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DescrizioneModifica

 
Il monte Penna innevato visto dall'Aiona; a sinistra il m. Pennino, a destra, sullo sfondo, le Alpi Apuane

Il versante nord mostra un andamento assai ripido di nuda roccia basaltica, mentre il lato sud appare quasi morbido e lussureggiante per la foresta demaniale del Penna. Degni di particolare rilievo sono alcuni scorci quasi liberi da segni di antropizzazione. Il monte sovrasta la valle del Ceno e la valle del Taro (entrambi i fiumi nascono dalle sue pendici), al confine tra le regioni della Liguria e dell'Emilia-Romagna. Sulla vetta si trovano una statua della Madonna in trono e una cappella in pietra, protette da un alto parafulmine.

Accesso alla vettaModifica

L'area del monte Penna è raggiungibile da Chiavari attraverso il passo del Bocco e l'alta val di Taro a cui si arriva più facilmente da Parma. Da nord si può arrivare passando da Piacenza-val Trebbia-val d'Aveto, o dalla val Nure. La montagna può essere raggiunta con un facile sentiero che parte dal passo dell'Incisa, ma in zona sono percorribili anche vie di arrampicata.[1]. L'escursionista che arriva alla sua cima può godere di un panorama che spazia a 360° gradi dal Mar Ligure a tutta la corona delle Alpi Occidentali, passando dai dettagli delle valli che lo contornano. Per questo motivo, gli antichi Liguri lo ritenevano sede della divinità celtica Penn, dal quale prende il nome[2][3].

In condizioni di buon innevamento, sul versante parmense della montagna è possibile effettuare sci di fondo con un percorso di circa 11 chilometri appositamente preparato e battuto da un gatto delle nevi.[senza fonte] Sempre sul versante nord, è possibile in inverno risalire il canalino che separa la vetta del Penna propriamente detto dal fratello minore Pennino. Nonostante l'altitudine modesta, l'esposizione a settentrione e la forte verticalità, rendono il canalino e più in generale tutta la parete nord della montagna - una classica dell'alpinismo appenninico.[senza fonte]

Punti di appoggioModifica

Sul versante parmense della montagna, quello che presenta caratteristiche morfologiche maggiormente alpinistiche e severe, sono presenti due rifugi: il "Rifugio Monte Penna", con 18 posti letto, e il recente rifugio Cai "Faggio dei tre Comuni", alla confluenza tra i comuni di Tornolo, Bedonia e Santo Stefano d'Aveto. Altre strutture ricettive sono inoltre presenti nei centri circostanti, dei quali il più significativo dal punto di vista turistico è Santo Stefano d'Aveto. Per escursioni giornaliere l'area è dotata di attrezzature per grigliate e picnic.

Tutela della naturaModifica

 
La vetta del monte

Sul monte Penna si trova anche l'"Oasi faunistica del monte Penna", gestita dal WWF Italia per la parte faunistica e dalla Comunità Montana Valli del Taro e del Ceno per la parte forestale.[4] Il versante ligure appartiene inoltre al Parco naturale regionale dell'Aveto, e il profilo della montagna insieme a quello del vicino monte Pennino è parte della grafica del marchio del Parco.

NoteModifica

  1. ^ Marco Salvo e Daniele Canossini, Appennino ligure e tosco-emiliano, in Guida dei Monti d'Italia, CAI / Touring, 2003, pp. 154.
  2. ^ vedi pag. 203, C. Beretta (2003)
  3. ^ La ricerca del dio Penn, su politeismo.blogspot.it. URL consultato l'11-10-2013.
  4. ^ Oasi faunistica del Monte Penna Archiviato il 3 febbraio 2008 in Internet Archive. su www.ecovaltaro.net.

BibliografiaModifica

Riguardo al monte Penna è stato scritto nel 2007 un libro da Giovanni Marchesi, professore di lettere al liceo scientifico Lorenzo Respighi di Piacenza.

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