Minnie Minoprio

cantante, showgirl e attrice inglese
Minnie Minoprio
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Minnie Minoprio nel 1975
NazionalitàRegno Unito Regno Unito
Italia Italia
GenereMusica leggera
Jazz
Periodo di attività musicale1968 – in attività
EtichettaContape, DET, Ri-Fi, Fonit Cetra, Spark, CGD, NAR International
Album pubblicati11
Studio11
Sito ufficiale

Minnie Minoprio, pseudonimo di Virginia Anne Minoprio (Ware, 4 luglio 1942), è una cantante jazz anglo-italiana con un trascorso da showgirl e attrice, attività, queste ultime, per le quali in Italia è maggiormente nota; ha scritto anche programmi radiofonici per la Rai e testi di canzoni e, successivamente, anche romanzi.

CarrieraModifica

Nel 1957, a 15 anni, esordì sulle scene teatrali londinesi in Cinderella, di Rodgers e Hammerstein. Nel 1959 fu notata da Walter Chiari e Lelio Luttazzi, che la vollero nella rivista Io e la margherita. Nel 1962, mentre interpretava a Coventry il ruolo di protagonista in una riduzione teatrale della fiaba Il principe e la rana dei fratelli Grimm, conobbe il costruttore romano Giorgio Ammanniti con cui è stata sposata sino al 1973. Dalla loro unione nacque il figlio Giuliano.

In Italia cominciò a muovere i primi passi nel mondo del jazz, ebbe in teatro un piccolo ruolo nella commedia musicale Ciao Rudy e apparve in televisione in molti varietà quali Noi maggiorenni e Noi canzonieri. Nel 1968 pubblicò con l'orchestra del jazzista Marcello Rosa il suo primo 45 giri in italiano, Hélène/Cosa c'è di male se..., con un arrangiamento dixieland come voleva la moda del momento.

All'inizio degli anni settanta raggiunse il successo popolare incarnando il personaggio della svampita, in seguito alla sua apparizione nella rivista televisiva Speciale per noi, nella quale accompagnava, con voce e movenze sensuali, Quando mi dici così, sigla di chiusura della trasmissione cantata da Fred Bongusto. La sua esibizione provocò perfino un'interrogazione parlamentare, perché ritenuta "troppo sexy"[1]. Partecipò nel 1972 al varietà Sai che ti dico?, con Raimondo Vianello e Sandra Mondaini, e alla radio nella trasmissione Gran varietà.

 
Minnie Minoprio nel 1972

Nel 1973 si separò dal marito e nel 1984 si risposò con il musicista Carlo Mezzano. Nel 1985 si fece ancora notare in Al Paradise, partecipando alla parodia dei Promessi sposi realizzata dal Quartetto Cetra nel ruolo della Monaca di Monza. In teatro ha interpretato ruoli di protagonista in diverse commedie: Forse sarà la musica del mare con Lando Buzzanca, L'angelo azzurro con Enrico Beruschi, La presidentessa con Aldo Giuffré, My fair Minnie con Oreste Lionello.

Dimenticati i panni di "svampita", la Minoprio è tornata al jazz diventando un'apprezzata interprete e formando un gruppo, il Minnie Minoprio Jazz Quartet (con Luca Ruggero Jacovella, Valerio Serangeli, Bruno Lagattolla), con il quale si esibisce in tutta Italia.

Anche in precedenza ha collaborato con orchestre jazz di spessore, come la Roman New Orleans Jazz Band, Basso & Valdambrini Quartet, la Big Band di Angel Pocho Gatti, New Dixieland Sound di Marcello Rosa, Carlo Loffredo Ensemble. Autrice di testi per trasmissioni radiofoniche per la Rai e di canzoni, ha anche scritto sei romanzi.

Nel 1978 apparve nuda sulla rivista Playboy. Dal 1987 si dedica al jazz, cantando con gruppi italiani e internazionali e creando a Roma, insieme al marito Carlo Mezzano, il Cotton Club, un locale di musica vintage alla moda.

Programmi TVModifica

Ha partecipato alla rubrica pubblicitaria televisiva italiana Carosello: nel 1968, insieme a Gori, ha pubblicizzato la crema per mani Danusa della Pierrel[2] e dal 1972 al 1974, con Jacques Stany, le caramelle Lys della Dufour[3].

RadioModifica

TeatroModifica

FilmografiaModifica

CinemaModifica

LibriModifica

  • Il passaggio, Roma, 1992
  • Benvenuti a bordo, Terre sommerse, 2007
  • Minnie Sette spiriti, 2014
  • I mercanti di Acquacotta
  • La villa dei miei sogni
  • Il mistero di Farthing Island
  • Dov'è Alfie?

DiscografiaModifica

AlbumModifica

SingoliModifica

NoteModifica

  1. ^ 101 cose da fare a Roma di notte almeno una volta nella vita, Adriano Angelini, Newton Compton Editori, 2010. Google Libri. Riportato il 28 ottobre 2012.
  2. ^ Marco Giusti, Il grande libro di Carosello, II edizione, Sperling e Kupfer, ISBN 88-200-2080-7, p. 437
  3. ^ Marco Giusti, op. cit., p. 191

Voci correlateModifica

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