Mondello

frazione del comune italiano di Palermo
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Mondello
frazione
Mondello – Veduta
Mondello da Monte Pellegrino
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
Città metropolitanaProvincia di Palermo-Stemma.svg Palermo
ComunePalermo-Stemma.svg Palermo
Territorio
Coordinate38°06′56″N 13°21′41″E / 38.115556°N 13.361389°E38.115556; 13.361389 (Mondello)Coordinate: 38°06′56″N 13°21′41″E / 38.115556°N 13.361389°E38.115556; 13.361389 (Mondello)
Altitudinem s.l.m.
Abitanti
Altre informazioni
Cod. postale90151
Prefisso091
Fuso orarioUTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Mondello
Mondello

Mondello è un quartiere e località turistica di Palermo facente parte della VII Circoscrizione, racchiuso da Monte Pellegrino e Monte Gallo. Distaccato dalla città dal Parco della Favorita, è raggiungibile per mezzo dei tanti viali reali alberati o tramite collegamenti secondari.

La zona è rinomata per la spiaggia, che rappresenta uno dei lidi più ambiti della Sicilia, per le sue numerose ville in stile Liberty, note come migliore espressione dell'Art Nouveau in Italia, e per i siti di interesse storico. È sede del World Festival on the Beach. In questa località, nel 1975 nacque il Premio Mondello, kermesse letteraria oggi organizzata dalla Fondazione Sicilia insieme al Salone Internazionale del Libro di Torino.

Il sito

 
Veduta notturna di Piazza Mondello

Le ville in stile Liberty caratterizzano l'architettura del luogo, rendendolo un importante punto di riferimento per la storia del modernismo internazionale. Queste costruzioni (molte ad opera del celebre architetto Ernesto Basile) sono tra i migliori esempi dell'architettura dell'Art Nouveau in Italia e in Europa.

Mondello presenta molte strutture ricettive, numerosi club nautici e circoli esclusivi, ristoranti, negozi, un porticciolo ed un antico stabilimento balneare, uno dei monumenti simbolo della città. Nel periodo estivo vengono offerti diversi servizi incentrati, per esempio, sull'affitto di cabine o su abbonamenti per accedere a frazioni private della spiaggia.

Attraverso diverse ordinanze, Mondello dovrebbe essere resa un'isola pedonale chiudendo al traffico la via principale che costeggia la spiaggia.

Geografia fisica

 
Monte Pellegrino visto dal porticciolo di Piazza Mondello

Territorio

La località di Mondello - distante circa 12 km dal centro urbano di Palermo e separata dal resto della città dal Parco della Favorita - si adagia su una baia semicircolare le cui estremità sono il Monte Pellegrino nel versante sud-orientale e il Monte Gallo in quello nord-occidentale. Le riserve naturali dei due promontori offrono un'eccezionale diversificazione paesaggistica, che rappresenta una delle più importanti peculiarità del luogo. È raggiungibile per mezzo dei viali alberati della Favorita o attraversando il lungomare dell'Addaura.

Il litorale di Mondello-Valdesi è caratterizzato da una sabbia fine e morbida, di colore chiaro con sfumature rosate alla battigia, costellato da minuscole conchiglie frammentate. A differenza di altre spiagge del Mediterraneo e a somiglianza con quelle caraibiche, la sabbia è di natura organica. La spiaggia nasce infatti dalla decomposizione dei molti molluschi che vivono nella foresta di posidonia al centro del golfo. Questa particolare alga, che in inverno dopo le mareggiate ricopre il bagnasciuga emanando un forte odore di iodio, è per questo motivo un elemento fondamentale per l’ecosistema dell’arenile.[1]

Nel versante più vicino al Monte Pellegrino, inglobato nei 1.050 ettari dell'omonima riserva naturale, sono presenti grosse bancate di calcari algali e livelli bioclastici databili all'Eocene inferiore-medio, oltre che lembi di calcareniti, sedimenti consolidati del pavimento di alcune grotte e infine terre rosse continentali di riempimento di fessure, databili all'incirca tra il Pliocene superiore e il Pleistocene inferiore.[2] Questi affioramenti, già oggetto di studio da parte di naturalisti e paleontologi dal XX secolo, presentano notevole importanza per la moderna paleontologia per le faune vertebrate da essi restituite. Il carattere endemico di queste ultime, conseguente all'isolamento, fanno ritenere che la conformazione della Sicilia occidentale fosse a quel tempo molto articolata, con gli attuali rilievi componenti un arcipelago di cui Monte Pellegrino doveva costituire uno degli isolotti.[3]

