Apri il menu principale
Monte Antola
Monte Antola.JPG
La vetta dell'Antola
StatoItalia Italia
RegioneLiguria Liguria
Piemonte Piemonte
ProvinciaGenova Genova
Alessandria Alessandria
Altezza1 597 m s.l.m.
Prominenza232 m
CatenaAppennino ligure
Coordinate44°34′27.86″N 9°08′59.22″E / 44.574406°N 9.149783°E44.574406; 9.149783Coordinate: 44°34′27.86″N 9°08′59.22″E / 44.574406°N 9.149783°E44.574406; 9.149783
Altri nomi e significatiMontagna dei Genovesi
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Monte Antola
Monte Antola
Il monte Antola in autunno (foto di A.Schiavi)
Fiaccolata in Antola per la festa di San Pietro (foto di M. Bruzzone)
Veduta dalla vetta verso il Ponente e il mar Ligure

Il monte Antola (Àntoa, pronuncia Àntua in ligure)(1 597 m s.l.m.) è la vetta più conosciuta e frequentata del gruppo del Monte Antola posto tra la valle Scrivia, la val Trebbia e la val Borbera.

Panorama dalla vetta verso est: al centro si distinguono il monte Maggiorasca e le vette del Penna e dell'Aiona, a destra si intravedono le Alpi Apuane

DescrizioneModifica

Considerata per antonomasia la "montagna dei genovesi", è una meta frequentatissima dagli escursionisti soprattutto da maggio a ottobre, pur offrendo itinerari di notevole interesse anche nei mesi invernali con le ciaspole e gli sci. In grande sviluppo è la frequentazione con la mountain bike, la e-bike e la pratica dell'orienteering.

Il monte Antola è situato nella zona delle cosiddette Quattro Province (Genova, Alessandria, Pavia, Piacenza) e la vetta ricade nei comuni di Valbrevenna e Propata, sul versante genovese e nel comune di Carrega Ligure su quello alessandrino. Si distingue per la sua sommità erbosa, a forma piramidale, sopra la quale si innalza una croce. Poco più in basso sorge una cappella con vicino i resti delle Case Antola e dei rifugi storici.

 
Arrivando d'inverno al Rifugio Parco Antola (foto di C. Valente)

Nelle giornate limpide dalla vetta si gode un vastissimo panorama sui vicini monti della Catena dell'Antola, delle valli Scrivia, Trebbia e Borbera ma anche verso le Alpi e il mar Ligure. Tra i tanti punti d'interesse ben visibili: Ebro e Lesima (direzione nord), vette del gruppo del monte Maggiorasca e del monte Penna, Alpi Apuane (direzione est), arcipelago Toscano e Corsica (direzione sud), Appennino ligure, sino alle più alte vette dell'arco alpino nord-occidentale tra cui l'Argentera, il Monviso, il monte Rosa (direzione ovest); in direzione sud-est colpo d'occhio sul bacino artificiale del Brugneto.

Fino alla prima metà del XX secolo è stato un frequentato punto di passaggio e di scambi commerciali tra le comunità insediate nelle valli e che oggi conservano ricordi e tradizioni comuni: alla fine dell'800 l'Antola era infatti il fondamentale crocevia delle attività umane di questo tratto di Appennino, che si svolgevano principalmente a mezzacosta e ancor prima era snodo imprescindibile delle "rotte terrestri" tra i porti costieri e la pianura. La sua fama è legata all'intensa frequentazione umana, alle innumerevoli attività che si svolgevano lungo i suoi versanti e alla più recente scoperta da parte dei "turisti", dei cittadini che incominciarono alla fine dell'800 a salire al monte "per avventura" e non per "per necessità" come facevano i valligiani da secoli. Nacquero così "i miti" dell'Antola, tra i quali va citato quello dei "tre salti del sole" all'alba del giorno di san Giovanni Battista.

Il versante ligure è oggi compreso all'interno dell'area del Parco dell'Antola, istituito da una legge regionale della Liguria nel 1995 mentre il versante padano sarà compreso nel costituendo Parco Naturale Alta Val Borbera, gestito dall'Ente Aree Protette Appennino Piemontese.

