Modigliana

comune italiano
Modigliana
comune
Modigliana – Stemma
Modigliana – Veduta
Ponte San Donato o "della Signora"
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Forlì-Cesena-Stemma.png Forlì-Cesena
Amministrazione
SindacoJader Dardi (centro-sinistra) dal 28-5-2019
Territorio
Coordinate44°10′N 11°48′E / 44.166667°N 11.8°E44.166667; 11.8 (Modigliana)Coordinate: 44°10′N 11°48′E / 44.166667°N 11.8°E44.166667; 11.8 (Modigliana)
Altitudine185 m s.l.m.
Superficie101,17 km²
Abitanti4 479[1] (31-10-2017)
Densità44,27 ab./km²
Comuni confinantiBrisighella (RA), Castrocaro Terme e Terra del Sole, Dovadola, Marradi (FI), Rocca San Casciano, Tredozio
Altre informazioni
Cod. postale47015
Prefisso0546
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT040022
Cod. catastaleF259
TargaFC
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona E, 2 457 GG[2]
Nome abitantimodiglianesi
Patronosanto Stefano
Giorno festivo2 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Modigliana
Modigliana
Modigliana – Mappa
Posizione del comune di Modigliana nella provincia di Forlì-Cesena
Sito istituzionale

Modigliana (Mudgiâna in romagnolo) è un comune italiano di 4 479 abitanti[1] della provincia di Forlì-Cesena in Emilia-Romagna. Uno dei comuni storici della Romagna toscana, fino al 1923 ha fatto parte della provincia di Firenze.

StoriaModifica

La città sorge nella località ove, secondo il Muratori, si trovava il romano Castrum mutilum menzionato da Tito Livio. È ricordata fin dal secolo IX nei documenti come facente parte dell'esarcato di Ravenna. Fu sede dei conti Guidi da quando Tegrimo Guidi sposò nel X secolo la contessa Ingelrada, figlia di Martino Duca di Ravenna[3].

Nel 1271, con la mediazione del podestà e del capitano del popolo di Forlì, rispetivamente Brandalisio e Filippo di Paolo Ligapasseri, i conti Guidi sottoscrivono i patti con la comunità di Modigliana, riconoscendo così ufficialmente la nascita del Comune.

Succesivamente, Modigliana entrò sotto l'influenza della Repubblica di Firenze: Modigliana dipese dapprima dalla signoria fiorentina e dal granducato di Toscana poi.
Dal 1510 fu podesteria indipendente, dal 1772 sede di vicariato. Durante il periodo francese sede di sottoprefettura nel dipartimento dell'Arno; nel 1838 fu dichiarata "città nobile".

Con l'unità d'Italia (1861) Modigliana fu inserita nel Circondario di Rocca San Casciano, parte della Provincia di Firenze. Nel 1923 l'intero circondario passò alla Provincia di Forlì, di cui Modigliana fa tuttora parte.

OnorificenzeModifica

  Titolo di Città
«Decreto del Capo del Governo[4]»
— 30 maggio 1940

Modigliana città nobile, proclamata tale dall'augusto regnante Leopoldo II con Motuproprio del 29 giugno 1838

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

 
La Tribuna
 
Ruderi della Rocca dei conti Guidi
  • La Rocca dei Conti Guidi (detta Roccaccia)
  • La Tribuna (p.zza don Minzoni): l'ingresso principale al castello
  • Il Ponte di San Donato (o Ponte della Signora)
  • Il Duomo
  • La chiesa di San Bernardo
  • La chiesa di San Domenico. All'interno è conservata la "campana di San Savino". Risalente al 1169, è ritenuta la più antica campana della Romagna[5].
  • Il convento dei Cappuccini
  • Museo civico
  • Casa di don Giovanni Verità
  • Il Palazzo pretorio (sede della Pinacoteca "Silvestro Lega" e dell'Archivio storico comunale)

