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EtimologiaModifica

L'etimologia, di matrice araba, è incerta: la prima parte è riconducibile all'arabo qal'at, mentre il secondo elemento potrebbe derivare da ḥalfān, «giuramento»[1]. Attestato nel 1573 come Ialfano dal geografo Tommaso Fazello, durante il XVII secolo il toponimo risulta nell'attuale forma Catalfano.

TerritorioModifica

La montagna, di natura calcarea, si protende nel Mar Tirreno con il promontorio di Capo Zafferano. Nel corpo roccioso si aprono alcune profonde cavità (gli zubbi) che accolgono importanti popolazioni entomologiche. Tra questi, lo Zubbio di Cozzo San Pietro, la Grotta dell'Eremita e la Grotta di Cala dell'Osta.

FloraModifica

FaunaModifica

L'avifauna comprende, tra l'altro, il falco pellegrino, il gheppio, la poiana, il piccione selvatico e il cardellino.

NoteModifica

  1. ^ DOS, Is.v. Catalfàno, pp. 340-341.

BibliografiaModifica

  • Tommaso Fazello, Due deche dell'historia di Sicilia, 1573
  • Fulco Pratesi e Franco Tassi, Guida alla natura della Sicilia, Milano 1974
  • Girolamo Caracausi, Dizionario onomastico della Sicilia, vol. I (A-L), Palermo, Centro di studi filologici e linguistici siciliani, 1993, Lessici siciliani, 7.
  • Giampiero Focarino e Giovanni Battista Puleo, Le orchidee di Monte Catalfano, Palermo 2005
  • Silvestre Ferruzzi, Sperlinga. Storia di un abitato della Sicilia occidentale, Palermo 2012
  • Giampiero Focarino, Giovanni Battista Puleo e Rosa Puleo, A piedi nel parco, Bagheria 2015

Voci correlateModifica