 
Il rifugio e il monte Antola oggi (Foto di F. Ciprietti)
 
L'anticima del monte Antola e le vette dell'Aveto (foto di A. Schiavi)

Sentieri di accessoModifica

Numerosi i sentieri che partono dalle vallate dello Scrivia, del Trebbia e del Borbera e che convergono, attraverso i boschi che ne ammantano le pendici, sulla vetta. Vedi http://www.escursioniliguria.it/schede_monti/m_antola.htm; http://www.provincia.alessandria.gov.it/sentieri/. Tra i principali itinerari vi sono:

  • il sentiero che parte da Casa del Romano e dall'Osservatorio Astronomico percorre la dolce dorsale e in circa due ore conduce in vetta. Una classica in ogni stagione con un dislivello di circa 200 m.
  • il sentiero che salendo da Bavastrelli passa accanto al nuovo rifugio e giunge in vetta. È l'itinerario più diretto, con un tempo di salita di circa 2 ore e un dislivello di circa 600 metri;
  • il sentiero che sale da Caprile, raggiunge il passo delle Tre Croci, percorre un tratto dello lo spartiacque Trebbia-Borbera e sale poi in vetta. Tempo di salita circa 2 ore e 30 minuti, dislivello circa 600 m;
  • il sentiero che parte da Crocefieschi, raggiunge il passo dell'Incisa e da qui, dopo avere costeggiato il monte Buio, segue il crinale fino in vetta, con un tempo di salita di circa 4 ore e 30 minuti (2 ore e 40 minuti partendo dal passo dell'Incisa, percorso da una strada carrabile), e un dislivello di circa 860 metri.
  • il sentiero che parte da Torriglia in circa 3 ore, seguendo una parte dell'itinerario che conduce al monte Carmo, con un dislivello di circa 830 metri.
  • il sentiero che parte da Buoni di Pentema, in Val Pentemina
  • il sentiero che parte da Piancassina, in Val Brevenna
  • il sentiero che parte da Tonno, in Val Brevenna
  • il sentiero che parte da Vallenzona, in Val Vobbia
  • il sentiero che parte da Croso di Campassi e salendo alla Sella Banchiera e alla Sella Est porta in vetta.

Da segnalare inoltre i quattro percorsi fissi di orientamento per la pratica dell'orienteering voluti dalla Sezione Ligure del CAI (intitolati a Vladimir Pácl; http://www.parcoantola.it/itinerari-dettaglio.php?id_iti=4517) e il percorso escursionistico l'"Anello del Rifugio" http://www.parcoantola.it/itinerari-dettaglio.php?id_iti=185.

 
Il Rifugio - Albergo Bensa negli anni '30

Vie del sale e del mareModifica

Sul monte Antola transitava una delle "vie del sale", esse erano direttrici con percorso variabile per scambi commerciali e comunicazione che mettevano in relazione i centri costieri e i centri padani mediante mulattiere, sentieri e percorsi che dall'antichità fino al secondo dopoguerra transitarono lungo le dorsali dei monti piuttosto che, come nella viabilità moderna, lungo le vallate. La "via dell'Antola" era una delle principali direttrici per le carovane di muli anche in relazione all'assetto politico-amministrativo della zona, cuore dei Feudi Imperiali, territorio commercialmente concorrente alla Repubblica di Genova e al Ducato di Milano che per secoli tentarono di imporre tasse su tali percorrenze, gabelle invece riservate alle famiglie infeudate dall'impero (Spinola, Fieschi, Doria, ecc.).

Oggi uno di questi percorsi è valorizzato in senso escursionistico: è la Via del Mare che da Varzi in Oltrepò Pavese, conduce fino a Portofino con tappa sul monte Antola.

Rifugi ed edifici in vettaModifica

 
Lo storico rifugio Giovanni Musante, ora distrutto, in un'immagine del 1974
 
Andiamo in Antola! Muli, gitanti e montanari all'inizio del '900

La tradizione escursionistica che ha sempre caratterizzato il monte Antola ha dato vita nel tempo alla realizzazione di diversi rifugi e di altre strutture che sono entrate nell'iconografia del monte. Tra il 1895 e il 1996 sull'Antola furono attivi tre alloggi: il Rifugio Musante, il Rifugio Bensa e, per breve tempo, l'Osteria Gattavara. Dopo dieci anni senza possibilità di accoglienza, dal 2007 l'ospitalità è garantita dal nuovo Rifugio Parco Antola.

