei suoi messaggeri, i quali segnalavano vi fossero frotte di lettoni e livoni pronti a riabbracciare il paganesimo non appena sarebbero stati liberati dai teutonici. I filo-cristiani non vedevano di buon occhio i piani di Treniota, tanto che la regina Morta, donna molto pia secondo le fonti, paragonava il duca di Samogizia sdegnosamente ad una scimmia.[64]

Mindaugas si fidò di suo nipote e degli aiuti cui faceva riferimento e decise dunque di combattere rinnegando il cristianesimo. Alcune delle pratiche pagane non erano venute meno, come il caso dei matrimoni misti.[11][17] Se ne deduce che la conversione avvenne per soli fini politici: secondo le cronache, non avrebbe mai smesso di praticare segretamente riti pagani.[29][65][nota 3][66] Non va ad ogni modo dimenticato che le fonti a disposizione sono state redatte da avversari dei lituani.[67] Tutti i risultati ottenuti in campo diplomatico raggiunti dopo l'incoronazione andarono perduti.[11] Mindaugas condusse personalmente gli attacchi in vari centri della Lettonia, il più importante dei quali era finalizzato ad acquisire Cēsis, sede di una possente fortificazione. Mentre Treniota riuscì a prevalere con i suoi guerrieri più a sud, nelle regioni che si affacciavano sul fiume Vistola (Mazovia, Kulm e Pomesania), Mindaugas divenne furioso per non aver ricevuto l'assistenza sperata dei livoni, per essersi fidato del nipote senza averci oculatamente riflettuto sopra e per l'inconsistenza delle manovre del suo alleato Aleksandr Nevskij, principe di Novgorod.[64]

Mindaugas iniziò a meditare l'opportunità di non proseguire il suo stretto rapporto con il nipote. Le campagne vittoriose avevano senza dubbio reso quest'ultimo il duca più celebre della Lituania, anche se nella legittimazione ereditaria la corona sarebbe spettata a uno dei figli del re. I presupposti per un profondo dualismo con il duca di Samogizia c'erano tutti.[64]

Quando e se sia stata realizzata la costruzione della cattedrale di Mindaugas rimane un altro mistero: nuova linfa potrebbe essere generata da recenti ricerche archeologiche, decisive al fine di riportare alla luce i resti di un edificio in mattoni del XIII secolo sul sito dell'attuale cattedrale di Vilnius.[68] Che si trattasse dell'edificio religioso oggetto di discussione o meno, non è dato saperlo.[69] Quand'anche fosse stato davvero realizzato, si trattò solo di un mero compiacimento per soddisfare l'accordo con il papa: i nobili lituani e non solo si opposero alla cristianizzazione e il battesimo di Mindaugas ebbe un impatto temporaneo.[70]

AssassinioModifica

Quando Morta spirò nel 1262, il re di Lituania decise di celebrare le nozze con la moglie di Dovmont di Pskov, sottraendola così al marito legittimo.[71] Tale decisione diede luogo a propositi di vendetta.[71][72] Mindaugas decise infine di opporsi apertamente a Treniota: non è noto se la decisione fu assunta in base al seguente dato o meno, ma le fonti contemporanee raccontano di riunioni segrete presenziate da Treniota in cui si discuteva su come esautorare il sovrano in carica.[64]

L'occasione ideale si presentò nel 1263: Mindaugas aveva inviato le sue truppe guidate da Dovmont a Brjansk, mentre Treniota si trovava in Samogizia. Dovmont abbandonò l'armata e sulla via del ritorno (Mindaugas aveva accompagnato i soldati fino ad un certo punto) incontrò e uccise il suo bersaglio e alcuni dei suoi figli. Probabilmente le guardie che seguivano il re furono corrotte in anticipo. Vaišvilkas, il più maturo tra i papabili eredi, si trovava nel monastero di Pinsk e vi fuggì non appena saputa la notizia. Secondo una tradizione tardo medievale, l'assassinio ebbe luogo ad Aglona.[73]

Mindaugas fu sepolto secondo le usanze pagane assieme ai suoi cavalli dopo un sontuoso funerale.[74]

ConseguenzeModifica

Un commento interessante da segnalare sulla morte di Mindaugas è quello di papa Clemente IV. Il pontefice esprime rammarico per il suo omicidio nel 1268 scrivendo "il felice ricordo di Mindaugas" (clare memorie Mindota).[75]

Subito dopo l'uccisione di Mindaugas Tautvila, uno dei due nipoti del defunto re che partecipò agli scontri a Voruta un decennio prima, fu fraudolentemente assassinato dopo essere stato invitato in Samogizia con la promessa da parte di Treniota di proteggerlo da eventuali rivolte popolari. La congiura per acquisire il potere poté dirsi a quel punto completa.[64] La Lituania entrò in un periodo di instabilità interna,[76] ma il Granducato non si disintegrò.[48][54][77] Tuttavia, le basi su cui si reggeva erano fragili: solo un anno più tardi del suo insediamento, nel 1264, Treniota fu ucciso dai vecchi servitori di Mindaugas[78] e la Lituania passò in mano a Vaišvilkas, primogenito del re lituano supportato dal cognato Švarnas della Volinia.[52] Il primo sovrano a garantire maggiore prosperità alla Lituania e il primo della storia del Granducato a morire per cause naturali fu Traidenis, salito al potere nel 1270 in circostanze oscure.[76]

Ciò che salvò la Lituania dalla sua dissoluzione fu dovuto ad una serie di circostanze. Quella principale fu sicuramente la fragilità degli stati vicini in quel momento storico: le rivolte prussiane tennero impegnati i cavalieri teutonici e quelli di Livonia fino al 1290 circa. I principati a est e a sud del Granducato si scontrarono spesso tra di loro e la maggiore minaccia, il Principato di Galizia-Volinia, fu scampata grazie a matrimoni strategici o trattati di pace.

LascitoModifica

 
Moneta commemorativa da 50 litas dedicata a Mindaugas con su scritto: Mindaugas re della Lituania

Pur essendogli oggi attribuito il merito di aver costituito lo stato lituano,[9][79][80] la figura di Mindaugas non ha mai riscosso grande fortuna nella storiografia lituana fino al risveglio nazionale del XIX secolo.[1] Mentre i simpatizzanti al paganesimo lo disprezzavano per aver tradito la sua religione, i cristiani ritenevano la sua conversione fosse stata poco sincera.[1] È qualche volta di sfuggita menzionato dal Granduca Gediminas, mentre non viene citato affatto da Vitoldo il Grande.[1] L'interesse genealogico nei suoi confronti termina con i suoi figli; nessuna documentazione storica tratta del legame tra i suoi discendenti e la dinastia dei Gediminidi che governò la Lituania e la Polonia fino al 1572.[81] Un rettore dell'Università di Vilnius del XVII secolo lo ha ritenuto responsabile dei problemi poi vissuti dalla Confederazione polacco-lituana ("era stato seminato il seme della discordia interna tra i lituani").[1] Uno storico del 20º secolo lo ha accusato dell'"interruzione del processo di formazione dello stato lituano".[1] La prima indagine condotta in maniera accademica della sua vita da parte di uno studioso lituano, è avvenuta ad opera di Jonas Totoraitis nel 1905 (Die Litauer unter dem König Mindowe bis zum Jahre 1263).[1] Negli anni '90 lo storico Edvardas Gudavičius ha pubblicato le sue scoperte[1] indicando una data dell'incoronazione, poi divenuta festa nazionale. Il 750º anniversario della sua incoronazione è stato celebrato nel 2003 con la dedica di un ponte a Mindaugas presso Vilnius, numerosi festival e concerti e visite ufficiali di altri capi di stato.[82][83][84] In Bielorussia, è stata identificata la leggendaria collina di Mindaugas nei pressi di Navahrudak: essa è menzionata da Adam Mickiewicz nel suo romanzo del 1828 Konrad Wallenrod. È stata posizionata una pietra commemorativa sulla collina di Mindaugas nel 1993 e una scultura in metallo di Mindaugas nel 2014.[85]