Rocca dei Conti GuidiModifica

Quando i barbari lasciarono l’Italia atterrarono quasi tutti i castelli e restarono solo ruderi di torri, di mura e di altre fortificazioni. Verosimilmente, la parte primitiva della Rocca di Modigliana fu iniziata nell’epoca in cui, dopo ai Franchi, giunsero i Normanni che presero a ricostruire di tutto, quindi tra l’830 e l’864 quando Carlo il Calvo fu costretto a pubblicare un editto che impediva l’eccessiva proliferazione di costruzioni difensive monumentali. Ne presero possesso i Conti Guidi all’inizio del X secolo e per oltre 400 anni questo maniero che fu il primo, il maggiore e il più importante feudo della potente famiglia ha seguito per intero la storia e la magnificenza. L’elevazione del maschio centrale che si vede oggi costruito sopra alla primitiva base rettangolare in pietre di fiume è di epoca più recente ed è legato al 15º secolo ed alla Repubblica di Firenze alla quale i modiglianesi decisero di affidarsi nel 1377. Purtroppo nel 1661 un grande terremoto privò il maschio della cinta di merli e della copertura che li sovrastava, molti danni arrecò alle casematte della piazza d’armi, alla chiesetta di S. Barbara e persino al sottostante Palazzo Pretorio che fu privato del piano superiore mirabilmente merlato oltre che della torretta campanaria posta sulla cima. Ma soltanto nel 1918 si ebbe il crollo che caratterizza oggi questo castello rendendolo un esemplare unico di “spaccato verticale” che ne mette in luce le tecniche costruttive ed i locali interni creando contrastanti suggestioni di forza e debolezza, cura costruttiva e abbandono, sentinella e minaccia.

La TribunaModifica

Baluardo a difesa della cittadella medievale, rappresentò tra la fine del ‘400 ed i primi del ‘500 il completamento della terza cinta muraria, quella più esterna che racchiudeva il borgo abitato. Era una forte costruzione a torre semicircolare adatta alla difesa della città e munita di ponte levatoio. Sulla torre di destra, già nel 1500 vi era un orologio, poi sostituito nel 1845 da quello più moderno opera dello specialista modiglianese Domenico Cavina. L’edicola centrale con la statua della Madonna del Cantone (protettrice di Modigliana), fu realizzata dal noto scultore bolognese Giuseppe Molli nel 1678. La torre di sinistra è invece più giovane di circa un secolo e costruita per dare simmetria.

Il Ponte di San Donato (o Ponte della Signora)Modifica

È un classico ponte medievale a schiena d’asino, di quelli che a volte sono chiamati ponti del Diavolo. Il nostro è posto all’entrata Nord di Modigliana e scavalca il torrente Acerreta. Le origini di questo monumento risalgono al settecento quando la signora Casalini lo fece costruire per uso personale. Esso conduceva anche ad una chiesetta edificata da S. Pier. Damiani detta di S.Donato (oggi scomparsa).

Una leggenda narra che in tempi antichi, viveva alle Colombaie (podere di Modigliana) una signora che fece costruire il ponte sull'Acerreta, per questo chiamato semplicemente "Ponte della Signora". Ogni sera ella usciva e lo attraversava a cavallo per osservare le sue terre. Una sera il cavallo scivolò, la signora precipitò nel fiume con il cavallo e morì. Da allora si dice che nelle notti di luna piena all'una appaia sul ponte il suo fantasma, vestito di nero e con il viso insanguinato. Si dice anche che uccida tutte le persone che osino avventurarsi sul ponte in sua presenza.