  • Il Rifugio Musante. Fu costruito alla fine del 1800 da quattro abitanti di Bavastrelli con la partecipazione della Sezione Ligure del Club Alpino Italiano (CAI) e inaugurato il 29 giugno 1895. Ampliato già nel 1898 e nel 1902 venne sempre gestito dalla famiglia Musante, fu riferimento per generazioni di mulattieri, escursionisti, appassionati della montagna in ogni stagione ma anche per le formazioni partigiane che qui operarono tra il 1943 e il 1945. Giovanni Musante ebbe 13 figli e tra questi vanno ricordati Alfredo, Angiolina, Vittorio e Albina che gestirono il rifugio fino al 1979. Dopo l'abbandono esso crollò dopo un incendio nel 1989 e oggi ne rimangono i ruderi. L'antica targa ottocentesca recante il nome del primo gestore, è oggi esposta, restaurata, nel nuovo rifugio.
  • Il Rifugio Bensa. Fu realizzato dal CAI nel 1927 su proposta del Senatore socio CAI Emilio Bensa trasformando la già esistente Palazzina Borgonovo, adibita alla villeggiatura estiva. Gestito dalla famiglia Fossa di Torriglia, esso fu utilizzato in particolare per la pratica degli sport invernali e dello "sky", agli albori in quel periodo. Dotato di notevoli confort per l'epoca, nel periodo bellico fu utilizzato dai partigiani operanti nella zona e, colpito da diversi colpi di mortaio sparati dalla Wehrmacht, fu danneggiato seriamente. Dopo dieci anni anni di inutilizzo, nel 1954 fu acquistato dalla famiglia Musante che lo tenne in attività fino al 1979 quando Albina, l'ultima della famiglia, dovette scendere a valle per ragioni anagrafiche. Passato in gestione al Comune di Propata e divenuto Rifugio Monte Antola, nel 1997 dopo la gestione della famiglia Cecconetto prima e della famiglia Vigilia in seguito, cessò l'attività per problematiche burocratiche. Oggi è chiuso e in degrado come tutta l'area dei rifugi "storici".
  • Il Ristorante della Vetta "con alloggio, liquori e caffè" altrimenti detto Osteria Gattavara, dal nome della famiglia di Bavastri che lo gestì dall'inizio del '900 fino agli anni '40 con periodi di apertura via via sempre più ridotti. Dell'edificio, che sorgeva presso la cappella e caduto nel secondo dopoguerra, rimangono oggi pochi ruderi.
  • Il Rifugio Parco Antola. Nel 2005 su iniziativa del Parco Regionale dell'Antola, dopo l'insuccesso dei tentativi fatti per rilevare l'ex Rifugio Bensa dagli eredi Musante da parte del primo presidente del parco Aldo Carmine, il secondo presidente Roberto Costa diede il via alla costruzione di un nuovo rifugio leggermente più a valle, terminato nel 2007 e gestito dalla Sezione Ligure del CAI dal primo luglio di quell'anno. Il club lo ha affidato nell'ordine a: famiglia Garbarino, gestione diretta Sezione Ligure, Giorgio Baschera, famiglia Ciprietti (attuali gestori; https://www.youtube.com/watch?v=RWTxIY9hYNg, video sul Rifugio Parco Antola: i gestori, le iniziative, l'impegno in montagna). È stato visitato dai presidenti generali del Club Alpino Italiano Annibale Salsa (per la consegna delle bandiere del rifugio nel 2008) e Umberto Martini (in occasione delle celebrazioni per il 150º anniversario del sodalizio nel 2013). È un edificio altamente ecocompatibile, alimentato in gran parte con energie rinnovabili, dotato di un grande salone e di ampie e panoramiche terrazze ben si adatta alle attività didattiche con scolaresche, gruppi, iniziative sportive e culturali di diverso tipo. Nel 2013 per primo in Liguria, il rifugio montano è stato dotato grazie all'Istituto Cardiovascolare Camogli, di un defibrillatore automatico esterno. Il primo ottobre 2017 esso ha festeggiato i primi dieci anni di attività alla presenza di numerose personalità genovesi e regionali, del Sindaco Metropolitano, del CAI (https://www.cai.it/wp-content/uploads/2018/11/Montagne360_dicembre_04.pdf, articolo sul Rifugio Parco Antola e sul decennale dell'apertura sulla rivista nazionale del Club Alpino Italiano).
  • La Cappella del Cristo Redentore. Edificata alla fine dell'800 su iniziativa del parroco di Propata, è stata benedetta e aperta al culto nel 1899. Crollata negli anni '50 per scarsa manutenzione e le intemperie, è stata completamente ricostruita simile alla precedente, alla fine degli anni '90 su iniziativa di don Pietro Cazzulo e benetta il 25 giugno 2000 dal Vescovo di Tortona Martino Canessa in occasione dell'anno giubilare. Poi oggetto di diversi restauri nel corso degli anni, durante Festa di San Pietro del 26 giugno 2016 è stata visitata per la prima volta da due vescovi: dal titolare tortonese mons. Vittorio Francesco Viola e dal genovese mons. Nicolò Anselmi, a sancire il profondo legame tra le due diocesi che hanno il loro confine in Antola (https://www.primocanale.it/notizie/due-vescovi-con-gli-scarponi-per-la-prima-volta-salgono-insieme-sul-monte-antola-173152.html, articolo e video sulla Festa di S.Pietro del 2016). Già nel 1894 la vetta era stata infatti visitata dall'Arcivescovo di Genova mons. Tommaso Reggio, mentre il S.E. card. Angelo Bagnasco vi si è recato nel 2010 in escursione privata.
  • La Palazzina Borgonovo: funzionante come lussuoso edificio per la villeggiatura già nel 1899, venne abitata da Angiolina Lavarello (ved. Borgonovo) cugina di Elena Piaggio, con la qualè curò anche l'impianto di un "giardino alpino". Passata alla famiglia Magioncalda venne in seguito trasformata nel rifugio-albergo Bensa dal CAI.
  • La Villa Elena: edificata anteriormente al 1903, divenne abitazione estiva della sig.ra Elena Piaggio della famiglia di industriali genovese. Negli anni '20 passò alla famiglia Ageno-Cabona. Danneggiata durante la II Guerra Mondiale non venne più ristrutturata. Oggi rimangono ne pochi ruderi.
  • La croce di vetta. Fu "donata al monte" da Ferdinando Maria Perrone, industriale genovese proprietario dell'Ansaldo e del quotidiano Il Secolo XIX: venne benedetta dal Vescovo di Tortona Igino Bandi il 4 agosto 1907 alla strabiliante presenza di oltre diecimila persone. Alta 18 metri, da allora è divenuta il simbolo del monte, immortalata in migliaia di fotografie e cartoline. Nel 2007 (e altre volte in seguito) è stata completamente restaurata su iniziativa del Parco Regionale dell'Antola.
     
    Il rifugio Musante all'inizio del '900
  • Il cippo trigonometrico con i segnavia FIE.
  • Il monumento ai partigiani e alle popolazioni delle vallate. Realizzato dall'ANPI di Genova Rivarolo nel 1955, nel 1984 è stato completamente ristrutturato dalla Provincia di Genova. Nel 2019 i volontari della val Trebbia con la partecipazione dei rifugisti e della stessa Sezione ANPI hanno eseguito nuovi restauri. Sui tre lati del monumento sono affisse diverse targhe che ricordano il periodo della Resistenza, il sindacalista-alpinista Guido Rossa, il 70º Anniversario della Liberazione. Alla base sono invece affisse altre piccole targhe in ricordo di persone che hanno amato il monte Antola. Dal 2015, ogni 25 aprile, presso il monumento si svolge una commemorazione che porta in vetta centinaia di persone.
  • Il monumento dedicato a Sydney Celle, eretto presso la cappella nel 1952 dalla FIE, dal CAI e da altri enti e associazioni detiti alla segnalazione dei sentieri in memoria di un pioniere di tale preziosa attività.

Eventi, appuntamenti e avvenimenti: storia, sport, natura e cultura a 1600 metriModifica

  •  
    Tricolori e 400 persone in vetta il 25 aprile 2015
     
    Festa di San Pietro 2016: due Vescovi in Antola con la presidente del parco Daniela Segale, don Pietro Cazzulo e autorità delle vallate
    Festa di San Pietro in Antola: è la festa tradizionale del monte che ha luogo il fine settimana più vicino alla solennità di San Pietro e Paolo del 29 giugno. Dalla sera del sabato al pomeriggio della domenica appuntamenti religiosi, musica, ballo, ristoro presso la cappella e in vetta: una festa "in Appennino" semplice ma di grande richiamo. Suggestiva la fiaccolata del sabato notte dalla cappella alla croce, illuminata per l'occasione e l'escursione da Casa del Romano nella notte per attendere l'alba in vetta. Su Le Voci dell'Antola http://www.parks.it/parco.antola/PDF/Voci.Antola31.pdf un articolo di Silvia Barbagelata sulla storia della festa.
  • RigAntoCa, marcia non competitiva da Genova Righi all'Antola con discesa a Caprile, organizzata dal 2000 dalla dal CAI di Sampierdarena: https://caisampierdarena.com/rigantoca/
  •  
    1 ottobre 2017: Marco Albino Ferrari riceve una immagine ricordo da Federico Ciprietti e Alessio Schiavi con Giacomo Benedetti
    Corso di rianimazione e primo soccorso in montagna: si svolge dal 2013 e ha lo scopo di formare gli escursionisti alle manovre soccorso e uso del DAE. Organizzato dal Centro di Formazione New Life Resuscitation con il patrocinio e la collaborazione di molti soggetti tra cui la Regione Liguria. Articolo del 2013 con link al servizio andato in onda su RAI 3 Liguria: http://www.parcoantola.it/dettaglio.php?id=21465.
  • Porta un tricolore e sali in Antola: salire al monte da tutti i versanti per ricordare i valori del 25 aprile, della pace, della libertà. Voluto dal 2015 dal Rifugio Parco Antola. http://www.altavaltrebbia.net/rassegna-stampa/5-parco-dellantola/3545-antola-25-aprile.html
  • Le Porte di Pietra, storica gara di trail running che transita anche sui crinali del monte organizzata da Gli Orsi di Alessandria dal 2006: http://www.gliorsi.org/le-porte-di-pietra.html
  •  
    Il Premio ITAS in Antola: 30 settembre 2018
    Primo venerdì d'agosto in Antola. Era una ricorrenza di inizio '900 ripristinata dal 2017 dai rifugisti in occasione dei 110 anni della croce di vetta: benedizione, musica, pic nic sui prati.
  • Parlare dei monti sui monti. È l'appuntamento culturale del rifugio partito nel 2017 in occasione del decennale (http://www.loscarpone.cai.it/news/items/il-rifugio-parco-antola-ha-compiuto-10-anni.html) che ha avuto come ospite Marco Albino Ferrari, direttore di Meridiani Montagne. Nel 2018 l'ospite è stato il Premio ITAS del Libro di Montagna con una giornata dedicata ai ragazzi, ai libri, alla lettura a cura del coordinatore del premio Lorenzo Carpanè: https://www.genova24.it/evento/letteratura-di-montagna-in-antola-con-itas/.
  • Rifugi di Cultura. Appuntamento promosso dal Club Alpino Italiano a cui il aderisce il Rifugio Parco Antola in coerenza con il tema annuale.
  • Antola Country Festival: un appuntamento per stare assieme in allegria con musica, ristoro e portare i cavalli sul monte. A settembre dal 2016 ogni due anni.
  • CamminAntola, calendario di escursioni guidate a cura del Parco Antola.
  • Antola Bike Race, nuova gara per le MTB promossa a partire dal 2019 dal Parco Antola e diversi altri soggetti legati all'outdoor: http://www.parcoantola.it/pagina.php?id=78

Altre notizie e curiositàModifica

  •  
    Una targa celebra l'impresa motoristica del 1957
    Trofeo Schell Monte Antola - Moto Club Fegino
  • Il Vento dell'Antola, periodico della parrocchia di ... (sospeso, dal 1945 al ...)
  • Le Voci dell'Antola, periodico dell'Ente Parco Antola (sospeso, dal 2005 al 2018; http://www.parcoantola.it/pubblicazioni-dettaglio.php?id=1725, tutti i numeri in pdf).

BibliografiaModifica

  • Alessio Schiavi, Siamo andati in Antola, storia, immagini, ricordi del monte tra Scrivia, Trebbia e Borbera, Edizioni Croma di Fabrizio Capecchi, 2011.
  • Andrea Parodi e Alessio Schiavi, La catena dell'Antola, 113 itinerari tra Scrivia, Trebbia e Oltrepò sui monti delle Quattro Province, in Appennino, Arenzano (GE), Andrea Parodi editore, 2015.
  • Armanda Navone, Maitö, Sagep Editori, 2010.
  • Cristina Raddavero, Il vento dell'Antola, Puntoacapo, 2010

Voci correlateModifica

 
Fioritura al Pian della Cavalla nel Parco dell'Antola (foto di A. Schiavi)

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica