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Molina di Quosa

frazione del comune italiano di San Giuliano Terme

Geografia fisicaModifica

Il paese di Molina di Quosa si trova lungo la Strada statale 12 dell'Abetone e del Brennero, che scorre lungo monte, che conduce da San Giuliano Terme a Lucca.

Il paese si estende sia nella piana, sia sul crinale del Monte Pisano.

ToponimoModifica

Il nome Molina di Quosa significa i mulini presso il torrente Cuoza. Anticamente, infatti, il paese era diviso in due parti: la parte in monte, chiamata semplicemente Cuoza, e la parte a valle nota come Corte di Lugnano.

StoriaModifica

Fondazione romanaModifica

La via che attraversa questo paese è la via Emilia Scauri che in epoca romana collegava Pisa a Lucca. Nel centro dell'attuale paese di Molina (dove ora sorge la villa Studiati-Berni), sono stati trovati resti di un'abitazione signorile di epoca romana, che fa supporre che in questa zona fosse stata costruita una colonia, un'azienda agricola, affidata alla famiglia dei Leoninus, da cui il nome Lugnano, con cui Molina era conosciuta.

MedioevoModifica

Dal IV all'VIII secolo, al disgregarsi dell'impero romano e in seguito alle invasioni barbare, la popolazione trovò scampo sul monte, abitando le grotte o le spelonche naturali di cui il Monte Pisano è ricco. In monte, nel 724 sotto il regno di Liutprando, fu eretto uno dei primi monasteri cristiani, la cui chiesa era dedicata a San Michele Arcangelo. Attorno al monastero, chiamato Cuoza dal nome del ruscello presso cui sorgeva, si sviluppo un nucleo di abitazioni, mentre il paese che si stava formando a valle conservava il nome della prima colonia, Corte di Lugnano. Ottone III dette in concessione le Corti di Pugnano, Lugnano e di Laiano, i monti di Ripafratta ed alcuni terreni alle porte di Pisa, a Manfredo da Ripafratta. Probabilmente di questo periodo è la chiesa di Santa Lucia di Lugnano.

Borgo fortificatoModifica

Attorno ai secoli XI e XII, lo sviluppo demografico ed economico del paese fu alimentato dalla costruzioni di mulini ad acqua, invenzione importata dai Crociati. I mulini erano dedicati alla macina dei cereali e alla spremitura delle olive.

Con il crescere della sua economia, Molina cominciò ad essere contesa fra i due stati confinanti, la repubblica di Lucca e la repubblica marinara di Pisa. A partire dal 1082 si andò sviluppando una barriera difensiva intorno al paese. Le mura, le torri e il mastio in questo periodo proteggevano il solo centro abitato. Tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo, il sistema difensivo del paese fu rafforzato, e nel 1286, dopo che il paese passò nuovamente di mano, i pisani iniziarono l'opera di consolidamento, costruendo un castello nei pressi di Ciapino.

Nel 1313, la mancata ratifica della Pace di Quosa, in seguito alla provocazione degli ambasciatori lucchesi[3], causò una nuova guerra, vinta dalle truppe pisane capitanate da Uguccione della Faggiola. Al termine della guerra, nel 1314 il condottiero ordinò la demolizione delle difese di Molina di Quosa, così come di altre fortificazioni sul confine pisano-lucchese. All'inizio del secolo XIV, le mura furono ricostruite. Nel 1503 le truppe fiorentine conquistarono il paese, e lo lasciarono in fiamme. Delle mura oggi rimane visibile un buon tratto lungo la Via dei Mulini, alcune parti delle mura sono invece state annesse alle case.

Seconda guerra mondialeModifica

Nell'agosto del 1944 Molina di Quosa fu teatro di un eccidio nazifascista, in località La Romagna, durante il quale 69 persone furono trucidate.

Sviluppo attività economicaModifica

Nei secoli successivi, l'economia locale era fortemente legata all'attività dei molini. Agli inizi del Novecento circa 30 mulini erano operativi. L'ultimo mulino rimasto operativo ha terminato le sue attività negli anni 1950.

SportModifica

Il paese vanta la presenza di una squadra di hockey in linea (Polisportiva Molinese), la cui squadra principale gareggia in serie A1, a livello nazionale.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

 
La chiesa dei Santi Lucia e Fabiano

A Molina di Quosa sono presenti diversi edifici di interesse artistico, tra cui:

Inoltre di notevole interesse sono i sentieri percorribili a piedi per raggiungere il moriglion di Penna, con Cloe.

NoteModifica

  1. ^ Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizionario degli etnici e dei toponimi italiani, Bologna, Pàtron Editore, 1981, p. 328.
  2. ^ Dati del censimento Istat 2001
  3. ^ Questo fatto storico è rievocato da Giosuè Carducci nella poesia Faida di Comune

BibliografiaModifica

  • Giuseppe Caciagli, Pisa e la sua provincia, vol. 3, tomo II, Pisa, Colombo Cursi Editore, 1972, pp. 581–582.
  • Mario Noferi: Molina di Quosa e la sua storia, Editgrafica Orsini – Coccapani - Pisa.

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