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Mitragliere
Mitragliere 1942 USMM.jpg
Il Mitragliere fotografato nel 1942
Descrizione generale
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
Civil and Naval Ensign of France.svg
Tipocacciatorpediniere
ClasseSoldati II Serie
ProprietàFlag of Italy (1861-1946) crowned.svg Regia Marina
Civil and Naval Ensign of France.svg Marine nationale
CostruttoriCNR
CantiereCantiere navale di Ancona, Ancona
Impostazione7 ottobre 1940
Varo28 settembre 1941
Entrata in servizio1º febbraio 1942
Radiazione15 luglio 1948
Destino finaleceduto alla Francia nel 1948, demolito nel 1956
Caratteristiche generali
Dislocamentostandard 1850 t
in carico normale 2140
pieno carico 2580
Lunghezza106,7 m
Larghezza10,2 m
Pescaggio4,35 m
Propulsione3 caldaie
2 gruppi di turbine a vapore su 2 assi
potenza 44.000 hp
Velocità37 nodi (69 km/h)
Autonomia2.200 mn a 20 nodi
Equipaggio13 ufficiali, 202 tra sottufficiali e marinai
Armamento
Armamento

fonti nelle note

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Il Mitragliere è stato un cacciatorpediniere della Regia Marina.

Indice

StoriaModifica

Una volta in servizio fu assegnato alla XII Squadriglia Cacciatorpediniere.

Tra il 12 ed il 16 giugno 1942 partecipò alla battaglia di mezzo giugno[1].

Dal 2 luglio di quell'anno fu dislocato a Navarino insieme ai gemelli Bersagliere, Corazziere e Alpino ed agli incrociatori leggeri Garibaldi, Duca d’Aosta e Duca degli Abruzzi (che formavano l'VIII Divisione), permanendovi per quattro mesi: tale formazione sarebbe dovuta intervenire nel caso i convogli in navigazione nell'area centroorientale del Mediterraneo venissero attaccati da navi partite dalle basi mediorientali britanniche, ma non ve ne fu mai la necessità[2].

Svolse varie missioni sulle rotte dei convogli.

Il 26 novembre 1942 scortò a Biserta le motonavi Città di Napoli e Città di Tunisi[3].

Il 10 dicembre effettuò una missione di trasporto truppe da Trapani a Biserta[3].

Il 9 agosto 1943 salpò da La Spezia con i cacciatorpediniere Gioberti e Carabiniere, di scorta alla VIII Divisione (incrociatori leggeri Garibaldi e Duca d'Aosta) diretta a Genova[4][5][3]. Alle 18.24 la formazione fu avvistata al largo di Punta Mesco dal sommergibile britannico Simoon, che lanciò quattro siluri contro il Garibaldi; questi riuscì di evitarli con la manovra, e lo stesso fece il Mitragliere, mentre il Gioberti fu colpito ed affondò spezzato in due[4][5][3].

Armistizio e internamento alle BaleariModifica

Alla proclamazione dell'armistizio, la nave salpò da La Spezia con il resto della squadra navale (corazzate Italia, Vittorio Veneto e Roma, incrociatori leggeri Giuseppe Garibaldi, Attilio Regolo, Duca degli Abruzzi, Eugenio di Savoia, Duca d’Aosta, Montecuccoli, cacciatorpediniere Artigliere, Fuciliere, Legionario, Carabiniere, Velite, Grecale, Oriani) per consegnarsi agli Alleati a Malta[6][7]. Alle 15.15 del 9 settembre, tuttavia, la formazione fu attaccata da bombardieri Dornier Do 217 tedeschi: dapprima fu leggermente danneggiata la corazzata Italia (da una bomba caduta vicino allo scafo), poi, alle 15.42, la corazzata Roma fu raggiunta da una bomba-razzo che, perforati tutti i ponti, scoppiò sotto la chiglia provocando gravi danni tra i quali una falla nello scafo, danni alle artiglierie contraeree e un locale macchine fuori uso (con riduzione della velocità a 16 nodi); dieci minuti più tardi la stessa nave fu centrata da una seconda bomba in corrispondenza di un deposito munizioni: devastata da una colossale deflagrazione, la Roma si capovolse ed affondò, spezzandosi in due, in 19 minuti, portando con sé 1393 uomini[8]. Alle 16.07 la XII Squadriglia, di cui era caposquadriglia il Mitragliere (al comando del capitano di vascello Giuseppe Marini[9]) e cui appartenevano Fuciliere e Carabiniere, venne mandata a soccorrere la nave in affondamento; i tre cacciatorpediniere trassero in salvo in tutto 503 uomini (altri 119 furono salvati dall'incrociatore leggero Attilio Regolo e dalle torpediniere Orsa, Pegaso e Impetuoso); il Mitragliere e le altre unità diressero quindi per Porto Mahon nelle Baleari, ove giunsero alle 8.30 sbarcando i naufraghi della Roma[10].