Il DuomoModifica

L'antica Pieve di Modigliana, la cui prima notizia risale all'892 era dedicata a S. Stefano Papa e Martire. Dell'originaria costruzione non rimane altro che la cripta (trasformata in oratorio, le cui strutture sono mascherate da una pesante intonacatura), e un pilastro con arco, di fianco all’altar maggiore della chiesa. Già nel secolo XV fu ampiamente rimaneggiata, trasformando in tal modo l’originale struttura romanica. Il nuovo edificio quattrocentesco fu consacrato da papa Giulio II in occasione del suo passaggio da Modigliana nel 1506: doveva raggiungere Bologna per riacquistarla al dominio della Santa Sede, ma non poteva attraversare il territorio faentino, che in quel momento era in possesso dei Veneziani, nemici, in quel periodo, del papa. Nel 1756 il Priore Francesco Xaverio Violani pensò di sopraelevare la Pieve, pur conservando l'impianto a navata unica e transetti. L'impresa fu affidata al capomastro Gian Battista Savelli su disegno del faentino Gian Battista Boschi; ma s'interruppe per la morte nel 1759 sia del capomastro che da quella del Priore. Venne portata a termine nel 1764, dal successore priore Jacopo Filippo Traversari, il quale curò anche la costruzione della torre campanaria, come indica una targa epigrafica alla base del campanile. La ristrutturazione a tre navate fu eseguita nel 1875 su disegno dell'ingegnere faentino Antonio Zannoni. All'interno, sulla destra (sopra la porta laterale), entro ricca cornice di stucco, quadro con Annunciazione, datato 1533, opera di Francesco de Quercis da Viterbo: fu offerto da Giovanni Maria Ronconi priore, che in memoria lascia dipinto il suo stemma agli angoli, in basso, del quadro. Nella prima cappella a destra (del 1767) dedicata alla Vergine Assunta, statua pregevole del 1658. In essa è collocato il grande monumento funerario di Gerolamo Solieri Papiani, opera di C. Monari del 1890, bolognese. Due altari a destra dedicati a S. Giuseppe e S. Lucia. Alla testata della navata destra vi è la cappella del SS. Sacramento decorata nel 1940 dal bolognesé G. Rivani. Sul retro di tale cappella (porticina del presbiterio) si può osservare un pilastro di tipo romanico, visibile testimonianza dell'antica pieve. L'altare maggiore di scagliola (opera a finto marmo del milanese Giovanni Fossati) fu costruito a spese del priore Traversari nel 1767, come indica la data e lo stemma posti sulle fiancate dell'altare stesso. Alla parete del presbiterio, di notevole pregio, il quadro raffigurante la Pentecoste (discesa dello Spirito Santo), di autore ignoto, ma da attribuirsi ad autore di scuola toscana del sec. XVII. Il quadro era posto all'altare del transetto destro sotto il patronato della Compagnia dei Mercanti di Seta. Attualmente come paliotto di quest'ultimo altare è stato collocato un pannello di scagliola a finto marmo dedicato alla Madonna Incoronata, proveniente dalla chiesa di campagna di S. Maria di Casale e datata 1715. Nella cappella del transetto sinistro entro fastosa cornice di legno dorato (opera del fiorentino Gaetano Pellucci Bini del 1798) quadro dell'Immacolata Concezione. Nella parete era collocata un'epigrafe paleocristiana (ora in sacrestia), proveniente da catacombe di Roma e donata alla pieve da Gioachino Papiani nel '700: RUTILIEMARE MA TRI CARISSIME, che può tradursi: alla carissima madre Rutilia Martire. Vi si conservano inoltre due pregevoli reliquari entro cornici dorate e pergamene di autenticazione. In fondo all'abside, entro grande ancona, quadro raffigurante S. Stefano (cui è dedicata la chiesa), che assieme a S. Pudenziana, offre la città, opera di Paolo Cignani del 1758. Questi fu nipote del celebre Carlo Cignani, bolognese, ma abitante in Forlì dove aveva affrescato la cupola della Madonna del Fuoco nella Cattedrale di Forlì. Nel 1818 fu fatto restaurare dal priore Pietro Bandini, e successivamente altro restauro del 1931, come da iscrizione alla base del quadro. Nelle pilastrate lungo la navata centrale sono inserite quattro statue devozionali dello scultore Carlo Sarti dei santi S. Giacomo Maggiore, S. Luigi Gonzaga, S. Filippo Apostolo, S. Antonio da Padova col Gesù Bambino; al di sopra vi sono quattro quadri del pittore milanese Francesco Grassi (ma terminati da Giuseppe Baccarini di Modigliana). L'organo collocato nella cantoria sopra la porta d'ingresso è opera di Pietro Cavalletti di Bologna del 1798. L'ambone moderno (1990) è opera dello scultore don Leonardo Poggiolini di Tredozio. Nel 1859, data dell'istituzione della Diocesi di Modigliana, la Pieve divenne sede vescovi le e cattedrale della città. Attualmente, in seguito alla fusione con la Diocesi di Faenza, è diventata Concattedrale della Diocesi di Faenza e Modigliana.