Mindaugas è il soggetto principale del dramma Mindowe del 1829, di Juliusz Słowacki, uno dei Tre Bardi.[86][87] È stato inoltre interpretato in diverse opere letterarie del XX secolo: la tragedia Vara (Power, 1944) dell'autore lettone Mārtiņš Zīverts, il poema drammatico di Justinas Marcinkevičius Mindaugas (1968), il Jaučio aukojimas di Romualdas Granauskas (L'Offerta del Toro, 1975) e Mindaugas di Juozas Kralikauskas (1995).[88] L'acqusizione della corona da parte di Mindaugas e la creazione del Granducato costituiscono il nocciolo principale del romanzo bielorusso del 2002 La lancia di Alhierd di Volha Ipatava, pubblicato in vista del 750º anniversario dell'incoronazione.

Nel 1992 il regista lituano Juozas Sabolius dedicò alla figura di Mindaugas il film Valdžia.

NoteModifica

EsplicativeModifica

  1. ^ Polemonidi secondo le leggende raccontate nelle cronache lituane.
  2. ^ Si verificarono due tentativi di ripristino della monarchia nel paese baltico: il primo durante il dominio di Vitoldo il Grande (1401-1430), ma il sovrano non fu mai incoronato perché la corona di depredata dalle forze polacche. Il secondo caso, avvenuto nel 1918, riguardò Guglielmo di Urach, intenzionato ad assumere il nome regale di Mindaugas II. Questi non mise però mai piede in Lituania per cause legate alla sconfitta tedesca rimediata nella prima guerra mondiale. Per approfondire: Tentativi di ripristino della monarchia in Lituania.
  3. ^ La sua apostasia è stata ricostruita in gran parte su due fonti quasi coeve: un'affermazione del 1324 di papa Giovanni XXII secondo cui Mindaugas aveva riabbracciato il vecchio credo e la cronaca di Galizia e Volinia. Chi ha scritto quest'ultima opera riferisce che Mindaugas continuò a praticare il paganesimo effettuando sacrifici ai suoi dei, anche umani, e conducendo riti pagani in pubblico.

BibliograficheModifica

  1. ^ a b c d e f g h i (EN) Artūras Dubonis, "Elogio tardivo per il re della Lituania Mindaugas" (in lingua originale: Mindaugo knyga: istorijos šaltiniai apie Lietuvos karalių), Istituto di Storia Lituana, 2005, link verificato il 19 maggio 2020, pp. 17-22.
  2. ^ a b (LT) Simas Sužiedėlis, ed. (1970–1978), "Mindaugas", Encyclopedia Lituanica (III), Boston, Massachusetts: Juozas Kapočius, pp. 395-401. LCC 74-114275.
  3. ^ Stone, p. 4.
  4. ^ Plakans, p. 62.
  5. ^ a b (EN) Tomas Baranauskas, "The Formation of the Lithuanian State", Lietuvos valstybės ištakos, Vaga, pp. 245-272, ISBN 5-415-01495-0, link verificato il 22 giugno 2020: "La cronaca di Galizia e Volinia fornisce la seguente descrizione delle attività di Mindaugas: «fu duca delle terre lituane e uccise i suoi fratelli e i figli dei suoi fratelli, oltre a bandire altri rivali dalla Lituania per poi comandare da solo sulla regione. Iniziò a darsi delle arie e ad assumere una posizione di forza tale che non avrebbe tollerato alcun oppositore»".
  6. ^ a b c d Ulwencreutz, p. 79.
  7. ^ Murray, pp. 199-200.
  8. ^ Frost, p. 414.
  9. ^ a b Stone, p. 3.
  10. ^ Devenis, p. 82.
  11. ^ a b c d e f g Kiaupa, pp. 45-72.
  12. ^ a b c d (LT) Antanas Salys, "Mindaugas", Lietuvių enciklopedija, XXVIII, Boston, Massachusetts: Lietuvių enciklopedijos leidykla, pp. 493-495, LCC 55020366.
  13. ^ a b (LT) Zigmas Zinkevičius, Senosios Lietuvos valstybės vardynas, Vilnius: istituto della scienze e enciclopedia, 2007, ISBN 5-420-01606-0, pp. 48-49.
  14. ^ Plakans, p. 69.
  15. ^ a b (EN) Richard C. Frucht, Eastern Europe: An Introduction to the People, Lands, and Culture, ABC-CLIO, 2005, ISBN 978-15-76-07800-6, p. 169.
  16. ^ a b c (EN) William Urban, "The Prussian-Lithuanian Frontier of 1242", Lituanus, 4 (21), inverno 1975, ISSN 0024-5089, link verificato il 22 giugno 2020.
  17. ^ a b (EN) V. Stanley Vardys, Lithuania: The Rebel Nation, Routledge, 2018, ISBN 978-04-29-96771-9, p. 10.
  18. ^ Plakans, p. 48.
  19. ^ Devenis, pp. 75-78.
  20. ^ Frost, p. 21.
  21. ^ a b Murray, p. 166.
  22. ^ a b c d Kasekamp, p. 16.
  23. ^ Janonienė et al., p. 46.
  24. ^ Murray, p. 292.
  25. ^ Rowell, p. 51.
  26. ^ Frost, p. 22.
  27. ^ (EN) Susanne Michele Birgerson, After the Breakup of a Multi-ethnic Empire: Russia, Successor States, and Eurasian Security, Greenwood Publishing Group, 2002, ISBN 978-02-75-96950-9, p. 101.
  28. ^ a b (EN) Baronas Darius, "The Encounter Between Forest Lithuanians and Steppe Tatars in The Time of Mindaugas" (PDF), Istituto di Storia Lituana, 2006, (11): pp. 1–16.
  29. ^ a b Basilevsky, p. 176.
  30. ^ (EN) Andrew Wilson, Belarus: The Last European Dictatorship, Yale University Press, 2011, ISBN 978-03-00-13435-3, p. 25.
  31. ^ (EN) Lubov Bazan, A History of Belarus: A Non-Literary Essay that Explains the Ethnogenesis of the Belarusians, Glagoslav Publications, 2018, ISBN 978-19-09-15661-6, p. 68.
  32. ^ a b c Martin, p. 164.
  33. ^ (EN) John Fennell, The Crisis of Medieval Russia 1200-1304, Routledge, 2014, ISBN 978-13-17-87314-3: "secondo lo studioso Pashuto, non sono mai avvenute due incursioni, ma ne accadde una sola ed è incerto l'anno. Quel che se ne deduce con sicurezza, è che non andò a buon fine".
  34. ^ Carpini, p. 28.
  35. ^ a b Murray, p. 251.
  36. ^ a b Janonienė et al., p. 45.
  37. ^ Murray, p. 195.