La porzione di costa alle pendici del Monte Gallo, che chiude a nord il golfo di Mondello, è caratterizzato dal trottoir a vermeti, una piattaforma carbonatica rara nel Mediterraneo, composta da organismi viventi i cui gusci calcarei si calcificano a pelo d'acqua saldandosi l'uno a l'altro, costruendo un "marciapiede" biologico lungo circa 5 metri. È anche presente una scogliera, composta per la maggior parte da scogli fuoriuscenti dall'acqua, che delimita la sezione di spiaggia inclusa nella Riserva naturale orientata di Capo Gallo.[4]

Quest'ultima è un'area di quasi 586 ettari situata attorno al massiccio carbonatico formatosi tra il periodo del Mesozoico e l'Eocene. All'interno sono presenti numerose cavità e grotte, come la Fossa del Gallo, la Grotta Perciata, di notevole interesse paleontologico, dove sono stati ritrovati resti di vertebrati fossili quali l'elefante nano, l'ippopotamo ed il cervo risalenti al Paleolitico superiore, e la Grotta Regina, una vasta caverna formatasi per erosione marina ed utilizzata come santuario punico, oltre che come rifugio per piccole comunità di età tardo-romana, bizantina ed araba nel corso del tempo.[5]

L'appena citata riserva di Capo Gallo da un lato e la riserva naturale orientata di Monte Pellegrino dall'altro permettono a Mondello di vantare una ricca flora rupestre, che comprende diverse specie endemiche o rare. Le falesie a picco sul mare del versante settentrionale presentano le condizioni ottimali per la conservazione di specie tipiche degli habitat sub-montani della Sicilia e le pareti rocciose favoriscono l'insediamento di una componente floristica ricca sia di elementi ad ampia distribuzione, sia di numerose e rare entità endemiche di particolare interesse fitogeografico. Per tale motivo, Mondello ha una particolare rilevanza nello studio della flora endemica siciliana.[6] L'intera frazione è ricca di palme e palme nane, mentre le formazioni più diffuse di vegetazione arborea sono quelle miste di pini, eucalipti e cipressi. Inoltre, in corrispondenza di viale degli Iris, nel tratto compreso tra il viale Principe di Scalea ed il viale dei Pioppi, è presenta una delle più belle gallerie di ficus benjamina della città.[7]

Clima

 
La spiaggia di Mondello

Mondello gode di un clima tipicamente mediterraneo. Le estati sono calde e con piogge scarse, ma con indici di umidità non elevati. Grazie alle continue brezze mediterranee e tirreniche, le giornate sono spesso ventilate: l'unica eccezione è rappresentata dalle settimane in cui soffia lo Scirocco, che porta le temperature a valori decisamente alti, innalzando anche il livello di umidità. La maggior parte delle precipitazioni sono concentrate nei primi giorni di settembre, mentre nel resto dell'autunno continuano a susseguirsi giornate soleggiate e dalle temperature decisamente gradevoli.

Gli inverni risultano generalmente miti, ma nonostante l'influenza mediterranea, negli ultimi anni durante i mesi invernali le temperature possono arrivare ai 5° circa per parecchie settimane.

Molto raramente la spiaggia di Mondello (così come gli altri comuni tirrenici della Sicilia) può essere imbiancate da un sottile quanto suggestivo strato di neve. Le ultime nevicate sono state quelle del 30 e del 31 dicembre 2014.

Le primavere sono tiepide (tranne a marzo e, a volte, i primi di aprile quando ancora possono arrivare bordate fredde dai Balcani) e normalmente già dalla la seconda metà di aprile e l'inizio di maggio le temperature si mantengono su valori alti.

Storia

Dalla Preistoria all'età bizantina

 
Uno dei graffiti rupestri rinvenuti negli anni Cinquanta nelle Grotte dell'Addaura

Nel Paleolitico e nel Mesolitico, alcune cavità formatesi intorno al Monte Pellegrino (note oggi come Grotte dell'Addaura), così come nel Monte di Capo Gallo e Billiemi, vennero abitate da gruppi umani, che vi trovavano un rifugio sicuro contro intemperie, assalti di tribù nemiche ed animali feroci. Al loro interno sono state ritrovate delle eccezionali incisioni in cui venivano raffigurati gli usi e costumi degli uomini preistorici. Ad oggi sono delle importantissime testimonianze dell'arte rupestre.

