Monastero patriarcale di Peć

monastero ortodosso serbo in Kosovo
UNESCO white logo.svg Bene protetto dall'UNESCO
Monumenti medievali in Kosovo: monastero di Dečani, monastero patriarcale di Peć, monastero di Gračanica e Nostra Signora di Ljeviš
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Patriarchate of Peć 2010.JPG
TipoCulturali
Criterio(ii) (iii) (iv)
Pericolo2006
Riconosciuto dal2004
Scheda UNESCO(EN) Medieval Monuments in Kosovo: Dečani Monastery, Patriarchal Monastery of Peć, Gračanica Monastery, and Our Lady of Ljeviš
(FR) Scheda
Monastero patriarcale di Peć
Patriarchate of Peć 2010.JPG
StatoNazioni Unite/Kosovo/Serbia Kosovo[1]
LocalitàPeć
Coordinate42°39′40.18″N 20°15′56.23″E / 42.661161°N 20.265619°E42.661161; 20.265619
ReligioneChiesa ortodossa serba
DiocesiEparchia di Ras e Prizren
ConsacrazioneXIII secolo
FondatoreSava di Serbia
Arsenio I
Stile architettonicoArchitettura serbo-bizantina

Il monastero patriarcale di Peć (in serbo: Манастир Пећка патријаршија, Manastir Pećka patrijaršija; albanese: Patrikana e Pejës) è un monastero patriarcale (stavropigiale) appartenente alla Chiesa ortodossa serba situato vicino a Peć, in Kosovo. Il complesso di chiese è la sede spirituale e il mausoleo degli arcivescovi e patriarchi serbi.

Il 31 luglio 2006 venne inserito nell'elenco dei patrimoni dell'umanità dell'OrganizzazioneUNESCO come estensione del monastero di Dečani, già inserito nella lista due anni prima.

FondazioneModifica

La data precisa della fondazione del monastero è sconosciuta. Si pensa che, mentre san Sava era ancora in vita, il sito sia diventato un metoh (ovverosia un terreno posseduto e governato da un monastero) del monastero di Žiča, che allora era la sede dell'Arcivescovato serbo, in seguito elevato a Patriarcato (1346-1463 e 1557-1766).

L'arcivescovo Arsenije I costruì la chiesa dei Santi Apostoli, al fine di porre in un luogo più sicuro e più vicino al centro della nazione la sede della chiesa serba. Presto, intorno al 1250, ne ordinò la decorazione. Nel 1320, a nord di essa venne costruita la chiesa di San Demetrio, per ordine dell'arcivescovo Nikodim I. Nel 1330, a sud della prima venne costruita una terza chiesa dall'arcivescovo Danilo II, la chiesa della Santa Vergine Hodegetria, a sud della quale venne poi aggiunta anche la piccola chiesa di San Nicola. Di fronte alle tre grandi chiese Danilo II eresse un monumentale nartece e, di fronte a quest'ultimo, una torre. Ai tempi dell'arcivescovo Joanakije II, intorno al 1345, venne affrescato l'interno della chiesa di San Demetrio.

Durante il XIV secolo vennero apportate piccole modifiche alla chiesa dei Santi Apostoli. Dal XIII al XV e nel XVII secolo i patriarchi serbi, arcivescovi di Peć, vennero sepolti nelle chiese del monastero.

RestauriModifica

Il restauro del complesso iniziò nel giugno del 2006 e venne completato a novembre dello stesso anno. Lo scopo principale era quello di proteggere il monastero dalle inclemenze del tempo, oltre che riparare i muri interni ed esterni. Sulla facciata nord di San Demetrio vennero scoperti due affreschi precedentemente sconosciuti, rappresentanti una regina ed un nobile serbo.

NoteModifica

  1. ^ Sotto protettorato ONU (UNMIK), dichiaratosi unilateralmente Repubblica indipendente (riconosciuta dalla maggioranza degli stati ONU), secessionista dalla Serbia secondo cui è una Provincia autonoma

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