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Miragolo San Marco

frazione del comune italiano di Zogno
Miragolo San Marco
frazione
Miragolo San Marco – Veduta
Vista autunnale di Miragolo San Marco dalla località Cà Longa
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
ComuneZogno-Stemma.png Zogno
Territorio
Coordinate45°48′09″N 9°43′04″E / 45.8025°N 9.717778°E45.8025; 9.717778 (Miragolo San Marco)Coordinate: 45°48′09″N 9°43′04″E / 45.8025°N 9.717778°E45.8025; 9.717778 (Miragolo San Marco)
Altitudine942 (centro di San Marco)  964 (La Passata)  970 (La Valletta)  1,024 (Colombera)  1,007 (Cà del Colle)  1,001 (Cà Longa)  1,065 (Piá de la Crüs - Sommità del Fur) 1,092 (cima del Monte Castello)[1][2] m s.l.m.
Abitanti111
Altre informazioni
Cod. postale24019
Prefisso0345
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantiMiragolesi
Patronosan Marco
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Miragolo San Marco
Miragolo San Marco

Miragolo San Marco (Miràguel San March in dialetto bergamasco) è una frazione del comune di Zogno, in provincia di Bergamo, di 111 abitanti. Il territorio comprende anche diverse contrade: Colombera, Cà Longa e Cà del Colle. Nei periodi vacanzieri Miragolo è abitata da numerosi villeggianti, circa 500 in alta stagione.

Geografia fisicaModifica

La frazione Miragolo San Marco si colloca a 27 km dal capoluogo orobico e a 9 km dal capoluogo del comune di Zogno, cui essa appartiene; è situata sul lato sinistro della val Brembana sull'altura del monte Castello, nelle Orobie. Miragolo San Marco è ricca di panorami che dominano l'intera bassa valle.[3]

Il significato del nomeModifica

Il toponimo Miragol è un nome celtico, derivante da mor, mawe, mir, voce che significa "monte". Il suffisso -agol è un diminutivo. Il toponimo Miragol, che designa il nome della frazione, significa perciò "piccolo monte".

Il monte "detto di Miragolo"Modifica

Il monte "detto di Miragolo" da tempo immemorabile faceva parte dei possedimenti dei vescovi di Bergamo, i quali lo affittavano a compagnie di utenti dei paesi di Poscante, Endenna, Sambusita e delle località confintanti.

Gli orologi "opus Miragoli"Modifica

Miragolo ricevette notevole lustro anche dalla famiglia Gritti, che già alla metà del Seicento fabbricava orologi a pendolo di altissima precisione. Sul loro arrivo a Miragolo sono state avanzate varie ipotesi, fra cui quella che asserisce la loro origine veneziana. Le pendole "opus Miragoli" facevano bella mostra nelle case e guardavano dall'alto dei campanili i paesi e le valli. Singolare il loro aspetto: il quadrante in color oro, l'alta custodia li rendeva ben visibili, una perfetta campana scandiva con i rintocchi limpidi le ore di tutti i giorni dell'anno. Si presentavano con il loro nome sul quadrante, diventando così personaggi identificabili. Tutto ciò che è rimasto dell'antica produzione dei Gritti (ruote dentate, telai per orologi, quadranti, scheletri di orologi, sfere per torri) si conservano a Zogno, nel Museo della Valle.

Da visitareModifica

Il santuario della Madonna del PerelloModifica

Meta di molti fedeli è il santuario della Madonna del Perello; si trova sulla strada che da Miragolo San Marco porta a Selvino, venne costruito sul luogo ove si narra che la Madonna sia apparsa quattro volte a un contadino nel 1413. La struttura attuale risale al XVI secolo e all'interno sono conservati interessanti affreschi coevi.

La tradizione, suffragata da una bolla papale del 1498, attesta l'esistenza in quel luogo del culto alla Vergine Santissima, fin dalla prima metà del Quattrocento. L'apparizione della Madonna è tramandata dalla credenza popolare la quale inoltre afferma che, nel punto in cui la Madonna (o S. Elisabetta, secondo alcuni) apparve e domandò di erigere una chiesa. Il complesso dell'edificio ha tuttora l'aspetto di un antico eremo: è costituito da tre chiese di diversa grandezza, costruite quasi una sopra l'altra, due sagrestie, il campanile, i locali per l'abitazione del 'romito' e quelli per il ristoro dei pellegrini. Le modifiche apportate nei secoli lo hanno completato e reso più funzionale, senza alterarne le linee originali. Molte sono le feste che lo caratterizzano: il lunedì di Pasqua per l'apertura, la prima domenica di maggio, il 2 luglio e la domenica successiva, in cui si celebra l'anniversario dell'Apparizione, il 15 agosto l'Assunta, la quarta domenica di ottobre per il pellegrinaggio delle parrocchie vicine e la festa di tutti i Santi.

La chiesaModifica

Le vecchie strutture della chiesa di Miragolo San Marco, costruita nel 1471, vennero profondamente modificate nella seconda metà del Settecento, con l'intervento dell'architetto Francesco Caniana di Alzano, il quale prima rinnovò la parte absidale nel 1776 e poi diede il disegno per una nuova aula nel 1782, realizzata tra il 1790 e il 1798.

Il portico esterno fu costruito nel 1876. La chiesa così rinnovata fu consacrata dal vescovo Pier Luigi Speranza il 9 giugno 1877, col titolo di San Marco e Santa Maria Maddalena. È una costruzione garbata in stile neoclassico, con cupola centrale. All'interno è presente l'affresco raffigurante l'Estasi di San Francesco d'Assisi dipinto da Vincenzo Angelo Orelli nel 1793.

L'organo del 1758 è della ditta Giuseppe Missaglia, riparato nel 1866 e nel 1903. Il campanile fu innalzato dal 1854 al 1856. Le cinque campane furono fuse nel 1858 e consacrate il 19 giugno 1860 dal vescovo Pier Luigi Speranza, rifuse nel 1907 nell'attuale concerto in re mg a sua volta reintegrato dopo la requisizione durante il secondo conflitto mondiale.

I roccoliModifica

Uno degli elementi più belli e caratteristici del paesaggio in Valle Brembana è quello costituito dai roccoli.

Nati in epoca medioevale come fonte integrativa di sostentamento della magra economia rurale, essi rappresentano un importante capitolo dell'architettura spontanea e della cultura rurale della Valle Brembana. Utilizzati per la raccolta degli uccelli, sono il risultato della sinergia tra una secolare passione venatoria, assai diffusa nei nostri paesi, la grande conoscenza dell'avifauna tecnica silvicolturale, proprie delle popolazioni di montagna.

Tutti i roccoli sono posti su punti dominanti, con ampio campo visivo, soprattutto verso est, per poter scorgere tempestivamente gli stormi in avvicinamento.

L'impianto fondamentale consiste in una costruzione realizzata in murature e legno (il casello), a forma di torretta e avvolta da specie rampicanti o da alberi addossati alla parete che mascherano la costruzione. Sul casello, solitamente dotato di un piccolo ballatoio, si apposta l'uccellatore a sorvegliare l'arrivo dei migratori. Dal casello si sviluppa un doppio filare di alberi a semicerchio (il tondo o il cerchio) con la parte aperta in corrispondenza del casello. Il tondo costituisce la parte fondamentale per la cattura degli uccelli: le cime degli alberi si fanno congiungere così da formare una galleria all'interno della quale è posta un'intelaiatura che regge delle reti.

La funzione del roccolo è quella appunto di attrarre gli stormi degli uccelli in volo e catturarli mediante le reti. Nel tondo vi sono gli uccelli (richiami) disposti in gabbie che con il loro canto richiamano l'attenzione dello stormo. Quando lo stormo si posa, l'uccellatore dal casello lancia gli spauracchi, formati da rametti con penne di un rapace, che spingono gli uccelli ad infilarsi nel tondo, rimanendo intrappolati nelle reti.

Oggi esiste una conoscenza ecologica che ha portato già da anni al divieto di questa forma di caccia e i roccoli ancora funzionanti sono utilizzati per importanti studi sui flussi migratori dell'avifauna.

Di certo essi rimangono ancora oggi veri e propri monumenti architettonici, rappresentazione di una grande cultura naturalistica che ha permeato per secoli generazioni di montanari.

Dei roccoli esistenti un tempo, molti oggi sono andati perduti per abbandono e perché ricoperti e ormai nascosti dalla vagetazione; i più significativi a Miragolo San Marco sono: il Colomber', il Prato Rosso, il roccolo al colle e quello del Flin.

Stazione OrnitologicaModifica

A Miragolo San Marco, precisamente alla Passata, vi è la stazione ornitologica più grande d'Italia; il nome si rifà al toponimo dove è collocata, dà l'idea che il luogo non sia nuovo al transito migratorio di numerose specie di uccelli. Fondata nel 1995, è stata riconosciuta l'anno successivo, dalla Provincia di Bergamo, stazione ornitologica principale. La sua strategica posizione per la migrazione degli uccelli sia durante l'autunno che durante la primavera ha reso possibile la realizzazione di numerose attività di ricerca ornitologica che dal 1995 a oggi l'hanno trasformata in un laboratorio di ricerca all'aperto realizzato con particolarissime strutture di reti giapponesi denominate mist-net.

Infrastrutture e trasportiModifica

Miragolo rimase una località isolata e di difficile accesso, sia per mancanza di comode vie di comunicazione, sia per i rigori della stagione fredda, fino al dicembre 1966, anno in cui venne tolta dall'isolamento con l'apertura di una strada rotabile. Oggi Miragolo è collegato dalle linee SAB tramite la linea B20C (Zogno - Endenna - Somendenna - Miragolo San Marco - Miragolo San Salvatore).

Distanza dalle principali città della provinciaModifica

Bergamo 27 km
Clusone 42 km
Dalmine 30 km
Piazza Brembana 27 km
San Pellegrino Terme 14 km
Selvino 11 km
Seriate 30 km
Zogno 9 km[4]

Memorial Luciano BanfiModifica

Dal 2003 il Memorial Luciano Banfi, torneo di calcio a cinque organizzato dal giornalista Giovanni Caponago Del Monte, è uno degli avvenimenti principali dell'estate miragolese. Fino al 2011 è stato suddiviso in due categorie: la prima senior per ragazzi under-20 e la seconda (dal 2008 - al 2016) junior per ragazzi under-13. Dal 2011, in sostituzione del torneo senior, è organizzata la simbolica "partita dell'amicizia", disputata dai partecipanti delle precedenti edizioni. Sulla scorta del memorial Luciano Banfi, dal 2017 è stato istituito un torneo over 15 chiamato "Miragolo Camp Soccer".

Di seguito viene riportata la tabella riassuntiva dei tornei senior disputati.

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ Google Earth
  2. ^ GPS Test
  3. ^ Le Frazioni del Comune di Zogno provincia di Bergamo Archiviato il 12 gennaio 2010 in Internet Archive.
  4. ^ Google maps

BibliografiaModifica

  • Carmelo Epis, Miragolo, Storie di comunità, Bergamo 1997.