I primi abitatori della zona vivevano esclusivamente di caccia, ma con il trascorrere dei millenni questi hanno iniziato ad acquisire l'attitudine alla pesca per poi arrivare ad allevare animali e a coltivare la terra. Risalgono all'Eneolitico vari villaggi e necropoli, i cui resti sono stati ritrovati a Valdesi e a Partanna, una borgata agricola collegata al porticciolo di Mondello.[8]

In un periodo databile tra il V e il III secolo a.C., durante la dominazione fenicia (sotto la quale è stata fondata la città di Palermo), il golfo di Mondello è stato uno dei protagonisti della rete navale della Conca d'Oro. Alcune grotte del complesso montuoso di Capo Gallo hanno ospitato comunità puniche e libiche.

Durante la prima guerra punica, il generale e politico cartaginese Amilcare Barca approdò a Mondello per conquistare l'Heirktè (l'odierno Monte Pellegrino), dove impiantò il suo accampamento per tre anni. La mole calcarea del monte, per la sua asperità ed inaccessibilità, lo rendeva una vera e propria fortezza naturale, idonea a proteggere i soldati fenici dagli attacchi delle truppe romane e pianificare le continue incursioni ai danni di queste ultime. Si ritiene che in quel periodo il golfo di Mondello fosse molto più vasto di come appare oggi e che il mare s'internasse fino a lambire quasi l'attuale borgata di Partanna, tesi rafforzata dalla testimonianza dello storico greco Polibio che, come riportato da Tommaso Fazello nel suo Le due deche dell'historia di Sicilia, racconta di come Amilcare vi avesse visto un porto sicuro per il suo "numeroso naviglio".[9]

Nel corso delle due successive dominazioni, quella romana e quella bizantina, la fisionomia della città non venne modificata. Tuttavia, a causa dei disboscamenti, del riversamento a valle della terra superficiale dei monti delimitanti la piana e del ritirarsi del mare, la zona di Valdesi si trasformò in un porto fangoso. I depositi alluvionali e i detriti provenienti dai monti vicini, infatti, non poterono defluire liberamente in mare e trasformarono il terreno (già ricco d'acqua) in un'estesa palude.

Periodo arabo

Nei due secoli di dominazione araba, Mondello era conosciuta con il nome di Marsa 'at Tinche, tradotto letteralmente, vuol dire Porto del Fango, nome assegnatole per le caratteristiche acquitrinose assunte da buona parte del terreno. Nell'estremo lembo settentrionale del golfo venne creato un piccolo villaggio di pescatori, mentre le parti più basse dell'attuale Valdesi, in comunicazione con il mare, venivano sfruttate come saline, come viene ancora oggi ricordato dal nome di una strada chiamata, appunto, via Saline. Nonostante la zona fosse lontana dal centro abitato arabo, venne interessata dai lavori pubblici che i dominatori musulmani effettuarono per migliorare la rete idrica cittadina, con la costruzione dei Qanat, un'enorme opera ingegneristica consistente in canali sotterranei che, intercettando le falde naturali del terreno, portavano acqua in superficie.

Lo storico Michele Amari nella sua opera Storia dei Musulmani in Sicilia riferisce, sulla base di una cronaca dell'epoca, che dopo la presa islamica di Palermo (nell'anno 831), proprio nel golfo di Mondello sarebbero approdate dieci navi bizantine con l'intento - poi vanificatosi - di riconquistare la città.[10]

Dal XV al XVIII secolo

A partire dal XV secolo, la vita della comunità marinaresca fondata nel lembo settentrionale si arricchì tramite un intenso fiorire di attività agro-pastorali, legate sia alle coltivazioni degli orti e dei vigneti nella Piana del Gallo, che al taglio dei canneti e all'allevamento, ma soprattutto allo sfruttamento di un'ampia foresta, utilizzata come miniera di biomasse animali e vegetali. Lo sviluppo delle attività agricole venne facilitato dalla ricchezza idrica del suolo, garantita da una grossa sorgente di acqua potabile, l'Ayguade (riportata da una mappa francese di età settecentesca e individuata nella vasta tenuta che fu del Principe di Scalea).[11]

Nel 1455 venne costruita una tonnara, che divenne in poco tempo il fulcro della borgata grazie ai numerosi posti di lavoro offerti a maestranze specializzate (tra pescatori, cordai, falegnami, calafati e bottai), oltre che a marinai generici e lavoratori giornalieri. Le abitazioni del villaggio iniziarono a svilupparsi attorno al complesso di pesca e ad una piccola chiesa dedicata alla Madonna delle Grazie. Nel versante meridionale (oggi Mondello-Valdesi), rimasto paludoso, erano state mantenute le saline, di fondamentale importanza per il complesso di pesca date le grandi quantità di sale richieste per il tonno.

