Ministro di culto

Può essere trovato nei libri di religione, soggetto che per competenza territoriale o per incarico affidatogli da una confessione religiosa o da determinati fedeli, compie determinati riti

Un ministro di culto è un soggetto che per competenza territoriale o per incarico affidatogli da una confessione religiosa o da determinati fedeli, compie determinati riti, solitamente si occupa delle anime dei fedeli e della conservazione dell'edificio di culto, provvede alla diffusione di un messaggio religioso. Egli, dunque, esercita un ufficio religioso.

Diritto ecclesiasticoModifica

Ministri di culto genericiModifica

Nel diritto italiano il ministro di culto è disciplinato dalla legislazione unilaterale e dalle relative Intese. Da rilevare che non esiste uno status giuridico confessionale, cosicché i diritti e doveri emanati dalla confessione religiosa del ministro, non incidono sulla vita giuridica del soggetto, il quale mantiene comunque i suoi diritti civili (ad es. astensione dal matrimonio non rilevante per il diritto italiano). La legislazione unilaterale è, solitamente, comune a tutte le confessioni religiose e sancisce dei diritti e doveri generali per ogni ministro di culto. Uno dei principali è quello del segreto confessionale, ovvero il dovere e il diritto del ministro di culto a non palesare quanto confessato da un fedele. Elemento necessario per l'esercizio di tale principio è il nesso di causalità tra l'informazione saputa e l'esercizio del proprio ministero, pertanto informazioni recepite fortuitamente e fatte pervenire esclusivamente a frode di legge non ricadono in tale diritto-dovere.

I ministri di culto sono incompatibili con alcuni uffici e funzioni pubblici: non sono eleggibili a sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale, provinciale e circoscrizionale nel territorio dove svolgono la loro attività, per non favorire uno stretto e nocivo rapporto tra religione e politica; non possono fare parte tra i giudici popolari della Corte d'Assise o intraprendere la carriera di notaio, esattore delle imposte e avvocato. È invece ammissibile per i ministri di culto, in quanto non esistono incompatibilità, l'elezione al Parlamento.

A difesa del ministro di culto ci sono due principi, ovvero l'aggravante nell'omicidio contro un religioso che abbia cura di anime e l'abuso dell'abito ecclesiastico.

Soggetti ecclesiastici particolariModifica

Lo status giuridico di determinati soggetti particolari nasce dalla legislazione bilaterale. Nel Cattolicesimo spiccano cardinali e vescovi: soprattutto i primi, devono essere considerati sempre cittadini vaticani, anche se hanno residenza a Roma, non devono avere libertà personali limitate e deve essere garantito loro libero accesso al Vaticano.

Tra gli avventisti ci sono i missionari e i colportori evangelisti, riconosciuti dall'Intesa relativa.

Il Regio Decreto 289/1930, di attuazione della legge 1159/1929 sui culti acattolici, prevedeva speciali limitazioni per l'esercizio del culto da parte dei ministri di tali culti (artt. 1 e 2) e riservava il permesso di eseguire affissioni attinenti al governo spirituale dei fedeli e collette all'ingresso e all'interno degli edifici di culto soltanto ai ministri di culto approvati dal Ministro dell'interno. Ma tali limitazioni sono state superate, in parte in seguito a sentenze della Corte costituzionale (Sentt. 1/1956, 45/1957 e 59/1958), in parte in seguito a leggi del Parlamento (l. 641/1961 e art. 7, comma 3, l. 659/1981). Tuttavia, qualora i regolamenti comunali appongano limiti o gravami fiscali alla facoltà di eseguire collette, tali limitazioni non valgono per i ministri di culto approvati che agiscono all'ingresso o all'interno degli edifici di culto. Inoltre, qualora venga riattivata la leva militare per causa di guerra o di grave crisi internazionale, i ministri di culto approvati godono delle esenzioni e delle prerogative previste dagli artt. 7 e 8 del citato decreto (esenzione dal servizio militare e funzioni di cappellani militari tra le truppe). Allo stato attuale, l'approvazione delle nomine dei ministri di culto prevista dall'art. 3 l. 1159/1929 vale a permettere che il ministro di culto approvato possa celebrare matrimoni religiosi con effetti civili.

ClassificazioneModifica

I ministri di culto più noti sono:

NoteModifica

  1. ^ 1: Il termine generico "sacerdote" comprendeva anche i ministri di culto dell'antico Ebraismo.