Il 10 settembre 1943 Mitragliere, Fuciliere, Carabiniere e Regolo vennero internati nella rada di Porto Mahon, ove rimasero sino al 21 gennaio 1945, quando poterono rientrare in Italia (analoga sorte ebbe l’Orsa, mentre Pegaso e Impetuoso preferirono autoaffondarsi)[11][3].

La cessione alla FranciaModifica

Finita la guerra, il trattato di pace previde l'assegnazione del Mitragliere alla Francia come risarcimento dei danni di guerra[3].

Il 15 luglio 1948 il Mitragliere fu ceduto con la sigla M 2,[12] alla Marine Nationale[3] dove venne ribattezzato Jurien de la Graviere[3]. Radiato nel 1956[3], fu avviato alla demolizione.

NoteModifica

  1. ^ Operazione "mezzo Giugno" - Betasom - XI Gruppo Sommergibili Atlantici
  2. ^ Giorgio Giorgerini, La guerra italiana sul mare. La marina tra vittoria e sconfitta 1940-1943, p. 524.
  3. ^ a b c d e f g h i Trentoincina
  4. ^ a b Gianni Rocca, Fucilate gli ammiragli. La tragedia della Marina italiana nella seconda guerra mondiale, p. 292
  5. ^ a b Le Operazioni Navali nel Mediterraneo Archiviato il 18 luglio 2003 in Internet Archive.
  6. ^ Joseph Caruana su Storia Militare n. 204 - settembre 2010
  7. ^ Enzo Biagi, La seconda guerra mondiale – parlano i protagonisti, fasc. 9 – L'Italia si arrende
  8. ^ Associazione Regia Nave Roma
  9. ^ Associazione Regia Nave Roma
  10. ^ Associazione Regia Nave Roma
  11. ^ Associazione Regia Nave Roma
  12. ^ Le navi che l'Italia dovette consegnare in base al trattato di pace nell'imminenza della consegna vennero contraddistinte da una sigla alfanumerica.
    Le navi destinate all'Unione Sovietica erano contraddistinte da due cifre decimali precedute dalla lettera 'Z': Cesare Z 11, Artigliere Z 12, Marea Z 13, Nichelio Z 14, Duca d'Aosta Z 15, Animoso Z 16, Fortunale Z 17, Colombo Z 18, Ardimentoso Z 19, Fuciliere Z 20; le navi consegnate alla Francia erano contraddistinte dalla lettera iniziale del nome seguita da un numero: Eritrea E1, Alfredo Oriani O3, Regolo R4, Scipione Africano S7; per le navi consegnate a Yugoslavia e Grecia, la sigla numerica era preceduta rispettivamente dalle lettere 'Y' e 'G': l'Eugenio di Savoia nell'imminenza della consegna alla Grecia ebbe la sigla G2. Stati Uniti e Gran Bretagna rinunciarono integralmente all'aliquota di naviglio loro assegnata, ma ne pretesero la demolizione - Erminio Bagnasco, La Marina Italiana. Quarant'anni in 250 immagini (1946-1987), in supplemento "Rivista Marittima", 1988, ISSN 0035-6984 (WC · ACNP).

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