Tutti questi elementi rappresentarono, oltre che il fiore all'occhiello della novella imprenditoria palermitana, anche un forte richiamo di corsari e predoni, che partivano dalle munite basi della costa Nord-Africanaper razziare il comprensorio. Per far fronte ai continui assalti pirateschi, gli abitanti intrapresero una serie di iniziative atte a proteggere la tonnara, le saline, i depositi alimentarti, le chiese, oltre che le vite umane. Uno dei progetti maggiormente perseguiti fu la vigilanza attuata da soldati a cavallo, che pattugliavano la costa con il compito di allertare tempestivamente le truppe di stanza al Castello a Mare. In particolare la vigilanza alla Fossa del Gallo si rese necessaria poiché la sinuosa fossa del Malopasso, sotto l'alta falesia del Monte Gallo, era in grado di offrire rifugio ai predoni, occultando la presenza dei vascelli.[12]

In seguito al perdurare dei raid pirateschi, il Senato Palermitano ordinò la costruzione di due torri difensive: la prima è oggi l'unica testimonianza rimasta dell'antica tonnara e forniva rifugio ai lavoratori del complesso di pesca; la seconda, situata in uno sperone roccioso di Capo Gallo, permetteva di intercettare in tempo le imbarcazioni corsare. Queste torri rappresentarono punti chiave della difesa del versante occidentale siciliano.

Nel XVII secolo, all'estremo meridionale del golfo oltre la palude si estendevano i campi detti "campi Valdesi" dal nome del loro proprietario, Valdes. E questa sembra l'etimologia del nome Valdesi.[13]

Durante il secolo XVIII la città di Palermo costituiva un importante centro del bacino mediterraneo per i traffici economici ed era divenuta una capitale a livello europeo in cui sostavano o abitavano numerosi nobili. Essi videro in Mondello un ottimo luogo per l'edificazione di ville per la classe aristocratica, che necessitava della villeggiatura per soddisfare il bisogno di agiatezza. Vennero edificate oltre 250 ville, tra cui 10 di notevole importanza.[14]

Nel 1798, Ferdinando IV di Borbone e la moglie Maria Carolina giunsero a Palermo dopo essere fuggiti da Napoli, allora ritenuta poco sicura a causa dei moti popolari. Il fascino che la città esercitava sul Re lo portarono a trattenersi per alcuni anni e a trasferire la sua residenza a Palermo, commissionando all'architetto Venanzio Marvuglia la costruzione di una dimora oggi conosciuta come Palazzina Cinese, con una veduta sulle attuali borgate di Mondello e Sferracavallo, più le scuderie reali. Il trasferimento della residenza di Ferdinando a Palermo, che permise di consolidare l'importanza della città e il potere dei nobili siciliani, portò alcune famiglie nobiliari (Niscemi, Airoldi, Malvagna e altre) a donare volentieri dei possedimenti nella zona delle falde del Monte Pellegrino, dove sorgeva la Palazzina, affinché il Re ne facesse la sua riserva di caccia. La proprietà venne chiamata "Real Tenuta della Favorita" in quanto egli amava molto soggiornarvi ed parte di essa è oggi diventata il Parco della Favorita, che separa Mondello dal centro cittadino.

In occasione dell'arrivo della corte borbonica a Palermo, le paludi di Mondello vennero aggregate alla Tenuta della Favorita e divennero riserva reale di caccia e pesca, prestandosi molto, per l'orografia del terreno, a tali attività. La riserva reale si estese in poco tempo al di là delle mura della Real Tenuta, inglobando il piccolo villaggio di Pallavicino, il pantano di Mondello e le falde del Monte Gallo in cui sorgeva la piccola tonnara.

Nel gennaio del 1799, il re Ferdinando di Borbone, innamoratosi della zona di Mondello, proibì la caccia all'interno della riserva reale e iniziò una parziale bonifica piantando numerosi alberi di Pino e attuando una sistemazione a giardino intorno alla piccola chiesa ubicata nell'attuale Piazza Caboto.

