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Il monopolio di Stato o monopolio pubblico o monopolio fiscale è un tipo di mercato in cui il solo produttore (o fornitore) di un determinato bene o servizio è lo Stato. Esso impedisce tramite leggi l'entrata nel mercato da parte di soggetti privati.

Tre sono i motivi principali per cui lo Stato attua questo tipo di mercato:

  • Lo Stato si fa carico di fornire un determinato bene o un determinato servizio in un settore essenziale per il cittadino nel quale le aziende private non hanno nessuna possibilità di guadagno.
  • Lo Stato si fa carico di fornire un determinato bene o un determinato servizio in un settore essenziale per il cittadino nel quale le imprese potrebbero creare forti speculazioni.
  • Lo Stato impone il monopolio su un bene di largo consumo per aumentare il suo gettito fiscale. Per esempio per molti anni in Italia il sale e tuttora i tabacchi.

Il prezzo del bene o del servizio può modificarsi, da cittadino a cittadino, in base a criteri di sussidiarietà per le persone meno abbienti; quindi con prezzi differenti in base al reddito, ovvero può costituire un prezzo calmierato uguale per tutti.
In alcuni casi, ad esempio il ticket sanitario, il servizio per i meno abbienti viene erogato gratuitamente.

In Italia il monopolio di stato è in vigore sui tabacchi e sul gioco d'azzardo.
Notevole il caso dell'Uruguay che nel dicembre 2013 legalizzò la coltivazione e la vendita della marijuana rendendola monopolio di Stato[1].

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Lucia Rossi, Il mondo del diritto e dell'economia. Per gli Istituti Tecnici Commerciali. Con espansione online., Milano, Tramontana, 2010 [2006], 2 Volumi
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