  38. ^ a b c d Janonienė et al., p. 48.
  39. ^ a b c d Suziedelis, p. 190.
  40. ^ Bojtár, p. 335.
  41. ^ Bojtár, p. 139.
  42. ^ (EN) Istituto di Storia Lituana (Lietuvos TSR Mokslų akademija), Archeologiniai tyrinėjimai Lietuvoje, Istorijos institutas, 1990, p. 135.
  43. ^ (EN) Šeimyniškėliai (Voruta) mound, visitaukstaitija.lt, link verificato il 14 maggio 2020.
  44. ^ (EN) Šeimyniškėliai (Voruta) mound, anyksciuparkas.lt, link verificato il 15 maggio 2020.
  45. ^ Devenis, p. 120.
  46. ^ Murray, pp. 200-201.
  47. ^ Basilevsky, p. 172.
  48. ^ a b c Plakans, p. 50.
  49. ^ Kiaupa, p. 35.
  50. ^ Janonienė et al., p. 52.
  51. ^ Janonienė et al., p. 50.
  52. ^ a b c Murray, p. 204.
  53. ^ Norkus, p. 439.
  54. ^ a b Carpini, p. 181.
  55. ^ a b Norkus, p. 75.
  56. ^ Devenis, p. 215.
  57. ^ (EN) Doloresa Baltrušienė, Pažintis su Lietuva, Kraštotvarka, 1999, ISBN 978-99-86-89226-7, p. 16.
  58. ^ Rowell, p. 65.
  59. ^ Suziedelis, p. 293.
  60. ^ (EN) Mikolaj Gladysz, The Forgotten Crusaders: Poland and the Crusader Movement in the Twelfth and Thirteenth Centuries, BRILL, 2012, ISBN 978-90-04-18551-7, p. 325.
  61. ^ Christiansen, p. 225.
  62. ^ Basilevsky, p. 175.
  63. ^ (EN) Aleksander Pluskowski, The Archaeology of the Prussian Crusade: Holy War and Colonisation, Routledge, 2013, ISBN 978-11-36-16281-7, p. 14.
  64. ^ a b c d e Janonienė et al., pp. 54-55.
  65. ^ Christiansen, p. 240.
  66. ^ Murray, p. 214.
  67. ^ (EN) Serhii Plokhy, The Origins of the Slavic Nations: Premodern Identities in Russia, Ukraine, and Belarus, Cambridge University Press, 2006, ISBN 978-11-39-45892-4, p. 91.
  68. ^ Rowell, p. 71.
  69. ^ Murray, pp. 209 e 211.
  70. ^ Carpini, p. 32.
  71. ^ a b Ulwencreutz, p. 80.
  72. ^ Selart, pp. 234-235.
  73. ^ (EN) Storia di Aglona, latvia.travel, link verificato il 22 giugno 2020.
  74. ^ (EN) Anatol Lieven, The Baltic Revolution, Yale University Press, 1993, ISBN 978-03-00-06078-2, p. 47.
  75. ^ Murray, p. 306.
  76. ^ a b Rowell, p. 52.
  77. ^ Gerutis, p. 48.
  78. ^ Janonienė et al., p. 57.
  79. ^ Suziedelis, p. 189.
  80. ^ Gerutis, p. 46.
  81. ^ (LT) Alvydas Nikžentaitis, Gediminas, Vilnius: Vyriausioji enciklopedijų redakcija, 1989, OCLC 27471995, p. 8.
  82. ^ (EN) Celebrazioni in onore di re Mindaugas (PDF), Comunità lituano-americana, link verificato il 19 maggio 2020.
  83. ^ (EN) Il presidente polacco onorato di avere l'opportunità di celebrare l'anniversario dell'incoronazione di re Mindaugas assieme al popolo lituano, president.lt, link verificato il 19 maggio 2020.
  84. ^ (EN) Cooperazione lituana con il Paese estone, urm.lt, Ministro degli Esteri Lituano, link verificato il 19 maggio 2020.
  85. ^ (EN) Mindaugas Hill, ekskursii.by, link verificato il 19 maggio 2020.
  86. ^ (PL) "Juliusz Słowacki", Dizionario biografico polacco, XXXIX/1, 1999, link verificato il 19 maggio 2020, pp. 58–73.
  87. ^ (EN) Alfonsas Šešplaukis, "Shakespearian Traits in Lithuanian Literature", Lituanus, 3 (16), autunno 1970, ISSN 0024-5089, link verificato il 19 maggio 2020.
  88. ^ (EN) Audrius Vilius Dundzila, "King and Power", Lituanus, 1 (36), primavera 1990, ISSN 0024-5089, link verificato il 19 maggio 2020.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN74709149 · LCCN (ENn2002043561 · GND (DE12143446X · CERL cnp00564776 · WorldCat Identities (ENlccn-n2002043561