Moncada di Monforte

Famiglia nobile italiana
Moncada di Monforte
Stemma Moncada di Sicilia.png
Et simili semper
nel 1° e 4°, di nero, con un leone coronato d’oro; nel 2° e 3°, fusaio in banda d'argento e d'azzuro (Baviera); sopra il tutto: partito nel 1° di rosso con otto bisanti d'oro, due su due (Moncada); nel 2° di rosso con quattro pali d’oro (Aragona)
Casata di derivazioneMoncada
FondatoreGiuseppe Moncada Saccano
Data di fondazioneXVII secolo
Etniaitaliana

I Moncada di Monforte sono una famiglia nobile italiana, ramo secondario dei Moncada di Sicilia.

Deriva dalla linea dei Baroni di Tortorici, a sua volta derivata da quella antica dei Conti di Adernò e di Caltanissetta, e formatasi nel XVI secolo. Capostipite fu Giuseppe Moncada Saccano, I conte di Samperi, che nel 1628 fu investito del titolo di Principe di Monforte dal Re di Spagna.

StoriaModifica

 
Federico Moncada, barone di Tortorici

Il ramo deriva dalla linea dei Baroni di Tortorici, cui capostipite fu Federico Moncada († 1561), nobile dei conti di Adernò, che nel 1513 si unì in matrimonio alla nobildonna messinese Agnese Pollicino, da cui ebbe in dote le baronie di Bauso, Calvaruso, Mauroianni, Monforte, Rocca, Samperi, Saponara e Tortorici.[1]

Giuseppe Moncada Saccano († 1631), suo discendente ed erede delle baronie di Monforte e Samperi, rispettivamente dal 1606 e dal 1622, ottenne investitura dapprima al titolo di I conte di San Pietro nel 1618, e in seguito, a quello di I principe di Monforte, con privilegio dato dal re Filippo IV di Spagna il 1º settembre 1628, ed esecutoriato il 24 dicembre dell'anno medesimo.[2] Da questi ebbe così origine il ramo dei Principi di Monforte, e sposato con Flavia Monforte, ebbe un solo figlio: Pietro Moncada Monforte, II principe di Monforte († 1641), che sposò Teresa di Giovanni dei principi di Trecastagni, da cui ebbe l'unico figlio Domenico, III principe di Monforte (1639-1680).

Tra i membri più illustri del ramo dei Principi di Monforte, si ricordano i figli di Giovanni Antonio Moncada Ioppolo, V principe di Monforte (1698-1759): Raimondo (1737-1813), che fu vescovo di Patti; Emanuele, VII principe di Monforte (1740-1815); Carmelo, VIII principe di Monforte (1743-1830), ufficiali militari al servizio del Regno di Spagna e insigniti del Grandato di Spagna.

Nel 1812, l'abolizione del feudalesimo nel Regno di Sicilia sancito dalla Costituzione adottata dal sovrano Ferdinando III di Borbone per contrastare le rivoluzioni napoleoniche, portò alla soppressione di tutti gli Stati feudali nell'isola e all'istituzione del Parlamento siciliano, ed ai Moncada dei Principi di Monforte fu assegnato un seggio ereditario alla Camera dei pari.[3]

Con Giovanni Antonio Moncada Cilestri, VIII principe di Monforte (1797-1854), figlio di Emanuele Moncada Torqui e nipote del principe Carmelo, furono portati in dote i titoli di Principe di Soria, di Marchese di Santa Marina e Barone di Castania, attraverso il suo matrimonio con Rosa Galletti di San Cataldo, e lo stesso fu parì del Regno di Sicilia (1830-1848).[4]

TitoliModifica

I Moncada di Monforte sono possessori dei seguenti titoli nobiliari:

Albero genealogico[5]Modifica

 Giuseppe, I principe di Monforte († 1631)
Flavia Monforte
 
 
 Pietro, II principe di Monforte († 1641)
Teresa Di Giovanni dei principi di Trecastagni
 
   
 Domenico, III principe di Monforte (1639-post 1680)
Francesca Olivieri dei baroni di Acquaviva
Federico (1640-1683)
Raimondo, cavaliere dell'Ordine di Malta (1641-?)
 
     
 Francesco Nicola (1681-?)
Giuseppe Francesco (1677-1684)
Flavia Rosalia, religiosa (1674-1715)
Anna Teresa (1672-?)
Pietro, IV principe di Monforte (1670-1724)
Anna Joppolo dei conti di Sant'Alessio
 
      
 Girolamo (1702-1761)
Guglielmo Raimondo (1701-?)
Federico, religioso (1700-?)
Domenico Ignazio(1698-?)
Giovanni Antonio, V principe di Monforte (1698-1759)
Domenica Oneto dei principi di San Lorenzo
Francesca, badessa del Monastero di San Vito (1694-1773)
 
       
 Girolamo, VI principe di Monforte († 1765)
Francesca (1730-1736)
Federico, abate di Santa Maria del Burgetto (1736-1785)
Raimondo, vescovo di Patti (1736-1813)
Francesco, religioso (1738-1824)
Emanuele, VII principe di Monforte (1740-1815)
Carmelo VIII principe di Monforte (1743-1830)
Vincenza Torqui Zornilla
 
  
 Emanuele (1769-1803)
Emanuela Cilestri dei marchesi di Santa Croce
Giuseppe (1772-?)
 
     
 Federico (1803-1808)
Maria Vincenzina (1801-1810)
Tommaso Antonio (1799-?)
Isabella Morino
Carmelo (1798-?)
Giovanni Antonio, IX principe di Monforte (1797-1854)
Rosa Galletti dei principi di Soria
  
    
 (con discendenza)
Guglielmo, X principe di Monforte (1823-1876)
Antonietta Vizzini
Giuseppe (1824-1887)
Carolina Agneto
Emanuela (1829-1867)
I Giovanni Ventimiglia, principe di Castelbuono, II Filippo Cioppa Cattei
 
     
 Giovanni Eugenio, XI principe di Monforte (1846-1915)
Emanuela Notarbartolo dei duchi di Villarosa
 Maria Rosa (1848-1876)
 Giuseppe (1850-1892)
Teresa Attanasio
Giovanni Guglielmo (*† 1846)
Francesco (1854-?)
  
       
 Guglielmo Raimondo, XII principe di Monforte (1869-1933)
Antonia Trigona dei principi di Sant'Elia
Francesco (1872-?)
Elena Baggio
Francesca di Paola (1873-?)
Rocco Allegra, barone
Irene (1876-1877)
Corrada (1878-1957)
Domenico Zanasi
Pietro Guglielmo (1880-?)
(con discendenza)
 
        
 Giovanni Eugenio, XIII principe di Monforte (1897-1954)
I Emanuela Arezzo dei conti di Celano, II Marianna David
Francesco (1900-1918)
Emanuela (1902-1917)
Federico (1904-1993)
Domenico (1907-1991)
Elvira Mirabella
Gastone (1908-1989)
Clara Borghese
Ugo (1911-1993)
Anna Di Marco
Ferdinando (1913-1974)
Ida Longo
     
          
I Guglielmo Raimondo (1922-2003)
I Maria Teresa Vannutelli, II Anna Maria D’Agostino
II Carmelo (1928)
I Isabella Briguccia, II Flora Funck
II Eucaristica (1931)
Giuseppe Maniscalco
II Antonietta (1937)
Calogero Zarbo
II Lucia (1939)
II Anna Maria (1948)
Nino La Bianca
 (con discendenza)
(con discendenza)
(con discendenza)
(con discendenza)
  
  
(con discendenza)
(con discendenza)

NoteModifica

  1. ^ G. A. della Lengueglia, Ritratti della prosapia et heroi Moncadi nella Sicilia, vol. 2, Sacco, 1657, p. 198.
  2. ^ Spreti, p. 644.
  3. ^ S. Policastro, La Sicilia "dall'êra paleolitica al 1960 d.C.", le sue città "dal 15000 a.C. al 1960 d.C.", la regione siciliana "dal 1946 al 1960 d.C.", Tipografia Idonea, 1960, p. 110.
  4. ^ Spreti, p. 645.
  5. ^ LINEE GENERALI MONCADA DI MONFORTE, su mariomoncadadimonforte.it. URL consultato l'11 luglio 2018.

BibliografiaModifica

  • G. Galluppi, barone di Pancaldo, Nobiliario della città di Messina, Napoli, Giannini, 1877, pp. 128-129.
  • V. Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, vol. 5, Bologna, Forni, 1981.
  • Annuario della Nobiltà Italiana, vol. 2, Teglio, SAGI, 2010, ISBN 88-8241-284-9.

Collegamenti esterniModifica

Voci correlateModifica