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Principe di Monforte
Corona araldica
ParìaParìa di Sicilia
Data di creazione1º settembre 1628
Creato daFilippo IV di Spagna
Primo detentoreGiuseppe Moncada Saccano
Ultimo detentoreGuglielmo Raimondo Moncada Notarbartolo
TrasmissioneMaschio primogenito
Titoli sussidiariPrincipe di Soria, Marchese di Santa Marina, Conte di San Pietro
Predicato d'onorePrincipe infeudato
Famiglia
Feudi detenuti
  • Barone di Castania
  • Signore del Molino di Tortorici

I Moncada di Monforte sono una famiglia nobile italiana, secondo ramo dei Moncada di Sicilia.

StoriaModifica

Federico Moncada († 1561), nobile dei conti di Adernò, nel 1513 si unì in matrimonio alla nobildonna messinese Agnese Pollicino, ed ebbe in dote le baronie di Bauso, Calvaruso, Mauroianni, Monforte, Rocca, Samperi, Saponara e Tortorici.[1] Dall'unione nacquero, Guglielmo († 1542), che alla morte del padre fu investito dei titoli di barone di Monforte e Samperi - che vendette ai Saccano - e Girolamo († 1593), titolare delle baronie di Calvaruso e di Saponara. Detto Girolamo, si sposò nel 1546 con Vincenza Scirotta dei baroni di Montevago, da cui ebbe Federico.[2]

Federico Moncada Scirotta (1547-1611), investito nel 1562 del titolo di barone di Tortorici, nel 1567 vendette alla madre le baronie di Calvaruso e Saponara (riottenute per donazione fatta dalla medesima nel 1586).[2] Fu senatore di Palermo (1595-1597) e capitano di giustizia della capitale siciliana (1598-1599)[3]; sposò Eufrosina Settimo dei baroni di Giarratana, da cui ebbe sei figli. Di questi, il primogenito, Girolamo (1571-1649) fu canonico della Cattedrale di Palermo, il secondo, Pietro, fu investito delle baronie di Saponara e Tortorici, ed il terzo, Francesco (1575-1604), di quella di Calvaruso.[2]

Pietro, sposato con Vittoria Saccano dei baroni di Monforte e Samperi, attraverso questo matrimonio riportò in dote alla famiglia i predetti feudi.[4] Francesco, sposato con Eleonora Gaetani dei baroni di Sortino, non ebbe eredi, e il feudo di Calvaruso passò al nipote Cesare Moncada Saccano (1588-1648), figlio primogenito del fratello Pietro, che nel 1628 ottenne investitura del titolo di principe di Calvaruso. L'altro figlio di Pietro, Giuseppe († 1631), divenuto titolare delle baronie di Monforte e Samperi rispettivamente nel 1606 e 1622[5], ottenne invece investitura dapprima al titolo di conte di San Pietro nel 1618, e in seguito a quello di principe di Monforte nel 1628. Da Giuseppe Moncada Saccano ebbe origine il ramo dei Principi di Monforte, e questi, sposato con Flavia Monforte, ebbe un solo figlio: Pietro Moncada Monforte († 1641), II principe di Monforte, sposò Teresa di Giovanni dei principi di Trecastagni, da cui ebbe l'unico figlio Domenico (1639-1680), III principe di Monforte.

Tra i membri più illustri del ramo dei Principi di Monforte, si ricordano i figli di Giovanni Antonio Moncada Ioppolo, V principe di Monforte (1698-1759): Raimondo (1737-1813), che fu vescovo di Patti; Emanuele, VII principe di Monforte (1740-1815); Carmelo, VIII principe di Monforte († 1830), ufficiali militari al servizio del Regno di Spagna e insigniti del Grandato di Spagna. Con Giovanni Antonio Moncada Cilestri, VIII principe di Monforte (1797-1854), figlio di Emanuele Moncada Torqui e nipote del principe Carmelo, furono portati in dote i titoli di principe di Soria, di marchese di Santa Marina e barone di Castania, attraverso il suo matrimonio con Rosa Galletti di San Cataldo, e lo stesso fu parì del Regno di Sicilia (1830-1848).[6]

Tra gli esponenti contemporanei del ramo, si possono citare Gino Moncada Lo Giudice, docente universitario e senatore della XIV legislatura della Repubblica Italiana, e Mario Moncada di Monforte, scrittore.

NoteModifica

  1. ^ G. A. della Lengueglia, Ritratti della prosapia et heroi Moncadi nella Sicilia, vol. 2, Sacco, 1657, p. 198.
  2. ^ a b c LINEE GENERALI MONCADA DI MONFORTE, su mariomoncadadimonforte.it. URL consultato l'11 luglio 2018.
  3. ^ Spreti, p. 642.
  4. ^ Spreti, p. 643.
  5. ^ Spreti, p. 644.
  6. ^ Spreti, p. 645.

BibliografiaModifica

  • G. Galluppi, barone di Pancaldo, Nobiliario della città di Messina, Napoli, Giannini, 1877, pp. 128-129.
  • V. Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, vol. 5, Bologna, Forni, 1981.
  • Annuario della Nobiltà Italiana, vol. 2, Teglio, SAGI, 2010, ISBN 88-8241-284-9.