Chiesa delle Monache AgostinianeModifica

La Chiesa attuale fu costruita da Gian Battista Savelli nel 1746-48 (sul luogo di una precedente assai più piccola) su disegni di Gian Battista Boschi e Raffaele Campidori, faentini. L'esterno non presenta particolari pregi artistici. L'interno invece, è splendidamente ricco di decorazioni a stucchi dorati e marmi. In modo particolare l'altare maggiore; è opera di Gian Battista Verda stuccatore, nativo di Gandria nel Canton Ticino, che soggiornò per lungo tempo a Faenza e a Imola, città in cui molto lavorò, lasciandovi diverse opere d'arte. L'altare fu offerto da Gioacchino e Gerolamo Papiani in memoria del padre Francesco Antonio: ne resta a memoria lo stemma di famiglia posto alla base delle colonne dell'altare. Il quadro entro la ricchissima ancona rappresenta la deposizione ed è tradizionalmente attribuito al Tiarini, pur senza documentazione. In luogo delle colonne tradizionali sono collocate le statue di S. Agostino e della madre S. Monica. Il convento delle monache Agostiniane fu fondato nel 1548 da don Giovanni Maria Ronconi (del quale rimane visibile lo stemma all'esterno sopra la porta della chiesa).

Ebbe sviluppo e vita prospera specialmente nel sec. XVIII riuscendo ad accumulare un vasto patrimonio, che al momento della soppressione napoleonica ammontava a diciassette poderi. L'aumento patrimoniale era dovuto specialmente all'educandato delle fanciulle che provenivano dai paesi del territorio della Romagna toscana come Dovadola, Rocca S. Casciano, Portico, Tredozio, Meldola ecc. Esse pagavano infatti una retta e quelle che rimanevano in convento per farsi monache portavano una discreta dote. Sono esempi di raffinata ed espressiva scultura; il Verda è scultore settecentesco tutt'ora sconosciuto, ma di alta qualità e le sue opere meriterebbero una migliore conoscenza e un più attento studio. Gli altari laterali, ornati di grandiose e ricche cornici di stucco, racchiudono due quadri di autore ignoto e rappresentano il transito di S. Giuseppe e S. Nicola in gloria. La chiesa subì un radicale restauro nel 1930-31 sotto la direzione dell'Ing. G. Lombardi: fu aggiunta la grande cantoria e la balaustra con cancelletto in ferro battuto e ottone (quest'ultimo opera del modiglianese Tullio Ravaglioli), a imitazione di quello di S. Pietro in Bologna, i bracci portalampade sono opera del faentino Marocci, fu inoltre rifatto l'intero pavimento in battuto alla veneziana, e in marmo le mense degli altari laterali che in precedenza erano di gesso e scagliola.

Convento dei CappucciniModifica

L’11 novembre 1561 due frati del nuovo ordine dei Cappuccini piantarono una croce sul monte Castellaro, La costruzione fu continuamente ampliata in bella architettura ed in posizione incantevole. Oggi è la sede della Accademia degli Incamminati (tra le antiche d’Italia). Fu fondato nel 1561 dai padri Lorenzo Visani da Fognano e Bernardino Piazza da Modigliana sul luogo detto “Monte Castellaro", già sito romano conservante un pozzo di straordinaria profondità ancora visibile, e posero la prima pietra di un convento di 18 celle iniziali. L'annessa chiesetta fu dedicata a S. Maria della Pace. Il convento fu ampliato in varie riprese fino ad assumere le forme attuali alla fine del Settecento. Ora è sede dell'Accademia degli Incamminati, che ne ha promosso il restauro. Sotto il portico della chiesa vi erano lapidi funerarie di personaggi importanti per la vita cittadina, tra cui quelle dei fratelli Giovanni e Matteo Zauli, che nel 1823 avevano costruito a Modigliana la prima filanda a vapore - con tecnica avanzata d'avanguardia-, di tutta la Romagna e la Toscana. All'interno vi sono vari altari lignei di schietto stile cappuccino. Sull'altare maggiore quadro del Mastelletta e a quello laterale quadro di Carlo Cignani. Dietro la tela posta sul primo altare a destra, grandioso reliquiaro con busti di santi scolpiti in legno, a colori, di probabile fattura alto-atesina. Di fianco alla scalinata della chiesa una grotta devozionale con gruppo di statue a grandezza naturale, raffiguranti la Passione.

Museo civico - casa di don Giovanni VeritàModifica

La casa del Canonico Don Giovanni Verità, dal 1926 è adibita a museo contenente le testimonianze di una passione repubblicana che dette origine ad azioni di grande patriottismo come il salvataggio di Garibaldi il quale gli rimase per sempre leale amico.Vi si trova anche una interessantissima sezione archeologica, una sala dedicata alla cantante lirica Pia Tassinari e una alla Resistenza. Nel museo si trovano anche le bandiere, che per tradizione, ogni anno vengono cucite per i giovani coscritti dalle loro coetanee. La tradizione della “Leva” vive ancora oggi.