Come riportato dallo scrittore Vittorio Lo Jacono, ancora oggi resistono due cippi che delimitavano la riserva di caccia, a testimonianza di una Mondello ormai scomparsa: uno di questi, perfettamente conservato, si trova all'interno di una villa privata, mentre l'altro è inglobato nel muro di cinta di un circolo privato, il Country Time Club in via Castelforte.

Nel 1860, con la cacciata dei Borbone, la Real Tenuta - inclusa, quindi, anche la palude mondellese - divenne proprietà della famiglia Savoia.

Dal Novecento ad oggi

 
Airone CANT Z.506 nella spiaggia di Mondello, 1943

Nel 1910, il re Vittorio Emanuele III consentì che le terre della Real Tenuta - inclusa, quindi, anche la frazione mondellese - fossero dismesse a favore del Comune di Palermo, già al lavoro con una società anonima costituita a Bruxelles, Les Tramways de Palerme, che si era impegnata a trasformare la colmata di Mondello e la spianata di Valdesi in una stazione balneare di prim'ordine.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, Mondello si rivelò nuovamente un ottimo punto strategico. I bombardieri alleati, che arrivavano dalle basi africane, dovevano sorvolare Capo Gallo e invertire la rotta al largo del golfo di Mondello per poter colpire il centro cittadino: per tale motivo, sul Monte Gallo venne installato da un contingente della Luftwaffe il radar Freya, uno strumento inedito prima di allora, così da riuscire ad identificare in tempo i velivoli ostili e poter avvisare le postazioni per cannoni e mitraglieri installate su tutta la costa, in larga parte ancora esistenti. Il comando dell'antiaerea si installò al Castello Utveggio, sul Monte Pellegrino, che confermava ancora una volta la sua qualità di fortezza naturale grazie alle correnti ascensionali che impedivano ai bombardieri nemici di prendere la mira e picchiare sull'obiettivo.[15]

Lo Stabilimento Balneare venne utilizzato come quartier generale dai fascisti, dalle truppe tedesche e infine dagli alleati americani, che trasferirono il mobilio a Villa Igiea.

La crisi dell'immediato dopoguerra frena i lavori per Mondello. Alcune delle opere elencate, purtroppo, non sono state mai realizzate per decorrenza dei termini, come per esempio la Cattedrale, una grande ed imponente costruzione di cui sono rimasti solo i progetti e che doveva sorgere in un'area che si attestava all’ingresso all’attuale viale dei Pioppi (per una superficie di 1.500 mq.). Poi, ancora, il Kursal,uno splendido edificio in stile liberty che doveva insistere nell’area dell’attuale Palace Hotel, e che constava di casinò, salone delle feste, e circolo ricreativo, un teatro; un’immensa e bellissima struttura che occupava una superficie di oltre 2000 mq.

La missiva sottolinea la crisi dell’immediato dopoguerra evidenziando che la società belga “Les Tranwais de Palerme” non poteva far fronte a quello che era stato sottoscritto col contratto d’acquisto del 1910.

Luoghi di interesse storico

Le grotte

Nel Paleolitico e nel Mesolitico, alcune cavità formatesi intorno a Monte Pellegrino (note oggi come Grotte dell'Addaura) vennero abitate da gruppi umani. Al loro interno vennero ritrovate delle eccezionali incisioni in cui venivano raffigurati gli usi e costumi degli uomini preistorici. Ad oggi sono delle importantissime testimonianze dell'arte rupestre.

Nel promontorio di Capo Gallo, che separa i golfi di Mondello e di Sferracavallo, alcune grotte, scavate dall'erosione marina, hanno costituito fin dalla fine del Pleistocene un ricovero naturale per l'uomo che cacciava l'Equus Hidruntius, un equide estinto. Durante l'Ottocento e il Novecento le cavità furono esplorate da archeologi come Anca, Gemellaro e De Gregorio, con la conseguente scoperta di pitture rupestri, frammenti di attrezzi lavorati ed ossa di animali. I ritrovamenti costituiscono oggi un'importantissima testimonianza storica e provano che il golfo di Mondello affonda le sue radici nella Preistoria, quando si formarono delle comunità antropiche proprio all'interno delle grotte, che offrivano riparo dalle piogge e formavano un baluardo naturale contro i venti provenienti da nord.

