Monte Merlo

altura italiana della Lombardia

Il Monte Merlo è uno dei rilievi che attorniano la città di Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova (Lombardia) ed è situato nella pianura padana, sui colli morenici del Lago di Garda.

Monte Merlo
Monte Merlo.jpg
Vista del Monte Merlo e della sottostante città di Castiglione delle Stiviere
StatoItalia Italia
Altezza111 m s.l.m.
Coordinate45°24′28.95″N 10°29′27.39″E / 45.408043°N 10.490941°E45.408043; 10.490941
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Monte Merlo
Monte Merlo

Situata a Nord dell'abitato cittadino, la collina ha un'altezza massima di 111 m s.l.m. che la rendono il rilievo più alto della città. Ha svariate caratteristiche floro-faunistiche: prevalentemente dominata dal prato che occupa quasi interamente la sua lunghezza di 400 metri e larghezza di 250 circa, possiede anche l’habitat tipico morenico che è però localizzato più che altro lungo il versante esposto a Sud-Est, mentre solo una porzione a Nord è occupata da bosco. Arbusti ed alberi si trovano soprattutto alla base del monte, e invadono limitatamente il prato sul versante Sud-Est, e più significativamente su quello opposto (Nord-Ovest).

Le specie erbacee vegetali dominanti sono: Graminacee ubiquitarie, Chrysopogon gryllus, Centaurea sp., Peucedanum oreoselinum, Thlaspi perfoliatum e Echium vulgare, mentre le specie arbustive ed arboree sono Roverella, rosa canina, rovi, biancospino, orniello e cearpino nero.

Il monte ha una pendenza compresa tra il 30 ed il 40% occupando quasi interamente la morena. Il tipo di suolo è MZB1/STS1 e TSI1, PDA1 e TIR1 con una tendenza evolutiva a bosco misto.

StoriaModifica

Monte Merlo era uno dei capisaldi, insieme a Monte Fornace, tra i quali il Generale austriaco Stadion aveva previsto, la sera del 23 giugno 1859, lo schieramento della sua seconda linea, composta dalla Divisione Palffy, dopo aver occupato Castiglione delle Stiviere con la Divisione Sternberg.[1]

Il giorno successivo, la Battaglia di Solferino e San Martino si svolse in modo diverso.

NoteModifica

  1. ^ Lucien Antoine Blondel, Campagne de l'Empereur Napoléon III en Italie, Parigi, Imprimerie Impériale, 1860, pag.293

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