Chiesa di San BernardoModifica

Fu costruita tra il 1645 e il 1673; la facciata fu rifatta nel 1895 in occasione di un generale restauro a spese del preposto Giovanni Traversari Violani e di alcuni privati. L'interno è a navata unica, con cappelle laterali. Notevole è il quarto altare a sinistra con Annunciazione del sec. XVI-XVII; a destra pala d'altare raffigurante Madonna con Bambino e S. Francesco del '600, di Tommaso Missiroli (nato a Faenza circa il 1636). All'altare maggiore grande pala di notevole pregio artistico raffigurante Cristo che abbraccia S. Bernardo, anch'essa del Missiroli; porta lo stemma del cardinale Rossetti, che fu vescovo di Faenza negli anni 1643-1681.

Santuario della Madonna del CantoneModifica

Il piccolo santuario fu costruito, forse nel sec. XV, a ridosso dell'angolo (cantone) dell'abside della Pieve (ora Duomo), per la devozione a un'immagine della Madonna affrescata sul muro. Il piccolo edificio fu arricchito nel corso dei secoli di decorazioni varie; l'altare fu donato dal priore Jacopo Fìlippo Traversari nel 1795.

Le quattro lunette che ornano le pareti sono riproduzioni delle originali dipinte dal 1858 al 1863 dal pittore Silvestro Lega e rappresentavano le calamità naturali da cui la Madonna protesse Modigliana: la peste, la guerra, la fame e il terremoto. Le originali sono conservate presso il MuVe, Museo di arte moderna e appartamenti dei vescovi.

Cripta del Gesù MortoModifica

La cripta del Gesù Morto è stata trasformata nell'attuale Sacrario dei caduti in guerra dove vengono preservate le spoglie dei vescovi diocesani. L’oratorio risale al XII secolo e in origine era la cripta dell'antica pieve, ora Duomo. Nel 1600 diventò sede della confraternita Battuti Bianchi. La struttura è di pregevole fattura e nel suo interno è conservato un dipinto risalente al XV secolo, raffigurante il Cristo deposto, la Madonna, due pie donne, SS. Giovanni e Nicodemo.

Chiesa di San DomenicoModifica

La chiesa è situata in fondo alla vasta e lunga piazza Oberdan, tradizionalmente chiamata piazza Ibola, perché anticamente vi scorreva il torrente di tal nome, che nel '600 fu deviato, per evitare le disastrose piene e inondazioni che provocava. Con un enorme lavoro il torrente fu deviato tagliando alla base un colle: per .cui la località fu denominata “La Tagliata”. La chiesa sorse nel 1473 sul luogo di una cappella dedicata alla Madonna delle Grazie: è a tre navate e non presenta particolari caratteristiche architettoniche. Il primo altare a sinistra, decorato di ricchi stucchi e con lo stemma (in alto) dell'Ordine Domenicano, può farsi risalire al secolo XVII. Il secondo altare, entro pregevole cornice di legno laccata bianco e oro, presenta una serie di quadretti con storie di Gesù. Tra i due altari una tela, alla parete, firmata e datata del pittore fiorentino Giacomo Vignali 1628 e restaurata dal modiglianese Pietro Falcucci nel 17……(data non leggibile) Alle pareti del presbiterio due grandi tele: quella di sinistra raffigura le anime purganti e S. Gregorio Magno del pittore pesarese Federico Tedeschi e quella di destra forse della scuola del pittore forlivese Menzocchi. Dietro l'altare maggiore, entro cornice dorata (su disegno del faentino Pietro Tomba, della prima metà dell'800), è racchiusa l'immagine della Madonna delle Grazie, quattrocentesca A destra dell'altare maggiore una cappella con altare di stucco del sec. XVIII che presenta alle basi delle colonne lo stemma della famiglia Papiani. Entro nicchia statua di S. Vincenzo Ferreri, alla cui base altro Stemma Papiani.

Palazzo delle BoccineModifica

Raro esempio di casa quattrocentesca con le finestre ad arco (in parte ora chiuse) e cornici di arenaria. Al pian terreno, dove attualmente sono le botteghe, si apriva un portico a due arcate.

