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Mitologia careliana

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La mitologia careliana è la mitologia del popolo careliano, vissuto nell'Europa del Nord. Tracce di questa mitologia ci giungono grazie al lavoro di Mikael Olavinpoika (conosciuto come Michele Agricola), un vescovo luterano vissuto in Finlandia nel XVI secolo e che documentò svariate usanze e credenze del popolo finlandese e careliano.

Tracce e segni del folcloreModifica

Secondo Agricola i careliani portavano del cibo alle tombe dei morti e facevano medesime offerte ai Menninkäinen pregando questi che le vedove potessero risposarsi.
Sempre secondo il vescovo essi adoravano gli astri, le cose astratte e qualsiasi oggetto terreno come ceppi, alberi e rocce, acqua e fuoco ed anche rami ed ossa dei morti[1].
Secondo Juha Pentikänen veniva praticato il rito dell'orso[2].

Influenze slaveModifica

In Carelia, una parte della popolazione è di etnia Vepsi[3] che, essendo di origine slava, nell'antichità praticava il culto dei morti e venerava le varie forze della natura da cui seguì la creazione di un ampio phanteon di divinità in cui all'apice era posto Perun[4].
Prima dell'avvento del Cristianesimo per questi dei venivano costruiti templi e svolti sacrifici e, ad oggi, la rappresentazione dell'anima degli avi e il culto dei morti si riflette nei riti funebri o in varie ricorrenze e trova conferme dai ritrovamenti di reperti archeologici rinvenuti negli antichi cimiteri di Priladožskij[4].

Esseri mitologici e divinitàModifica

Anche secondo Agricola i careliani non consideravano un dio unico[1] e tante delle figure adorate avevano nomi e similitudini con altre divinità venerate dai popoli confinanti[5].

  • Egres, (corrispondente ad Äkräs nella mitologia finlandese), dava piselli, fagioli e rape e faceva crescere canapa, lino e cavoli[6]
  • Hjisi, divinità dal nome simile ad Hiis (il santo del bosco della mitologia estone) faceva ottenere la selvaggina. Nella mitologia finlandese esiste Hiisi, visto però come spirito maligno.
  • Hittavainen, (od anche Hiittavanin) guardiano delle lepri dal cespuglio
  • Kekri, faceva ingrassare il bestiame
  • Köndös, interveniva arando i campi quando la gente perdeva la fede
  • Nyrkes, (od anche Nyrckes) guardiano degli scoiattoli nel bosco
  • Pellonpecko (od anche Pellonpekko, nome usato in Finlandia per indicare Peko) faceva crescere alto l'orzo
  • Piru, spirito malvagio
  • Rauni, (corrispondente ad Akka) era la moglie di Wko (corrispondente ad Ukko) che quando aveva dei contatti con lei cadeva la pioggia da nord
  • Raako, dio del tempo o delle fasi della luna
  • Rongoteus, dava la segale
  • Veden Emä, (o anche Wedhen Eme) portava il pesce nella rete[7]
  • Wirancannos, (od anche Virokannas) curava l'avena
  • Wko, (corrispondente al finlandese Ukko ed estone Uko), ad esso si offrivano sacrifici e durante le celebrazioni uomini e donne si ubriacavano commettendo atti osceni[1]

Interazioni delle divinità ai santi del cristianesimoModifica

  • Kekri era celebrato il 29 settembre, il giorno di san Michele
  • Köndös era celebrato il 25 marzo
  • Pellonpecko era celebrato il 22 marzo
  • Rongoteus era collegato a una coppia di martiri, i santi Teofane e Teodoro

NoteModifica

  1. ^ a b c Gli dèi di Carelia, bifrost. URL consultato il 5 ottobre 2017.
  2. ^ Il Kalevala: dèi, eroi e sciamani di Finlandia e Carelia, cultfinlandia.it. URL consultato il 5 ottobre 2017.
  3. ^ А.С.ЖЕРБИН, cit., p.25 (riferimento "d) Vepsy"), kizhi.karelia.ru. URL consultato il 5 ottobre 2017.
  4. ^ a b А.С.ЖЕРБИН, cit., p.25 (riferimento 82), kizhi.karelia.ru. URL consultato il 5 ottobre 2017.
  5. ^ Conclusione, bifrost. URL consultato il 5 ottobre 2017.
  6. ^ (FI) Alanen, Viljo, Satakunta. Kotiseutututkimuksia XI. Satakuntalainen Osakunta. Vammala 1939. Tyrvään kirjapaino Oy., pori.fi. URL consultato l'8 ottobre 2017 (archiviato dall'url originale l'8 ottobre 2017).
  7. ^ (EN) Britannica Concise Encyclopedia from Encyclopædia Britannica, Satakunta. Kotiseutututkimuksia XI. Satakuntalainen Osakunta. Vammala 1939. Tyrvään kirjapaino Oy., britannica.com. URL consultato l'8 ottobre 2017.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica