Monte Ceceri

Poggio presso Fiesole
Monte Ceceri
Montececeri, veduta verso firenze 03.JPG
Montececeri, veduta verso Firenze
StatoItalia Italia
RegioneToscana Toscana
ProvinciaFirenze Firenze
Coordinate43°48′03″N 11°18′25″E / 43.800833°N 11.306944°E43.800833; 11.306944Coordinate: 43°48′03″N 11°18′25″E / 43.800833°N 11.306944°E43.800833; 11.306944
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Monte Ceceri
Monte Ceceri

Il monte Ceceri è un poggio nei pressi di Firenze, nel comune di Fiesole.

StoriaModifica

Il poggio prese questo nome perché, in passato, era frequentato da cigni; questi volatili, data l'escrescenza presente sul loro becco, erano definiti dai fiorentini come "ceceri" (da cece). Sin dall'antichità, questo luogo è stato sfruttato come cava di pietra serena per la costruzione degli abitati della vicina Fiesole e di Firenze. Visitando il poggio, è possibile tutt'oggi imbattersi nei ruderi dei rifugi degli scalpellini.

Ventilato e arioso, su di esso si aprono vari scorci su Firenze e sui colli della Valle dell'Arno. Attualmente, il monte è occupato da un parco dal quale si può accedere con facilità ad un chilometro da Fiesole, o dalla vicina Maiano.

Nella parte più alta del parco, una stele riporta una celebre frase con la quale Leonardo da Vinci decanta la grandiosità dell'idea del volo.

Sul monte sono presenti alcune necropoli.

Il presunto volo della macchina di Leonardo da VinciModifica

Il monte Ceceri è protagonista di uno fra i più celebri miti sulla figura di Leonardo da Vinci: il dosso sarebbe stato il luogo da cui Leonardo nel 1506 avrebbe collaudato una delle sue macchine volanti. In questa narrazione il pilota della macchina sarebbe stato Tommaso Masini, detto Zoroastro da Peretola, uno dei collaboratori di Leonardo[1].

Il mito è il risultato dell’unione di due distinti episodi letterari. L’autore del primo è Dmitrij Sergeevič Merežkovskij, scrittore russo che nel suo romanzo Leonardo, o la Resurrezione degli Dei del 1900, mette il Masini alla guida di una macchina volante ideata da Leonardo con la quale si lancia nel vuoto per poi cadere rompendosi una gamba e restare definitivamente in stato demenziale; nel romanzo il fatto avviene a Milano. Il romanziere ha probabilmente preso spunto per questo aneddoto da una nota di Leonardo del periodo milanese, contenuta nel Codice Atlantico, in cui egli raccomanda di tenere un modello – presumibilmente di una macchina volante – ben al riparo dagli sguardi degli operai del cantiere per la costruzione del tiburio del Duomo. Lo studio-laboratorio milanese di Leonardo era infatti allora prospiciente il cantiere.

Serra d’asse la sala di sopra e fa il modello grande e alto, e arebbe loco sul tetto di sopra, ed è più al proposito che loco d’Italia per tutti i rispetti. (segue un piccolo disegno di macchina volante entro un rettangolo) E se stai sul tetto al lato della torre, que’ del tiburio non vedano[2].

L’autore del secondo testo è Leonardo stesso, che nel Codice sul Volo degli Uccelli tenta di trovare una forma per celebrare la grandiosità dell'idea del volo, del quale parla come di una futura possibilità. In due distinte pagine del Codice Leonardo prova a trovare la giusta forma. Nel foglio f. 18v scrive:

Del monte, che tiene il nome del grande uccello, piglierà il volo il famoso uccello, ch’empierà il mondo di sua gran fama.

Sulla seconda coperta del Codice, sul recto, elabora il passo, qui nella forma più celebre:

Piglierà il primo volo il grande uccello, sopra del dosso del suo magno Cècero, empiendo l’universo di stupore, empiendo di sua fama tutte le scritture, e groria etterna al nido dove nacque.

Questi due elementi, una volta uniti, spiegano quale sia stata la genesi di quello che si configura come un mito, uno dei tanti sulla figura di Leonardo.

Esiste una lapide sul muro della Villa Il Glicine, nei pressi di Fiesole, che attesterebbe l’effettivo compimento del volo. Anche il Comune di Firenze nel 2006 ha posto una targa a Peretola che commemorerebbe l’evento; in cima al Monte Ceceri invece, un’altra lapide riporta la celebre frase di Leonardo del Codice sul Volo degli Uccelli.

Vi sono anche casi di autori di profilo scientifico certo che in testi di taglio divulgativo riportano il fatto, senza però citare per questo alcuna fonte[3].

Non è noto ad oggi alcun altro documento o testimonianza, all’infuori di quelli sopra citati, in cui l’evento sia menzionato.


NoteModifica

  1. ^ Licia Brescia e Luca Tomio, Tommaso di Giovanni Masini da Peretola detto Zoroastro, in Raccolta Vinciana, 1999, pp. 63-77.
  2. ^ Codice Atlantico f. 1006v, 1493-95
  3. ^ Si veda ad esempio Domenico Laurenza, Leonardo il Volo - Giunti, Firenze

BibliografiaModifica

  • Domenico Laurenza, Leonardo il Volo - 2004 - Giunti, Firenze. ISBN 9788809035942,books.google
  • Documentario Leonardo il Volo di Fiesole (DVD) - Mediaframe, Firenze
  • Dmitrij Sergeevič Merežkovskij, Leonardo, o la Resurrezione degli Dei (secondo volume della Trilogia del Cristo e dell'Anticristo, 1900). ISBN 4-87187-839-2, books.google
  • Licia Brescia, Luca Tomio, Tommaso di Giovanni Masini da Peretola detto Zoroastro, in Raccolta Vinciana, 1999

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