Casa Lega - NedianiModifica

La casa dei Nediani, nei secoli XVII e XVIII era una delle principali del paese, come tutt' ora può vedersi dalla scala all'interno: anche se attualmente rivela una scarsa manutenzione. Sulla porta è scolpito in pietra uno stemma, diviso in due parti: a sinistra quello Lega, a destra quello Nediani. Antonio Lega, oriundo del podere Bagnara di Fognano, aveva sposato in prime nozze Domenica Nediani, erede di questa casa. Rimasto vedovo si risposò con Giacoma Mancini, dalla cui unione, oltre a numerosi figli, nacque il famoso pittore macchiaiolo Silvestro Lega nel 1826. Fin da ragazzo dimostrò attitudine al disegno, ma l'ambiente in cui era nato non si dimostrava favorevole alle sue aspirazioni, inoltre le ristrettezze economiche della numerossima famiglia, che pure non era sprovveduta di beni quali la casa e diversi poderi, non gli permettevano una libera esplicazione delle sue capacità. Anche l'ambiente paesano, chiuso e ristretto, non poteva comprendere e incoraggiare la sua vocazione. Silvestro non si arrese e decisé di recarsi a Firenze, dove frequentò l'Accademia e la scuola del Mussini. In un primo periodo seguì l'indirizzo “purista” e neoquattrocentista, e in un secondo tempo maturò quello detto della “macchia”: l'impianto pittorico invece che dalla linea del disegno e dalla successiva coloritura era realizzato attraverso macchie di puro colore. Questo è il periodo che lo ha reso celebre e lo ha inserito a pieno diritto tra i più grandi pittori del suo tempo. L'attività pittorica fu accompagnata dall'impegno politico-patriottico, che lo spinse a partecipare alle guerre risorgimentali. Trascorse una vita irta di difficoltà e certamente non riuscì a riscuotere i meritati riconoscimenti e neppure riusci a crearsi una situazione famigliare ed effettiva, che potesse soddisfare l’animo suo e la sua fantasia prettamente romantica. . Dopo aver vissuto per lungo tempo a Firenze, ospite della famiglia Batelli, si trasferì al Gabbro (vicino a Livorno) presso altri amici, ma sopravvenne una progressiva cecità che gli rese sempre più difficoltoso il lavoro, finché un male incurabile pose fine alla sua vita travagliata all'Ospedale S. Giovanni di Dio di Firenze, nel 1895.

Palazzo CalubaniModifica

Fu proprietà della famiglia di tal nome: presenta una imponente facciata di carattere classico con ringhiera di ferro battuto, opera finissima di artista locale. Le originarie cornici di pietra delle finestre furono sostituite nel 1905 da altre di graniglia di cemento. Molto interessante lo scalone in stile settecentesco, pregevolissima opera di architettura.

Palazzo PapianiModifica

Fu la sede originaria della famiglia Papiani, una delle più importanti di Modigliana. Nel cortile alcune finestre ad arco, in cotto, di tipo quattrocentesco, rivelano che le strutture più antiche del palazzo risalgono a tale epoca. All'esterno uno stemma, totalmente corroso, non è più identificabile, e la data 1721, incisa su una lastra di arenaria indica l'anno di ristrutturazione del palazzo, che in quel periodo apparteneva a un ramo della famiglia Papiani, quello di Gioacchino. Gioacchino Papiani fu personaggio colto, vivace ed estroso, organizzò a Modigliana nella seconda metà del Settecento i primi spettacoli, le prime rappresentazioni teatrali che si svolgevano nel salone maggiore del suo palazzo.

Madonna di casa RavaglioliModifica

Statua lignea in stile gotico risalente al XIII secolo, incastonata in una facciata in piazza Vittorio Veneto.

Palazzo PretorioModifica

Il Palazzo storico risalente al Trecento, si trova nell'omonima piazza al centro del borgo medievale di Modigliana, e fu prima possesso dei Conti Guidi nel 1377 e poi sede del Podestà e Pretore fiorentino, inviato dalla città di Firenze ogni anno per l'amministrazione del paese. Gli stemmi e le iscrizioni presenti sulla parte esterna del palazzo testimoniano proprio la successione nel tempo dei vari Potestà. L'architettura del palazzo è quella tipica dei palazzi trecenteschi fiorentini, con paramenti in sasso a vista e muri dallo spessore imponente : in evidenza, il soffitto ad archi al pian terreno e i pavimenti a quadrelli in cotto. In seguito ai terremoti, il palazzo fu abbassato, e l'aspetto originario risulta mutato nell'arco del tempo, la parte centrale risultava infatti, una volta più alta di un piano e presentava la tipica merlatura. Nel 1896, furono murate le aperture e aggiunte due ali, le finestre oggi tamponate sono ancora riconoscibili. L'ingresso principale era in via Vaiani, ed oggi corrisponde alla Pinacoteca[6].

PinacotecaModifica

La Pinacoteca dedicata al grande maestro della 'Macchia' Silvestro Lega, si articola in quattro fondamentali nuclei : i quadri di Silvestro Lega (con ritratti di Garibaldi, Mazzini, Don Giovanni Verità); le opere provenienti dal premio Lega; quadri acquisiti dal Comune di Modigliana, e la donazione, risalente al 1959, di Michele Campana di un altro gruppo di quadri.

Dal nucleo centrale dedicato al Lega, “genius loci”, dal quale la pinacoteca eredita la sua identità e legittimità storica, si diramano altre presenze artistiche, che pur appartenendo a periodi e correnti diverse, trovano un dialogo comune all'interno del museo, come luogo di coscienza culturale e storica. Pertanto il nucleo della donazione Campana, rivela un interesse particolare alla tradizione impressionista, all'interno di un'arte figurativa di connotazione prettamente toscana ed emiliano-romagnola, con artisti come Annibale Gatti, Gino Barbieri, Domenico Baccarini, Armando Spadini etc.

Nelle opere provenienti dal Premio Lega, si passa invece a documentare i movimenti di avanguardia degli anni '50-'60, Astrattismo, Arte Ottica, Espressionismo astratto, con Alviani, Pozzati e Plinio Mesciulam.

L'ultima sezione presenta invece quadri donati o acquisiti dal Comune, tra cui di particolare interesse il ritratto de “I nuotatori” di Francesco Nonni[7].

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[8]

Etnie e minoranze straniereModifica

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2015 la popolazione straniera residente era di 354 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

GastronomiaModifica

Modigliana è conosciuta per il «Mandorlato al cioccolato»[9], dolce tipico riconosciuto nel 2010 come prodotto agroalimentare tradizionale[10].

EconomiaModifica

IndustriaModifica

A Modigliana ha sede la Alpi S.p.A, società produttrice di prodotti in legname per costruzioni e mobilifici.

AmministrazioneModifica

Cronologia sindaciModifica

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 1985 26 maggio 1990 Gilberto Bernabei Democrazia Cristiana Sindaco [11]
26 maggio 1990 24 aprile 1995 Pier Paolo Gugnoni Democrazia Cristiana Sindaco [11]
8 maggio 1995 14 giugno 1999 Alba Maria Continelli centro-destra Sindaco [11]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Alba Maria Continelli centro-destra Sindaco [11]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Claudio Samorì centro-sinistra Sindaco [11]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Claudio Samorì centro-sinistra Sindaco [11]
26 maggio 2014 28 maggio 2019 Valerio Roccalbegni centro-destra: voi e noi Sindaco [11]
28 maggio 2019 in carica Jader Dardi centro-sinistra Sindaco [11]

NoteModifica

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 ottobre 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  3. ^ Cioè feudatario dell'imperatore.
  4. ^ ACS - Ufficio araldico - Fascicoli comunali, su dati.acs.beniculturali.it.
  5. ^ Riccardo Chiesa, Le campane della politica, in Corriere Romagna, Forlì, 29 gennaio 2010, p. 4.
  6. ^ Palazzo Pretorio - Comune di Modigliana, su www.comune.modigliana.fc.it. URL consultato il 13 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale il 13 ottobre 2018).
  7. ^ Pinacoteca Comunale Silvestro Lega - Comune di Modigliana, su www.comune.modigliana.fc.it. URL consultato il 13 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale il 13 ottobre 2018).
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Mandorlato al cioccolato di Modigliana, su fondazioneslowfood.com. URL consultato il 26 dicembre 2017.
  10. ^ Dolci tradizioni di Romagna, su modigliantica.com. URL consultato il 26 dicembre 2017.
  11. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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