Mirò I di Barcellona

Miró (secondo o terzo decennio del X secolo31 ottobre 966) fu conte di Barcellona, Gerona e Osona (947-966) e di Urgell (948-966).

Mirò I
Rotlle-genealogic-mir-I-de-barcelona.jpg
Mirò I di Barcellona
(Monastero di Santa Maria di Poblet, 1400)
Conte di Barcellona
In carica 947 - 966 col fratello Borrell II
Predecessore Sunyer I
Successore Borrell II
Nome completo Mirò
Altri titoli conte di Gerona, d'Osona e d'Urgell
Nascita secondo o terzo decennio del X secolo
Morte 31 ottobre 966
Casa reale casato di Barcellona
Padre Sunyer I
Madre Riquilda di Rouergue
Figli Raimondo
Borrell
Sunyer

OrigineModifica

Figlio terzogenito[1] del conte di Barcellona, Gerona e Osona, Sunyer I e di Riquilda di Rouergue, figlia del conte di Roergue, Ermengol e della moglie Adele[2], secondo lo storico Szabolcs de Vajay[3], soprattutto per il fatto che il figlio secondogenito era stato chiamato Ermengol (introducendo quel nome nel casato di Barcellona). Ermengol di Rourgue era il figlio del conte di Tolosa e duca di Settimania, Oddone I[4] e secondo l'Histoire générale de Languedoc di Garsinda d'Albi[5].

BiografiaModifica

 
La penisola iberica nella seconda metà del X secolo. La marca di Spagna e ancora formalmente vassallo del regno di Francia

Gli storici non hanno ancora stabilito se, tra i due fratelli maschi, ancora in vita nel 947, Mirò era il più anziano o meno del fratello, Borrell. In un documento dell'agosto del 954, sua madre, Richilde, fece una donazione al monastero di Lagrasse[6], sottoscritta dai figli, Mirò e Borrell, dove avendo Mirò firmato per primo; da ciò si potrebbe dedurre che era più vecchio del fratello[6]. Secondo l'Ex Gestis Comitum Barcinonensium invece quando vengono elencati i tre figli di Sunyer I Mirò viene citato come terzo[1], da cui si deduce che era il più giovane ed inoltre, secondo il documento XXI della España sagrada, Tome XLIII, del 934, in cui suo padre, Sunyer fece una donazione alla chiesa di Gerona, per l'anima di Goffredo il Villoso, viene citato solo il figlio Borrell[7] come se fosse il primogenito[6], quindi più vecchio di Mirò.

Comunque, nel 947, quando il padre si ritirò in convento, Mirò ereditò unitamente al fratello, Borrell II, le contee di Barcellona, Gerona ed Osona, (a cui si aggiunse, nel 948, alla morte dello zio Sunifredo II, senza eredi maschi, la contea di Urgell, ereditata da suo padre), che governò col fratello, Borrell II.
Mirò e Borrell si ripartirono le funzioni di governo:
a Borrell la politica estera e le questioni militari, a Mirò la politica interna (in concreto, la città di Barcellona)[8].

Miró fece delle donazioni a vari monasteri: nel marzo del 955, al monastero di Sant Cugat del Vallès[9], al monastero di Sant Joan de les Abadesses e al Monastero di Ripoll[8].

Secondo l'Histoire générale de Languedoc, dopo la morte della madre, Richilde, in ottemperanza al suo testamento, Mirò ed il fratello Borrel, nel dicembre del 956, fecero una donazione al monastero di Montserrat[10].

Mirò fece una donazione alla chiesa di Gerona, secondo il documento XXI della España Sagrada, Tome XLIII, riferendosi ad una proprietà che a sua volta aveva ricevuto da Sunifredo II[11].

Secondo la Marca Hispanica sive Limes Hispanicus, nel dicembre del 963, Mirò fece una vendita di una proprietà nella contea di Barcellona[12].

Contea di Barcellona
Casato di Barcellona
 

Goffredo
Figli
Goffredo II Borrell I
Figli
  • Riquilda
Sunyer I
Figli
Mirò I
Borrell II
Figli
Raimondo Borrell III
Figli
Berengario Raimondo I
Figli
Raimondo Berengario I
Figli
  • Arnau di Barcellona
  • Berengario di Barcellona
  • Pietro Raimondo di Barcellona
  • Raimondo Berengario II el Cap d'Estopes ("Testa di Stoppia")
  • Berengario Raimondo II el Fratricida ("il Fratricida")
  • Inès o Agnese di Barcellona
  • Sancha di Barcellona
Raimondo Berengario II
Figli
Berengario Raimondo II
Raimondo Berengario III
Figli
Raimondo Berengario IV
Modifica

Durante il suo governo fece costruire (o ricostruire) un canale que portava le acque del fiume Besòs fino alle mura della città, detto il canale di irrigazione della contea (o di Mir)[8].

Alla sua morte, il 31 ottobre 966, il fratello, Borrell II, divenne unico conte. Un documento datato 26 novembre 966, conferma che Borrell II è conte e accenna agli esecutori testamentari di Mirò ed ai tutori (dei figli)[6].

Mirò viene citato un'ultima volta, in memoria, in una donazione del 988, di suo fratello Borrell II, in un documento della diocesi di Vic[6].

Matrimonio e discendenzaModifica

Mirò, in una data imprecisata aveva sposato Ava, di cui non si conoscono gli ascendenti, come da documento n° XCVII della Marca Hispanica sive Limes Hispanicus, Appendix, inerente ad una donazione di Ava, in suffragio dell'anima del marito[13].
Mirò da Ava ebbe tre figli, come conferma anche il testamento del fratello, Borrell II, riportato nel documento n° 5 di Els Testaments (non consultato)[6]:

Mirò, secondo altre fonti, non avrebbe lasciato discendenza[8][14].

AscendenzaModifica

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Sunifredo I di Barcellona Borrell di Osona  
 
 
Goffredo il Villoso  
Ermessinda  
 
 
Sunyer I di Barcellona  
Baldovino I di Fiandra Odacre  
 
 
Guinidilda d'Empúries  
Giuditta Carlo il Calvo  
 
Ermentrude d'Orléans  
Mirò I di Barcellona  
Oddone I di Tolosa Raimondo I di Tolosa  
 
Berta  
Ermengardo I di Rouergue  
Garsenda d'Albi Ermengardo d'Albi  
 
 
Riquilda di Rouergue  
 
 
 
Adelaide  
 
 
 
 

NoteModifica

BibliografiaModifica

Fonti primarieModifica

Letteratura storiograficaModifica

Voci correlateModifica

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