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Il Ministero della Marina del Regno d'Italia fu uno storico dicastero presente sin dall'Unità d'Italia, dal 1861 nel Governo Cavour. Si occupava della Regia Marina mentre il ministero della Guerra gestiva le forze militari del Regio esercito. Fu soppresso nel 1947.

Ingresso Palazzo della Marina a Roma, storica sede del Ministero della Marina.

Indice

StoriaModifica

Nel regno di Sardegna i servizi relativi all'esercito e alla marina dipendevano da un unico "ministero di guerra e marina", fino a quando l'11 ottobre 1850 con il Governo d'Azeglio I furono distaccati e le funzioni sulla Marina attribuiti al Ministero di Agricoltura e Commercio, per tornare al ministero della guerra qualche tempo dopo. Il 18 marzo 1860 durante il terzo governo Cavour il Ministero della Marina venne scorporato da quello della Guerra e unito alla Presidenza del Consiglio, con ministro lo stesso Camillo Benso, conte di Cavour.

Con l'unificazione del 1861 nel IV governo Cavour del Regno d'Italia fu introdotta la divisione della gestione della componente militare in "Ministero della guerra" e "Ministero della marina". Il primo ministro proveniente dai ranghi della Regia Marina fu nel 1862 l'ammiraglio Carlo Pellion di Persano.

Alle sue dipendenze fino al 1916 vi era anche la Direzione Generale della Marina Mercantile.

Durante il regime fascista ne fu ministro ad interim lo stesso Benito Mussolini dall'8 maggio 1925 al 12 settembre 1929 e dal 6 novembre 1933 al 25 luglio 1943, cui successe fino al luglio 1946 l'ammiraglio Raffaele de Courten. Ultimo ministro della Marina fu il senatore Giuseppe Micheli (1946/1947).

Con decreto del capo provvisorio dello Stato 4 febbraio 1947, n. 17, dal 14 febbraio 1947, col governo De Gasperi III il Ministero della guerra, della Marina e dell'Aeronautica, furono soppressi e le loro competenze unificate nel ministero della Difesa [1] .

Cronotassi dei ministriModifica

NoteModifica

Voci correlateModifica