Sempre sul promontorio di Monte Gallo, alle pendici nord-orientali, si trova la Grotta Regina, costituita da un vasto ambiente e divenuta famosa per i disegni e le iscrizioni in caratteri punici e neopunici ritrovati nelle pareti laterali. Di estrema importanza è il disegno della nave cartaginese, poiché oltre a costituire una notevole documentazione, si tratta dell'unica rappresentazione intera di una nave da guerra punica.

Nelle vicinanze di Grotta Regina sono presenti anche Grotta Perciata, Grotta del Capraio e la Grotta dei Vaccari, in cui è stato rinvenuto del materiale ceramico che va dal Neolitico all'Età del bronzo.

Vennero ritrovate anche delle cave di marmo, utilizzate in realtà già nel Seicento (come dimostrano le colonne e l'altare del Duomo di Palermo).

Architettura e testimonianze dell'Art Nouveau

Mondello vanta le testimonianze più interessanti e caratterizzanti dell'Art Nouveau in Europa, grazie alle opere architettoniche ad opera del noto Ernesto Basile, seguito da Alagna, De Giovanni, Rivas, Caronia, Butera, Capitò e Mineo.

Nel corso del Novecento vennero costruite numerose ville in stile Liberty, residenze prestigiose dai motivi floreali, caratterizzate dall'impronta della scuola di Basile con colonne, fregi e pitture (elementi ripresi da tutti gli artisti del modernismo) e completamente avvolte da piante e fiori (solitamente Cycas revoluta, Jasminum officinalis, Plumeria alba e Phoenix dactylifera).

L'Antico Stabilimento Balneare di Mondello

 
Lo stabilimento balneare costruito a palafitta sul mare

Successivamente alla bonifica, la zona suscitò un forte interesse. Nel 1906, Luigi Scaglia, un imprenditore milanese giunto a Palermo per seguire la Targa Florio, restò incantato dalla bellezza del luogo, vedendo in esso qualcosa di ben più importante dei primi stabilimenti balneari estivi costruiti in legno. Nel settembre dello stesso anno presentò al Comune di Palermo un progetto di sfruttamento della zona, accompagnando la relazione con una nota di entusiasmo:

Il fine precipuo, o Signori, che si propone di raggiungere la Società che io ho l'onore di rappresentare, è quello di exploiter Mondello. Chi ha veduto una volta sola questo lembo di paradiso non può non chiedersi meravigliato come mai esso non sia il ritrovo quotidiano di quanti cercano nella visione del Bello ristoro e conforto (…). Nessun pittore ebbe mai nella sua tavolozza tanta varietà di verde quanto ne offre all'occhio estasiato l'immenso bosco di agrumi, di ulivi, di carrubbi che circonda, digradante al mare, il bel golfo turchino, specchiantesi in un cielo più turchino, chiuso tra il superbo monte Gallo e il nostro Pellegrino, sacro al poeta». [16]

Contemporaneamente, fu pubblicato su "La Sicile Illustrèe" (mensile venduto a Parigi, in lingua francese e italiana) un articolo dal titolo "Grandioso progetto per l'avvenire di Mondello”, in cui veniva illustrata la proposta della società milanese, presentando Mondello come un lido superiore alle più famose località europee e con un lungomare più bello della nota Promenade des Anglais di Nizza.

Una società belga, "Les Tramways de Palerme" (costituita a Bruxelles nel 1909), con un atto di vendita del 1910, ottenne dal Demanio dello Stato la cessione di circa 280 ettari di terreno a fronte di una serie di servizi e strutture da approntare per la realizzazione di una stazione balneare di prim'ordine, nel rispetto di un compromesso con il Comune di Palermo del 1906.

La società si impegnò a versare la somma di lire 578.310,42 oltre alla realizzazione di un Grand Hotel, un Kursaal, una chiesa, uno stabilimento balneare costruito a palafitta sul mare, 300 villini, la rete idrica, la rete fognaria, un campo da golf a nove buche e alcune opere di arredo urbano (chioschi, illuminazione, giardini, etc.).

Lo Stabilimento Balneare venne progettato dall'architetto Rudolf Stualker, che disegnò un'ampia piattaforma su piloni immersi nell'acqua. Il lavoro era stato originariamente pensato per la città di Ostenda, ma venne spostato nella località siciliana a causa della maggior bellezza del paesaggio di quest'ultima. La realizzazione fu affidata all'impresa di Giovanni Rutelli, figlio del noto scultore Mario Rutelli, che riuscì a costruire un edificio resistente all'azione corrosiva dell'acqua e della salsedine. La struttura venne decorata con volute, fregi, sculture, vetrate e colori vivaci, così da risultare elegante oltre che funzionale per i bagnanti. L'edificio, unico nel suo genere, rappresenta una delle opere architettoniche in stile Art Nouveau più belle d'Europa.

