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Mondo (dal latino mundus) è una categoria filosofica che ha assunto storicamente vari significati.

Esso indica, nelle varie dottrine filosofiche:

  1. La totalità delle cose esistenti, quale che sia il significato attribuito alla parola esistenza nelle diverse ermeneutiche. In questo caso il Mondo rappresenta l'oggetto stesso dell'ontologia.
  2. La totalità di un campo o più campi di indagine o di attività o di relazioni, come quando si dice "Mondo fisico", "Mondo Storico" "Mondo degli affari" e così via.

I primi ad utilizzare il concetto di Mondo inteso come totalità furono gli Epicurei, ma solo nella filosofia moderna - ad esempio in Leibniz - questo concetto prevalse soppiantando quello di Mondo come "ordine" introdotto da Pitagora.

Dal punto di vista ontologico, il mondo è un infinito potenziale, cui interezza è aperta e non chiusa, in quanto contiene lo sviluppo e ammette la novità, compresa quella che non nasce univocamente dalle condizioni esistenti, ma si costituisce hic et nunc (qui ed ora) nel determinato punto di biforcazione. L'infinito attuale del mondo è sempre limitato da un certo stato e non rappresenta l'unità omnicomprensiva assoluta.

Il mondo dell'ontologo è una struttura attributiva (universale, categoriale), che stabilisce l'interezza e la possibilità di sviluppo di un insieme dell'essere dato e dell'essere che potrà essere dato dalla nostra esperienza.[1]

NoteModifica

Voci correlateModifica