Mitezza

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VirtùModifica

La mitezza è una virtù etica contemplata e praticata nell'ambito di varie religioni e filosofie, in special modo quelle orientali, in primo luogo nel Giainismo, ma anche nel Buddismo e nel Taoismo. In ambito occidentale la mitezza compare come un valore nella predicazione di Gesù nel Vangelo secondo Matteo (5, 5; 11, 29) ed è considerata da San Paolo uno dei frutti dello Spirito Santo (Lettera ai Galati, 5, 22).

Consiste nell'avere un comportamento caratterizzato da gentilezza, dolcezza e pacatezza, nei confronti di ogni essere vivente. E inoltre nell'astenersi da reazioni violente nei confronti della condotta altrui e nello stare lontani da ogni eccesso.

Categoria etologicaModifica

La mitezza è una categoria etologica che caratterizza un tipo di comportamento animale contrapposto a quello della aggressività. Per quanto essa abbia trovato applicazione specialmente in ambito antropologico, nella realtà la mitezza viene considerato come un correlato della natura non-predatoria, ed eminentemente vegetariana, di una specie animale. È quindi in senso analogico e metaforico che un uomo viene definito un "agnello" oppure un "lupo", travalicando la lettura etologica (e quindi scientifica), per entrare in quella psicologica e sociologica (quindi etica).

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