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Monster's Ball - L'ombra della vita

film del 2001 diretto da Marc Forster
Monster's Ball - L'ombra della vita
Monstеr's Ball.png
La scena finale del film
Titolo originaleMonster's Ball
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno2001
Durata111 min
Generedrammatico, sentimentale
RegiaMarc Forster
SoggettoMilo Addica e Will Rokos
SceneggiaturaMilo Addica e Will Rokos
ProduttoreLee Daniels
Distribuzione in italiano01 Distribution
FotografiaRoberto Schaefer
MontaggioMatt Chesse
MusicheAsche & Spencer
ScenografiaMonroe Kelly e Leonard R. Spears
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Monster's Ball - L'ombra della vita è un film del 2001 diretto da Marc Forster. Per questo film Halle Berry ha vinto l'Orso d'argento a Berlino e l'Oscar come miglior attrice.

Indice

TramaModifica

Hank Grotowski, un agente di custodia bianco, vive in una cittadina di provincia in Georgia, nel sud degli Stati Uniti, con il padre Buck, non autosufficiente e fortemente legato a idee razziste, ed il figlio Sonny, agente come il padre, che non riesce ad amare. Nella stessa cittadina vive anche Leticia Musgrove, bella donna di colore, con il figlio Tyrell, adolescente obeso. Leticia cerca di mantenersi con i pochi soldi che guadagna come cameriera, in quanto il marito Lawrence è in prigione, condannato alla sedia elettrica. Sono proprio Hank ed il figlio Sonny ad accompagnare Lawrence all'esecuzione, in un fortissimo clima di tensione e di ingiustizia in quanto al condannato viene negata anche l'ultima telefonata ai propri cari. Dopo l'esecuzione, in carcere nasce una forte lite fra Hank e Sonny, che poi prosegue a casa. Quando Hank ammette di odiare il figlio, Sonny gli dice di averlo invece sempre amato e si suicida, di fronte al padre e al nonno, non resistendo alla tensione e ai conflitti. Dopo il tragico evento Hank, in preda a una crisi esistenziale e disgustato dalla sua vita, si dimette dal proprio posto di lavoro, comprando una stazione di benzina.

Leticia cerca di affrontare la vita insieme al figlio, ma con sempre maggiori difficoltà. Quando la sua auto si guasta è costretta a recarsi al lavoro a piedi con il ragazzo, ed una sera Tyrell viene investito da un'auto pirata. Hank, che ha visto Leticia solo una volta come cameriera del bar, si trova per caso a passare sul luogo dell'incidente e superato l'iniziale momento di esitazione, soccorre il ragazzo, portandolo all'ospedale con la madre. Ma è tardi per salvarlo e muore poco dopo il ricovero. Uniti dal dolore di una perdita così forte e così recente, Hank e Leticia si buttano uno nelle braccia dell'altro, ritrovandosi in un rapporto che li coinvolge entrambi profondamente. Hank scopre che Leticia è la moglie dell'uomo che ha giustiziato, ma glielo tiene nascosto. La relazione prosegue fino a quando la donna conosce il padre di Hank, le cui esternazioni razziste inducono Leticia a pensare che Hank la consideri alla stessa stregua di una prostituta, facendole decidere di non vederlo più. A questo punto Hank, che ha perso gli impulsi razzisti che hanno accompagnato tutta la sua vita, decide di ricoverare il padre in una casa di cura e di continuare a frequentare Leticia.

In seguito ad uno sfratto, Leticia si trasferisce da Hank e mentre lui va a comprare del gelato, lei scopre la verità tramite i disegni tracciati dal suo ex-marito nei suoi ultimi giorni di vita: trova infatti gli inconfondibili ritratti fatti da Lawrence ad Hank e a Sonny. Leticia è sconvolta ma, quando il compagno rincasa, non gli dice nulla della sua scoperta e si siede sotto il portico a mangiare il gelato. Lei guarda le tombe dei familiari di Hank, in giardino, e quando lui le parla dei progetti che ha per il futuro, compresa la pompa di benzina a cui ha dato il suo nome, Leticia guarda verso l'alto, con l'espressione di cercare una spiegazione a ciò che la vita le ha riservato.

ProduzioneModifica

 
Il penitenziario di Stato della Louisiana servito come location per le riprese del film.

Il film venne prodotto dalla Lionsgate e dalla Lee Daniels Entertainment.

AccoglienzaModifica

La pellicola ricevette critiche generalmente favorevoli alla sua uscita. Il sito Rotten Tomatoes riporta un indice di gradimento dell'85% basato su 141 recensioni.[1]

Il noto critico cinematografico Roger Ebert assegnò al film quattro stellette scrivendo: "Il film possiede la complessità della grande fiction"[2], indicandolo come miglior film del 2001.

RiconoscimentiModifica

NoteModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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