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Il ministro della Real Casa è, negli stati monarchici, il gentiluomo incaricato di seguire gli affari privati del monarca. In alcuni stati e in determinati periodi ha svolto anche un ruolo politico, come in Italia con Urbano Rattazzi, che influenzò le scelte di Umberto I e, in seguito, col duca d'Acquarone, che ebbe un ruolo di contatto tra Vittorio Emanuele III e gli esponenti degli ambienti che favorirono la caduta del governo Mussolini.

In ItaliaModifica

Nel Regno d'Italia il Ministro della Real Casa era preposto al Ministero della Real Casa, un ufficio complesso, strutturato in direzioni e sezioni come i ministeri dell'amministrazione statale, competente ad amministrare i beni della corona e della lista civile. Non faceva parte del governo ma la sua nomina fu fatta rientrare, dal regio decreto 14 novembre 1901, n. 466, tra le attribuzioni del Consiglio dei ministri. Il Ministero della Real Casa, unitamente alla Casa militare (diretta dal Primo aiutante di campo del Re), alla Casa civile (diretta dal Prefetto di palazzo) e ad altri uffici minori, costituiva la Real Casa.

L'incarico di ministro della Real Casa venne ricoperta da:

L'ultimo ministro della Real Casa, Falcone Lucifero, fu una figura chiave durante e dopo il referendum del 1946.

Dopo la nascita della Repubblica quelle che erano le funzioni del ministro della Real Casa vengono svolte dal Segretario Generale alla Presidenza della Repubblica.

BibliografiaModifica

  • Raoul Antonelli: Il Ministero della Real Casa 1848-1946, Roma, Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica, Roma 1990
  • Raoul Antonelli: Il Ministero della Real Casa nel primo quarantennio dopo l’Unità, Roma, Bulzoni, 1996
  • Falcone Lucifero: L'ultimo re. I diari del ministro della Real Casa, 1944-1946. Milano, Mondadori, ISBN 88-04-48954-5
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