 
Hotel "La Torre" e la torre del fico d'india

Nel 1933 la società ha cambiato nome in seguito alla cessione del ramo trasporti al Comune di Palermo e oggi è conosciuta come Mondello Immobiliare Italo Belga S.A. ha in concessione la spiaggia di Mondello.

Durante la Seconda guerra mondiale, lo stabilimento fu utilizzato come quartier generale, prima dai fascisti e dall'esercito tedesco, e poi dalle forze alleate. Gli Alleati traslocarono la maggior parte del mobilio a Villa Igiea, prestigiosa residenza utilizzata dagli americani. Per mesi furono reclamati 1.693 pezzi di posateria di pregio, tutto il corredo di pentole e casseruole, tovaglie in lino, sedie, sgabelli e poltrone, oltre ai danni riportati da sovraporte, finestre e tavoli.

Nel 1995, la struttura fu restaurata sotto il lavoro dell'ingegnere Umberto Di Cristina con i fondi della Società Italo Belga, riuscendo a riportare tutto all'antico splendore e a riesaltare i colori, dal blu oceano al rosso ruggine.

Lo stabilimento ospita oggi il prestigioso ristorante "Alle Terrazze"[17].

Il World Festival on the Beach

 Lo stesso argomento in dettaglio: World Festival on the Beach.
 
Il golfo di Mondello

Dal 1985 Mondello è sede del Windsurf World Festival, ribattezzato nel 2001 World Festival on the Beach, l'evento che raggruppa annualmente varie manifestazioni di sport (windsurf, vela, kite, beach volley etc.), e spettacoli musicali che, per la loro connotazione internazionale, trasformano la località in un villaggio di straordinario interesse.

Il festival è a cura del club Albaria, noto a livello internazionale grazie all'evento stesso e ad alcuni successi ottenuti dagli iscritti.

Il programma sportivo prevede principalmente gare di vela e windsurf per quattro classi, tra cui la ormai celebre Windsurfer Legend Race, una competizione su percorso a slalom riservata ai campioni continentali e mondiali, i due Campionati Europei (rispettivamente l'Open Tecno 293 e l'Open RS:X) e la regata regionale Windsurf Sicily Grand Prix. Durante la settimana si tengono anche incontri a livello nazionale di scherma, surf da onda, beach volley, kayak, nuoto e corsa. Una notevole importanza è dedicata anche alle esibizioni di Kitesurfing, Wakeboard, Air Show (con la Pattuglia Blu Circe), Idrovolanti ed alle coreografie degli aquiloni. Nelle ultime edizioni è stato istituito un raduno per il SUP (Stand Up Paddle), uno sport emergente a livello globale praticato soprattutto nelle Isole Hawaii.

Un ruolo centrale è dato anche alle attività artistiche e culturali: sono numerosi infatti i concerti e contest fotografici, che si susseguono durante la settimana. Dal 2004 viene organizzato un concerto di musica classica su un auditorium in riva al mare, denominato "Sinfonia on the Beach".

Grazie alla collaborazione con il CETRI (Centro Europeo di Terza Rivoluzione Industriale), durante il festival vengono sostenute le ricerche per risorse energetiche pulite ed è stata inserita un'area tematica per sensibilizzare i giovani sulle questioni legate all'ambiente e alle energie rinnovabili. Lo slogan è "Più sport.. Più musica.. Più energia per un mondo migliore.

Curiosità

  • A Mondello il 1º maggio del 1910 fu effettuato il primo esperimento in Sicilia di volo a propulsione con pilota a bordo[18]; il pilota Clemente Ravetto compì le prime evoluzioni su un velivolo Voisin 28.[19]
  • A Mondello è presente una delle più belle gallerie di ficus benjamina della città di Palermo. La galleria si trova nel viale degli Iris, nel tratto compreso tra il viale Principe di Scalea ed il viale del Pioppi, non lontano dalla piazza Valdesi alle spalle del Commissariato di Polizia.[20][7]
  • Si trova a Mondello una celebre villa[21] denominata dai palermitani "casa dei fantasmi". La villa in questione si trova di fronte al "Palace Hotel" e si tratta di una costruzione in stile Pompeiano. Le storie al riguardo risultano molto confuse, soprattutto perché vengono associate anche ad un'abitazione in stile Liberty, "Villa Caboto". Secondo la versione più diffusa, l'infestazione sarebbe dovuta ad un episodio avvenuto durante la Seconda Guerra Mondiale. Si dice infatti che la villa venne utilizzata dai soldati fascisti e nazisti come bordello: una notte, gli Alleati avrebbero fatto irruzione al suo interno, uccidendo tutti i presenti. Un'altra versione vuole che siano stati invece i soldati tedeschi ubriachi ad effettuare il massacro in seguito ad un litigio. Secondo altre storielle, i soldati nazisti avrebbero utilizzato la struttura come una sorta di quartier generale, dove venivano torturati ed in seguito uccisi i prigionieri.

La residenza è attualmente abitata, dopo molti anni di abbandono.

Film girato a Mondello

Note

  1. ^ Riccardo Agnello, Mondello ieri e oggi, Flaccovio Editore.
  2. ^ La riserva di Monte Pellegrino, su www.palermoweb.com. URL consultato il 21 maggio 2020.
  3. ^ La riserva di Monte Pellegrino, su www.palermoweb.com. URL consultato il 21 maggio 2020.
  4. ^ La spiaggia della Riserva Naturale di Capo Gallo, su Le spiagge della Sicilia, 25 agosto 2015. URL consultato il 20 maggio 2020.
  5. ^ Riserva Capo Gallo, Mondello - Palermo Italy, su www.palermoweb.com. URL consultato il 20 maggio 2020.
  6. ^ Flora, su Riserva di Capo Gallo. URL consultato il 21 maggio 2020.
  7. ^ a b http://www.albaria.com/1pagina/1pagina07/mondello_clemente_ravetto.htm
  8. ^ Vittorio Lo Jacono, Mondello e "dintorni", Spazio Cultura edizioni, 2017, ISBN 978-88-99572-22-8.
  9. ^ Amilcare "il fulmine" a mondello, su www.albaria.com. URL consultato il 22 maggio 2020.
  10. ^ Michele Amari, Storia dei musulmani di Sicilia, Felice Le Monnier, 1854. URL consultato il 26 maggio 2020.
  11. ^ Pippo Lo Cascio, Due torri a difesa della Tonnara, Pre-testi, su www.storiamedievale.net. URL consultato il 28 maggio 2020.
  12. ^ Pippo Lo Cascio, Due torri a difesa della Tonnara, Pre-testi, su www.storiamedievale.net. URL consultato il 28 maggio 2020.
  13. ^ Mondello Web - Associazione Mondello Azzurra - 2004, su www.palermoweb.com. URL consultato il 28 maggio 2020.
  14. ^ Mondello ville e torri
  15. ^ http://biografiadiunabomba.anvcg.it, Bombe su Palermo, ecco perché gli alleati colpivano la montagna | Biografia di una bomba | Il blog di Giovanni Lafirenze, su biografiadiunabomba.anvcg.it. URL consultato il 26 maggio 2020.
  16. ^ Storia di Mondello, su mondellomare.it (archiviato dall'url originale il 29 novembre 2014).
  17. ^ Alle Terrazze - restaurant, meetings & events Archiviato il 16 giugno 2011 in Internet Archive.
  18. ^ Clemente Ravetto su albaria.com
  19. ^ Mario Pintagro, Cent'anni fa a Mondello decollava il primo volo, in La Repubblica, 30 aprile 2010, p. 16. URL consultato il 20 novembre 2010.
  20. ^ Copia archiviata, su alleterrazze.it. URL consultato il 3 luglio 2011 (archiviato dall'url originale il 16 giugno 2011).
  21. ^ Cent'Anni Fa A Mondello Decollava Il Primo Aereo - La Repubblica.It

Bibliografia

  • Giuseppina Leone, Il sogno rubato, Palermo, Mondellolido, 2007, ISBN non esistente.
  • Emanuele Palazzotto e Michele Sbacchi, Progettare Mondello, a cura di Andrea Sciascia, Palermo, Allinea, 2009, ISBN 978-88-6055-404-8.
  • Massimo Marafon Pecoraro e Gaetano Rubbino, L'antico Stabilimento Balneare di Mondello, Palermo, Krea, 2009, ISBN 978-88-96053-09-6.

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