Miroslav Marusyn

arcivescovo
Miroslav (Stefan) Marusyn
arcivescovo della Chiesa greco-cattolica ucraina
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Incarichi ricoperti
 
Nato26 giugno 1924 a Knjaže
Ordinato diacono25 aprile 1948 dal vescovo Ivan Bucko (poi arcivescovo)
Ordinato presbitero2 maggio 1948 dal vescovo Ivan Bucko (poi arcivescovo)
Nominato vescovo27 giugno 1974 da papa Paolo VI
Consacrato vescovo28 luglio 1974 dall'arcivescovo Ivan Bucko
Elevato arcivescovo14 settembre 1982 da papa Giovanni Paolo II
Deceduto21 settembre 2009 (85 anni) a Roma
 

Miroslav (Stefan) Marusyn (in ucraino: Мирослав (Стефан) Марусин?; Knjaže, 26 giugno 1924Roma, 21 settembre 2009) è stato un arcivescovo cattolico ucraino della Chiesa greco-cattolica ucraina.

BiografiaModifica

Miroslav (al secolo Stefan) Marusyn nacque a Knjaže, un piccolo villaggio nei pressi di Zoločiv, il 26 giugno 1924 da Andrej e Maria.

Formazione e ministero sacerdotaleModifica

Durante la seconda guerra mondiale studiò nel seminario di Paderborn e lì, il 2 maggio 1948, fu ordinato sacerdote. Tra il 1949 al 1951 completò gli studi di dottorato presso il Pontificio istituto orientale di Roma.

Fu segretario personale di mons. Ivan Bucko, visitatore apostolico per i fedeli della Chiesa greco-cattolica ucraina in Europa occidentale, e lo accompagnò in tutte le visite alle comunità ucraine nel mondo.

Ministero episcopaleModifica

Il 27 giugno 1974 papa Paolo VI lo nominò vescovo titolare di Cadi e visitatore apostolico per i fedeli della Chiesa greco-cattolica ucraina in Europa occidentale. Ricevette l'ordinazione episcopale il 28 luglio successivo, nella cappella del Pontificio collegio ucraino a Roma, dall'arcivescovo Ivan Bucko, co-consacranti i vescovi Platon Kornyljak, Volodymyr Malanczuk, Augustine Hornyak, Joakim Segedi e Vasile Cristea.

Nel 1977 venne nominato vicepresidente della Pontificia commissione per la redazione del Codice di Diritto Canonico Orientale.[1]

Il 14 settembre 1982 papa Giovanni Paolo II lo elevò alla dignità arcivescovile e lo nominò segretario della Congregazione per le Chiese Orientali. Egli fu il primo membro della Chiesa ucraina a detenere una carica nella Curia romana.[2] Nel 1999 partecipò alla riunione annuale della Pontificia Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice.[3] Scrisse numerosi libri e articoli scientifici di contenuto teologico, storico, liturgico e biblico. Per lungo tempo collaborò con Radio Vaticana. Venne onorato anche dalla Pontificia accademia mariana internazionale, dall'Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, dalla Società Scientifica Shevchenko e da altre istituzioni. L'Università di Vienna e la Libera Università Ucraina gli conferirono una laurea honoris causa.[4]

L'11 aprile 2001 papa Giovanni Paolo II accettò la sua rinuncia all'incarico per raggiunti limiti d'età.

Morì a Roma il 21 settembre 2009. La divina liturgia di esequie si tenne il 24 settembre alle ore 10 nella basilica di Santa Sofia a Roma. È sepolto nella cappella della Congregazione per le Chiese Orientali del cimitero Flaminio.

Genealogia episcopaleModifica

Successione apostolicaModifica

NoteModifica

  1. ^ Stefan Ihli, Tz. 26, in Die Redaktionsgeschichte des CIC / 1983 und des CCEO – ein Vergleich, Università di Tubinga, 22 luglio 1999. URL consultato il 3 dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il 31 gennaio 2004).
  2. ^ The Ukrainian Weekly 1982-40, eingesehen am 22. September 2009.
  3. ^ Ansprache Papst Johannes Paul II. bei der Sonderaudienz für die Mitglieder der Päpstlichen Stiftung Centesimus Annus Pro Pontifice, Vatikan, 10. September 1999.
  4. ^ EhrendoktorInnen der Universität Wien im 20. und 21. Jahrhundert, eingesehen am 22. September 2009.

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Collegamenti esterniModifica

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